Il Pd lombardo con Maurizio Martina e Carlo Porcari scrive a Formigoni perché intervenga assicurando il divieto di segnalazione dei pazienti extracomunitari da parte dei medici in Lombardia.

Egregio Presidente,
Le scriviamo in merito al recente provvedimento voluto dal Governo che cancellerebbe il divieto per i medici di segnalare alle autorità i cittadini extracomunitari non regolari, che si rivolgono a loro per essere curati. Riteniamo che questo sia un provvedimento demagogico, profondamente discriminatorio, in contrasto con il Codice di Deontologia Medica nonché rischioso per la salute pubblica poiché aumenterà il rischio di diffusione di malattie trasmissibili, non più monitorate e curate. Indurre un immigrato a non ricorrere alle cure mediche per paura di essere denunciato mina il diritto fondamentale e universale alla salute, così come sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione oltre a spezzare il rapporto fiduciario tra i pazienti e strutture sanitarie. E’ inoltre forte il rischio che gli extracomunitari in precarie condizioni di salute intraprendano percorsi sanitari paralleli o “clandestini”, senza quindi alcuna possibilità di controllo e verifica. Abbiamo accolto con apprezzamento la sua posizione rispetto al mantenimento della gratuità delle prestazioni per i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno e l’invito fatto ai Direttori delle ASL, con la nota 3895 del 3 febbraio scorso, affinché si instaurino rapporti di collaborazione con le associazioni che già sul territorio si occupano della salute degli immigrati. Ma questo non basta, perché la paura di venir segnalati alle autorità avrà la meglio anche sul superamento della “barriera economica” e un tema di impatto sociale così elevato non può essere lasciato da gestire solo all’associazionismo e al volontariato. Su questa norma sono state espresse forti preoccupazioni e dissensi da parte degli operatori sanitari della nostra regione, a partire dai Presidenti nazionale e lombardo dell’ Ordine dei Medici e da tante realtà associative che oggi si occupano volontariamente della cura dei cittadini stranieri. Le chiediamo quindi di emanare in tempi brevi lo strumento amministrativo più idoneo, così come già altre regioni stanno facendo, affinché l’accesso alle cure per gli immigrati sia garantito e non ostacolato come qualcuno, anche qui in Lombardia, vorrebbe. Cordiali saluti.

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