Leggo un tweet dell’ennesimo deputato cinque stelle, forse sollecitato dal candidato premier in pectore già noto per aver seminato odio contro le Ong, che dice: «Su La7 @GinoStrada dice che i migranti sono una risorsa, in che senso risorsa ? Nel senso che rendono di più che la droga ? #mafiacapitale».

Ormai tutti si stanno allineando, chi più chi meno, a parole e sfumature che hanno un impianto razzista.

Sembra che non si possa stare in società se non mostrandosi razzisti, almeno un po’. Proprio cercando il «decoro», lo si è perso: nelle parole, nel modo di dare le informazioni, nella considerazione degli esseri umani.

Si può gigioneggiare sul termine «pulizia», evocare rastrellamenti, fare graduatorie della violenza, confondere asilo, protezione e immigrazione, senza che nessuno faccia una piega.

Si può minimizzare il significato dei trattati e delle convenzioni internazionali, senza considerare che sono stati molto ‘utili’ agli italiani e potranno tornare ad esserlo, in un mondo in cui conteremo sempre meno e non certo per colpa dell’immigrazione.

Si può esagerare con l’«invasione» quando si sa benissimo che la percentuale di approdi in Europa, negli ultimi anni, ha riguardato decimi di punto percentuale della popolazione europea. Nemmeno punti percentuali. Decimi di punto.

Si può enfatizzare gli effetti, nascondendo le cause: guerre in molti casi armate da noi, cambiamenti climatici provocati da noi, economie estrattive a casa loro gestite da noi.

Nel libro «Rebus immigrazione» (Laterza) Gabriele Sciortino dedica il proprio lavoro agli abitanti di Gorino (e a tutti noi) con l’auspicio che «possano non trovarsi mai stranieri in terra d’Egitto» (espressione forte, involontariamente di drammatica attualità, pensando a Giulio Regeni).

Noi di Possibile abbiamo deciso di non farlo mai, per nessuna ragione. Anzi, non lo abbiamo deciso. Ci viene naturale, non possiamo fare altrimenti.

E adesso diteci pure, prendeteli voi a casa vostra: personalmente l’ho fatto, sono rimasto in contatto con chi ho ospitato e lo farò ancora. E mi piacerebbe un paese che prende esempio da alcune famiglie canadesi piuttosto che da molti stronzi che occupano intere ore in televisione. E spero che mia figlia viva in una società matura.

Mentre scrivo, stanno sgomberando per la milionesima volta il Baobab. Vergognatevi, amministratori incapaci.

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