Archivio mensile Archivio: novembre 2010

Acqua, se ne riparla il 23 dicembre

Il Consiglio regionale, dopo una giornata intera di dibattito, interpretato in prevalenza dai consiglieri del Pd, ha rinviato la discussione degli ordini del giorno sul Pdl dell'acqua al 23 dicembre.

La speranza è quella che arrivi, nel frattempo, la proroga a livello nazionale dell'abolizione degli Ato, al centro del progetto di legge di cui stiamo discutendo, che riguarda governance e modalità di gestione del servizio idrico.

Chi è che paga, ora?

Il Tribunale dice il Comune, ma forse sarebbe il caso che se ne occupasse direttamente il sindaco, no?

Comunicato stampa. Finalmente ad Adro è stata fatta giustizia. Su una scuola pubblica, ha detto oggi la magistratura, non si mettono simboli che direttamente o indirettamente sono utilizzati da un partito. Era ovvio ma c’è voluta una forte mobilitazione, promossa e sostenuta anche dal Pd, per rispedire al mittente la provocazione leghista. Con i suoi 700 simboli spalmati su ogni oggetto e arredo della scuola il Carroccio ha fatto perdere tempo e distolto l’attenzione, come spesso fa, vedi le proposte sui cartelli stradali in dialetto, da problemi veri e ben più drammatici, come i pesanti tagli alla scuola pubblica decisi anche da Lega Nord, al governo del paese. Il Tribunale ha condannato il comune a cancellare tutti i simboli: il Comune rappresenta tutti i cittadini ma la stupidata dei 700 simboli è stata voluta solo da alcuni: è giusto quindi che le spese siano addebitate al sindaco e a chi ha sottoscritto la scelta.

Via i simboli!

Il Tribunale di Brescia, accogliendo il ricorso della Cgil, sancisce che i simboli della scuola di Adro discriminano. Sabato pomeriggio andremo a festeggiare.

La zona gianfranca (non) colpisce ancora

Gira voce che Fini intenda astenersi. Ha traccheggiato troppo e ora si ritrova in un cul de sac, perché B ha ritrovato la fiducia di alcuni parlamentari di Fli, a oggi decisivi. Chissà. Sta a vedere che così tiriamo fino al 2013.

Massimo e Walter

Repubblica oggi spiega quello che sostengo da tempo. D'Alema e Veltroni sembrano dire le stesse cose: del resto, nessuno dei due potrebbe esistere senza l'altro, come sa chi ha letto la Fenomenologia dello spirito. Non sono convinti di Bersani, che si ritrova sempre più solo e incerto. Già che ci sono vogliono isolare Franceschini, per unire l'utile al dilettevole.

Tutti e due puntano su una nuova alleanza, anche perché Vendola, a sinistra, fa paura, e rovina il gioco del Pd, costringendolo a confrontarsi con gli elettori di sinistra, che osservano sgomenti quello che sta succedendo. Le brutte sorprese sono brutte ma sempre meno sorprendenti: anche a Torino, dove Chiamparino (che nel frattempo ha 'mollato' Profumo) e i due amici-per-la-pelle lanciano Fassino, che farà il sindaco come se fosse un premio "alla carriera".

Il premier indicato da D'Alema ma anche da Veltroni sarà un papa straniero (speriamo non Ratzinger) e, per sostenerlo, i due sono disposti a superare la stagione delle primarie. E a superare, di fatto, anche il Pd, il suo progetto e le ragioni della sua costituzione.

Dopo averci spiegato per anni che c'era l'Ulivo e poi il Pd e la sua maledettissima «vocazione maggioritaria», aver chiesto a tutto il centrosinistra di votare per il Pd nel 2008, avere insistito sulla vicinanza tra gli elettori della coalizione a prescindere dalle etichette di partito, avere promosso campagne politiche contro la frammentazione del sistema politico, i due sembrano voler riavvolgere il nastro e tornare indietro di 15 anni. A quando erano giovani (forse è questo il rinnovamento a cui stanno pensando) e ne azzeccavano più d'una, per la verità. Poi hanno un po' smesso, ma la storia la conoscete.

Si torna indietro, per durare ancora un po', alla guida del centrosinistra. Lo schema è quello di allora: un centrosinistra, questa volta molto più accentrato. Una figura non politica, che superi le incertezze dell'offerta politica e che metta in secondo piano i due candidati alla segreteria dello scorso anno: Bersani (D'Alema) e Franceschini (Veltroni).

Qualcuno si chiede perché non sia Bersani, ora, a prendere l'iniziativa. A candidarsi alla premiership e a dettare parole d'ordine e contorni delle alleanze con cui vincere e governare (più difficile la seconda della prima, com'è noto). Se Bersani non lo farà, è molto probabile che sarà il Pd a essere travolto. A Bologna e Torino e, poi, nel Paese. E l'11 dicembre suonerà sinistramente evocativo.

Repubblica maligna e dice che i 'rottamatori' «stavolta potrebbero riempire uno stadio». Un'osservazione tutt'altro che peregrina. E per ora mi fermo qui, nella speranza che si muova il segretario nazionale. E che il Pd non si accartocci.

P.S.: probabile che mi sbagli, a sentire tutti quelli che mi hanno scritto e telefonato, subito dopo aver letto il post, questa mattina. Le due prospettive sono distanti e, se sembrano convergere – questo il senso delle precisazioni e delle smentite – non sono affatto coordinate. Non c'è un disegno e, per dirne una, c'è un giudizio su Fini molto diverso tra i 'due'. C'è chi dice, addirittura, che sia tutta una montatura. A me resta la sensazione che tutto questo non stia facendo bene al Pd. Sarei, comunque, per una volta, felice di sbagliarmi.

Ci tenevo a rimarcarlo

Un assessore di Milano promuove un festival con la propria foto sui cartelloni 6 x 3. Ma non è campagna elettorale, scherziamo?!

Non ci stanno

I rifiuti campani in Veneto. Chissà cosa farà la Lombardia, nota per fare polemica almeno un po' e per smentirsi poco tempo dopo.

Bo, To e magari Na

Luca ha ragione a scrivere quello che scrive. Infatti ci siamo mossi, questa volta, come cercavo di spiegare questa mattina: è che al Post non sono ancora arrivati i faldoni di CiwikiLeaks.

Anticipazioni da WikiLeaks

In anteprima per CiwikiLeaks, alcune note dagli archivi segretissimi.

Del Piero tira bene le punizioni.
Fini era fascista fino al 1994, poi berlusconiano fino al 2010.
D'Alema si è stancato di sostenere Bersani.
Casini è sempre stato al governo del Paese, anche se finge di provenire da un satellite di Giove.
Montezemolo avrebbe un conflitto d'interessi anche lui, se entrasse in politica.
Se il Pd va avanti così, Vendola arriva al 20%.

Altre note più tardi. Come dice Alessio, si tratta dell'«11 settembre della politica italiana». Il Pd di Bersani risponde immediatamente con l'«11 dicembre» in cui, a dispetto del freddo, tutti ci rimboccheremo le maniche del piumino.

Una Spectre si aggira per l'Europa

Frattini sembra Austin Powers: non gli sembra vero di avere un titolo sui giornali. Per ora il merito di WikiLeaks è di averci ricordato che abbiamo un ministro degli Esteri. Finora è stato nascosto nei dossier, evidentemente.