Marcello Saponaro ha denunciato un molteplice profilo di incompatibilità dell’assessore regionale e consigliere provinciale Pagnoncelli, di Forza Italia, Bergamo. La sua doppia intervista è un piccolo capolavoro, a metà strada tra Plutarco e le Iene. Le vite parallele, però, sono quelle dell’assessore Pagnoncelli: anziché rispondere “nel merito”, come si suol dire, spiega che essendo un assessore esterno non ha gli stessi obblighi dell’assessore eletto (perché votato come consigliere) e che non si deve dimettere, dimenticando che in politica, a prescindere dalla norma, ci sono ragioni di opportunità. Pagnoncelli sta in Provincia e sta in Regione: la prima elabora il piano cave, la seconda lo valuta, lo modifica e lo sottopone al Consiglio. Credo sia chiaro a tutti quali siano i motivi per cui è il caso di sottrarsi al gioco controllore-controllato. Ma c’è di più: Saponaro ha documentato i rapporti tra Pagnoncelli e il gruppo Locatelli. Purtroppo non è solo la rima a tenerli legati. E il gruppo Locatelli di cosa si occupa? Ma di cave, ovvio. E dove? Ma a Bergamo, chiaramente. Anziché accusare Saponaro di essere ispirato da fazioni di Forza Italia, risponda alla sua interrogazione, firmata da componenti di tutte le forze dell’opposizione. Dei pannicelli caldi siamo stanchi, molto stanchi.

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