Le amministrative e le fallacie democratiche

Alle primarie di Roma hanno votato la metà delle persone rispetto al 2013 (quando Ignazio Marino prese il 51% e i giornali parlarono di flop…). Pare che ci fossero migliaia di schede bianche: perché non offrono alla cittadinanza il dato seggio per seggio? Sarebbe interessante sapere come sono andate le cose, non trovate? Perché le primarie in molti casi sostituiscono le elezioni, giusto, anche per il governo del Paese.

Alle primarie di Napoli ci sono quattro seggi contestati (con la prova televisiva). Se fossero annullati, cambierebbero i risultati. Se non lo fossero, condannerebbero il Pd a una campagna piena di ombre e di legittime preoccupazioni. E gli elettori voteranno qualcun altro.

A Cosenza le primarie non si fanno perché il candidato lo decide Palazzo Chigi. Punto. L’alleato principale? Verdini.

A Milano la vicesindaca si sfila perché non ha ottenuto il riconoscimento che sperava. E ieri sera Letizia Moratti spiegava che Sala, da lei nominato city manager su suggerimento di Ermolli, uomo di Berlusconi, si sarebbe benissimo potuto candidare per la destra.

Poi dicono che è colpa degli altri che li fanno perdere. Non che loro perdano da soli. Credibilità e consenso.

Parlano di effetto Liguria ed è proprio così: una candidata che vince le primarie, con i voti della destra, con i seggi contestati, con quell’atteggiamento del “chissenefrega” della sinistra, meglio che se ne vadano, tanto noi non abbiamo bisogno di ascoltarli, c’abbiamo mezza Forza Italia. E che poi perde malissimo, con un distacco tale da non essere colmato dai voti persi a sinistra (che non l’avrebbero votata comunque). Semplicemente perché gli elettori a quel punto non vanno a votare e se ci vanno non la votano.

Chi è causa del suo male, pianga se stesso e, come dicono le veline del Palazzo, se ne faccia una ragione.

Oltretutto, per aggiungere un’altra fallacia, alle Comunali c’è il doppio turno, non si capisce l’appello al voto utile (utile a chi?, tra l’altro) fin da ora: se il PdR è imbattibile, che vince contro tutte e tutti, perché continuate a rompere l’anima a chi semplicemente vuole rappresentare quelli che non sono d’accordo con il papocchio indigeribile che va da Pisapia a Alfano? Se siamo così ridicoli, come tutti i giornaloni (che poi come sappiamo è un giornale unico) ci rappresentano, perché preoccuparsi di noi?

Giachetti parla di Tafazzi: ha ragione. Il primo è lui, che non ha alcuna preoccupazione rispetto ai dati reali con cui è stato eletto a rappresentare il partito della nazione a Roma. Che pensa di liquidare quello che è successo con Marino con un’alzata di spalle. Che se la prende con tutti quelli che non lo voteranno. Che è l’ultima fallacia: se non ti votano, non ti votano. Chissà perché.

  •  
  •  
  •  
  •  

Commenti

commenti