Consiglio regionale della Lombardia. Liveblogging sulla mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Cattaneo. Argomento: i treni e il servizio ferroviario (o quel poco che ne rimane).

ore 13.30. Sì 22, no 46, 2 astenuti. Mozione respinta. Com’è che non mi sorprende? Buon viaggio, pendolari lombardi, buon viaggio.

ore 13.29. Si vota sì.

ore 13.23. Valentini Puccitelli (Fi, il Pdl ancora non c’è) si aspettava un dibattito di più alto profilo. Difesa d’ufficio di Cattaneo, quasi nessuna menzione alle pesanti uscite della Lega. Lasciamo stare le posizioni ideologiche, dice. Già. I pendolari adesso hanno un’ideologia. Comunque, abbiamo vinto le elezioni tre volte e quindi abbiamo ragione noi, chiaro? Meno male che si aspettava l’alto profilo.

ore 13.18. Giuseppe Adamoli del Pd si dissocia dal Pd. Ci mancava, in effetti. Per ragioni tecniche, precisa. Come presidente della commissione Statuto si dissocia anche dalla commissione Statuto, che aveva introdotto la mozione di censura nei confronti degli assessori.

ore 13.05. Antonio Viotto (Pd). I pendolari si portano lenzuola da casa perché i vagoni fanno schifo. Nessuna simpatia, né rispetto: mi associo a tutti gli accidenti che i pendolari inviano a Trenitalia e alla Regione dell’eccellenza, come si ripete spesso.

ore 12.50. Il dibattito prosegue, senza grandi novità. Gli argomenti sono sempre gli stessi e i pendolari lo sanno bene.

ore 12.28. Arturo Squassina (Sd): la Lega chiede di muoversi, siamo d’accordo. Trovo allucinante che l’assessore non sia assunto alcuna responsabilità. E’ tutta colpa degli altri, anche degli amministratori che hanno sottoscritto un documento a cui non è stata data risposta. E’ paradossale, in effetti. Lei, dice, viaggiava in incognito, e non si capisce come mai sia finito sui giornali, con la foto in cui saliva sul treno.

ore 12.23. Galli (Lega Nord): non possiamo fare come le tre scimmiette. Il problema c’è ed è vero. Sono convinto che l’assessore sia conscio del dibattito che è emerso. Si arriva tardi anche in commissione perché è in ritardo il treno (se ci fosse il treno…, commenta Squassina, Sd). Anche l’ipotesi di poter staccare quel cordone ombelicale che ci lega al carro romano (testuali parole), ovvero di una società che gestisca a livello regionale le ferrovie, è di sicuro interesse. Sono 500.000 i pendolari che usano le ferrovie, sperando che abbandonino la questione di gomma (testuali parole/2). Lei non deve preoccuparsi quello che scrive la Sinistra, deve preoccuparsi della Lega. Voteremo contro ma lei non deve sentirsene rallegrato o sollevato. Verificheremo passo passo quello che farà, caro assessore. E’ un invito a cambiare strada, cambiare comportamento, cambiare la situazione del trasporto regionale. Lei è di questo che si deve preoccupare. La prossima mozione di censura, altrimenti, la presenterà la Lega. Yes we can.

ore 12.12. Alessandro Cè (Cristiani e federalisti, giuro, si chiamano così): la maggioranza prezzola i giornali che dicono solo quello che vuole questa maggioranza e non raccontano quello che succede nelle stazioni. Tutti a libro-paga. Meno male che i blog sono liberi e indipendenti 🙂

ore 12.03. Stefano Zamponi (IdV): lei fa il pendolare con la macchina di servizio che l’attende in stazione. Basta con la propaganda (ha ragione, Zamponi). Non è sempre colpa degli altri. LeNord sono di proprietà della Regione, pare. E perché i muscoli non glieli facciamo mai vedere? Forti con i deboli, deboli con i forti, as usual.

ore 11.58. Carlo Monguzzi (Verdi): se ho 100 euro e ne spendo 90 per le strade, è facile poi sapere cosa succede. Se Milano diventa una città di due milioni di abitanti, poi non stupiamoci se c’è la congestione. Abbiamo bisogno non di un amministratore, ma di un pool di psichiatri, per spiegare quello che succede a Milano e in Lombardia e assistere i cittadini. «Diciamo tutto il male possibile dell’assessore Cattaneo, ma il responsabile vero si chiama Roberto Formigoni, momentaneamente assente», conclude Monguzzi.

ore 11.46. Formigoni è già andato via. Ha resistito dieci minuti (di ritardo?). Record stagionale, comunque.

ore 11.45. Benigni (Pd) dice di essere pendolare e basta. Ricorda le promesse non mantenute sulla linea di Bergamo. Le dichiarazioni monumentali di qualche anno fa che non hanno alcun riscontro nella realtà. Benigni è appassionato, anche perché passa metà della sua giornata sui treni (bisogna capirlo). Regionalizzazione di Trenitalia va bene, ma c’è da capire se l’intento è monopolistico.

ore 11.40. Applausi scroscianti dai banchi della destra. Vanno tutti in macchina, evidentemente. Faccio una pausa.

ore 11.39. Il servizio non va bene, dice concludendo, ma non è neanche quel fallimento che sembra. Boh. Noi, nel dubbio, lo sfiduciamo. Da gennaio è stata istituita una cabina di regia (un’altra?! come quella dello smog?!).

ore 11.38. Neanche una parola di autocritica. Va tutto benissimo, ragazzi.

ore 11.37. Le gare di altre Regioni sono state fittizie. Attendiamo repliche.

ore 11.36. Abbiamo acquistato 78 treni. Si è dimenticato di dire che li aveva messi Prodi, i danée.

ore 11.35. Passaggio di arroganza sublime. Il consigliere-liveblogger è ammirato.

ore 11.34. Anche il governo ci dà i soldi. Li abbiamo convinti. Già. Il governo B è talmente bravo che ha messo lo stesso i soldi. Lui è soddisfatto, chiediamo ai pendolari?

ore 11.33. La nuova bozza di orario, dopo le modifiche introdotte a furor di popolo, va bene. Bella scoperta.

ore 11.32. Su Frecciarossa nessuna contraddizione. Ma non era lui che si voleva sdraiare sui binari? La mia memoria fa difetto.

ore 11.31. E’ arrivato Formigoni. La notizia ha del sensazionale. Non viene mai in aula. Forse il suo treno era in orario.

ore 11.30. Tariffe aumentate? Non è così, ce le siamo sognate noi, evidentemente. Aumento del solo 2,5%, dice l’assessore. Solo che non parla degli aumenti previsti, né del fatto che il servizio è peggiorato in misura molto maggiore. E’ sempre colpa di scelte unilaterali di Ferrovie dello Stato, dice Cattaneo. Siamo sotto scacco e nessuno può farci nulla.

ore 11.27. Regione inerte? Solo la Provincia di Trento ha sottoscritto il contratto di servizio, con un aumento del 40% i costi per gli utenti (questa la verifichiamo). Per il 2008, la Lombardia ha prorogato il contratto. E valeva anche per il bonus, ma per il bonus unilateralmente Trenitalia ha deciso di non riconoscerlo. Siamo al Tar contro Trenitalia. Uno scontro tra Titanic.

ore 11.25. Risposte: servizio è stato intollerabile nel 2008? Siamo andati bene nella prima metà, la situazione si è aggravata. Indice mensile di puntualità era all’85% (sai che roba) ha cominciato a peggiorare sempre più in fretta negli ultimi mesi dell’anno. Siamo andati male a novembre e dicembre (non dice quanto). Adesso va tutto benissimo. Siamo tornati ai valori dell’anno scorso. Quindi, un treno su cinque è in ritardo di almeno cinque minuti, diciamo noi. Ottimo lavoro.

ore 11.22. Rispondo con i fatti. Richiama il confronto con gli enti locali. Non censuratemi, dice, ho lavorato facendo quello che mi avevate chiesto. Regione ha sempre tenuto aperto il dialogo (erano le porte dei treni a non funzionare). Un metodo che rivendico, dice. Parla di «strumentalizzazione politica» (tu chiamala, se vuoi, opposizione).

ore 11.20. Cattaneo risponde. Parla da pendolare, dice (ha preso il treno per una settimana, con il fotografo al seguito, che tristezza). E’ preoccupato, dice. Sta dedicando un sacco di tempo del suo lavoro a questo problema, dice (chissà il resto delle sue deleghe…). «Ich bin ein pendolär», sembra Kennedy.

ore 11.15. 2 miliardi di risorse aggiuntive, a partire dal 2006: ecco quello di cui c’era bisogno. Il problema è che ormai siamo qui. «Occorre programmare», dice Tosi. Abbiamo buttato via, almeno, un anno e mezzo, perdendo tempo soprattutto questa estate, prevedendo i cambiamenti che a dicembre si sono rivelati drammatici per la vita dei pendolari lombardi.

ore 11.12. Non ci saremmo mai aspettati un tracollo del genere. Regione Lombardia ha speso 40 milioni di euro in questi anni per l’acquisto di materiale rotabile (gli altri soldi sono venuti da Roma, e da Prodi). Il caso "Treviglio": nel 2009 non abbiamo ancora tempi certi sulla risoluzione di quel ‘nodo’. Così anche a Rho. I treni arrivano costantemente con difficoltà (si parla di S5, e Tosi racconta di un treno soppresso senza spiegazioni, qualche giorno fa). «Non è possibile», dice Tosi, pensando a tanti casi analoghi.

ore 11.09. Le linee che hanno diritto al bonus sono meno della metà del totale. Non stiamo parlando di percezioni soggettive, rispetto ai disservizi e ai ritardi, ma di quanto previsto nel contratto di servizio, una soglia superata per molti mesi per quanto riguarda un terzo delle linee ferroviarie regionali.

ore 11.07. Messaggi mediatici di ‘ribellione’ da parte di Formigoni sono arrivati in ritardo, con un puro scopo propagandistico. Il contratto di servizio, non ancora rinnovato dall’inizio del 2008, ha posto i pendolari tra l’incudine e il martello (leggi: Regione e Trenitalia). Senza alcun minimo riconoscimento del disagio, i pendolari sono rimasti in mezzo.

ore 11.05. Tosi prosegue: anche la legge 22/98 che aveva previsto l’introduzione di nuovi operatori è stata fondamentalmente inapplicata. Nessun confronto tra i due operatori, Trenitalia e le Ferrovie Nord, sia per quanto riguarda l’efficienza, sia per quanto riguarda la capacità di gestire il servizio ferroviario su larga scala.

ore 11.02. Prende la parola Stefano Tosi (Pd). «I ritardi di questi anni nell’acquisizione del materiale rotabile e nell’aggiornamento del contratto di servizio hanno portato ad un continuo peggioramento delle performance del servizio ferroviario regionale». «Se confrontiamo il dato del 2008 con il dato degli anni precedenti, abbiamo un continuo peggioramento, anche senza considerare i disastri del dicembre dello scorso anno». E’ un problema di politica della mobilità, dice Tosi, e di strategia sulle infrastrutture. Evoluzione demografica della nostra Regione: nessuno si è preoccupato dell’aumento del numero di abitanti. Non sono state aggiornate le previsioni da dieci anni a questa parte. Sia in termini di volumi di risorse, sia in termini di prestazioni.

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