Archivio mensile Archivio: maggio 2009

Appello al voto: per cambiarlo, prima bisogna votarlo

Per rilanciare il nostro messaggio elettorale, abbiamo pensato di creare una catena di blog. La prima ad avere raccolto l’invito è stata Debora (a a cui, come candidata, vanno ovviamente i nostri in-bocca-al-lupo). Perché non partecipate anche voi, riportando gli altri blog che aderiscono? P.S.: anche Ivan raccoglie. E lo trovate su Discanto, e da Stefano e da Marco. Un altro Marco, nel frattempo, riflette sul Gatto e sull’Orco. Anche i Giovani democratici di Lecco ne sono entusiasti. Renato si candida a Padova, per la Provincia, e lo sottoscrive, così come Claudio, da Pordenone.

CivaCalendar: tutto il sistema solare

Alle 17 al Nei, a Monza, per un incontro con il candidato locale del Pd. Alle 18.30 a Cesate, per la festa dei Giovani democratici in piazza. Alle 21, arriverò a Torino, per partecipare a un grande evento, un progetto da studiare e da esportare. Domattina, si torna in Brianza, per il ponte con Ponti. Nel pomeriggio, alle 16 sul pullman del candidato (partenza da piazza Cambiaghi), alle 17.30 ad Arcore.
Keep in touch.

Si legge Europa, si scrive Scalfarotto

AutoscattoC

hissà perché le voleva vendere a un milione di euro, le foto. Le mie stanno su Flickr…

Il mio seggio non è di questo mondo

E’ un tranquillo sabato elettorale a Monza. Noi siamo alle prese con il ponte per Ponti, e volantiniamo. Ad un certo, punto, da una piazzetta vicina a casa mia, proviene un canto di Chiesa. Sono persone in giallo, con un cappello con la scritta «Mauro» (nel senso di Mario Mauro, candidato di Cl per il Pdl). Cantano e fanno campagna elettorale con i canti religiosi. Non avevo mai visto nulla del genere. È il segno dei tempi: altro che post-secolarismo. Molto, molto più in là.

Che cosa serve alla Brianza

Ponti e il vostro affezionatissimo alla St di Agrate Brianza.

Perché bisogna votare Pd

Lo so, molti elettori sono esasperati, hanno vissuto male questo nuovo partito, lo hanno amato, in alcuni casi, senza essere ricambiati (dal Pd e dalla sua politica). Molti entusiasti della prima ora sono rimasti delusi, molti delusi in partenza sono rimasti entusiasti di essere delusi. Però, facendo questa campagna elettorale, una campagna elettorale difficile soprattutto dalle mie parti (in partibus infidelium), mi rendo conto che da questo Paese sta scomparendo la politica. Ed è pericoloso e preoccupante. E tutto si gioca e si ‘brucia’ in poche battute, sulla sicurezza anche dove sono tutti sicuri, sulla casta anche dove il sindaco guadagna qualche centinaio di euro, sulla polemica e sul gossip, perché non abbiamo parole per descrivere la crisi, per interpretarla, per offrire quelle soluzioni che ci consentirebbero di farvi fronte e di uscirne. La politica non c’è più e, invece, sarebbe necessaria a ciascuno di noi, se solo fosse capace di parlarci, di dirci qualcosa, di permetterci di essere più forti e sereni. Per farlo, ci vuole una forza grande e autorevole, nel nostro campo, perché sia possibile lanciare la sfida a B e ai suoi. È un argomento semplice fino alla rozzezza, il mio, ma è l’unica cosa che sento davvero. Sono preoccupato e sono arrabbiato, come tanti di voi, per il tempo che abbiamo buttato via. Per il futuro che non sappiamo più raccontare. Per la cattiveria di questi tempi. Vorrei che seguiste il mio consiglio, anche e soprattutto se, come me, volete cambiarlo, questo partito. Perché per cambiarlo, prima bisogna votarlo. Bisogna dargli forza, bisogna costruirlo. Fatelo e questa volta, ve lo prometto, non ve ne pentirete. Perché c’è qualcosa di nuovo, nell’aria cupa dei tempi nostri. Il mio è un impegno preciso, non è una favola, anche se mi sento un po’ come il gatto con gli stivali: al giovane che lo riceve come unica eredità, rispondendo alla sua delusione fin troppo comprensibile, il gatto promette: «insieme potremo fare molto». Incominciamo il 6 e il 7 giugno. Perché il Pd più lo voteremo, più lo cambieremo.

Cambiare passo

Termometro politico intervista il vostro affezionatissimo.

A proposito di retorica e di giovanilismo

Sandro Gozi, oggi, sul Riformista, risponde a Massimo D’Alema e alla sua intervista di sabato a Repubblica a proposito della «retorica sul giovanilismo». In tremila battute tutto quello che pensiamo e che vorremmo per il Pd, con chiarezza e semplicità. E rinnovamento: non soltanto anagrafico, no, proprio politico.

Il leone e la farfalla

Rob ha ragione, come sempre. E il vostro affezionatissimo, questa mattina, l’ha capito. Guarderà a Guardiola, come unico mito vivente, e giocherà la partita. Fino in fondo. E sarà "molto più divertente e produttivo". Anzi, divertente e produttivo come non lo è mai stato.