Giovanna Cosenza e le baruffe del Pd, a proposito di comunicazione (e di errori di-).
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Commenti
A mio avviso i manifesti sono inguardabili, e sono assolutamente d’accordo con Giovanna Cosenza e le sue critiche.
Soprattutto a livello grafico. Altro che sperimentazione e “citazioni colte”, siamo nel campo degli errori grossolani e dell’esecuzione che definire scolastica è benevolo.
Che si siano scatenati gli “esperti di comunicazione allo sbaraglio” non mi sorprende.
È una delle “controindicazioni” della rete.
Le risposte piccate però, pur se con ragione, servono solo ad alimentare polemiche sterili. L’autrice dovrebbe saperlo….
Scusate, Pippo e gli altri… io sarò forse diversamente abile d’intuito, ma c’è una cosa che proprio non so spiegarmi: come pensa di farsi capire dai suoi lettori, l’eminente prof di Comunicazione Cosenza Giovanna, se un giorno, il mercoledì, “distrugge” letteralmente i manifesti con la lancinante e ultimativa definizxione di “un’accozzaglia di rara imperizia”, ma poi 2 giorni dopo, di venerdì, se la prende, acida e sferzante, con chi li ha criticati…??? Chi ha, anche in pillole, una spegazione-surrogato per me, minus quam militante-e-basta-che-disse-sono-bruttissimi…? Con riconoscenza in antcipo, Alberto
Lei non se la prende con i minus habens, lo scrive
Alle superiori avevo come docente Giuseppe Pontiggia, scomparso da poco, che è ritenuto uno dei maggiori scrittori italiani contemporanei. Pensate se, avendo di fronte tanti ragazzi e ragazze non proprio tutti amanti della letteratura, si fosse rifiutato di spiegare, considerandoli – giustamente – minus habens rispetto a se..
Alberto, la spiegazione dovrebbe averla lei, no?
Se la prende con chi li ha difesi.
Si senta pure riconoscente.
Dai Mr. 25% (Bersani) continua così che ad aprile le elezioni levincerà con maggioranza bulgara Beppe Grillo e il suo movimento.
Aspetto sempre che Civati e company si diano da fare: lista in competizione contro questi falliti di vecchia generazione compreso il segretario.
ma sì dai, ce lo vogliamo far mancare un laureato in scienze motorie all’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. che vergogna.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/15/nuovo-dg-dellistituto-di-geofisica-e-vulcanologia-e-prof-di-ginnastica-amico-della/264272/
A me, per la verità, più che le disquizioni sulla strategia comunicativa, di cui la grafica è UNA componente, ha incuriosito – e non favorevolmente – quel che scrive l’autore/autrice, che mi pare parecchio supponente, viso che liquida ogni critica come non meritevole di risposta e non proveniente da competenti. Che ne sa?Forse i critici esagerano, forse i blogger si senton tutti esperti di comunicazione come gli italiani si senton esperti di calcio, sta di fatto, però, che le critiche non si posson liquidare rispecchiandone la stessa approssimazione che si attribuisce loro. La politica, in fondo, se è democratica, deve sapersi confronatre tanto con gli “esperti” che con quelli che si valutan “inespeti”, che non posson esser considerati solo come pance in preda a borborigmi, che poi van a finire in voti. Non vorrei che, al dilà del merito delle questioni, in quella immagine e nella risposta NON data alle critiche si saldasse un doppio stile, quello del PD attuale e quello di chi gli organizza la comunicazione. Uno stile che definirei un pò elitario (nele intenzioni e nelle presunzioni) e “a prescindere”, persino a prescindere da quegli elettori più attenti che – se guardano e sostengono o criticano – dovrebbero esser (lo son sempre stati, ora non so più)un filtro per meglio comprender tutti gli altri. Se no si dica pure che sono ormai solo una riserva atipica, nella quale, però, è finito anche il PD con i suoi strateghi della comunicazione.
l’autrice parecchio “supponente” ha un dottorato in Semiotica conseguito all’università di Bologna, con supervisore un certo Umberto Eco. E insegna Semiotica presso la stessa università.
Forse qualche titolo èer essere “supponente” in ambito di linguaggi comunicativi ce l’ha…
No, Luigi, uno può anche esser Mc Luhan in persona, ma non ha diritto di trattare i propri interlocutori in modo arrogante, come a dire “io sola posso parlare, dall’alto della mia cattedra”. Tra l’atro semiotica e strategie promozionali e grafica nn son per niente la medesima cosa, anche se condividono saperi. proprio Eco, per dire, non fa il pubblicitario. Scrive saggi e romanzi. Il tono della risposta di quella signora è semplicemente ridicolo per come è contemporaneamente stizzito e pseudoaltero. Sembra lo stile Fornero e ricorda anche il D’Alemasotuttoio. Gli vien naturale, ai cattedratici e ai politici?
Personalmente, ma è la mia opnione, ho trovato più stizzito il commento degli autori di quel manifesto palesemente brutto. Se FF3300 se la cava col “non avete capito che era un lavoro sperimentale” e addirittura “se non vi piace il manifesto siete contro il cambiamento” non merita che una risposta tranchant, al di là delle disquisizioni tecniche.
o forse nn merita proprio risposte, perchè sarebbe una perdita di tempo. E poi, diciamolo, è meglio non regalar niente a nessuno, di questi tempi. Non si sa mai l’uso che ne fanno
certo che risponder così alle critiche non mi pare testimonianza di senso della misura: “Approfittano del fatto che non userei mai per esibizione personale e umiliazione altrui le inevitabili asimmetrie di competenza che mi separano, almeno nel mio settore, da chi ha letto, studiato e fatto meno di me, se non altro perché ho la fortuna di fare un mestiere che mi permette di studiare (e mettere alla prova ciò che ho studiato) tutti i giorni. Men che meno mi accanirei, per etica professionale, con chi è molto più giovane di me. Dunque non lo farò con loro, e in questo senso mi sono ritrovata «disarmata»: non uso armi contro i più deboli, anche se strillano e scalciano.” Pensa che i nostri parlamentari e leader, come lei, son esattamente in questa invidiabile situazione: han tempo per studiare e leggere e poi metter alla prova quel che han studiato. C’è qualcosa che non funziona, mi sembra. Forse come la signora non vogliono umiliarci, perchè siam troppo deboli?
http://www.corriere.it/politica/12_giugno_15/grillo-quasi-primo-partito_7a2bacda-b6c5-11e1-b636-304ca8822896.shtml
Fa venire in mente Alien: a bordo c’è un mostro ferito (il Pdl alla camera), il meccanismo di autodistruzione è stato inserito… e Bersani non è Sigurney Weaver, anzi magari corre ancora appresso al gatto Casini…
sigourney weaver è beppe grillo
cioè, noi altri invece moriamo tutti? e allora Grillo si sbrigasse direttamente a buttarsi nell’altoforno mentre Casaleggio gli esce dall’addome…(cfr. Alien 3)
i mostri muoiono, i buoni vincono
articolo interessante.
spotpolitik, come se lo spot potesse coprire il vuoto di contenuti e non deve esserne la sintesi.
sara’ che sono vecchio, ma non ce li vedo proprio Berlinguer, Olaf Palme o Willy Brandt seduti li’ a discutere per ore se sul manifesto del PD si veda un fascio littorio o una tela di Magritte. Ai tempi miei c’era un ufficio apposta per queste cose, e di solito non ci finiva chi doveva fare il candidato a presidente di regione o del consiglio. altri tempi, altri uomini.
A parte l’approssimazione del tuo discorso, visto che anche i personaggi da te citati facevano manifesti, comizi e comizi elettorali, non puoi sperare che personaggi di trent’anni morti e sepolti possano inserirsi bene nell’attualità.
nunzio, il problema è proprio questo.
i tempi ahimè sono cambiati e le risposte non possono essere più le stesse.
Beh, pensa a quanta pubblicità e comunicazione si fa con personaggi morti e sepolti. E’ la TIM che fa Marco Polo? E Jobs non lo usa nessuno? C’è personaggio e personaggio, e dipende anche da come lo si usa.
Marco Polo.
Va bene, Michele, grazie.
e poi ci son film di successo come L’era glaciale… e anche
Perchè no Marco Polo? In Cina saprebbe far meglio di Marchionne, no? In fondo aveva conoscenze ed entrature e sapeva far affari in sodo, ma anche lavorar di fantasia. intreccio tiipico dei msg pubblicitari
> non ce li vedo proprio Berlinguer, Olaf Palme o Willy Brandt seduti li’ a discutere per ore se sul manifesto del PD si veda un fascio littorio o una tela di Magritte
Ma perché, adesso dei manifesti si occupa Bersani in prima persona?
La questione è che ai tempi la comunicazione politica era fatta da militanti che condividevano ideali chiari – giusti, sbagliati, moderni o superati che siano – e che quindi li esprimevano nel manifesto.
Oggi invece ci vuole il creativo. Perché i “tempi sono cambiati”, ma anche perché bisogna verstire di attratività un contenuto che è più confuso (a volte anche solo perché non ci sono più le ideologie chiare e indiscutibili di una volta).
ma invece di sproloquiare bergamella non potrebbe chiedere conto alla ministra fornero degli esodati? che so, richiedere sommessamente delle cifre UFFICIALI, e di smetterla con questo VERGOGNOSO balletto che stanno facendo sulla pelle di centinaia di migliaia di famiglie italiane.
il pd sta inesorabilmente sprofondando nel baratro della VERGOGNA. auguri a chi rimane sulla barca
Grazie per gli auguri.
hah, già, la Fornero, la sorella cattiva di Crudelia DeMon, che tutti vorrebbero al rogo…
mentre magari il responsabile è un altro,
ma è più facile la caccia alle streghe
io mi candiderò dentro a quel percorso e in una giornata di grande partecipazione costruita non per allestire generiche carovane o determinare questa o quella rendita di posizione.
mi candiderò per ricavare governabilità dalla partecipazione, per riconnettere politica e società, per metter in movimento la forza dei progressisti e non lasciarla spettatrice di acrobazie altrui senza capo né coda;
perché per noi la democrazia è guardare la gente negli occhi e farla scegliere liberamente
firmato
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[...] riprende dal suo blog, sempre il 15 giugno, il post di Giovanna Cosenza. Disarmanti e disarmati Giovanna Cosenza e le baruffe del Pd, a proposito di comunicazione (e di errori [...]
[...] riprende dal suo blog, sempre il 15 giugno, il post di Giovanna Cosenza. Disarmanti e disarmati Giovanna Cosenza e le baruffe del Pd, a proposito di comunicazione (e di errori [...]