Quando bisogna vincere sempre, a tutti i costi, perché la retorica (tautologica) del vincente lo impone, allora succede che qualcuno si dopi. Se la salita è particolarmente ripida e se la squadra non ti assiste, allora la formi tu, una nuova squadra: uno ti spinge, l’altro ti rimorchia, l’altro ancora ti passa una borraccia con dentro chissà cosa.

Si fa meno fatica così: troppa pressione per vincere sempre. Bisogna allearsi con tutti, soprattutto con quelli che possono mettere in forse il risultato. Bisogna cercare amici in zone grigie, nell’opacità.

Poi certo c’è chi non lo fa e andrebbe votato. Ma questo Paese sembra non avere capito ancora che l’antidoping della corruzione non è fatto di proclami, ma di leggi ben scritte. E che siano finalmente approvate. Come un codice appalti rigoroso, come la legge sulla prescrizione (che tra un po’ cadrà in prescrizione), come le norme per scovare corrotti e corruttori. Certo, non è bello controllare. Mai. Ma se l’andazzo è questo, e la politica da sola non sa tutelarsi, prima di prendersela con i magistrati (che poi sbagliano e fanno e dicono cose che non vanno bene, ci mancherebbe), mi concentrerei in prima battuta sui politici, soprattutto se sono dello stesso partito e della stessa coalizione. Che ne dite?

  •  
  •  
  •  
  •  

Commenti

commenti