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Che fine hanno fatto i ministeri del Nord…

Ecco qui.

«Imu più alta per le botteghe sfitte»

La proposta proviene dalla Confcommercio e dall’Unione commercianti di Monza, la mia città: «Proponiamo l’aliquota di 0,61% per chi opera e rialzata a 0,91% per i negozi vuoti». A me sembra un’ottima proposta (anche se forse l’aliquota di partenza dovrà essere più alta di quanto proposto). Una nostra proposta di tanti anni fa (allora c’era l’Ici) passa dalle categorie interessate.

Ieri mi è successa una cosa

Che ho ricevuto la telefonata della sorella dell’elicotterista che mi aveva portato lassù, in alto, in quel documentario, per raccontare la storia della Cascinazza, che oggi è su tutti i giornali.

Il pilota, si chiamava Franco. Ed è deceduto, in un incidente aereo. La sorella ieri mi ha ringraziato, perché – mi ha detto – era una battaglia giusta. E ha aggiunto: devo dirglielo, a quel ragazzo.

Una storia lombarda

Anche l’Espresso dedica una pagina molto interessante alla storia della Cascinazza (anzi, due).

Una storia lombarda, ma anche una metonimia dell’Italia degli ultimi vent’anni.

Un pratone a rischio di esondazione del fiume che lo lambisce, da cementificare per intero.

Un esponente di primo piano che rimane assessore nonostante la nomina di ministro.

Un piano regolatore che per osmosi voleva portare il cemento anche in tutte le altre aree verdi della città (il 70% delle aree libere).

Un conflitto d’interessi, grande come una casa, anzi, molte di più.

La storia di un palazzinaro, che voleva aggiungere una puntata a Milano 3.

La vicenda umana e politica che ha caratterizzato la lunga, infinita stagione che speriamo davvero sia finita.

E pensare che tanti anni fa

Ci avevo fatto un film. Berlusconi e Romani indagati per l’affaire Cascinazza. A volte ritornano.

E ci toccherà aggiornare il dossier.

Un motivo in più

Se vince il centrosinistra, a Monza, in Consiglio entrano parecchi giovani (a cominciare dai giovani del Pd e dal mitico Marco Lamperti, quello del pinta-a-pinta), entra il candidato Paolo Piffer della lista dei giovani civici e un esponente in più del M5S. Se vincono gli altri, invece, si torna indietro, con la macchina del tempo, anche per quanto riguarda la rappresentanza.

Sono cose da far sapere, credo, in queste ultime ore. Per questo motivo e per tutto il resto, c’è solo una croce da mettere al posto giusto sulla scheda.

Come l’anno scorso a Milano

Comunicato stampa. Ballottaggio Monza, Civati (Pd): “Sostenitori Mandelli scelgono linea perdente. Loro hanno cercato di cementificare la città, noi cambieremo davvero”.

Monza, 16 maggio 2012 – “In questi ultimi giorni di campagna elettorale in vista del ballottaggio, per cercare di rimediare al crollo di consensi registrato al primo turno, i sostenitori del candidato del Pdl a Monza scelgono la linea perdente, quella in stile “zingaropoli” adottata l’anno scorso dalla Moratti per cercare di recuperare invano su Pisapia. Affermare, come abbiamo letto oggi su dei nuovi volantini pro Mandelli, che con Roberto Scanagatti Monza diventerà una città piena di casermoni e di cemento, significa prendere in giro l’intelligenza dei monzesi, che hanno ben compreso come sia stato proprio il partito che sostiene l’elezione di Mandelli ad aver cercato per cinque anni di approvare a tutti i costi una variante che avrebbe inondato di cemento la nostra città. Per cambiare davvero bisogna votare Roberto Scanagatti”.

Secondo te è meglio averlo lungo

O saperlo usare bene? Berlusconi è tornato. E siccome a Monza perde, invita a casa sua i ragazzi di una lista civica che ha ottenuto un ottimo risultato, per cercare di portarli con sé al ballottaggio.

Non sa davvero più che cosa inventarsi.

Il mistero del pullover

Alessandro Mitola indaga.

Nel frattempo, spiega perché non c’è rimasto male, nonostante la mancata elezione. Un motivo in più per sperare che, vincendo il Pd, poi entri anche uno come lui.

Si vota domenica e lunedì, e si vota così.

Sembra che non ce ne importi

Il consumo di suolo è tema di molti convegni, di alcune nobili iniziative politiche, di sparuti provvedimenti legislativi.

Ma nel giorno in cui Legambiente e l’Istituto Nazionale di Urbanistica presentano il loro Rapporto annuale, proprio qui, al Pirellone, non posso non citare Paolo Pileri, che così afferma:

La mancanza di dati affidabili e aggiornati sugli usi del suolo impedisce alla politica di ‘vedere’ la gravità del fenomeno e di correre ai ripari: per capirci, è come se si volesse contrastare l’inquinamento senza disporre di una rete di rilevamento della qualità dell’aria.

Ora pare che l’Istat si muova. Un po’ tardi, ma ci auguriamo con l’urgenza necessaria.

Quanto al latte versato e al suolo consumato, vi do alcuni dati, così, en passant: in provincia di Milano negli ultimi dieci anni (1999-2009) sono stati consumati 7323 ettari, una superficie pari a metà della città di Milano. Il suolo agricolo segna un -6839 ettari, gli ambienti naturali -738 ettari. La Provincia di Monza, la provincia del sacro suolo da difendere, della verde Brianza, detiene un non invidiabile record: è al 55% di suolo consumato, e nonostante questo ogni giorno l’urbanizzazione cresce, in provincia, occupando uno spazio pari a 3,2 volte la piazza del Duomo di Monza.

Cambiare si deve. Ma per cambiare, a volte, ci si deve fermare. E bisogna evitare quello che sta succedendo intorno alle autostrade della Lombardia, anzi, intorno ai progetti delle future ed eventuali nuove autostrade della Lombardia: che i Comuni preparino, ancor prima che si aprano i cantieri delle infrastrutture, varianti che hanno il solo scopo di aprire alla speculazione edilizia. Autostrade con contorno, le abbiamo spesso chiamate, opponendoci, in Consiglio. Ma non basta.

Un sentimento popolare, ci vuole, perché se andiamo avanti così non riconosceremo più il nostro paese (e il nostro Paese). Ed è il caso di ricordarci, dopo anni di inutile e dannosissima propaganda del “facciamo da soli”, che il Paese dipende proprio dal paese. Non è poi così difficile.