Archivio mensile Archivio: aprile 2011

Forse il sito è posseduto

Alessandro segue con preoccupazione le evoluzioni del supporter di Giovanardi nella crociata contro l'Ikea.

Questa, però, è buona

Umberto Bossi, ieri:

«Missili intelligenti non esistono. E poi li vedete dei missili intelligenti guidati da La Russa?»

Preferisco il volantinaggio

A qualche giorno dalle elezioni amministrative, ecco le immancabili interviste di D'Alema (che ha spiegato, qualche giorno fa: se si vince a Milano, B a casa) e di Veltroni che rilancia, comunque vada, un confronto serrato all'interno del Pd.

Grandi riflessioni teoriche in cui gli argomenti si scambiano e, come si scriveva qualche tempo fa, si parla di «convergenza» tra i due.

Ecco, tutto molto interessante. Davvero. Ammirevole. Non molto nuovo e sorprendente, ma non fa niente.

Il punto è che saremmo in campagna elettorale. Che migliaia di democratici stanno facendo il possibile perché si vinca a Milano, a Napoli e nelle altre città. Che non gliene frega niente di mandare a casa Bersani o di esprimere un giudizio sul gruppo dirigente del Pd. Che non si angosciano rispetto alle alleanze, anche perché le alleanze ci sono già, in questa campagna elettorale, e non corrispondono ai modelli astrofisici sui quali a lungo si sono cimentati i nostri strateghi.

Che vorrebbero vedere di più il Pd. Non le interviste del Pd, proprio il Pd.

Abbiamo proposto a tutto il Pd, a partire dal suo mitico gruppo dirigente nazionale, di dare un contributo alla mobilitazione milanese del 7 maggio. Una mobilitazione che non è promossa da un gruppo di anarchici, ma dal Pd milanese e lombardo. Per ora, nonostante le sollecitazioni, il silenzio è totale.

Chissà che quel giorno, a una settimana dalle elezioni, non esca qualche intervista sul dopo-elezioni.

Noi, più modestamente, nel frattempo, le elezioni cerchiamo di vincerle. Grazie.

Prossima Pisa, in diretta

L'evento di oggi, in streaming, qui.

Brutte notizie da Napoli

Una giornata difficile, oggi, di rigurgiti neofascisti, di nerissimi candidati e di violenza da stadio.

Se i pubblicitari non vanno bene, lui va bene

Stanno cercando di farlo perdere, ma non ce la faranno.

Questo non è il Vietnam

No, «è il bowling. Ci sono delle regole». A Francesco la palma del miglior slogan-citazione della campagna elettorale in corso.

Ah, già, Mastella

Che poi a Napoli noi si preferisce Morcone, ma con uno spot così qualcuno potrebbe vacillare.

Costano la metà e lavorano quasi il doppio

Si parla di lavoratori in nero, quelli che qualcuno preferisce chiamare clandestini, inserendoli nel contesto della «guerra tra poveri» (un'altra espressione molto di moda, ultimamente). Come si vedrà, leggendo e guardando questo reportage del Corriere, la guerra non è «tra poveri», ma è organizzata «da stronzi».

L'unico modo per difendere i diritti di tutti, è pretendere per tutti condizioni di lavoro decorose e regolari. L'unico modo per garantire le condizioni per una concorrenza leale, è evitare che qualcuno costi la metà e lavori il doppio. L'unico modo per tutelare gli italiani e insieme gli stranieri che lavorano in Italia è spostare l'attenzione sui luoghi di lavoro, a cominciare da due settore tradizionali come agricoltura e edilizia.

Per le strade, più che dei soldati da collocare nelle piazze principali, dovremmo preoccuparci dei caporali in periferia. Diffusi in tutto il Paese, dalla Brianza al Canale di Sicilia.

Cosmopolitismo

Umberto Bossi spiega le ragioni del 'pacifismo' della Lega:

«Non va bene perché costa troppo. E poi se butti le bombe o i missili gli immigrati aumentano, scappano via tutti. Senza pensare che chi fa la guerra poi deve pagare magari per ricostruzione. Non è mai finita. Già una volta abbiamo pagato i danni della seconda guerra mondiale».

Nel frattempo, qualcuno si chiede: e se bombardassimo i clandestini?