Bersani in direzione nazionale sta dicendo che ci vuole un’aggiustatina alle primarie in generale e, per quanto riguarda quelle per i parlamentari, parla di ampie forme di partecipazione, e non di primarie, appunto, come si era impegnato a fare due mesi fa, in assemblea nazionale. Un lapsus? Un ripensamento? Un passo indietro?
Per la cronaca, eh.








Commenti
La mia impressione che sulla riforma del lavoro il governo abbia lasciato un tema di discussione aperto (indennizzo economico automatico o a discrezione del giudice) in modo che il PD potesse fare la sua battaglia. Se poi si dovesse tornare alla discrezione del giudice per decidere tra rimborso e reintegro (il governo inizialmente aveva ipotizzato questo, quindi non c’è una rigida preclusione), tutti potranno dire di aver vinto e di aver inciso sulla riforma, portandola comunque in porto. Pure quella parte di sindacato contraria.
Non so se è così, ma se fosse, confermerebbe che il governo Monti ha un modo di procedere molto più “politico” di quello che vorrebbe far credere…
PIPPO AIUTO!!!!
Ho appena letto la sintesi della relazione di bersani approvata all’unanimità dalla direzione nazionale di cui tu fai parte. Io non ho capito che cosa avete (abbiamo) deciso. In breve, me lo spieghi? Su quelle due o tre cosette principali intendo, tipo: riforma del lavoro, primarie, ………
Stufo del PD.. cercavo di argomentare ma sinceramente non ce la faccio più..
Sarà stato dalema ieri sera da fazio o i frammenti delle dichiarazioni dei soliti notabili stantii twitterate oggi dalla direzione.
Sto partito è finito…
…il guaio!… è che per ‘loro’ non! è finito.. e continueranno a portarselo avanti, e goderselo, come vogliono… Annichilendo ogni opposizione e conflitto…. …ma non è opera solo dei soliti notabili..
chissà poi perchè twittano. Per farfci saperfe che son tecnologici?
Dal nutrito gruppo di ex democristiani che pullula nelle alte sfere del PD,sembra che l’intera dirigenza abbia assorbito solo gli aspetti negativi : l’incapacità di decidere proponendo posizioni chiare e la tendenza a rifugiarsi in formule criptiche, che ricordano le ” convergenze parallele ” dei tempi che furono.
Sul tema del lavoro il terreno dello scontro è chiaro.
Il Governo dei grembiulini vuole lo scalpo dell’art. 18 e ha detto chiaro e tondo che non ci deve essere più il reintegro in caso di licenziamento economico ( ed è charo ,fuorchè ai grulli, che questo significa liberalizzarli, visto che nessun datore di lavoro ha mai scritto sulla lettera che sei licenziato perchè negro, comunista o terrone ).
Dall’altra parte la Camusso , dicendo di no e proclamando lo sciopero, ha fatto capire che non vuole fare la fine della gallina spennata al pranzo di Natale, lasciando, questo ruolo a qualcun altro.
Per una volta nella sua breve vita il PD dovrà scegliere : continuare a tracchegiare, come fa Bersani, non fa che peggiorare le cose.
Claudio
Non sono così ottimista.
A direzione in corso (almeno credo) prevedo traccheggiamento anche stavolta.
Se poi dovesse arrivare lo sciopero generale che si farà? Pagheremo un gruppetto di NO TAV per farli partecipare e così avere una scusa? Parteciperemo ma anche non parteciperemo?
e chi lo dice alle varie finocchiaro e rosy bindi,con tutto il rispetto,che è il momento di farsi da parte?
Il problema e’ che le “Rosy bindi”, come dici tu, ci sono non solo a Roma, ma anche (e forse di più) a livello locale…
Bersani ha già ritoccato le primarie da primarie del PD a primarie di coalizione di quale altra ritoccatina sta parlando. La enunci la spieghi grazie.
Se ancora ce ne fosse bisogno tutta e dico tutta la dirigenza va cambiata.
Non è in grado di portare avanti il Pd ma solo conservare i leader delò Pd e non è la stessa cosa.
Bersani sarà ricordato come il restauratore prima della rivoluzione che se il PD vorrà avere un futuro bisognerà fare.
bersani ha dato senso al pd, dopo la conduzione dilettantesca di veltroni.
purtroppo non ha trovato una strada diversa da quella conosciuta, e la sensazione di un dejavù post comunista ce l’abbiamo in tanti.
posso dire che non è colpa sua, che aspettarsi un progetto per la nuova italia da uno che dagli anni 70 vive a pane e lobby per le coop emiliane è un po’ sconsiderato?
Secondo me Bersani è stato del tutto inetto.
La sua scelta della pura ortodossia in realtà è una non scelta, un abbrivio naturale, un quieto vivere. Con lui il PD è sempre stato al massimo reattivo, mai propositivo, visto che le sue sbandierate iniziative, i suoi tavoli programmatici, le sue prese di posizione sono sempre state occasionali e deboli.
tutti coperti, tutti allineati.
D’alema d’accordo con veltroni(vuoi che alla fine han paura sul serio che il piccolo mondo antico li stia salutando?)
Sul lavoro, lo modifichiamo, ma sosteniamo Monti. E se mette la fiducia?
primarie si, primarie no, porcellum si porcellum no. Nella relazione si dice tutto e il contrario di tutto. E quando si fa così c’è un problema di metodo, più che di merito.
Pippo, sono con te in tutti i casi. Ma oggi voterei contro. chissenefrega delle critiche a posteriori. Non si affrontano i problemi nel merito, si delegittima lìistituzione, il tempo passa. E la non decisione ha un costo ormai insostenibile.
a furia di non delegittimare, di non dare fastidio davvero, di pesare qualsiasi parola che c’è il rischio di bruciarsi, è passata una generazione.
A me più che le primarie interessa che il Pd abbia una linea condivisa, credibile e possibilmente di sinistra sul lavoro e su altri temi cruciali. Sarebbe utile occparsi un po’ più di politica e un po’ meno di metapolitica.
Grazie.
Per essere più chiari, tra il Bersani “laburista” che non fa le primarie ma difende l’articolo 18, e quelli che si limitano a volere le primarie ma restano divisi tra posizioni ragionevoli e posizioni ultra-liberiste (o peggio ancora del tipo “io sono giovane e a me dell’art. 18 non frega nulla anzi se licenziano un vecchio fannullone per assumere me è meglio”), alla fine uno sceglie Bersani e la “vecchia scuola”.
Se si vuole dare una caratterizzazione a Prossima Italia deve essere innanzitutto sulle idee programmatiche, e non sulle primarie.
I due temi “si tengono”, caro Luigi.
Perchè, finchè non ci sarà un vero ricambio del ceto dirigente (e solo le primarie possono indurlo, non certo il porcellum), il partito continuerà ad essere frammentato in correnti “ossificate” (per dirla con Veltroni), ognuna delle quali ha tutto l’interesse a distinguersi dall altre e a posizionarsi per lucrare il suo spazio di potere…
L’elettorato di csx ha le idee ben chiare e l’ha già dimostrato molte volte (elezioni amministrative, raccolte firme, voto sui referendum). Prossima Italia è in sintonia con lui; è la dirigenza che preferisce scegliere di volta in volta, in base a tattiche elettorali, e ha il terrore di essere defenestrata (non per nulla, trattano Pippo come il demonio quando presenta un odg sulle primarie o quando parla del limite di 3 mandati per i parlamentari, peraltro previsto dallo statuto del Pd!)
chi ha intenzione di defenestrare deve avere il coraggio di candidarsi a guidare il partito.
all’ultima elezione del segretario tutta la generazione dei civati e dei renzi si è distinta per assenza. addirittura si pesano le parole nelle direzioni nazionali, che non contano nulla, per evitare di scomodare qualche d’uno.
ciascuno con i suoi conti, con la sua sedia da difendere, con le sue velleità sperando non che i propri meriti e il proprio consenso ma che lo statuto li faccia assurgere ai galloni nazionali.
Luigi, io sul discorso dei temi sono d’accordo con te.
Il Pd ha drammaticamente bisogno di avere una linea condivisa ed è quello che abbiamo detto anche noi sabato scorso a Milano, nella prima assemblea di lancio della nostra mozione in vista del Congresso del 2013.
Prossima Italia è l’unica area interna al Pd ad essersi schierata fin dall’inizio e senza mezze parole con la Fiom e non con Marchionne nella vicenda referendum Mirafiori, e solo due settimane fa io, Pippo e un altro amico eravamo a Roma a partecipare pubblicamente al corteo della Fiom, dove la famosa “vecchia scuola” non l’ha vista nessuno, perché avevano paura dei no-tav.
Noi oggi siamo in campo, in tutta Italia, e ci candideremo ovunque per combattere fino in fondo questa battaglia. Spero che tutti quelli che nei mesi scorsi hanno insistito perché Pippo facesse un passo avanti, adesso siano disposti a camminare con lui e con noi per cambiare il Pd e l’Italia.
Il passo avanti che si chiede (o almeno, quello che chiedo io) a Pippo Civati e ai “Prossimi Italiani” è proprio quello di passare da “quelli che vogliono il ricambio generazionale (eufemismo per rottamazione)” a “quelli che hanno una certa visione del futuro e della sinistra“.
Per il resto, non che la questione dei 3 mandati o delle primarie sia da buttare: è che il ricambio generazionale e la scelta dei candidati devono essere un mezzo per l’affermazione di una nuova sinistra, non un fine.
E comunque bisogna realisticamente pensare che per vincere al congresso del 2013 ci vorrà un compromesso. Personalmente, preferirei un compromesso che sacrificasse qualcosa sulle primarie o sui mamdati, a uno che sacrificasse qualcosa sui temi.
Tutto molto prevedibile.
E ora, che si fa? La vogliamo dare qualche mazzata sui denti ( metaforica, ma fino ad un certo punto ) ai timonieri che si stanno schiantando contro gli scogli o dobbiamo aspettare il ritorno del B. e dei suoi sgherri al potere per scatenare l’ordalia di sangue ( sempre metaforica, ma sempre fino ad un certo punto )?
Bersani ha sempre parlato di ritoccatina alle primarie e ampie forme di partecipazione per i parlamentari. Per questo il non voto dell’ultima assemblea nazionale era molto “sospetto”.
sarò più articolato.
l’accordo tra ex pci e ex margherita sta in piedi finché a livello nazionale vengono garantite poltone e carriere ai vari fioroni, cuperlo e compagnia cantante.
le primarie dei parlamentari significherebbe l’azzeramento o quasi dal parlamento degli ex margherita, che pesa 1/3 dei tesserati ex pci. non è una strada percorribile.
non ci credo neppur io…ma sono d’accordo con il solito anonimo…
faran le terziarie. come i francescani, non i franceschini. Ma non abbiam ancora capito qual è la regola nel PD? Se non puoi dirigere e comandare, lascia fare, nel senso: dai una direttiva un pò intepretabile, poi ciascuno s’arrangia come riesce. A casa sua. E’ un partito che sta in piedi solo così, e infatti una via d’uscita – forse – era farne una struttura federale, riconoscendo le diversità paòesi.
la prima cosa che ha fatto bersani da segretario è stata la centralizzazione di tutta la struttura e la delegittimazione delle spinte localistiche. la più eclatante fu la chiusura del “pd del nord”, che veltroni invece non aveva osteggiato.
Capisco la diffidenza che avrebbe molte ragioni per essere sostenuta, tuttavia alla luce delle ormai numerose esperienze positive o meno delle primarie non troverei scandaloso che si accettasse l’idea della ritoccatina.
Fermo restando che, secondo me, le primarie più importanti fra tutte sono quelle che non si mai svolte ovvero la possibilità di scegliere in competizione aperta i candidati al parlemento incluso gli uscenti ben inteso, direi che qualche riflessione andrebbe fatta, almeno su questi punti:
1) Nel caso di primarie a cariche monocratiche non ha senso che si arrivi ad un turno unico con più di tre candidati. Si deve trovare un metodo che possa selezionare un vincitore con una maggioranza assoluta. Le soluzioni non mancano: doppio turni o turno unico a riposte multiple (esempio l’instant run-off)
2)L’idea dell’albo degli elettori puo essere interessante, una via di mezzo fra l’essere iscritti solamente od essere chiunque ed all’ultimo minuto. Magari da applicare ad alcune forme di primarie quando non sono implicate primarie di coalizione.
Ai tre sconsolati commentatori che mi hanno preceduto, visto il mood, consiglio il passaggio dal Pd alla disciplina di combattimento del valetudo, il cui nome, appunto, dice tutto, pardon, tudo: http://youtu.be/EdAxtXaKS8c
Io sto ascoltando D’Alema, intervento ai giovani democratici. Confusa coalizione di oligarchie e sommatoria di carriere individuali, ha usato queste espressioni per dire che bisogna correggere le primarie.
Grazia
Le primarie per i parlamentari non si faranno.
perchè sarebbe un incubo per l’organizzazione.
perchè se per metterne 20 in una lista di collegio è necessario trovare 200persone da mettere nelle liste delle primarie…diventa davvero una elezione autoreferenziale…..
e soprattutto perche sarebbe la conta della forza delle varie correnti, scusate, anime del Pd. Poi i perdenti se ne andrebbero non accettando di avere pochissime fette della torta del potere. meglio una distribuzione dell’alto, cosi alla fine tutti sono scontenti e amen…si sta insieme borbottando….
Mi sa che l’anonimo ha ragione.
le primarie per i parlamentari non le faranno mai.