Care e cari, 25 e-lettrici ed e-lettori,
le 10 cose hanno fatto un largo giro per l’Italia, sono state lette, criticate e discusse. Ora è venuto il momento di riprendere le vostre osservazioni, integrazioni e proposte e di pubblicarle in forma digitale, come promesso all’inizio di questo viaggio.
Carlin Petrini si è arrabbiato: dice che manca l’agricoltura, e mi ha mandato un suo prezioso contributo. Marco Gentili se l’è presa: sostiene che c’è poca ricerca scientifica, e mi ha promesso di mandarmi la sua ‘cosa’.
Gli esponenti del Movimento 5 Stelle, a Bergamo, dicendosi d’accordo al 95% con i contenuti del libro, si sono molto lamentati di un’assenza per loro essenziale: gli inceneritori. Non solo ho risposto loro quella sera, ma mi sono rivolto a Mirko Tutino, che ha buone idee (e buone pratiche) da proporre in questo senso.
Per partecipare alla stesura collettiva della seconda edizione, riveduta e corretta, vi prego di scrivere a civati chiocciola gmail com.
Ci rivediamo online, tra qualche giorno, con le 10 cose reloaded.








Commenti
Io suggerirei di fare un riassuntino per punti, perché le 10 cose in realtà sono di più e perché é utile riassumerle, che il libro é lungo e non sempre lineare.
Una domanda però, se alla fine le 10 cose saranno nel programma del m5s molto più che in quello del PD (e se posso mi impegneró per questo) che faranno i civatiani?
azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti e alle loro corti come giornali radio cinema editoria e via discorrendo.
Una domanda Civati: ma dalla prima pubblicazione, non c’è un testo aggiornato?
suppongo che da allora suggerimenti, revisioni, aggiunte e precisazioni sono state apportate; non sarebbe più semplice ripartire dagli aggiornamenti?
Devo rivedermi cosa avevi scritto in merito ai Comuni , per me possibile “motore di riserva” per questa economia reale che non si sblocca. Ma grazie al caro Patto di Stabilità e a tante altre cose, siamo … stabili, appunto. un aggiornamento ci sta! ; )
Se posso partecipare credo si possa ragionare (a costo zero) anche alla revisione della legge 381/91 sulla cooperazione sociale includendo alcune categorie di “svantaggio” presenti nelle direttive europee ma non recepite dalla normativa italiana
Servizio Civile obbligatorio:
www_vita_it/societa/manifesto-per-un-servizio-civile-universale.html
Togliere i finanziamenti pubblici alle scuole private. Che siano veramente private!
Rafforzare l’insegnamento di almeno 2 lingue straniere dalle elementari. In italia abbiamo il primato per il semi-analfabetismo riguardo la conoscenza delle lingue straniere. (Inglese e francese per citarne due)
Ciao Pippo
Vero è che un tema (forse) marginale, ma parlare anche di cooperazione allo sviluppo (che poi è legato ai nostri rapporti con il 3/4 del mondo e molto anche con la questione immigrazione) potrebbe essere nteressante. Come ben sai, si è appena conclusa a Milano le due giorni sul tema organizzata da Riccardi che ha lasciato molti punti interrogativi più delle risposte che ha dato.
Un abbraccio
Fabio, Bamako
in merito agli inceneritori: che si facciano, come in tutte le città europee, con l’obiettivo di chiudere le discariche.
in merito all’agricoltura: via i contributi a pioggia per non lavorare, in cambio di meno tasse. E via libera alla ricerca scientifica per innovare il settore. perchè è ridicolo che il pomodoro di pachino ce lo abbiano dovuto vendere gli israeliani. By the way, ricerca vuol dire anche OGM.
Già che ci siamo, via i contributi alle Università private non produttive…facciamo un nome? Quella di Slowfood gestita da Petrini.
Ci sono molti punti in comune con quello del Pdl: mai pensato di aver sbagliato posto?
@Lorenzo
Mai pensato che la tua idea di ‘Sinistra’ possa non essere l’unica? Le primarie servono proprio a capire qual è l’orientamento generale, ma forse qualcuno le vede come una sorta di strumento di selezione su base identitaria: dentro i compagni, fuori i traditori. In quanto al resto, quoto stefano86. Sulla questione degli OGM consiglio anche a Civati un’occhiata ai contributi di Antonio Pascale.
Ci possono essere diverse idee di sinistra, su questo concordo. Quello che mi irrita sono pressappochismo e superficialita’, tipiche piu’ di quel cdx che ci ha governato finora, e che proprio non reggo.
A me capita spesso di pensare che in questo Paese c’è razzismo verso la destra. Come se essere di destra voglia dire per forza voler internare gli ebrei, chiedere la separazione tra bianchi e neri ecc.
Conosco molta gente che pensa che per esempio si debba eliminare lo Stato e le tasse, così almeno chi vale va avanti e tutti sono stimolati a lavorare di più. In questo modo aumenta il prodotto totale, e si sta tutti meglio.
La cosa grave è che, per colpa del razzismo verso la destra, molte persone cercano a tutti i costi di fare rientrare questo tipo di ragionamenti nella sinistra dove invece logicamente non stanno.
eh federico…pascale non credo che lo legga civati. Non fa fashion come leggere petrini, e non porta voti!
@stefano86
Carlin Petrini è riuscito nell’ardua impresa di rendermi simpatico McDonald, e ho detto tutto. Non sarei però così duro nei confronti di Civati. Se siamo qui lo stimiamo, credo, capace di andare oltre certi automatismi.
L’idea di usare gli inceneritori al posto delle discariche é vecchia di ventanni. Se si inizia a riciclare sul serio bastano e avanzano gli inceneritori che ci sono.
@Tremul: la legge Gelmini è controversa, ci sono molti punti in realtà buoni (parlo per esperienza personale in università), tra cui passare ad un modello di dipartimenti e non facoltà, il numero massimo di anni di precariato in università, il tenure tracking, l’abolizione di diversi tipi di contratti para-subordinati e dei dottorati senza borsa. Migliorabile, ma abolirla è un errore.
Il problema di quella legge è l’essere stata passata assieme a tagli veramente draconiani e abbastanza insensati; ma le due cose sono separate e separabili anche quando vi si voglia legiferare.
Pienamente d’accordo. Infatti spesso si parla della legge Gelmini come se quella fosse “tagli”, invece i “tagli” furono in finanziaria, quella fu la vera batosta.
questa sarebbe proprio una cosa da abolire, invece. I dipartimenti c’erano pure prima.
O abolissero almeno il vincolo a quaranta docenti per dipartimento. Io alla Sapienza lavoro in un ircocervo di dipartimento dove si fa didattica e ricerca in biblioteconomia, archivistica, geografia, paleografia, glottologia, lingue iraniche, epigrafia, letterature scandinave, letteratura italiana, storia dell’europa orientale e storia della miniatura (non scherzo). Con quattro biblioteche di tre specializzazioni diverse e due sedi ciascuna in due edifici diversi. E il dipartimento ha l’urgente pressione ad accorparsi ancora perchè se dei docenti vanno in pensione si scende sotto i canonici quaranta.
Questi non sono dipartimenti, sono microfacoltà.
La politica deve restare fuori dalle partecipate, dalle aziende statali e parastatali. Chi governa decide la linea da seguire ma non deve nominare CDA Rai, Finmeccanica, ASL, FS, ecc… lasciamo fare al merito!
E poi troviamo il modo per porre fine ai “Signori delle tessere” che qui al sud spadroneggiano alla grande!
la politica deve uscire fuori dalle aziende, e deve chiudere quelle che ha costituito: sono quasi 10.000 (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) in italia le municipalizzate dove senza alcun controllo succede di tutto: poltrone per gli amici, assunzioni per i famigliari, consulenze manco fossero la nasa.
In merito al punto 10, Cultura
- Abolire la legge Gelmini. Alla scuola vanno dati soldi, non tolti.
- La libertà di informazione riguarda l’aspetto culturale quindi: abolire la legge Gasparri.
- Abolire la legge Fini-Giovanardi che ha intasato le carceri ed ha impedito un approccio serio e scientifico alla lotta alle tossicodipendenza. Altra battaglia culturale.
- Abolire la legge Bossi-Fini e chiudere immediatamente quelle vere e proprie carceri (http://networkedblogs.com/CRZqB) che sono i CIE. E’ una legge che poggia su una base che non è sicuramente di natura progressista.
a questa scuola, a questo corpo docente, i soldi vanno sicuramente tolti che invece vanno restituiti ai ragazzi e alle loro famiglie.
una volta aboliti i CIE dove metti gli immigrati clandestini in attesa del giudizio sulla legittimità dell’atto di espulsione?
Io i soldi li toglierei anche alle scuole confessionali, se è per questo, e gli immigrati son clandestini per legge non di fatto. Una volta modificata la legge non sono più tali. Sinceramente io non riesco ancora a capire perchè un serbo che viene a Trieste (distanza 500km, la comunità serba vanta una presenza in città da più di 200 anni, una chiesa, un cimitero) viene considerato un clandestino mentre un siciliano (distanza 800km?, presenza in città solo in seguito alla colonizzazione italiana della Venezia GIulia dopo il 1918) no. Gli immigrati sono immigrati, punto. Facciamocene una ragione e lavoriamo per sviluppare l’integrazione, la coesistenza e via dicendo.
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[...] penso, soprattutto, che si debba aprire un grande dibattito sulle cose da fare, come ho cercato di fare, in questi [...]