Dal proibizionismo al nullismo

Luca Marola scrive così:

Da una politica che riesce a confondere Jim Morrison con un ladro rumeno qualunque cosa ci si potrebbe aspettare? Niente di più e niente di meno di quel che è accaduto in questi giorni intorno ad una improbabile depenalizzazione della coltivazione di cannabis addirittura sostenuta e sponsorizzata dal Governo. Il grande equivoco, la grande bufala politico mediatica, inizia a gonfiarsi il 15 gennaio ed esplode, tracimando sulla stampa nazionale, in poche ore.

La totale ignoranza in materia di un qualche politico di destra e la sciatteria che contraddistingue la stampa italiana nel non verificare mai le fonti, ha trasformato un nulla nel caso politico della settimana. Il nulla di cui stiamo parlando è questo: oggi il Consiglio dei Ministri discute se approvare la depenalizzazione del reato previsto nell’articolo 28 comma 2 del Testo Unico sugli stupefacenti.

La Legge delega 67 del 2014, grazie alla quale il Parlamento delega il Governo nel depenalizzare alcuni reati, interviene solo sull’articolo 28 comma 2 del Dpr 309/90 che prevede, nel testo come ad oggi formulato, una sanzione penale per chi non osserva le prescrizioni e le garanzie a cui l’autorizzazione alla coltivazione di piante stupefacenti è subordinata. Ma fra i soggetti che hanno l’autorizzazione a coltivare solo a scopo di ricerca o per la produzione di cannabis terapeutica, appunto, e a cui quindi si riferisce la norma, in Italia sono solo due e cioè il Consiglio della Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (CRA – CIN) di Rovigo (a scopi di ricerca scientifica) e l’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze (che produce la cannabis terapeutica per le farmacie italiane).

Si è sostanzialmente parlato del nulla assoluto. Non è in discussione nulla che abbia una qualche attinenza con la coltivazione domestica della cannabis.
E se il Ministro della Giustizia Orlando si sente in dovere di puntualizzare e ribadire che non si tratta della depenalizzazione della coltivazione domestica di cannabis, beh, è la migliore conclusione in linea con una faccenda di per sé grottesca.

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