Sulla carta Dario Marini da Brescia arriverà terzo nella competizione per la segreteria nazionale dei giovani democratici (se è possibile, evitare youngdem, perché è orrendo, come sono orrende tutte le parole con suffisso “-dem” coniate in questi mesi). E’ l’unico a non avere dietro nessuno, per dirla volgarmente, ovvero il solo a non rappresentare questa o quella organizzazione giovanile e a richiamarsi a questa o quella tradizione politica e culturale. In ragione di questa peculiarità, è il più ‘democratico’ dei tre, e può offrire ai suoi giovani elettori altri due tratti che dovrà saper ben rappresentare, se vorrà raccogliere un po’ di consenso, soprattutto tra coloro che si sentono sempre più lontani da Roma. E’ un candidato del famoso ‘territorio’, quello che si cita sempre nei documenti e si ‘frequenta’ pochissimo nel corso della preparazione delle liste, e in questo momento è un aspetto molto importante della vita del Pd. E poi è l’unico candidato del Nord, sempre sotto rappresentato negli organigrammi nazionali del Pd. Ed è, consentitemi un po’ di partigianeria, un candidato lombardo. Se la smetterà di parlare di ‘giovanile’ – ultimo residuato burocratico nel suo linguaggio, da abolire quanto prima – Marini farà strada. E potrà arrivare, da Brescia, anche qualche sorpresa, pur essendo, queste, le primarie più primarie che ci siano. Perché in molti pensano (tutti maligni?) che fossero state decise prima. Appunto.
Il Pd prende parola, forte e chiara, sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Brianza. Ne ha parlato con grande precisione Emanuela Beacco , presidente del Consiglio comunale di Giussano (in più occasioni, sul suo blog e sulla rivista che Vorrei). Oggi il Pd della Brianza, attraverso le parole del suo segretario, Enrico Brambilla, e di diversi amministratori locali (in particolare, di Desio e di Seregno), ha lanciato lo sportello e l’osservatorio legalità, le iniziative che i gruppi consiliari intraprenderanno nelle prossime settimane, il lavoro sul territorio. Per ribadire che quando si parla di sicurezza, ci si dovrebbe preoccupare soprattutto di questo, e del rischio che la nostra terra, continuamente ferita e in alcuni casi letteralmente oltraggiata, sia fatta oggetto di vere e proprie violenze (cave e discariche e case abusive, in primo luogo). La riduzione del consumo di suolo, il rispetto del paesaggio, la tutela della salute dei cittadini sono temi che qualificheranno la nostra proposta politica per le prossime Provinciali. La nostra campagna politica in Brianza è iniziata.
La notizia è di quelle sensazionali: i cortei della manifestazione del 25 ottobre partiranno alle 14, e non alle 9 (le nove!) come inizialmente previsto. E il comizio di Veltroni si terrà al Circo Massimo alle 17. Lassù qualcuno ci ama. P.S.: resta da risolvere la questione del dato territoriale dell’iscrizione al Pd. Vediamo se riusciamo, anche con il microscopico contributo di questo blog, a farla cambiare. P.S./2: tra le vere follie del regolamento del tesseramento ne segnalo un’altra che, se interpretata in senso restrittivo, comporterebbe l’impossibilità per i membri di liste civiche eletti nei loro consigli prima della nascita del Pd di aderirvi (ma il dato bavarese qualcuno lo ha guardato?). Dice il regolamento: «Art. 15. Non è consentito il rilascio della tessera a persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altre formazioni politiche all’interno di organi istituzionali elettivi, ai sensi dell’art. 2 comma 8 dello Statuto». Mi auguro che le liste civiche, numerosissime sul nostro territorio, non siano considerate come «altre formazioni politiche». Sarebbe l’ennesima riprova che intendiamo continuare così e farci, come al solito, del male.
Lo propongo invano da più di cinque anni, da quando al governo, a Monza, c’era il centrosinistra (cfr. qui). Nessuno mi ha mai dato retta. Adesso la proposta è ripresa anche da Vorrei. Cortesia vorrebbe (appunto) che si citassero i precedenti, ma è un periodo così, non c’è niente da fare. Con l’occasione, raccolgo e rilancio: un festival per l’ambiente e per la cultura ambientale potrebbe proporlo il Pd in occasione della prossima campagna elettorale, per la nuova Provincia. Monza e la Brianza, insieme, potrebbero organizzarlo, e dare rilevanza a un tema fin troppo trascurato nella nostra regione e ancora troppo poco valorizzato all’interno della nostra proposta politica. P.S.: all’interno dell’ultimo numero della rivista, segnalo un interessante approfondimento di Alfio Sironi dedicato al recupero della reggia di Venaria (per altro, già approfondito qui e qui).
La collana Sguardi di Bollati Boringhieri è già un mio personalissimo cult (riprende, come forse saprete, i contenuti di Torino Spiritualità). Per incominciare, consiglio vivamente Credere nel vuoto di Philippe Petit, introdotto magistralmente (come sempre) da Michele Serra. Petit (quasi omonimo di uno dei miei professori preferiti) vi sembrerà a prima vista e a prima lettura un mitomane della più bell’acqua, ma le sue parole, affatto curiose e inaspettate, a poco a poco, vi condurranno sul filo sottile – o, se preferite, sulla fune ben tesa – di una riflessione di grande respiro. Le sue mirabolanti imprese diventano un messaggio di riscatto e di speranza, soprattutto nelle ultime parole del libro. «Chiunque può guardare qualcosa di incredibile e sognarlo». E sognarlo vuol dire perseguire il proprio scopo con determinazione, con intelligenza e con passione. Una passione per la sfida che è immediatamente passione per la vita. «Se davvero si vuole volare, allora si vedranno spuntare delle piccole piume». E anche l’impresa di camminare tra le due Torri gemelle, senza protezioni, vi sarà sembrata, appunto, una passeggiata.
Stavo pensando alla manifestazione del 25 ottobre a Roma. Confermato l’orario assurdo della partenza dei cortei (a riprova che non ci ascolta mai nessuno), è il tema politico a lasciare molto perplessi. La città in cui si è celebrata la sconfitta più pesante della recente campagna elettorale (a proposito, lo sconfitto ‘per’ eccellenza lancia una nuova corrente, “a scavalco” con la destra, siamo messi bene) attende migliaia di persone un po’ spaesate. Avevano detto che a settembre sarebbe cambiato tutto, e invece non è cambiato proprio nulla. Anzi. Dalle frenesie correntizie di luglio si è passati ad un mood quasi melanconico. E’ autunno, addormentatevi bambine. Il tesseramento è partito nel modo più burocratico possibile, i dirigenti nazionali (oggi anche Tonini scopre che si sentono immortali, meglio tardi che mai) che giocano la solita partita e in provincia è tutto un rimbalzare di delusioni e un rumore di ferraglie tattiche (dal “da soli” all’alleanza con il diavolo, per capirci). Così, cari amici e compagni, non va. Le stiamo prendendo di santa ragione e nessuno sembra accorgersi della gravità della situazione. A Roma, ci andremo, ma sarà come tornare sul luogo del delitto, per così dire. Nella speranza che proprio lì succeda quel ‘qualcosa’ che attendiamo. E che i cittadini italiani si meritano. Il Pd è l’unica soluzione, ne sono ancora convinto (soprattutto se guardo a sinistra, dove lo scontro Ferrero-Vendola ha dell’incredibile). Però questo Pd deve corrispondere alle parole pronunciate giusto un anno fa, alla Fiera di Milano. Vale la pena di ripassarle, prima di prendere l’ultimo treno per Roma.