La torre Galfa, per i non milanesi, è architettonicamente una sorta di torre gemella del Pirellone, e si situa a pochi passi dalla vecchia sede della giunta regionale, e a metà strada tra questa e quella nuova, non gemella (e faraonica).
La torre è dismessa da tempo (e ci vorrebbe un usucapione civico, in questi casi) e del suo mancato utilizzo e della sua posizione particolare avevo già scritto qui, involontariamente profetico, facendo notare alcune cose che Luca Mangoni, con la sua solita straordinaria chiarezza, spiega nel video.
Il proprietario della torre è Salvatore Ligresti.
I ragazzi che l’avevano occupata giorni fa sono stati prontamente (prontissimamente) sgomberati, e ora la giunta Pisapia, dopo qualche ora di confusione, ha promesso per loro una sede negli spazi dell’ex-Ansaldo, che da tempo sono in predicato di essere destinati alle attività di carattere culturale, creativo e artistico.
Vi consiglio questo libro. Ce ne sono di cose, nelle sue pagine, per ‘riaprire’ la famosa questione territoriale più che in una ventina di convegni (e di anni di propaganda).
In particolare, da pagina 46 in avanti, dove si parla di una rivoluzione semplice, possibile senza cambiare una virgola dei ‘codici’, dal basso.
E da pagina 116 fino alla fine, quando si parla di un manipolo di cincinnati disposti a tutto, e pronti a giocarsi il tutto per tutto in una legislatura.
Perché la vera transizione deve essere politica e non tecnica, dice l’autore.
Complimenti a chi lo ha scritto: Roberto Balzani, sindaco di Forlì.
O saperlo usare bene? Berlusconi è tornato. E siccome a Monza perde, invita a casa sua i ragazzi di una lista civica che ha ottenuto un ottimo risultato, per cercare di portarli con sé al ballottaggio.
Leggo su Repubblica che si parla di una proposta di modifica dell’assegno di invalidità, in particolare “sotto i 15 mila euro di reddito Isee gli assegni di invalidità resteranno intatti, sopra ci saranno delle riduzioni proporzionali al reddito”.
Mettere una soglia di 15 mila euro significa colpire tutti i disabili che lavorano e non evadono le tasse.
Una proposta che può avere l’effetto contrario a quello voluto: diminuire il reddito di chi vive al limite può portare la persona a non farcela più e a dover accettare l’idea di venir ricoverato (a quel punto a spese dello Stato, visto che non avrà più un reddito). Per risparmiare pochi soldi si rischia di spenderne 10-20 volte tanto.
Vediamo se la rete è capace di esercitare una pressione pari a quella dei tassisti per fermare una proposta vergognosa (e inutile).
Nel frattempo, spiega perché non c’è rimasto male, nonostante la mancata elezione. Un motivo in più per sperare che, vincendo il Pd, poi entri anche uno come lui.