Italia Oggi riprende uno spunto polemico che viene dal profondo della Brianza, da Lissone. E che sarebbe indirizzato al vostro affezionatissimo.

Non ho partecipato alla campagna elettorale di Lissone, perché la sindachessa, espressione di una lista civica, non ha voluto ‘politici’ tra le scatole (e, siccome ha vinto, secondo me ha fatto pure bene).

A maggior ragione non ho messo parola alcuna nelle vicende interne alla giunta che si è costituita in questi giorni, che avrebbero portato all’esclusione, così leggo, di una giovane professionista di Giussano, Emanuela Beacco, che a me si appella per fare chiarezza.

Le rispondo, perché è giusto rispondere, in ogni caso, ma non ho elementi per giudicare, perché non so come siano andate le cose, né chi si sia messo di traverso e perché lo avrebbe fatto.

Penso, per altro, che un consigliere regionale non debba nominare gli assessori delle giunte comunali (o, peggio, impedirne la nomina): anzi, penso proprio che il consigliere regionale non debba proprio partecipare a queste discussioni.

Non l’ho fatto a Lissone, e nemmeno nella mia città.

Cara Emanuela, mi dispiace per te e per la tua mancata nomina, ma non conosco la vicenda per cui mi chiami in causa. Gli assessori li ha scelti il sindaco, che per altro – e giustamente – non ha inteso avere alcun contatto con me per la scelta dei componenti della propria Giunta. E il nuovo sindaco di Lissone non è espressione del Pd, ma del popolo delle primarie, e agisce in piena autonomia. Come credo sia giusto che sia. Quanto alla leggera sfumatura di ironia che leggo nelle tue parole nei miei confronti, ci sta tutta. Sono paladino della partecipazione e dell’autonomia. E infatti non metto becco in scelte che non mi competono. Un saluto cordiale, giuseppe

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