L’ora delle decisioni (revocabilissime) si avvicina e seguo il dibattito che si sta sviluppando qui. Manca solo una candidatura a sindaco di Roma (scherzo), ma il finale per i commentatori di Ciwati è apertissimo. Prevale forse il consiglio di non schierarsi e di puntare diritti al prossimo Congresso del Pd, ma anche su questo c’è chi dice «ora o mai più».
Le migliori soluzioni sono, l’andreottiana «sostieni Renzi al primo turno, e Bersani al secondo» ovvero quella di un delegato veneto che mi dice «se non ci sarà più il Pd, non disperare: l’amarone ci sarà sempre».
In tutto questo, devo dirvi la verità: sono molto sereno, anche perché, come sapete, per me conta soprattutto l’affermazione delle ‘cose’ e non delle persone. E per questo, non è mai troppo tardi. Anzi. Il momento decisivo, in un caso o nell’altro, non è ancora arrivato.
Le tesi da affiggere sono ancora tutte da affiggere, i tormentoni dell’estate vanno bene anche per l’autunno.
Come sapete, continuo a sentirmi equidistante dai tre principali candidati. E allora vale la pena di riprendere cose già dette e cose già scritte.
Molte le ritrovate tra i quesiti dei referendum, altre nella campagna che ormai conoscete.
Penso che non sia il caso di allargare a dismisura l’alleanza, e che non ci sia bisogno di sfondare a destra ma di fare (bene) il centrosinistra. Poi con la destra ci si confronterà, senza confondersi.
Penso che sia necessario costruire una coalizione di governo che purtroppo non è stata fatta prima da chi avrebbe dovuto. Le primarie a questo dovrebbero servire, anche se leggo che se vince uno, qualcun altro se ne va, e che comunque quella che vediamo non è la coalizione definitiva, perché si potrà allargare dopo le primarie. Mah.
Penso che i diritti civili o sono civili e per tutti, oppure non sono.
Penso che l’agenda Monti, che ha molto di letterario, per altro, perché ognuno la interpreta un po’ a modo suo (un po’ come quell’Europa a cui tutti si appellano, a giorni alterni), si collochi proprio su un altro piano: perché sulla nostra agenda noi dovremo chiedere i voti. E non possiamo permetterci quello che sta accadendo: che la fiducia nei confronti di Monti è inversamente proporzionale, presso i nostri elettori ma non solo, al gradimento delle sue politiche.
Non penso per altro che Monti sia una sciagura, come lo presenta qualcuno, né il leader-in-cui-riconoscersi, come qualcun altro sembra pensare. Né che si possa usare il bianco o il nero, quando si parla di questa stagione, perché è il grigio del Paese il colore che si impone. E il grigio dura da anni.
Penso non si debbano promettere cose strampalate, ma una riduzione delle tasse sul lavoro e sulla produzione e una patrimoniale per chi dispone di grandi ricchezze (una cosa all’europea). Che non è l’Imu, per intenderci, come qualcuno sostiene.
Penso che in un anno si debba stipulare la convenzione con la Svizzera – che vale più della spending review – e che sia il momento di attivarsi per una seria lotta all’evasione fiscale, con i computer e non con i blitz.
Penso che ci vuole l’Europa, quella di cui parlano Ed Miliband e Peer Steinbrück (e anche un po’ Bersani, va detto), a proposito di finanza, di regole e di civiltà della democrazia.
Penso che in ogni sede e a tutti livelli la politica si debba contenere, in termini di clientelismo, nomine e chiacchiere, a cominciare dalla riduzione e razionalizzazione delle quasi 7000 aziende pubbliche. E che politici (e candidati) debbano per primi dare il buon esempio.
Penso che i risultati dei referendum vadano rispettati. E che si debba essere conseguenti. E che non possa parlare di beni comuni chi non li rispetta. E che non possa fare politica chi snobba le leggi d’iniziativa popolare, come troppo spesso è accaduto.
Penso che l’ambiente per l’Italia sia strategico, come poche altre cose. E che il suolo ed il paesaggio lo siano più di tutte le altre. E vorrei un po’ più di impegno, in questo senso.
Penso che l’antipolitica la facciano i politici che la chiamano così.
Penso che il recupero dell’astensione sia il nostro primo obiettivo e che il M5S sarà il convitato di pietra di queste primarie.
Penso che ci voglia una sussiding review e che si debba preferire la diminuzione delle tasse ai molti contributi a pioggia destinati alle imprese.
Penso che prima di fare altre opere (puntualmente corredate da omissioni) si debbano finire di pagare quelle vecchie e quelle incompiute.
Penso che nuove autostrade vadano bene solo se sono informatiche. E che ci sia una questione cemento da affrontare quanto prima.
E penso, soprattutto, che si debba aprire un grande dibattito sulle cose da fare, come ho cercato di fare, in questi mesi.
E che ci vogliano parlamentari scelti dai cittadini (come, i cittadini possono scegliere il premier, e non il parlamentare sotto casa?) e che nessuno dei candidati lo abbia detto, in questi giorni (chissà come mai…).
E che i parlamentari debbano essere a progetto, limitati nel tempo e nello spazio che occupano.
E che tornerò a studiare e a insegnare, quando tutto sarà finito (anche presto), perché mi piacerebbe che questo Paese diventasse un Paese in cui fare gli insegnanti è un’ambizione altrettanto forte che fare i politici. Anzi, di più.







Commenti
Gli argomenti sono convincenti, niente di stratosferico ma le cose logiche da fare. Vista la situazione della nostra Regione vorrei che lei si candidasse, se se la sente. Non dovremo mica ricadere su Albertini o Maroni o ancora Formigoni !!!!
Ci tengo al che la tua possa essere non solo cultura, ma azione di governo. Ci tengo a mantenere ancora un po’ di speranza che come te, ci siano altre persone disponibili ad entrare nell’arena. Solo così potrò pensare di non andarmene.
Penso che saresti un ottimo professore (anzi di più) ed anche un bravo giornalista. Penso che hai le capacità per fare il segretario del tuo partito e che il tuo partito avrebbe bisogno di te. Saresti anche un ottimo presidente della Lombardia, però Pippo devi decidere…
Mai scritto una sola volta in questo blog, che pure leggo da tempo. Credo di rappresentare il pensiero e la posizione di molti altri che sono silenziosa minoranza nel centrosinistra: lei si candidi, Civati, e noi la sosterremo finanziando come possiamo la sua campagna e andando a votare lei alle primarie. Anche se vincere è impossibile, ci sono sconfitte che valgono più che vittorie.
Scusa non ho capito :perché vincere è impossibile ? Civati ha girato mezza italia con il programma .Stante alla situazione attuale la proposta unificante è di Prossimaitalia. Perché impossibile ?
Perché la macchina organizzativa e finanziaria di un’eventuale campagna di Civati non è minimamente paragonabile a quelle di Bersani, Renzi e forse Vendola, perché Civati non ha un decimo dell’esposizione mediatica dei suddetti e il mio panettiere, fiero elettore del csx, sa chi sono loro ma non chi è Civati, perché le campagne dei suddetti sono già partite e quella di Civati no… Poi ci sarebbero altri motivi ma do per scontato che tu li sappia quanto se non meglio di me. Ripeto, però: ottenere un risultato importante sarebbe una vittoria, e non lo dico per spirito decoubertiano. Ciao.
La questione finanziaria non è un motivo . Altri l’hanno dimostrato in passato . Sugli aspetti scontati ognuno può avere i suoi; per cui sarebbe bene esporli . Infine qua si tratta di esporre giusti motivi per candidarsi o non candidarsi. Personalmente fino a questo momento non vedo nessun motivo valido perché Prossimaitalia non si candidi .Anzi, oggi aggiungo un altra valida ragione: la divisione dei bersaniani , il calo di Renzi nei sondaggi, e il surplace sostanziale del PD, oltre all’ aumento dei consensi a M5s.
Dunque l’offerta politica attuale non sposta minimamente le potenzialità inespresse del csx .
Se questo vi sembra poco, datemi altri argomenti .
Ho deciso.
la mia naturale vocazione al suicidio politico ci tiene a dirti che forse è il caso di candidarsi, contrariamente a quanto pensato in precedenza.
Occorre offrirla quell’alternativa, alla gente lì fuori. Quam minima credula postero.
Per quanto posso, con una campagna low cost e parecchio ironica, faremo tutto il possibile e anche di più per aiutarti.
Caro Pippo, capisco non sia facile e le valutazioni molte. Se devo essere sincero, non so neanch’io quale possa essere la miglior scelta per te, come politico e persona che ama il suo paese, e noi, in cerca di una rappresentanza che con uno sguardo lungimirante tenga saldo il timone di questo Paese che comincia ad essere troppo stretto e troppo arretrato.
In una vita non potremo vederlo cambiare completamente come vorremmo, come vogliamo da una vita, ma almeno un pò, non mi farebbe schifo.
Forse il tema è questo, il tempo.
Non possiamo perdere tempo sapendo di essere pronti per un prossimo futuro. Il futuro è anche ora. E mettersi in gioco, puntare sulla tua visibilità per diffondere idee belle e utili a tutti noi è il senso della tua candidatura. Qualunque potrà essere il risultato, avrai avuto modo di parlare delle cose da fare a più persone e più cittadini sapranno che c’è chi da sempre fa politica perchè pensa alla vita quotidiana dei cittadini.
Forse è così.
Diventi papà, l’orologio biologico ha fatto un’altro scatto. Hai un motivo in più per giocartela senza perdere altro tempo.
Ti aspetto
Tuo, Claudio
caro pippo, penso che non riesco a dirti cosa sia meglio fare, non lo so, e nelle tue parole leggo quel sano dubbio che è necessario avere nei passaggi importanti.
penso che puntare al congresso sia la strada più naturale per il percorso fatto fin qui, ma penso altrettanto che le prossime primarie permettano di mettere in evidenza te e la rete di Prossima Italia. ma se il risultato fosse di piccola entità, come faremo a riprenderci e rilanciare la battaglia per il congresso?
penso che la ricchezza tua e del gruppo di Prossima Italia sia la capacità metodologica nell’affrontare le questioni, nel dire le cose come stanno, sentendo il dovere di proporre come uscire dai problemi, avendo cura per la comunicazione. e penso che quelle che ho appena detto sono il cuore delle cose che servono al PD.
penso che il mio commento sia il più inutile di tutti, ma credo che tu in fondo sappia cosa fare, e comunque sceglierai sarà la cosa giusta, perchè ho – abbiamo – fiducia in te.
“quando tutto sarà finito anche presto”Se capisco bene da grande farai il professore di filosofia…il modello è Vecchioni? Pensi di conciliare le 2 professioni o di fatto rinunci a fare il politico..Caro Prof. Civati ambire all insegnamento è bellissimo ma spero di aver letto male tra le (ultime) righe..
avanti così pippo. sempre con lo sguardo fisso sulle cose da fare, quelle che possono cambiare non solo l’Italia, ma anche il modo di noi tutto di ‘stare’ in Italia per l’Italia di domani, quella che sarà degli altri.
Pippo questi pensieri li tradurrei con un titolo “Abbiamo un partito”, magari un titolo di una mozione. Comunque il mio suggerimento resta sempre lo stesso. Partecipa a queste primarie come candidato….alla segreteria del prossimo congresso. È fallo in modo esplicito assumendo il ruolo di garante dei contendenti e senza rinunciare a esprimere il tuo pensiero. L’ esempio che ti suggerisco é quello di Anne Hidalgo, vicesindaco di Parigi. Ha giá annunciato la sua candidatura per le elezioni del 2014, ha costituito una squadra di una trentina di persone e oggi quando parla, lo fa in modo che tutti sappiano che Lei é una candidata.
Spero Civati non ti arrabbi se continuo a parlare della Puppato sul tuo blog, ma fin quando non spieghi cosa vuoi fare e dici chiaramente che non sostieni più la candidatura Puppato come avevo capito, io provo a insistere. Lo so, sono un rompipalle.
Martedì scorso a Ballarò il sondaggista Pagnoncelli ha indicato le intenzioni di voto per Bersani, Renzi e Vendola. Tutti gli altri candidati, tra cui la Signora Puppato, non sono stati neppure menzionati ma classificati genericamente come “ALTRI”. Solo Concita de Gregorio ha provato a buttar lì dei nomi, ma proprio di striscio (Floris incombeva implacabile). Ecco, mi piacerebbe che qualcuno dicesse cosa deve fare la Signora Puppato perchè un qualsiasi giornale, telegiornale o programma televisivo, le dedichi almeno un decimo degli articoli o dei passaggi televisivi fatti su Bersani, Vendola e Renzi. Compresa l’ Unità, che dovrebbe essere imparziale. Bisognerebbe ricordare a C. Sardo che anche la Signora Puppato è candidata del PD. A far bene l’ Unità dovrebbe addirittura organizzare dei contradditori tra i vari candidati per confrontare le loro effettive capacità, in modo che vinca veramente il migliore. Ma a Bersani e Renzi piace vincere facile.
Questa sera al TG3 la SWG Sondaggi ha dato le percentuali delle intenzioni di voto alle primarie, aggiornate ad oggi. Ebbene voi candidati “ALTRI” siete accreditati di una percentuale che varia dal 7 al 9 %. Non male mi sembra, considerato il fatto che nessuno di voi ha iniziato veramente a fare campagna elettorale e che nessun movimento si è finora mosso. Io sono sempre convinto che la palla è nelle vostre mani.
Gentile Civati,
è da tanto tempo che La seguo e questo suo post ben La rappresenta perché sembra proprio … il suo manifesto; in esso sono espressi gli aspetti più importanti: della sua idealità, del mondo che lei ha in testa, della società da migliorare, delle cose concrete da fare e subito, della politica da vivere, quella sana intendo, quella che va ricostruita e che deve indirizzarsi verso i bisogni e le esigenze della gente.
Non si fermi e buona fortuna. Siamo in tanti a sostenerLa
G. Seu
Quello che scrivi è il progetto per rendere più civile, più umano, più rispettabile, più giusto questo Paese. Io ti sosterrò.
Tiz
Ma alla fine Civati si candida o no? Se si candida lo voto.
Se Renzi risulta vincitore non vado neanche a votare, oppure do’ un “voto di protesta” a qualche partito di sinistra dal 3%
Anche solo per l’ultima frase Civati meriterebbe la candidatura a premier, ma non in Italia, paese troppo chiuso in se stesso e imprigionato da mille correlazioni affaristiche. Ad ogni buon conto se vogliamo provare a realizzare questo miracolo… ditemi dove, come e quando, io ci sono.
Sul tema della patrimoniale, probabilmente ne avrete già parlato, ma mi piacerebbe sentire la tua (e la vostra) opinione su questo articolo:
http://noisefromamerika.org/articolo/patrimonio-non-immobiliare-patrimoniale-aggiuntiva
che mi pare ragionevole, preciso (e scettico).
Condivido tutto quello che hai scritto: per quello ti rinnovo l’invito a non candidarti. Proprio perchè queste primarie non sono il congresso, che deve avere altre regole, altre occasioni di confronto anche nei circoli. Adesso è il momento di scegliere il candidato a presidente del Consiglio, chiedendo ai 2 candidati di impeganrsi sui temi che ci stanno a cuore e . L’anno prossimo sceglieremo il nostro segretario.
Manca una cosa, se non erro.
Liberalizzazioni e concorrenza ad oltranza, e lotta ferocissima ad oligarchi, rendite di posizione, corporazioni e monopoli ed oligopoli.
Se non si fa questo, questo paese sarà sempre la solita melma e non saremo mai liberi.
Se interpreto bene lo spirito delle ultime iniziative (e anche di quelle precedenti) io credo e spero che il ruolo che Civati voglia assumere sia quello di contribuire alla nascita di squadra di persone che sappiano dove mettere le mani per aggiustare questo Paese. Che vadano oltre gli slogan. Che non si limitino a dire “credo nella patrimoniale” o “credo negli ammortizzatori sociali universali” ma che sappiano di cosa stiano parlando, delle cifre e degli altri fattori in gioco, e che sappiano convincere anche gli scettici.
Un’operazione del genere sarebbe un contributo molto più importante di un semplice #OppureAncheCivati.
Fare gl insegnanti universitari, forse. Attività che lascia il tempo per far anche altre cose, dalla ricerca ad attività professionali (ricerca, consulnze, libri ecc.). E però la domanda è: hai già gli sponsor che servono? Mica crederai che bastan i concorsi, che basta partecipare? Ho visto amici dissipar tempo e patrimoni, negli anni, in fotocopie di pubblicazioni e pubblicazioni che, puntualmente, nessuna commissione legge, perchè i nomi da spingere non richiedono tanta attenzione, basta una semplice telefonata. E ho assistito in prima persona a telefonate nelle quali un commissario – o la sua sponda baronale o politica – assicurava il suo sostegno a questo o quello, in cambio di analogo sostegno garantito da altri al proprio protetto. Questo è il panorama, poi si può sempre dire come fan le starlette quando gli chiedon se l’han data via o no, “Con me nemmeno ci provano”. Non ci son mai stati anni in tutto il dopoguerra nei quali la scuola, e chi ci vive, lavora, studia, son stati trattati in modo così superficiale e infame, finendo per agevolare anche il declino infame di questo paese, che è sotto gli occhi di tutti. Fossi in te sceglierei di far l’insegnante o il ricercatore universitario: ma altrove, non in Italia. Che sta diventando, tra l’altro, sempre più un brutto posto anche per viverci.
bene per i punti, generali ma non generici.
bene sull’abolizione dei finanziamenti a pioggia, però una precisazione: il 95% dei finanziamenti alle imprese di cui si sente parlare sono a imprese pubbliche. insomma, è una barzelletta, una presa in giro e un modo per nascondere l’ennesima casta.
ecco… e con la candidatura i quesiti referendari andanno a farsi benedire… perché è ovvio a tutti che sulle questioni programmatiche e sul “merito” si possono raccogliere adesioni anche da chi è ormai schierato (quale che sia la motivazione del suo schierarsi…) con uno dei contendenti già in campo, mentre con una candidatura sarà praticamente impossibile ricevere firme da chi non sia con Pippo (ovviamente in questo frangente nessuno può permettersi assist ad un suo competitor, anche quando nel merito potrebbe essere d’accordo)…
Nonostante tutto, se non fosse per la tara ideologica che lo appesantisce (non tanto “lui” quanto una parte non minoritaria dei suopi supporters), il candidato migliore per tirare fuori l’Italia dalla palude è proprio Vendola.
Mentalità aperta, una indiscutibile nota “immaginifica” e sognatrice, ma non per questo meno concreto di tanti altri amministratori pubblici. Soprattutto più fuori dagli schemi di potere del “giovane ” Matteo Renzi, che invece subisce notevolmente una sudditanza di provenienza “vaticana” ben superiore a quella dei due altri candidati.
Civati: sii diverso al vecchiume del PD fino in fondo (o, parafrasando, “almeno” tu dì una cosa di sinistra!), appoggia Vendola.
Vendola fuori dagli schemi di potere ?!!!!!
Hai letto, sotto, cosa dice Travaglio ?
Ti riporto un passaggio:
Anche il governatore pugliese Nichi Vendola invita a “non fare di tutta l’erba un fascio”, perché la sua “è la regione più virtuosa e sobria” e “da tempo ha messo in discussione le giostrine affaristiche e corruttive che erano legate ai sottosistemi di potere” delle giunte precedenti: infatti il suo ex vicepresidente Sandro Frisullo è imputato per corruzione e millantato credito e il suo ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco per associazione a delinquere, corruzione, concussione, falso, truffa e turbativa d’asta, e lo stesso Vendola lo è per peculato, falso e due abusi d’ufficio.
Va bene, Travaglio è in gamba e lo rispettiamo, ma intanto lo leggiamo anche noi, e poi non è che neanche lui abbia la scienza infusa tanto da prendere sempre a prestito le sue filippiche come se fosse tutto oro colato….o nò?
Ho portato l’articolo di Travaglio per dimostrare che anche Vendola è ben addentro a vicende di potere.
Poi, per carità, Travaglio può anche sbagliare.
Gentile Civati, con tutto il rispetto, un buon elenco di punti generici, validi per tutte le stagioni, poco impegnativi perciò abbastanza condivisibili senza troppo impegno.
In verità ormai il PD ha inglobato la cultura che per venti anni è stata propagata dal berlusconismo, forse senza neanche averne piena coscienza.
E l’ho compreso definitavamente domenica sera, quando Fazio ha chiesto a Bersani di Penati e lui ha risposto: “Lo ha già detto, se sarà rinviato a giudizio si dimetterà”
Sono esattamente gli stessi argomenti del berlusconismo: innocente fino a prova contraria.
Ma per i politici non deve essere richiesto un di più di etica e trasparenza?
Ma per il centro sinistra l’onestà dei propri amministratori non era un punto d’orgoglio?
Veramente il rinvio a giudizio non è affatto una colpevolezza dimostrata, in fatti non è un giudizio, bensì un rinvio a giudizio che verrà dopo. Dopo il rinvio a giudizio viene il giudizio di primo grado, eventualmente quello di secondo grado e infine la cassazione. Dire che le dimissioni in caso di rinvio a giudizio sia la stessa posizione del berlusconismo ”innocente fino a prova contraria” e quindi niente dimissioni fino alla cassazione, francamente è dire una falsità.
Io penso anche questo clima di distensione tra Renzi e Bersani sia nato soprattutto per tagliarti fuori. Penso anche che, se vuoi veramente impegnarti, devi farlo da subito, per non fare il loro gioco. Penso infine che quello che pensi pensavamo di averlo pensato ormai da tempo. Forse è ora di agire e mettere in pratica quello che pensi.
lo slogan poteva essere: ‘oppure Civati!’.
ma è tardi. l’ha preso vendola, quello slogan.
speriamo che civati non giochi sugli acronimi. gli acronimi, no.
Tipo?
è che si nota ogni tanto un certo gusto per gli acronimi, per i giochi di parole, che sarebbero un disastro nella comunicazione politica di un evento del genere.
Uno post di quelli che mi viene da dire - meno male che Pippo c’e’ -
Ma davvero e qualunque cosa accada.
Sembra che Civati dica:
a) mi candido;
b) fatto questo, torno alla vita ‘civile’, lascio la politica attiva, da amministratore.
è così?
Oppure Vendola. L’ipotesi può apparire – anche a giudicare dalla maggioranza dei commenti – eretica e per un attimo lasciamola sullo sfondo.
Il punto è fare scelte che delineino un percorso che tenga dentro primarie, elezioni politiche e congresso, in una prospettiva di reale cambiamento “da sinistra” di agenda politica, prassi e classe dirigente, al governo, nel PD e – anche – in tutto lo schieramento di csx. Ambizioso, ma necessario.
Cosa abbiamo in mano. Due anni e più di lavoro di Civati e gruppo di Prossima Italia con le puntuali proposte emerse, in parte rappresentate dai 6 referendum. MOLTO
Candidature di “area”, Puppato e Gozi, Boeri non si sa. FRAMMENTATO e dunque, DEBOLE, ma soprattutto TARDI.
Come fare pesare le prime nella competizione attuale e poi in quelle successive?
Io vedo due strade possibili. La PRIMA: fare uno sforzo di sintesi per un solo candidato di “area” che raccolga il massimo realisticamente possibile di consensi al primo turno sulle proposte di Prossima Italia, possibilmente alzando ulteriormente l’asticella su: primarie per la scelta dei candidati al parlamento, riforma dell’otto per mille, drastica riduzione dei finanziamenti alle scuole private a favore di quelle pubbliche, legge di standard europeo sulla fecondazione assistita, abolizione di tutte le leggi ad personam berlusconiane, ripristino di sanzioni serie sul falso in bilancio, legge sul conflitto di interessi.
Utilizzare quindi il peso del consenso ricevuto nel determinare l’esito del probabile ballottaggio.
La SECONDA: rinunciare a qualsiasi canditura di area e verificare immediatamente qualiedei candidati in competizione faccia propri in maniera esplicita e credibile proposte e punti programmatici di cui sopra.
In entrambi i casi, parte inscindibile della linea include il lancio di un programma di riorganizzazione del centrosinistra, cominciando da un congresso di profondo rinnovamento del PD che riesca nell’obiettivo, finora sciaguratamente fallito, di dare una casa comune all’anima autenticamente progressista e innovatrice del centrosinistra e del paese. Partire con l’impegno di realizzare gruppi unici in Parlamento come premessa/promessa di una rigenerazione unitaria dell’intero schieramento potrebbe aiutare a dare credibilità e forza al percorso. Qui credo che Civati e Prossima Italia abbiano acquisito, più di chiunque altro, visione e credenziali giuste per tentare l’impresa. Ma avranno bisogno di raccogliere alleanze e consensi crescenti nella società, nel partito e nello schieramento (penso anche al movimento, finora abbozzato, dei sindaci, così come, nonostante la situazione, all’IDV).
In questo scenario, realisticamente, vedo assai improbabile la possibilità di trovare una sponda in Bersani, né su molte proposte di fatto incompatibili con l’alleanza tutt’oggi pretesa con l’UDC, né, tantomeno, sulla scelta di fare spazio a uno come Civati alla segreteria. Questo secondo punto, se possibile, lo reputo ancora più indigesto poiché l’attuale gruppo dirigente e gli assetti interni al PD, dal centro alla periferia – forse anche “malgrado” Bersani – non sono costitutivamente predisposti ad un’autoriforma neppure consensuale, ma, all’opposto, sono organizzati nei fatti per resister ai cambiamenti. So di cosa parlo vivendo in Friuli Venezia Giulia, la regione di Debora Serrachiani.
Meno improbabile vedo la possibilità di disincagliare Renzi da pretese blairiane-liberiste e spostare la sua proposta più vicina al terreno di Prossima Italia, sulla base di un patto di cambiamento che coinvolga all’unisono, parlamento, governo, pd e centrosinistra. A differenza di Bersani, Renzi non ha –ancora – assetti e apparati da difendere. E questo è un aspetto tutt’altro che secondario.
Oppure Vendola. Dico subito che nella prospettiva delineata, trovo inconferente il fatto che sia esterno al PD. Di certo è quello che, sulla carta, maggiormente può corrispondere, per background e posizioni, alle proposte di cui si è detto. Il punto è se sia disposto realmente a dare corso alla biodegradabilità di SEL e dunque a rinunciare a qualcosa per costruire una ampia casa nella quale aria e idee nuove, capacità e merito siano prassi quotidiana d’ora in avanti.
In ogni caso, credo che occorra non avere preclusioni di sorta e provare a spostare le situazioni, senza classificarle e congelarle a ciò che sono adesso, ma cercando laicamente, senza astuzie ma con intelligenza, di prendere il largo e puntare dritti ad un approdo nuovo.
Matteo Renzi lo strillone
Il sistema Renzi: amici, famiglia, potere. E un fascicolo sull’uso dei fondi pubblici
“La società dei Renzi (amministrata da Matilde Renzi, 28 anni, che ne controlla come l’altra sorella maggiore di Matteo, Benedetta il 36 per cento mentre la mamma, Laura, ne detiene solo l’8 per cento) si chiamava Chil e nasce nel 1993. Matteo in un vecchio curriculum ne è stato fondatore e socio fino al 2004. Si occupa di strillonaggio e ispezioni nelle edicole per i giornali ma anche di eventi e ideazione di campagne. Il suo fatturato è ragguardevole: si va dai 7,2 milioni del 2007, ai 6,8 milioni del 2008 quando trasferisce la sua sede a Genova e passa di mano.”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/08/sistema-renzi-amici-famiglia-potere-ma-ce-fascicolo-sulluso-dei-fondi-pubblici/375926/
Penso che mi piacerebbe un PD coordinato da Civati e
Serracchiani; un governo di centrosinistra con, perchè no, Bersani premier;
Monti al Quirinale; D’Alema in barca a vela. Questo per quanto riguarda le
persone. Per le ‘cose’ invece: va bene partire dalla Carta d’Intenti,
arricchirla attraverso i 6Referendum e soprattutto mettere un bel cappello a
lettere cubitali e in neretto ‘chi non rispetta le regole è fuori’. Le regole ci
sono – nello statuto e nel codice etico – basta rispettarle e farle rispettare.
Infine mi piacerebbe che tutti i politici del pd – a qualsiasi livello -
mantenessero un contatto costante coi circoli. E’ lì che si fa politica per
passione e per volontariato.
punti programmatici largamente condivisibili, ma vorrei sottolineare quanto sia fondamentale operare con norme che salvaguardino il territorio, il nostro paesaggio e le città storiche, Bisogna mettere un freno alla rendita fondiaria, non è assolutamente più accettabile la filosofia che se non si costruisce nuovo cemento e altre auto non c’è più lavoro e cresce la disoccupazione, le alternative sono tante e queste devono essere incoraggiate dal governo, non più milioni di euro che vengono impiegati in settori che non sono più competitivi che assorbono tanto denaro pubblico come in un pozzo senza fondo
Cito Antonella
Beati i tempi in cui la politica era un’attività alla quale si dedicavano i letterati, gli unici in grado di proporre le idee da realizzare attraverso i tecnici. Il mondo è oggi alla rovescia. Anzi di più.
senza un catasto aggiornato in cosa dovrebbe consistere la patrimoniale?
l’accordo con la svizzera ok. ma sarebbe one-shot. quindi molto diverso da un saving strutturale annuo…
diciamo amche cose corrette oltre che poetiche? il vecchio vizio della politica…
l’accordo con la svizzera non è una tantum sarebbe un’aliquota annua da versare all’erario italiano.
L’accordo con la Svizzera va fatto, non possiamo rinunciare ancora alle risorse che si potrebbero ottenere.
Una stima dei valori peraltro non è semplice. Si pensa che le ricchezze italiane in Svizzera siano circa 200mld ma la loro effettiva emersione dipenderebbe anche dall’aliquota che venisse applicata. Pare certo che se l’aliquota fosse intorno al 20% una metà circa di questi capitali potrebbero prendere la via dell’Asia, oppure essere affidati a dei trust che non potrebbero essere ricondotti alla proprietà di una persona fisica e dunque essere tassati a vantaggio di una nazione. Un’aliquota del 10-12% ridurrebbe di molto la convenienza di simili operazioni e potrebbe fare emergere anche 160-180 mld di euro. In entrambi i casi l’entrata una tantum potrebbe arrivare a sfiorare i 20mld di euro, soldi straordinari e quindi da usare per ridurre il debito pubblico.
Gli introiti permanenti dipenderebbero dal capitale emerso e andrebbero a tassare non tanto il capitale quanto il suo rendimento. Quindi se emergessero 160mld, ipotizzando un po’ ottimisticamente dato il periodo un rendimento annuo del 5% significa 8mld annui, per un’aliquota del 12,5% (per convenzione internazionale la Svizzera applicherebbe l’imposta in vigore in Italia) si arriverebbe a circa 1 mld anno, un valore certo non disprezzabile ma che corrisponde a poco più dell’1% del’IVA annuo e meno dello 0,5% delle imposte sui redditi di persone fisiche ed imprese… insomma, non sono cifre che permettono chissà quali tagli fiscali o aumenti di spesa pubblica, per quanto sia indispensabile recuperarle…
Ovviamente, se fosse più bassa l’emersione iniziale anche le entrate permanenti finirebbero con il dover essere ridimensionate.
se l’accordo con la Svizzera fosse one-shot, sarebbe comunque meglio di zero-shot. E come dicono anche marcol e franzpa oltretutto non è on-shot, ma comporterebbe una entrata annua. Poca? Tanta? Più di quel che si è incassato dimenticandosi gli esodati…Suvvia, questo governo che tituba su tanti temi relativi alla giustizia fiscale, forse ha componenti e ceti di riferimento che i soldi ce li han proprio in Svizzera, quantomeno. Non fan solo le passeggiate in Engadina, insomma
Sono d’accordissimo, il governo dovrebbe stringere in fretta su questo accordo… che dopo tutto è un fatto più “tecnico” che politico.
Temo che se non chiude questo governo poi di nuovo non se ne farà nulla, anche perché è legittimo il sospetto che ministri e deputati possano essere anche loro fra i detentori di capitali in Svizzera.
Condivido quanto hai scritto. Ma ancor di più il passaggio sulla missione dell’insegnante:non può essere definita un mestiere,non lo è. Sono stata insegnante per 38 anni e credo che sia una delle cose più belle che ho fatto in vita mia. Per questo credo che la scuola abbia bisogno di docenti preparati, motivati e ben retribuiti, ma in una scuola diversa che esiga anche l’ottima preparazione da parte loro. Quindi aggiornamento permanente e sistematico riscontro della idoneità a fare questo splendido lavoro. Credo che la rinascita del nostro Paese non possa prescindere da un livello culturale più alto per tutti, per questo apprezzo il tuo desiderio di tornare nella scuola: sono d’accordo e penso che nessun politico possa esserlo per la vita. Si viene “prestati” e poi si torna a fare ciò che si faceva prima. Non credo però che per te sia giunto il momento di finire il tuo percorso politico….Hai tanto da dare ancora. Ecco perchè spero in una tua candidatura. E’ necessaria per dare opportunità di una terza via a coloro che non si riconoscono dei due competitor in campo. E in particolare per far intravedere un partito non imbalsamato dagli “ex” , un partito di ampio respiro che dia opportunità a giovani ben preparati , onesti e seri di far sentire la loro voce. Personalmente sarò al tuo fianco se deciderai, come spero, di intraprendere questa avventura!
Una delle rubriche più fortunate di “Cuore” s’intitolava “Hanno la faccia come il culo”. Poi purtroppo il settimanale satirico fondato da Michele Serra chiuse i battenti: ormai la realtà superava la fantasia. Oggi quella rubrica occuperebbe l’intero giornale, per eccesso di fornitori. Renata Polverini si dimette per le ruberie di vari consiglieri della Lista Polverini che sostengono la giunta Polverini, e tappezza Roma di manifesti: “Questi li mando a casa io”, come se glieli avesse prescritti il medico curante. Il suo collega lombardo Roberto Formigoni, indagato per corruzione e finanziamento illecito come già – per questi o altri reati – altri dodici consiglieri regionali, non solo non si dimette: ma vibra di sdegno per gli scandali (altrui) e propone di “abolire le regioni”, come se la colpa fosse delle regioni e non dei governatori che rubano.
Anche il governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani del Pd, presidente dei presidenti di regione, indossa i panni del censore. Invoca un decreto per “ristabilire regole salde di trasparenza nella certificazione delle spese”, ma tiene a precisare che “è sbagliato mettere tutti nello steso cesto”, perché ci sono “regioni che hanno reagito subito”. Tipo la sua, che ha già provveduto all’”autoriforma e non è giusto che finisca nel frullatore”. Infatti Errani è imputato a Bologna per falso ideologico con l’accusa di aver finanziato con 1 milione di soldi pubblici la cantina sociale della Coop di suo fratello che non ne aveva diritto. Un’autoriforma della madonna, un capolavoro di trasparenza.
Anche il governatore pugliese Nichi Vendola invita a “non fare di tutta l’erba un fascio”, perché la sua “è la regione più virtuosa e sobria” e “da tempo ha messo in discussione le giostrine affaristiche e corruttive che erano legate ai sottosistemi di potere” delle giunte precedenti: infatti il suo ex vicepresidente Sandro Frisullo è imputato per corruzione e millantato credito e il suo ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco per associazione a delinquere, corruzione, concussione, falso, truffa e turbativa d’asta, e lo stesso Vendola lo è per peculato, falso e due abusi d’ufficio.
Il ministro Corrado Passera tuona contro gli sperperi di denaro pubblico e minaccia di “commissariare gli enti locali non virtuosi”: lui che ai tempi di Banca Intesa, come advisor e socio di Cai-Alitalia, mise in piedi col Cavaliere un gioiellino costato 3-4 miliardi ai contribuenti. Il ministro del Tesoro Vittorio Grilli vuole cacciare “i manager pubblici indagati”: chissà se è lo stesso Grilli che nel 2005, direttore generale del Tesoro con Tremonti, avallò la nomina ad amministratore delegato dell’Eni di Paolo Scaroni, il quale non era solo indagato, ma addirittura condannato a 1 anno e 4 mesi per corruzione.
Il vicepresidente del Csm Michele Vietti, Udc, striglia da par suo la classe politica, a lui naturalmente ignota (fu soltanto consigliere comunale Dc a Torino dal 1990 al 1997 e poi deputato Ccd-Udc dal 1994 al 2007): “Basta scaricare sulla magistratura tutta la responsabilità di fare pulizia: prima che sia troppo tardi, la politica si rimbocchi le maniche e impugni la scopa”. Pare ancora di vederlo Vietti, sottosegretario alla Giustizia del secondo governo Berlusconi nel 2002 mentre, le maniche rimboccate e la scopa in mano, calcolava i falsi in bilancio del premier per fissare le soglie di non punibilità un po’ più in su e mandargli in fumo i cinque processi per falso in bilancio. E chissà le ramazzate in testa a Cuffaro condannato per favoreggiamento mafioso e al segretario Casini che lo portava in Parlamento. Per chiarire meglio il significato della “c” di Udc, Casini ha prima invitato la Polverini a restare e poi, dopo l’anatema dei vescovi, l’ha scaricata perché “in Regione c’è troppo marcio”. Ma non nel gruppo Udc, che anzi “ha operato bene” e merita un “elogio per l’impegno profuso”. In effetti la giunta Polverini ha regalato commesse a trattativa privata per 1.324.700 euro alla società “I Borghi Srl” di Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc, già amministrata da Francesco Carducci, ultimo capogruppo regionale Udc. Ma sì che nel Lazio l’Udc ha operato bene. Tanti complimenti per l’impegno profuso.
Toh! Con l’ultima battuta hai toccato un tema cruciale di questi tempi. Un tema che se analizzato assomma una serie infinita di problemi a catena che vanno dall’aumento del precariato alla diminuzione della qualità dell’azione didattico-educativa. Tra un governo e l’altro, la direzione di intenti è stata coerente (l’unica coerenza che si può definire tale), diretta com’era alla penalizzazione, impoverimento e smantellamento del sistema scolastico, fino a giungere alla ciliegina sulla torta offerta dal prossimo concorso iniquo, illegale e oltremodo offensivo nei confronti della dignità del docente. Mi stupisce come siffatto tema, specie in questa fase “programmatica”, sia sottovalutato e affrontato con chiare posizioni. Vien piuttosto da pensare che si continuerà a seguire la stessa linea politica dell’attuale governo (indirizzata già dai propositi del ministro Profumo ad indire nuovi concorsi per gli anni successivi).
Beati i tempi in cui la politica era un’attività alla quale si dedicavano i letterati, gli unici in grado di proporre le idee da realizzare attraverso i tecnici. Il mondo è oggi alla rovescia. Anzi di più.
vorrei che i candidati per le primarie, o almeno qualche soastenitore di ognuno di loro, mi dicesse cosa pensano appunto i rispettivi candidati sul pagamento dell’imu degli edifici legati alla chiesa cattolica (proprio di oggi l’intervento del consiglio di sato per bloccare il pagamento dell’imu per la chiesa, non mi sorprende ma mi rattrista)
Io vorrei anche che la si smettesse di usare l’espressione “IMU degli edifici legati alla chiesa cattolica” che è una norma che non esiste, e si usasse il concetto corretto previsto dalla normativa, ovvero “IMU degli enti non commerciali (indipendentemente dalla loro ispirizane culturale, religiosa o quant’altro)”.
grazie della correzione, va bene diciamo imu degli enti non commerciali; chissà se ora che la terminologia è corretta risponderà o se su certe cose nel pd non si può discutere
Siccome se inserisco il link mi sa che il commento rimane impigliato da qualche parte, allora te lo dico: google ricerchina “La banalità del Monti”
Penso che tu abbia ragione, ma il tutto si dovrà tradurre in una decisione chiara e senza sfumature di grigio.
Non so cosa farai, ma ti sia di conforto che tanti di quelli che hai “intercettato” con il tuo blog, i tuoi libri e di persona personalmente prenderanno la loro decisione avendo fatto un ragionamento, senza andare dietro all’immaginario collettivo frutto di un marketing politico di questo interminabile ultimo ventennio.
E questo credo che sia un primo pilastro della sinistra che vogliamo costruire….
Piena condivisione di tutti punti, tranne l’ultimo…Non dovresti aspettare di ritirarti dalla politica per insegnare. Le nostre scuole ed Università hanno bisogno di gente come te da molto tempo.
In altre parole, sta finendo tutto qui?
è il momento di dire che molti di noi, mi piacerebbe dire tutti, sono pronti a dedicare un pò del proprio tempo per la tua campagna
Nel Lazio in direzione PD abbiamo votato che si faranno le primarie per il candidato Presidente (x ora solo Zingaretti) e per i candiati al Parlamento nel nostro collegio. Considerando che la cosa è passata quasi all’unanimità, avendola fatta propria Gasbarra, e che queste primarie dovrebbero essere svolte al mx entro un mese, visto che si dovrebbe votare a breve, non mi sembra cosa di poco conto….per il resto lo sai come la penso: candidarsi o meno ? Oppure….
Che tu sia sereno è una bella cosa.
Tuttavia non credi che il tuo modo di intendere la politica sottintenda anche una certa “responsabilità” nei confronti di chi ti segue/sostiene nell’indicare un posizionamento e scelte chiare in rapporto alla competizione delle primarie? (la tua equidistanza come si concretizza?)
Immagino tu attenda gli sviluppi della discussione con il resto della coalizione (vera o presunta).
Insomma, certamente a tempo debito secondo tuo insindacabile giudizio, ma forse non si può attendere molto di più ad esprimere una scelta, qualunque sia (Bersani ieri ha detto sostanzialmente che saranno primarie a prescindere dalla legge elettorale, discutibile ma tant’è), tenendo conto del fatto che la competizione mi pare già ampiamente entrata nel vivo…
Un tiratore di giacchetta
Condivido tutto, meno quell’ultimo punto, che mi e’ sembrato un po’ un canto del cigno e nello stagno della politica, per lealta’, ‘freschezza’ e dedizione sei l’ultimo cigno a dover cantare.
Dal fondo:
insegnare e’ una missione.
studiare e’ necessario.
adoperarsi per la politica e’ facoltativo.
Ecco, mi piacerebbe che i primi due aggettivi andassero a braccetto con il terzo.
E vorrei che ti candidassi.
Non vedo altra soluzione.
Zac
Insegnare non è una missione: è un lavoro. Da amare, ma è un lavoro. E di certo non è un ripiego.
Caro uqbal, forse mi son spiegato male, insegnare e’ ovviamente un lavoro, ma credo che assieme a poche altre discipline, come ad esempio fare il medico, sia da annoverare fra le mansioni che prevedono anche una sorta di mission, nulla di religioso eh, solo che te lo devi sentire dentro.
E io non sono ne’ un insegnante, menchemeno un medico, ma ho sempre provato una predilizione per le persone che intraprendono quelle strade.
Ciao
Io sono un insegnante, mi piace, e provo fastidio nel vedere uno che si ricorda dell’insegnamento nel momento in cui esaurisce le altre possibilità. In Italia è sempre funzionato così, soprattutto con i dottori di ricerca a spasso. Che poi rompono le palle che non si sentono realizzati.
non è sempre funzionato così, Un po’ di storia….
Mia madre è divetata insegnate dopo tanti sforzi e con una famiglia sulle spalle me e mio fratello ancora piccoli. Accompagnava i vecchietti in attesa di finire gli studi e intanto ci aiutava a crescere. Ecco essere insegnati significa essere allenati ala palestra della vita nel quotidiano e anche nella politica va riaffermato il “sacrificio” inteso come valore come morale per dare la spinta alla realizzazione delle cose e del bene comune.
Per il resto quoto tutto… Ho riflettuto molto in questi giorni e pure io Pippo mi trovo alla stessa distanza da ognuno dei leader candidati, aspettiamo il prossimo congresso….
http://jacoposuppo.blogspot.it/2012/10/dai-che-e-andata.html
quoto tutto quello che hai scritto e penso ad un governo Monti con l’anima di sinistra. Perche un ad tecnico preparato, che va per obiettivi, serve affiancare un anima di sinistra che operi per evitare gli effetti collaterali. Penso che occorra lavorare per evitare la fuga dei cervelli della politica, sostenere quelli come te che hanno in mente le buone pratiche, che fanno una politica semplice, che la politica la partecipano e non come tanti si limitano a raccontarla nei salotti.
Pippo patrimoniale da sola e’ inutile. Se vuoi tu relaziono sul perché. Miliband sta fuori dall’euro. È il candidato tedesco ha un paio di giorni fa sostenuto che l’uscita della Germania dalla moneta unica e’ un’ipotesi che valutano. Hai parlato di tutto tranne che di moneta. E vada bene, parlare di Europa per non parlare di euro e’ uno stratagemma vecchio e ottuso. Una cosa e’ l’Europa altra e’ l’euro. Polonia Svezia uk Norvegia, ecc. sono Europa, ma non usano l’euro (se ne guardano bene). Mi scriveresti una frasetta sull’euro?? Ho detto euro, non Europa. Il tuo/vostro silenzio Sul tema sorprende sempre, vista la copiosa letteratura scientifica (spesso di sinistra) che da sempre denuncia la stupidità della nostra moneta. Per me tutte le altre belle parole sono soli parole, di chi non ha capito, o di chi nasconde qualcosa che sa.
Prima ancora che dell’Euro bisognerebbe parlare del fatto che nei cosiddetti salvataggi noi (per amore dell’Europa) partecipiamo con la stessa quota che abbiamo nella BCE e non in modo proporzionale all’esposizione del nostro sistema finanziario verso i paesi da “salvare”. Questa è una cosa che, per amore dell’Europa, andrebbe rinegoziata perché sussidiando le banche tedesche e francesi (e i contribuenti di quei paesi), stiamo accollandoci debito non nostro e perpetuando i disequilibri che ci hanno portato alla situazione attuale.
Le questioni e gli approcci critici verso l’euro lo smontano da tantissimi punti di vista. Basterebbe leggere un po e poi avere l’onesta di discutere le analisi che si leggono. Ma sti politici de sinistra (furto d’identità) continuano ad inanellare banalità inutili e chiacchiere paternalistiche. A volte colorite dall aspetto gggiovane. E i gonzi piddini appresso senza chiedere conto di un bel nulla. Leggono repubblica, si genuflettono e Grecia e Spagna scompaiono.
Un bel programma! Il migliore sulla piazza. Quando si comincia a raccogliere le firme?
Pippo, condivido ogni riga che hai scritto. Per contenuto e per forma.
Attendo con fiducia che certe tue idee possano diffondersi con maggiore rapidità e ascolto. Ma resto del parere che occorra metterle in una lista di PRIORITA’, per essere condivise, in quanto NON SONO TUTTE EQUIPOTENZIALI, e richiedono preferenze, nel tempo e nel modo.
Sarei lieta di vederli divisi sulla base dell’urgenza, quegli obbiettivi, perchè il diritto al lavoro-ad es- è un diritto di NATURA diversa da quello delle unioni gay (senz’altro importanti). E il diritto ad una EQUA REALE lotta all’evasione fiscale ha un valore diverso dal diritto dei cittadini ad esprimersi su internet. Il welfare da mantenere e implementare ha una valenza diversa dalla democrazia informatica)… etc etc…
Il tuo appello finale al ritorno a scuola è apprezzabile, ma sa di sconfitta.
Invece certe idee non vengono mai sconfitte. Basta farle conoscere, sostenerle e come sempre .. scagliarsi contro i mulini a vento..
Amarcord le primarie …… Ma perchè diciamo (dicono) ancora in partenza che è un’ utopia?
Io penso che tutti gli italiani vogliono un calo drastico del costo della politica, e solo Grillo, Renzi e Di Pietro lo dicono ad alta voce, gli altri si astengono.
Questo è un programma PREZIOSO. E’ anche semplice, diretto e piuttosto completo (e anche il libro delle 10 cose da fare subito è un documento semplice e diretto. Io non so suggerire prospettive di impegno e ruoli che tu non riesca a valutare meglio. Ma questi CONTENUTI (finalmente!) devono essere imposti in qualsiasi modo, con Renzi o con Bersani. Non farti schiacciare, non farti mettere ai margini, abbiamo bisogno di questa chiarezza.
Condivido l’ultimo capoverso, ma credo che oggi ci sia bisogno anche di chi ambisc a fare i politici seri……Mi sembra, ma spero di sbagliare, un alziamo i remi che qui non c’è spazio. E quindi? ……. per quelli come me che legano il voto al PD solo se c’è quella politica di cui tu parli, non resta altro che andare a non votare?
Claudio
Civati ministro dei rapporti col territorio, io lo sostengo da tanto.
Ci tieni tu, ci tengo io e ci tengono tanti altri. Non Gli altri concorrenti delle primarie (non a tutto).
Purtroppo non esiste una bacchetta magica per prendere il meglio di ognuno, shakerare e raddrizzare in colpo PD, Italia, Crisi.
Serve che scendi in campo tu, e per la prima volta nella vita giuro metto un banchetto raccolta firme al mio paese.
Come detto in altri post, è ora delle scelte e penso che potresti essere sospreso da quanti potrebbero dare il voto a un rottamatore che vuol davvero salvare il PD, a un giovane saggio come un “vecchio”, a un idealista pragmatico e infine a uno che dice “non serve sfondare a destra, ma rifare il centro-sinistra”. Se vuoi un consiglio fai una chiamata a Prodi e fatti sponsorizzare, sarà un botto e vincerai.
Concordo in pieno! Tita
Scusa non avevo finito: concordo su tutto, ma penso che non sia questo il momento per tante ragioni, la prima è che mi sembra tardi. Cmq nel caso aiuto al banchetto
Tita
Siamo la categoria (gli insegnanti) più in balia del non-senso di tutti. Pensaci… è meglio la carriera politica… o almeno fai tu il ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca che forse diventare insegnante sarà come dici tu
siamo la categoria che, in se, fa una professione che ha un senso altissimo, indipendentemente da come la giudican da fuori e da come cerchino di sabotarla, per i motivi più vari. Se c’è una categoria che non ha senso, e infatti è affollata di narcisisti e nevrotici in cura psicanalitica o, sostitutivamente, in preda a delirio boccacesco/sexual, questa son i politici. Ne conosco pochi che non sian frustrati non dal lavoro che fanno, ma dalle aspettative irrisolte che hanno, mai bastanti… A rovescio, gli insegnanti non son frustrati dal lavoro, ma dagli ostacoli che la politica mette al loro lavoro. Un lavoro di relazione che, perlopiù, non si infanga mai quanto le relazioni politiche, anzi
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[...] Un po’ perché altre cose le avevo anticipate qui (ed è per me molto importante riprenderle). [...]
[...] Un po’ perché altre cose le avevo anticipate qui (ed è per me molto importante riprenderle). [...]
[...] [...] Penso che non sia il caso di allargare a dismisura l’alleanza, e che non ci sia bisogno di sfondare a destra ma di fare (bene) il centrosinistra. Poi con la destra ci si confronterà, senza confondersi. [...]
[...] Tutto ciò premesso .dibattito ciwati prossimaitalia [...]
[...] per intero il pensiero di Pippo Civati che è anche il [...]