Riporto qui di seguito la prima pagina della newsletter del gruppo del Pd (che trovate qui). Mi sembra molto utile per capire come stiano andando le cose nella nostra Regione.

Che la legislatura regionale, nelle intenzioni del Presidente e della sua Giunta, dovesse finire quest’anno, lo si vede chiaramente nei documenti di bilancio che il Consiglio discuterà a partire da martedì.
È infatti l’assestamento per il bilancio 2008, per la prima volta anticipato a giugno rispetto alla data consueta di fine luglio – e anche questo è un piccolo segnale – a testimoniare che l’azione di governo in Lombardia è senza slancio e senza idee. Il provvedimento porta solo piccole correzioni, soprattutto qualche rinvio, come il taglio di 16 milioni per le case popolari e di 7,5 milioni per il trasporto regionale che vengono spostati agli anni successivi. Esistono anche nuove autorizzazioni di spesa, come 10,4 milioni per la ristrutturazione degli edifici scolastici pubblici o 10 milioni per il fondo di investimenti previdenziali, ma nulla che possa far pensare ad un nuovo slancio programmatico, all’attuazione di un progetto ambizioso di governo.
Non si tratta però di un’assoluta novità. Il rendiconto del bilancio 2007, anch’esso in discussione in settimana, dimostra ancora una volta che la decantata virtuosità del cosiddetto modello lombardo si basa essenzialmente sul miglioramento dei flussi da parte del Governo, sia per l’aumento dei fondi destinati alla sanità e al trasporto pubblico, sia per la celerità con cui le risorse sono erogate, in netta controtendenza rispetto agli anni precedenti. In pratica, con il governo Prodi lo Stato ha cominciato ad essere molto più puntuale nei confronti delle Regioni, facendo diminuire la loro esposizione finanziaria.
Così è anche per la Lombardia che ha migliorato la situazione dei residui attivi (termine tecnico per i crediti non riscossi) del 19% dal bilancio 2007 a quello del 2006.
E se la Lombardia sa usare le risorse per tenere in equilibrio il bilancio, quella della Giunta lombarda è essenzialmente una capacità di gestione ordinaria, di affrontare con puntualità le spese correnti, mentre sugli investimenti, quelli che riguardano politiche attive, qualificanti per una amministrazione, il discorso cambia di segno. Se sulle spese di funzionamento e operative la Regione impegna realmente il 92% di quanto appostato in bilancio, la capacità di impegno crolla al 45% per ciò che riguarda gli investimenti. C’è dunque una lentezza, una difficoltà ad attuare le politiche che la Regione si porta appresso da anni e che, coniugata con la mancanza di slancio di quest’anno, descrive un ciclo in fase di declino.

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