Un caso personale

Formigoni è in preda al panico, dice cose senza senso, dà del corvo a questo, dello sciacallo a quell’altro. Dice che la Regione Lombardia non c’entra nulla con il caso Ponzoni (e Brambilla e Perri, che non cita forse per pudore), che è tutta una strumentalizzazione contro di lui (che avrebbe voluto tanto fare il premier). Un caso ‘personale’, non una questione ‘politica’. Figuriamoci ‘morale’.

Facciamo il punto, allora, dei casi ‘personali’, oltre al caso Penati, l’unico citato da Formigoni, per il quale è corruzione solo quella contestata agli altri.

Il caso Prosperini.
Il caso bonifiche, con il caso della moglie del suo assessore Abelli.
Il caso dei consiglieri lombardi citati nelle conversazioni dei boss, nell’ambito dell’inchiesta Infinito.
Il caso firme false (con telefonate personalissime a proposito di mozzarelle in arrivo, per dire).
Il caso Minetti.
Il caso Nicoli Cristiani.
Il caso Daccò-San Raffaele.
Il caso Ponzoni.

In effetti la Regione non c’entra: sono i casi personali che si ostinano a gravitare intorno al Pirellone. Un complotto, che li porta ad avvicinarsi all’incolpevole presidente per rovinargli la carriera. Che lo accerchiano, per indebolirlo. Che si presentano come amici, ma lui non li conosce. Un caso personale, ha ragione Formigoni: assessori e consiglieri e imprenditori e faccendieri che lo hanno preso di mira. E si insinuano nelle stanze della Regione. Probabilmente a sua insaputa.

P.S.: nel caso Ponzoni, per altro, l’aggettivo personale fa riflettere: perché Ponzoni, per anni, è stato molto vicino a Formigoni. Era considerato un suo fedelissimo, un suo protetto. Ma era certamente un caso, appunto, che si conoscessero. Un caso personale.

Commenta oppure fai il trackback: Indirizzo trackback .

Commenti

  • Kurtz  Il 18 gennaio 2012 alle 11:13

    Se i “casi personali” non diventano questione politica e’ anche grazie a un’opposizione inconsistente, da decenni sdraiata sul pensiero unico forzaleghista nel solo tentativo di mitigarne i toni, che ha proposto candidati alla presidenza uno piu’ improbabile dell’altro, che non ha osato parlare di malasanita’ lombarda dopo il Galeazzi e il Santa Rita (e non mi si paragoni la Calabria, come se la Lombardia fosse paragonabile alla Calabria in qualsiasi altro aspetto!), che non ha denunciato il ritardo infrastrutturale regionale, e si potrebbe continuare ad libitum.

    La critica non va al nostro ospite, ovviamente, ma se resiste la vulgata che, insomma, l’amministrazione lombarda non sara’ adamantina, ma comunque ottima e con un presidente pragmatico ed efficiente, la colpa non e’ tutta di un destino cinico e baro che ci obbliga a  vivere in una “regione straniera”.

    • il solito anonimo  Il 18 gennaio 2012 alle 14:51

      dalla riforma di formigoni la lombardia vanta la migliore sanità italiana al miglior costo. oggi il sistema di accreditamento del privato, al tempo avversato come il diavolo in chiesa, è riconosciuto da tutti a cominciare dal pd come risorsa imprescindibile per la migliore offerta possibile del servizio in modo universale.

      piaccia o no, formigoni su questo passerà alla storia.

      • Ganon  Il 18 gennaio 2012 alle 15:53

        …oggi il sistema di accreditamento del privato… è riconosciuto da tutti a cominciare dal pd come risorsa imprescindibile

        Quali esponenti piddini avrebbero detto una cosa simile? Di quale “PD” parli? Il Partito dei Destrorsi, per caso?

        Ma oltre a fare il troll sui blog della parte politica avversa, ti sogni anche di notte delle dichiarazioni inesistenti?

  • giovanotta  Il 17 gennaio 2012 alle 23:49

    Non sono lombarda, ma quanto posso detestare i sorrisi melliflui e l’arroganza del.. Celeste..?

  • Anticasta  Il 17 gennaio 2012 alle 20:00

    Parlano,quasi bene, Razzolano malissimo. Non hanno un po’ di amor proprio, se queste persone non fossero questi pseudopoliticiaffaristi, sarebbero da collezionare una denuncia al giorno. Ovviamente e’ una mia deduzione personale !!

  • cilios  Il 17 gennaio 2012 alle 18:07

    La Lombardia ha un governatore “discutibile” nel senso che suscita tante discussioni. La Sardegna ha un governatore (autodefinitosi babbeo) che risulta ultimo in classifica  in una indagine ,fatta dal Sole 24ore,sul consenso degli amministratori locali. Il mitico Zedda è in seconda posizione dopo l’altrettanto mitico De Magistris.

  • Tassokan  Il 17 gennaio 2012 alle 17:19

    riposto il commento che ho fatto sul Post , ecco:

    Tanto per rimanere in tema della cronaca , pare che, sia arrivata una telefonata da Monti:

    - Pronto parlo con il presidente della giunta della Lombardia?
    - Si qui stanno arrestando tutti……..
    - Mi ascolti , adesso lei prende la macchina , arriva davanti alla giunta e RISALE LE SCALE e rimane a BORDO della giunta.
    - si ma c’è la guardia di finanza…..
    -Cosa fa adesso , la giunta se ne VA A FONDO e lei se ne va a casa?
    -Ma quella tangente non l’avevo vista , pensavi di passarci almeno a duecento metri…..
    - No , no mi ha capito , adesso QUI COMANDO IO , risalga a BORDO della giunta e aspetti!

  • Grazia  Il 17 gennaio 2012 alle 14:51

     Tenuto fuori  dalla serie A governativa,  riconfermato di mandato in mandato  ( ma anche qui in Emilia non si scherza sul mantenimento delle posizioni), il Governatore ciellino si era potuto esercitare nell’amministrazione della prima regione italiana. Ragionando con schemi vecchi ( capitale morale, lavoro, industria) non mi sono accorta che il tempo passava e che in mani leghiste, cielline & C un esteso territorio diventava ciò che ora non si può più nascondere agli occhi degli Italiani.  Il paradigma Minetti, inimmaginabile fino al caso nipote Mubarak, è stato per me il più disvelante dello stato della politica.  Poi avevo visto città leghiste come Verona e altre realtà meglio amministrate. Ho anche pensato che una maggiore presenza sul territorio potesse essere sinonimo di Buon Governo. Le immagini della scuola di Adro mi hanno letteralmente terrorizzato. Non conosco la provincia lombarda,  qui evocata come il letto di questo fiume inquinatissimo, ma anche Milano avrebbe dovuto da tempo far capire agli Italiani tutti qual era il vento. Certo l’Italia democratica  ha gioito per la “liberazione” di Milano, ma per dirla tutta  vedo  opacità  negli ambienti  lombardi più british e  un rischio populismo leftist.  Auguro a Civati di riuscire a trovare al più presto, nella sua Lombardia,  le compagne e i compagni di strada  per un cammino non facile. Molti, molti, auguri!

    Grazia

  • michele m.  Il 17 gennaio 2012 alle 13:49

    ovviamente di fronte alle porcherie che si leggono sui giornali a proposito dei good fellows di ponzoni la cosa non viene evidenziata; però aggiungerei il  fatto che l’avv. Brambilla  assessore al territorio della Provincia di MB, è stato il superconsulente di Formigoni nonchè deus et machina della famigerata legge 12/2005. Per intendersi è la legge  della “deregulation estremizzata” dell’urbanistica in  lombardia. Ma forse anche lì si trattava di un caso personale………….

  • cle.pil  Il 17 gennaio 2012 alle 13:49

    Toh.. un altro Comandante…in preda al panico!!!

  • mario  Il 17 gennaio 2012 alle 12:51

    A quali attacchi omofobi di repubblica ti riferisci?

     

  • angelo miapolis51  Il 17 gennaio 2012 alle 12:35

    Strano,questi del PDL hanno sempre degli amici,al suo fianco,a dir poco discutibili;per di più sempre a loro insaputa.Boh!Che sia un virus cerebro-politico-affaristico?

  • Marco De  Il 17 gennaio 2012 alle 12:26

    Regione Lombardia = Formigoni = Caso Personale => DIMISSIONI !!!

    Marco De

Trackback

  • Di Pingback: Un caso personale in 17 gennaio 2012 at 18:31

    [...] Preferiti << >> Filtro aggiorna iscriviti annulla iscrizione The Blog Aggregator: Il link a questo post verrà mantenuto per una settimana.Puoi votarlo oppure puoi navigare tra le [...]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>