Archivio mensile Archivio: novembre 2007

Giowani

Sul web i giovani del Pd ci sono già.

Cava ti amo

Importante denuncia del collega e amico comandante Marcello Saponaro sul piano cave di Bergamo. Cliccate qui.

Il sogno di una cosa

Si è molto parlato di sogni e di sognatori, pensando al nuovo partito che stiamo costruendo. Sogni e sognatori che guardino in alto e lontano, che parlino di sfide non banali, che non si brucino in un istante e che guardino a una società più giusta e più bella. I pensieri lunghi di Berlinguer, vengono in mente. E viene in mente anche quel giovane Marx – che ormai non cita quasi più nessuno – che una volta parlò del «sogno di una cosa», della necessità di essere sognatori, “ma anche” consapevoli dei processi in atto e concreti negli obiettivi e nelle priorità d’azione. E Marx aggiungeva: «Apparirà chiaro come non si tratti di tracciare un trattino fra passato e futuro, bensì di realizzare i pensieri del passato». Non un nuovismo adolescenziale, dunque, ma la volontà di dare compiutezza alle nostre sfide di sempre. Per questo ci vuole un partito che abbia un progetto, che faccia iniziativa, che dialoghi con la società. Questo serve, soprattutto al Nord, e a quella sorta di Nord del Nord che è la Brianza.

Un fatto storico e un dubbio perenne

Ieri sera, anzi notte (per la precisione alle 3 a.m.) il Consiglio comunale di Monza ha votato all’unanimità il Piano di governo del territorio, in tutto simile alla proposta di piano adottata nel corso di un’altra seduta notturna, all’inizio di marzo, quando sindaco era Michele Faglia e assessore era Alfredo Viganò. Alle osservazioni impegnative (per non dire scabrose) sulla Cascinazza e sulle altre aree più importanti si è risposto negativamente, riservandosi di affrontare questi lotti in sede successiva, come eventuali varianti al piano. Ora, è il caso di dire che quello celebrato qualche ora fa è un fatto storico per la città: il piano regolatore precedente è del 1971 e per anni Monza è stata inseguita dalla maledizione di non avere uno strumento urbanistico aggiornato. Il merito di questo risultato è da ascrivere alla giunta Faglia, che ha dovuto subire un anno intero di ostruzionismo (ricorderete tutti i 20.000 emendamenti presentati dagli attuali assessori della giunta Mariani, allora inferociti oppositori) e ha dovuto fronteggiare le conseguenze delle leggi regionali fatte apposta, in ben due occasioni, per rallentare i lavori. La terza legge regionale, quella d’inizio ottobre, e quel sospendere il giudizio su Cascinazza (e non solo) ci fanno pensare però che la ‘battaglia’ sia tutt’altro che finita e che la difesa del territorio sarà un punto decisivo della politica monzese anche per i prossimi anni. Il fatto è storico, dunque, ma il dubbio è destinato a restare perenne.

Mezzi e fini

Oggi in quasi tutto il Paese sarà impossibile muoversi. Prescindo dalle ragioni sindacali, per cogliere l’occasione della giornata di blocco per una riflessione di ordine strategico. Il trasporto pubblico in Italia soffre. Troppo. Anche il Pd, anche in Lombardia, nasce troppo sbilanciato, a mio modesto avviso, sulle autostrade, e troppe poche attenzioni sono destinate ai mezzi pubblici, a cominciare dai treni a bassa velocità, come li chiamo, vale a dire i treni dei pendolari. Nello stesso tempo, oggi, potremo valutare il senso del telelavoro, di una diversa organizzazione degli orari, della possibilità di non doversi muovere proprio tutti e proprio alla stessa ora. Credo che da questi due temi passi la riforma della mobilità lombarda. A meno di non volerci trovare tutti, come oggi in molti si troveranno a fare, nel grande ingorgo, nel black out definitivo, nella coda perenne. L’ultimo venerdì di novembre potrebbe essere il giorno giusto per incominciare a pensarci. Con un po’ più di serietà e determinazione che in passato.

Così discesi del cerchio primaio

Prima di mettervi a lavorare, prima di fare qualsiasi altra cosa, leggetevi (se potete ad alta voce) il V canto dell’Inferno di Dante illustrato e interpretato ieri sera da Benigni. Fate come coloro «che la ragion sommettono al talento», e notate tra le altre la presenza spesso trascurata del «grande Achille, che con amore al fine combatteo». Fa bene.

Fànfole regalo

Neanche a farlo apposta, per Natale, è uscito il Meridiano dedicato a Fosco Maraini. Costicchia, per carità, ma è un pozzo di buone letture. A cominciare dalle ormai mitiche fànfole di cui ho già parlato: nell’edizione Mondadori, ce ne sono di inedite, da non perdere. Per citarne un passo:

Cancella il mondo, o sdréfano! Ti dico
cancella quest’ingebbio ammerboluto
è inutile timpare a cianciafico
gli sbregi d’un blafònfero fognuto!

Tra l’altro c’è anche un “Nuvolario”, e per chi ha la passione per le nuvole è un’altra chicca. Il titolo dell’opera è Pellegrino in Asia. Chi non lo regala per Natale è un lonfo “che bete e fonca nei trombazzi”…

Rob e la percentuale

Per un antico pregiudizio intellettualistico, non credo molto negli oroscopi. Ma per Rob è sempre il caso di fare un’eccezione. Voglio una percentuale, però, perché grazie a questi passaggi ombelicali si moltiplicano le visite. Rob, ricordati degli amici!

Intercultura e cittadinanza, un viaggio in Lombardia

Prosegue il viaggio attraverso le città lombarde, insieme ad Alessandra Camellini, per scoprire le politiche attive per la promozione dell’integrazione, dell’intercultura e della cittadinanza. Dopo Bergamo, siamo stati a Brescia, e il nostro viaggio prosegue per costruire un’alternativa alle politiche culturali e sociali della Regione che meno fa in questo delicato e strategico campo d’azione della vita della nostra società. Un viaggio nella Lombardia profonda, alla ricerca di chi opera per trovare soluzioni concrete a problemi spesso presentati, in modo ideologico, come perfettamente irrisolvibili. Un’indagine attraverso la quale vogliamo dimostrare che esiste un altro pensiero, oltre a quello unico che si sta affermando in modo preoccupante in tutti i dibattiti televisivi, in tutte le prime pagine dei giornali, in tutti i discorsi della politica regionale e nazionale. E, oltre al pensiero, vogliamo rappresentare ai cittadini lombardi che esistono anche scelte concrete e un’operatività che consente di affrontare i problemi e di risolverli. A poco a poco, in silenzio, lontano dal frastuono della retorica quotidiana a cui siamo tristemente abituati.

Disintegrazione

Una lettura dedicata tutti quelli che leggono la globalizzazione e i fenomeni migratori in modo unilaterale: si tratta di Disintegrati. Storia corale di una generazione di immigrati di Ahmed Djouder, Il Saggiatore. Una lettura dura, a tratti inquietante, della realtà della vita dell’immigrato nel mondo occidentale, segnatamente in Francia. La famiglia, i costumi, le paure e le chiusure di un mondo a parte, di una seconda generazione che si interroga su quale sarà il suo destino, alla luce dell’esperienza dolorosa delle madri e dei padri. L’immigrazione, come tutti i grandi processi sociali di questo nostro tempo, non è "a una sola direzione": contiene elementi dialettici, modifica le abitudini e le culture che si incontrano e che si scontrano, conduce a trasformazioni significative che riguardano soprattutto i suoi protagonisti. La politica italiana, e lombarda in particolare, ha sempre colto molto poco questo aspetto: leggere, anche in questo caso, può far bene.