E chi se l’aspettava una partita così? Con un gol in fuorigioco, la seconda rete di gran classe, la terza in contropiede? E un’Italia letteralmente persa nella prima frazione di gioco, con un attacco in cui Toni (la cui definizione è: «segna in Germania, non in Svizzera») e Di Natale (nuovo a simili sfide) toccavano pochi palloni e tutti male. Poi sono entrati Grosso e i due genietti – Alex e Antonio – e le cose sembravano mettersi meglio. Almeno tre nitide occasioni da gol e un gioco finalmente offensivo. Un Cassano ispirato, un Del Piero incisivo. Con la Romania si ripartirà da quei due, nella speranza di non perdere. Sennò chi li sente più quelli della destra al governo, perdere con i rumeni?! Di questi tempi?!

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