Stasera, ore 21, sarò a Lodi, sala San Paolo (via Fanfulla, 3), a discutere di ambiente, cercando di spiegare perché è così importante una strategia ambientale dei Ds, dell’Ulivo e dell’Unione. Speriamo di convincerci…
Mi scrive Elena, ancora sul blocco di domenica e ancora per denunciare il suo esito fallimentare: I casi della vita… Dovevo andare a comprare la cucina all’Ikea proprio domenica che c’era il blocco delle auto! Vabbe’, meno male – mi son detta - che a Bisceglie parte una navetta ogni 20 minuti e, anzi! Magari non trovero’ neanche tanta confusione…Chi vuoi che vada all’Ikea a piedi? Sulla navetta, una bella sorpresa! Trovo un buono che premia i fedeli ed ecologisti con il rimborso delle spese di trasporto sui mobili acquistati proprio il 25 febbraio, giornata del blocco del traffico padano. Fantastico! Sulla navetta eravamo in 4. Il parcheggio dell’Ikea era stracolmo già alle 10.30 del mattino, come – suppongo - ogni normalissima domenica dell’anno… Non solo. Alle casse (dopo un’avventura durata 4 ore, ma questi sono fatti miei) alle 14 del pomeriggio nessuno sapeva niente della promozione della giornata. Ancora nessuno si era presentato con il prezioso buono… Ho perso altri 30 minuti perche’ la ragazza fosse istruita a dovere su come effettuare le operazioni di cassa. Insomma, signora mia, un successone!!! Ammetto che l’idea era davvero straordinaria, soprattutto perche’ l’iniziativa era segnalata anche sulla home page del loro sito…
Ci sono tanti libri scritti da politici (in pochi casi, vale la pena di leggerli). E poi ci sono i tanti libri che i politici dovrebbero leggere, per migliorare il proprio lavoro, anzi, come voleva Aristotele, per aristéuein, per migliorare se stessi (per la precisione: agire per diventare migliori, ma anche leggere può essere d’aiuto). Parlo, in questo caso, di Imparare democrazia di Gustavo Zagrebelsky (lo ha appena ripubblicato Einaudi). Al centro di questo breve saggio – a cui si aggiunge un’antologia molto curata – c’è la necessità della promozione di uno spirito pubblico come sostegno e linfa della vita democratica di un paese; la concezione della democrazia quale naturalmente relativistica («l’orgoglio dell’Occidente democratico») che si preoccupa soprattutto del «grado di originalità di ciascuno dei suoi membri»; l’idea che la democrazia sia essenzialmente «discussione, ragionare insieme»: filologica, nel senso socratico di amante del dialogo. Una democrazia che si può imparare, appunto, perché è per sua natura sperimentale e aperta al riconoscimento dell’errore. Una democrazia, ancora, che è nemica del privilegio e del favoritismo. Una democrazia – ed è il punto che mi piace di più – che ha diligente «cura delle parole», gli strumenti attraverso i quali il dialogo (che è la democrazia stessa), si sviluppa e si articola. Un libro piccolo e grande, consigliato a tutti ma, con particolare riguardo, ai politici che vogliono imparare e che sanno di non dover smettere mai di farlo.
Prosegue su www.fagliasindaco.it la campagna per il programma, partecipato e condiviso dai cittadini, scritto a mille e più mani, come ci piace pensare. Le iniziative nei quartieri e la giornata del programma del 10 marzo 2007, presso la Cascina Costa Alta nel Parco di Monza, a partire dalle ore 9.30. Visitate e contribuite con le vostre idee per rendere Monza migliore.
Martedì 6 marzo 2007, ore 21, Sala Maddalena, Michele Faglia, sindaco di Monza, incontrerà Paolo Corsini, sindaco di Brescia, in un incontro dedicato alla cultura delle città, alla loro vocazione, alla loro missione. Due belle città della Lombardia a confronto. L’invito. Vi aspettiamo.
Formigoni ha replicato duramente alle nostre accuse rispetto al fallimento del blocco di domenica. Il Giornale ha ripreso fonti regionali (immaginiamo della stessa presidenza) e ha scritto che parliamo con il motore accesso, facendo riferimento al fatto che in tv siamo apparsi, il consigliere Monguzzi ed io, su di un’auto. Accesa, è vero. Peccato che fosse elettrica, però, e che fosse in corso un piccolo tour di qualche metro in largo Cairoli e a titolo perfettamente dimostrativo. L’ultimo scivolone del presidente, nella giornata del blocco che non era un blocco. E l’auto non era un’auto (come le altre). Poveri noi.
Questo era, in una prima fase della sua lavorazione, il titolo di Saturno contro, il nuovo, straordinario film di Ferzan Ozpetek. Con echi alla Almodóvar (penso in particolare a Parla con lei) e una tensione vicina all’ultimo Moretti (la morte ne La stanza del figlio e la crisi coniugale de Il caimano), il film parla della separazione e della sua impossibilità, della mancanza, dei giorni, difficili, della perdita e dell’abbandono. E’ un film drammatico, ma aperto a un esito incerto e, Saturno nonostante, di speranza. Il pianeta della malinconia si mette subito di traverso nella vita di un gruppo di amici – che non può non richiamare alla mente la comunità delle Fate ignoranti -, mettendo in discussione le loro relazioni, mentre Lorenzo dorme, colpito da un’emorragia cerebrale. La trama si dipana così nella triste attesa di un decesso, attraverso un richiamo sobrio e pudico all’eutanasia e ai ‘dico’, con la costante della ricerca dell’amore nelle sue forme più imprevedibili. Una ripresa in piano-sequenza del duo di amanti Ferrari-Accorsi per le strade della Roma più bella è non raccontabile, il finale al Circeo è struggente, anche grazie a Neffa e alla sua Passione. Ma non vi dico di più: solo di andarlo a vedere, appena potete. Ne vale la pena.
Quando la natura si accanisce, il banchetto soccombe: a Milano, nonostante l’impegno dei Verdi, eravamo in pochi con Carlo Monguzzi, sotto una pioggia battente. Abbiamo però avuto modo di scoprire qualcosa, nonostante le condizioni avverse del tempo. Prima di tutto, Luigi Riccardi della Fiab ci ha parlato di Bolzano, confermando la nostra predilezione per la città sudtirolese, che abbiamo incontrato soltanto qualche giorno fa a Monza, avviando una collaborazione che porterà certamente i suoi frutti in campo ambientale. In secondo luogo, abbiamo provato un’auto elettrica e scoperto che a Milano di colonne per ricaricarla ce n’è soltanto una, presso l’Università degli Studi, in Largo Richini. Una colonna inaugurata almeno due volte, che dovrebbe rispondere al fabbisogno di un’intera città per quanto riguarda l’alimentazione delle auto elettriche. Le altre 19 promesse, comunque pochissime, arriveranno. Dalla colonna infame alla colonnina inutile, Milano fa grandi passi avanti. Sigh.
Il famoso blocco ‘padano’, con i pochi comuni che vi hanno aderito, con tutte le deroghe del mondo, con gli euro4 liberi di circolare, con i pochissimi controlli, non sta funzionando. In compenso pioviggina e le polveri si abbasseranno grazie al clima e non certo per le politiche regionali per l’ambiente. Stamattina, nonostante il tempo da lupi, circa 300 biciclette si sono radunate in piazza Roma, a Monza, per celebrare la bicicletta e le iniziative in campo ambientale di un’amministrazione, quella guidata da Faglia, che ha fatto molto in questi anni per cambiare le cose. In uno scenario da classica del Nord, che più che la Brianza ricordava le Fiandre, il sindaco ha guidato stoicamente un tour lungo le piste monzesi, per ribadire un impegno strategico per l’ambiente che passa anche attraverso la promozione di una mobilità diversa, più dolce e razionale. In bicicletta è arrivata una folta delegazione da Vimercate e segnalo anche il caso di Raffaele da Triuggio e Miriam da Seregno, primatisti in quanto a chilometri coperti per raggiungere la manifestazione: pare che “più in su” il tempo fosse ancora peggiore, e molti hanno quindi preferito rimanere a casa. Noi, però, torneremo ad occupare le piazze con le nostre bici, perché, insieme ai treni e alle rinnovabili, le biciclette sono la soluzione. A meno di non volerci limitare a questi blocchi sporadici che, così come sono organizzati, sembrano soltanto delle inutili ricorrenze.
A Monza, nella stessa sera, si può andare nello stesso posto a vedere uno spettacolo teatrale, visitare una mostra, partecipare ad un incontro sul parco e andare avanti fino a “notte fonda” ballando in una festa sulla terrazza. E’ quello che è successo, ad esempio, ieri sera al Binario 7, il centro che con brutta parola si dice polifunzionale e, in questo caso, è vero. Chi vive in questa città da tanti anni deve ammettere che si tratta di una ‘bella’ rivoluzione. E incontrare all’ingresso il nostro sindaco, tra gli spettatori del teatro e i ragazzi in maschera, dà la dimensione del cambiamento profondo e ‘leggero’ insieme, a cui abbiamo assistito in questi anni.