Archivio mensile Archivio: ottobre 2008

Sconcertato

Leggo, con colpevole ritardo perché mi sarei scandalizzato anche questa mattina, quello che l’on. Binetti ha dichiarato al Corriere della Sera (qui il testo dell’intervista). Credo che il Pd non possa tollerare l’omofobia. E spero che Veltroni intenda dire qualcosa di molto chiaro in proposito.

Si attacca allo sciacquone

Scopro, grazie a Luca, che Concita ne ha combinata un’altra, di impresa. A me lei piace, e piace (molto) il suo giornale, nuovo e antico insieme. A tutti voi che leggete, non resta che comprarlo, ogni mattina. P.S.: ripropongo qui di seguito, il pezzo forte di Concita contro Dracula, in cui la direttrice de l’Unità dimostra tutta la sua coolness.

Hic Rhodia, hic salta

Qualche giorno fa, il comandante Saponaro aveva denunciato il doppio incarico dell’euro-assessore alle attività produttive (Là Russa, qui pure, era il titolo del post). Ora tocca proprio a La Russa occuparsi, finalmente, del caso Rhodia, una multinazionale intenzionata a chiudere entro il 31 marzo lo stabilimento di Ceriano Laghetto, che occupa più o meno 300 addetti. Finora la Regione Lombardia non se n’è occupata, ma da oggi, anche grazie all’audizione in Commissione, si muoverà certamente qualcosa. A meno di non dover pensare che la competitività, la difesa del sistema produttivo e la capacità della Regione Lombardia di interagire con il mondo delle imprese finiscano là dove iniziano i problemi da risolvere. Qui è la Rhodia, e qui si deve saltare, perché il sito produttivo può passare ad altro operatore con la difesa dei posti di lavoro e il mantenimento del centro di ricerca. Seguiremo attentamente i passi che la Regione vorrà compiere, in un campo molto delicato e strategico per le nostre comunità.

I cugini di campagna contro il Porcellum europeo

Ormai qualche settimana fa, chiesi a tutti i blogger di mobilitarsi. Ora Il primo cerchio rilancia, con un titolo improbabile, per una campagna doverosa.

Obama, the Movie

Questo film ci conferma che la campagna elettorale di Obama è una sorta di corso universitario di comunicazione politica. Il messaggio è coinvolgente, preciso, documentato. Il rapporto con la società americana raccontato a partire dalle storie dei cittadini americani, così come finora Obama aveva descritto il proprio progetto politico a partire dalla propria biografia. E’ un messaggio di una coerenza e di una qualità senza precedenti, capace di arrivare al cuore degli elettori e al cuore dei loro problemi. E di dare della politica una rappresentazione maestosa, in cui ci si possa finalmente riconoscere. Perché la storia di Obama, è anche la nostra. Ci appartiene, più di quanto ci appartengano tante trame politiche nostrane a cui siamo quotidianamente esposti. Guardatelo, il video, e incrociate le dita. Perché il 4 novembre succederà qualcosa di importante. Anche per noi, che viviamo a Monza, Lombardia e non a Washington, DC.

Make history: il video più bello

Posso dirvi

Che c’era tutta la Scuola, in piazza Duomo (decine di migliaia di persone, anche se ero con Marco, che ironizza: "secondo la questura, solo tu ed io"). Che non c’erano né la ’violenza’, né le provocazioni (a parte un Più pompini, meno Gelmini, per dire). Che il Paese si muove, dopo mesi di apatia e di oblio. Che il motto che campeggia sulla pubblicità collocata sulla facciata del Duomo, Desiderantes meliorem patriam, potrebbe anche essere il nostro. Che si torna a parlare di futuro. Che c’erano i ragazzini, e c’erano i ricercatori. Che c’erano i genitori, e c’erano i bidelli. Che c’erano gli insegnanti, soprattutto. Che tutti sembrano avere capito che cosa vuol dire avere una destra (come questa) al governo. Che si torna a pensare in termini di ‘noi’ e non soltanto di ‘io’. Che non sono tutti ridotti al silenzio, al pensiero unico, al conformismo. Che fa piacere, quando a Milano, con il grigio che c’era, sia spuntato il sole. Che Veltroni in piazza a Roma, conforta. Che il Pd si deve muovere, senza strumentalizzare un movimento che ha nella spontaneità il suo tratto più bello, ma deve essere presente. Che la politica si fa anche così, checché ne dica B. Che mi sento meglio, dopo aver attraversato la città, in un qualsiasi giovedì di novembre.

Ancora una settimana

Qui, per capire qual è la posta in gioco, di un mondo che vuole (deve) cambiare. E che lo spera tanto.

Della villa e del degrado

Il Pd di Carnate documenta il degrado della Villa Banfi. Cose che non vorremmo mai vedere.

Chiwati, il riformista dell’Illinois

Dal momento che il mio oroscopo (leone), questa settimana, mi consigliava di fare come Obama, ho deciso di partire e di andare a Chicago, a seguire la notte elettorale più lunga e importante di questo secolo. Sarò, per cinque giorni, un riformista dell’Illinois, tifando Obama e andando a cercare le tracce degli esordi del mio e nostro beniamino. Ciwati, per l’occasione, diventerà Chiwati, e vi aggiornerà costantemente, come sempre.