Verdini dice di essere idraulico (non muratore, eh) , di sistemare rubinetti e di volersi affiliare al Pd.

Giustamente qualcuno nel Pd la vive male, ma la banale considerazione è che Verdini è già affiliato (se preferite, associato, che sa un po’ meno di massoneria) al Pd e conta, per gli equilibri di maggioranza, più di una intera corrente del partito di maggioranza.

Come Alfano – altro associato allo studio Renzi – collabora ogni volta che può, garantisce acqua al mulino del governo (questo intende significare con la storia dei rubinetti) mentre ne sottrae alla destra.

Certo non fa parte organica della maggioranza, qualche volta vota contro, non esprime ministri o sottosegretari (come continuano a fare invece anche le correnti più violentemente anti-renziane del Pd), ma non ne ha bisogno: sta sulla soglia e traghetta, tipo Caronte, e parla direttamente con il premier o il suo entourage. Ci hanno anche scritto un libro intero per raccontarlo. Sulle cose importanti non manca mai.

Insomma, l’associazione c’è già. Scandalizzarsi è lecito, fare finta che non sia così molto meno.

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