No, non sto parlando di strade, ma di percorsi politici. E’ partito il gruppo di lavoro del Pd pedemontano (una mia vecchia idea, da Varese a Brescia, un progetto comune), abbiamo avviato gli appuntamenti dedicati al Pd e al Nord, stiamo per rilanciare il progetto LoVe (nel senso di Lombardo-Veneto), preparando il reportage del nostro viaggio politico-elettorale lungo la A4, definendo altri percorsi di collaborazione all’interno delle strutture ‘settentrionali’ del partito. A settembre, la festa democratica provinciale si farà (bene), si farà a Monza (molto bene) e sarà dedicata proprio a questi temi (ottimo). Sarebbe bello coinvolgere la Casa della Cultura di Monza e della Brianza, immaginare un percorso sulle questioni di attualità, puntare sulla qualità degli appuntamenti politici. Perché, appunto, tutte le "questioni settentrionali" portano a Monza e alla Brianza, al centro della Lombardia e al centro del Nord. Una sfida che ci piace pensare riguardi non soltanto noi, ma il futuro del Pd.
Walter torna sul pullman. E’, semplicemente, una grande idea. Campagna elettorale permanente? Piuttosto una campagna politica con i fiocchi. L’anno scorso, presi una macchina elettrica, e girai il mio collegio dopo la sconfitta. Lo chiamai Rovesciata tour, perché volevo rovesciare, appunto, il luogo comune dei politici che si fanno vedere solo in campagna elettorale (e poi chi li vede più?). Spiegai su questo blog il senso dell’operazione, e ne parlai per tutto il mese di giugno del 2007. Fu istruttivo. E servì, soprattutto a me, per ritrovare una relazione che con la sconfitta alle amministrative sembrava essersi smarrita. Con Walter, sul pullman, ci saremo anche noi: tutti quelli che credono nel Pd. Nonostante tutto. E tutti.
Al Pd servono direzione politica e organizzazione. I fondamentali, lo abbiamo detto spesso. Anche la formazione, però, non può e non deve per nessun motivo al mondo passare in secondo piano. Sono a disposizione per imparare insegnando, se qualcuno lo riterrà opportuno. Ci vorrebbe una bella università popolare, come una volta, con metodi nuovi, su argomenti di attualità, per costruire insieme quel "comune sentire" che ora ancora non abbiamo. Case della cultura più che pensatoi per pochi eletti. Pensiamoci.
Mi chiedono: ma adesso "tirate su" la corrente dei giovani? Dei trentenni/quarantenni? Rispondo, citando quella famosa frase: «L’unico principio è non avere principi» (attenzione all’accento: va sulla seconda ‘i’, altrimenti qualcuno penserebbe al regicidio). Per me, e per persone come Marta Meo (per me un punto di riferimento politico-ideale come nessun altro), l’unica corrente è non averne, di correnti. Di non prendervi parte, soprattutto se si tratta di gruppi personalistici – costruiti, cioè, intorno ad un leader -, soprattutto se costruite per la propria autopromozione e sopravvivenza all’interno dell’apparato (tra l’altro, in mancanza di apparato, tutto ciò appare ridicolo quando non patetico). La nostra corrente si chiama Pd, chiaro?
Ieri, tornando da Roma e da un weekend di politica e conversazioni fino a tardi, ho corretto le bozze di E’ tempo, la mia ultima ‘fatica’ (che chissà perché si chiamano così, i libri, che per me sono solo un piacere…). Il libro sarà pronto a fine mese. Viaggiando, mi è venuta in mente una vecchia canzone, che inizia così: «Il tempo cambia molte cose nella vita, il senso, le amicizie, le opinioni…». E ho pensato che questa cosa riguarda me e riguarda noi. E il Pd. E la ‘fase’ che stiamo attraversando. Eccola:
Ieri sera, a Vimercate, siamo partiti con lo sviluppo dell’«idea geniale» di cui vi ho parlato (tale era l’eccezionalità dell’evento che sulla festa democratica si è abbattuta una vera e propria tromba d’aria che neanche in un film di Kurosawa). Si tratta de Il grembiule, ma non posso ancora dirvi molto di più. Giovedì proseguiremo a Limbiate, presso gli stand della locale festa democratica, dove avrò il piacere di presentare il libro di Ferruccio Capelli Sinistra light, di cui vi ho già parlato. Vi racconterò.
C’è un concetto, nel piano energetico di Obama (che trovate qui) sul quale vale la pena di soffermarsi. Si tratta del retooling, ovvero della ristrutturazione e del ripensamento del sistema produttivo per quanto riguarda il consumo di energia. E’ il tema, cioè, dell’efficienza energetica e della stretta alleanza tra ambientalismo e innovazione tecnologica e produttiva. In Italia abbiamo una straordinaria esigenza in questo senso: nel nostro Paese il consumo di energia cresce più del Pil (vale a dire che non c’è quello che i tecnici chiamano decoupling, cioè una crescita del prodotto interno lordo e una contestuale diminuzione del fabbisogno energetico). Prima di parlar di nucleare e insieme a una politica delle rinnovabili alla tedesca, varrebbe la pena di porsi seriamente il problema. Il Pd lo ha fatto, ma il messaggio è passato poco, in filigrana, in una campagna elettorale in cui ha prevalso, per quanto riguarda l’ambiente, la polemica circa i rifiuti di Napoli. Nei prossimi tempi sarà nostra cura riproporre il problema con maggior convinzione e con maggior precisione. Alla Obama, per capirci.
«Odio aspettare qualcosa che sta per saltare in aria». E’ la frase finale della raccolta di racconti dell’estate: Peter Cameron, La paura della matematica, Adelphi. Un libro che non è proprio il caso di aspettare. E’ in libreria. Correte a comprarlo.
Dall’8 gennaio (più di sei mesi fa, verificate qui) sostengo insieme ai colleghi del Pd che la Lombardia può accogliere, vagliare e smaltire i rifiuti campani. Formigoni e la giunta si sono sempre detti indisponibili, per motivi tecnici (per alcuni) e politici (per altri). Ora, arriva il via libera: cambia il governo e cambiano anche i rifiuti. Il nostro comunicato stampa di ieri.
“Formigoni e la Lega hanno fatto una vera figuraccia. Hanno trascorso mesi a spiegare che i rifiuti campani non sono adatti agli inceneritori lombardi e ora dovranno spiegare delle due l’una, o che avevano esagerato prima o che stanno per arrivare in Lombardia rifiuti potenzialmente pericolosi”. Così commentano i consiglieri regionali del PD Giuseppe Civati e Maria Grazia Fabrizio la notizia dell’accordo tra Regione Lombardia e Governo per lo smaltimento di una quota di rifiuti campani. “La realtà – spiegano Civati e Fabrizio – è che il centrodestra ha strumentalizzato l’emergenza campana in modo ideologico e opportunistico, lucrando su un problema su cui era necessaria la massima responsabilità delle istituzioni. Da gennaio sosteniamo che la Lombardia avrebbe dovuto e potuto fare la propria parte, chiedendo tutte le garanzie del caso. Ma allora c’era il governo Prodi e la Regione negava la propria disponibilità, mentre la Lega addirittura minacciava di incendiare i camion”.
Olivier Adam, Peso leggero, consigliato da Francesca. Come si fa a recensirlo? Bisogna leggerlo. Lo pubblica Minimum fax. Adesso recupero anche i precedenti (come ho fatto a non accorgermene prima?).