A proposito di #iononvotoilpd, Antonio Maria Ricci spiega, con un post chiarissimo, perché ci siano due opinioni diverse all’interno del centrosinistra. E del Pd.
Perché c’è la foto di Vasto, in cui qualcuno vorrebbe sostituire Di Pietro con Casini, e c’è il video di questi ultimi anni, le piazze e le giunte, l’arancione della partecipazione e il bianco dell’astensionismo, le primarie e le vittorie del centrosinistra, le stelle che brillano e a volte esplodono, la nicchia referendaria che si allarga fin sopra al 50%.
Per me è la legittima e costituzionalissima rivendicazione di una politica diversa, contemporanea e anche moderata, ma solo nel senso di quella misura da ritrovare, dopo anni di dismisura e di parole al vento, di accomodamenti di Palazzo e di scelte non sempre comprensibili, per dirla così, come la dice Antonio, che infatti si capisce benissimo che cosa intenda.







Commenti
premesso che non mi chiamo bullo (bullo è il voltagabbana), io credo che gli attori sociali che dovrebbero interessare ad un partito progressista sono quelli in grado di produrre un mutamento. per carità è importante preoccuparsi dei pensionati ma dovremmo (dovreste) essere consapevoli che ai fini degli obiettivi di un mutamento sociale, essi hanno un’importanza risibile.
è la risposta a gianni più sotto, chiedo scusa.
oddio, la risposta era per savepan, non per gianni, queste nidificazioni sono venefiche.
il collante di una coalizione che dovrebbe cementificarsi attraverso un’ agenda ”internazionale” è sicuramente un aspetto che non può essere paragonato alle dinamiche di una giovernance locale. bisogna riconoscerlo. è però altrettanto evidente, quasi imbarazzante, rilevare quanto i cosidetti apparati, e non mi riferisco solo a quelli nazionali , siano troppo spesso scollati, distonici dalla pancia della base , dal comune sentire di una comunità che si è bene raffigurata nelle recenti piazze progressiste. Le fredde alchimiche alterazioni da laboratorio che dovrebbero produrre un’alleanza inopportuna (udc) sono la deriva di questa politica autoreferenziale. Controllata da asettici matematici. Confrontiamoci invece sui contenuti e verifichiamo le massime convergenza per creare le condizioni di una vera coalizione. Sono sicuro che se si applicasse questa metodo avremmo un nuovo blocco ….che possa definirsi di sinistra ,riformista e di governo.
In materia urbanistica mi preme ricordare che oramai esiste una grave convergenza , che Sansa , ha giustamnete definito il partito del Cemento, tra i piani regolatori apporvati sia dalle giunte di centro destra che di centro sinistra.
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Vorrei sommessamente far notare che stiamo parlando di politica nazionale, politica estera, Europa, politiche del lavoro, fisco, politiche di indirizzo economico, non dell’amministrazione di un città.
Sorvolando sul momento storico favorevole e sull’occasione di togliersi dalle balle 20 anni di governo di destra, vorrei sempre sommessamente far notare che oltre gli astensionisti, ai militanti/elettori di Sel, a quelli di rifondazione, ai comunisti vari, a qualche elettore di destra (in chiave anti-Moratti) e di centro, in quella piazza c’ero pure io elettore del PD, che, guarda un po’, lo vota perché crede nel suo progetto.
C’erano pure le femministe trotzkiste per l’ecologia (o qualcosa del genere).
Un po’ eterogeneo il “popolo arancione” per traslarlo in chiave nazionale (B., se dio vuole, non c’è più). Ad esempio mi chiedo se con le “femministe trotzkiste per l’ecologia” abbiamo la stessa idea di politica estera o se la pensiamo allo stesso modo sulla necessità di creare infrastrutture o se condividiamo le priorità per un Paese ad un passo dal fallimento…
La mia idea di politica estera è che non dovremmo fare guerre contro popolazioni inermi, solo perché abitano una zona geografica che è ricca di petrolio, e perciò geopoliticamente interessante. Penso che Enrico Letta la pensi in modo radicalmente diverso da me, ma anche D’Alema. Non so cosa pensino le trotzkiste per l’ecologia ma non mi interessa.
Una femminista per l’ecologia (non so se trotzkista), presente ad Albinea (le avevo segnalato io “la questione maschile” presente nelle 10 cose, per dire) ieri se n’è uscita più o meno con “le adozioni non ai gay ma solo alle lesbiche”.
Attenzione, perché un paese si governa con una ampia visione e con la predisposizione alla mediazione, non con le capocchie di spillo.
Fossi in te mi preoccuperei di cosa pensa la tua dirigenza, non la trotzkista del campeggio. Non è lei che decide.
I genitori della mia compagna hanno sempre votato quello che gli dicevano (il locale circolo comunista di un piccolo e florido paesino di una regione rossa) di votare. Prima Pci, poi Pds, poi Ds, e ora Pd. Senza mai fare una piega. Appartengono al cosiddetto ‘zoccolo duro’ che per carità fa comodo, però dove vai con degli elettori così? Oggi ho letto una cosa che ha detto Gattuso sul perché la Spagna è così forte nel calcio. Dice Gattuso che 25 anni fa Cruyff ha trasferito agli spagnoli la propria visione e loro l’hanno rimodulata e adottata. In pratica hanno innovato, all’inizio perdendo sonoramente e patendo sconfitte, ma alla fine, avendo tesaurizzato un patrimonio unico che gli altri non possedevano, hanno raccolto i frutti del loro investimento. Ora cosa vuole fare il Pd? Vivere su quello che ha (che è una risorsa che si sta esaurendo, lo zoccolo duro) o guardare avanti, tra 10, 20 o 30 anni?
L’analisi è buona. Poi, è tutto da vedere che lo zoccolo duro sia del 25%, eh!
Fabio.
Lo zoccolo duro, un tempo era enorme, però è un voto che si erode, è l’elettorato acritico, come quello che aveva la vecchia dc che poi è passato alla prima Forza Italia in blocco. Oggi le informazioni orizzontali circolano e un partito che vuole cambiare le cose deve rivolgersi a chi quelle informazioni le fa circolare, perché quel tipo di elettorato è qualcosa di qualitativamente evoluto. Su questo blog si leggono spesso analisi che una come Livia Turco non riuscirebbe neppure a concepire (senza il suo ghost), è questo che i partiti devono capire: che se vogliono fare da cerniera tra la società e la stanza dei bottoni, hanno l’occasione di scegliere a quale società rivolgersi. E in più c’è il discorso che l’elettorato nobile, informato, critico, rompicoglioni, laico (che voti Pd oppure no, non conta) è una variabile numerica in costante crescita. Ci sono degli studi. Tra 10 anni, ma anche 5, le cose che dice la Bindi sui gay saranno oggetto di barzelletta tra i nuovi aventi diritto al voto. Che paese vuole il Pd?
Nobile, addirittura……
@gianni Beh, sì, nel senso che non accetta la pappa pronta e prova a partecipare a un processo decisionale che determini il menu. Più nobile di chi si ‘rassegna’ al piatto del giorno perché qualcuno ha deciso che deve essere quello. Se io fossi al vertice di un partito cercherei quell’elettorato lì, è una questione di qualità (come diceva Giovanni Lindo). Un conto è il campeggio di Albinea, un conto è il pullman pieno di pensionati portati a Roma alla manifestazione, forniti di pranzo al sacco. Qualità versus quantità.
Perchè tu dai per scontato che gli uni non diano giudizi di valore e invece i “nobili” sì. Guarda che i “bersaniani” è motlo probabile siano convinti della loro opinione, che non vadano per forza di default eh?
@Gianni
Quando si parla di “zoccolo duro”, ovvero di coloro che qualsiasi cosa faccia il loro beniamino politico lo seguiranno sempre e comunque, mi viene sempre in mente quel detto che piu’ o meno recita “solo i morti e gli imbecilli non cambiano mai idea”.
@gianni per zoccolo duro non parlo dei bersaniani parlo di quella parte dell’elettorato pd che ritiene che il segretario (che si chiami Bersani, o Bullo, dico ci scampi!) abbia sempre ragione. Il Pci si strutturò come partito-chiesa. Il segretario ha sempre avuto un’aura messianica. Anche quando non piaceva, egli aveva comunque ragione.
Sull zoccolo duro è importante riflettere nella campagna di prossimaitalia.
Voglio qui ricordare i referendum per i quali il PD era prima ambiguo, poi titubante , infine accondiscendente.
Le percentuali bulgare con le quali si è vinto, sono dovute all’azione di convincimento dei giovani verso le precedenti generazioni, genitori e nonni, ad andare a votare. Questo è avvenuto per la convinzione propria, dei giovani, della giusta causa, quasi senza mobilitazione di partito. Ed è lì che dobbiamo puntare per convincere ” Lo zoccolo duro “, che diversamente voterebbe a prescindere.
se permetti angelo, è difficile che lo zoccolo duro contraddica le indicazioni del segretario, figura quasi messianica per loro.
Non voglio essere interlocutorio; ma l’argomento è troppo importante per lasciarlo cadere.
Dunque, una volta quando i figli e i nipoti avevano il lavoro, cioè tutto andava bene, il partito dava da sperare in un ulteriore miglioramento: altri tempi, altri politici, altri leader.
Ciò che è successo dopo vede non più i genitori, ma i nonni che con i loro risparmi sono il vero grande ammortizzatore sociale, dei figli e dei nipoti.
I risparmi si esauriscono e la situazione dei figli e dei nipoti peggiora.
In casa si parla tra giovani e anziani, semplicemente perchè i giovani di venti-trenta-quarant’anni stanno in casa. E così lo zoccolo duro si rende conto dei disagi dei figli e dei nipoti e del disagio di questi ultimi nei confronti della politica e… del partito. Così come si parlava dei referendum, nonostante il partito, si parlerà ” del e se sorgerà di nuovo la speranza.” E’ compito nostro.
Nel frattempo, ci si fà inchiappettare per l’ennesima volta dall’accoppiata pdl+lega, che a fatica raggiunge il 25% al momento. Ovviamente senza bisogno di alcun compromesso…
Fabio.
Primo partito.
Partito vincente…
Ma quando la sinistra uscirå dal profondo letargo???
Quando capirà che NON può dare NULLA x scontato??
In un mio commento, ieri al tuo post ” ma non c’erano le primarie ?” analizzavo la apparentemente brusca accelerazione verso l’ipotesi delle elezioni anticipate; e dalle dichiarazioni di esponenti politici, di parte della stampa e del silenzio generale su prossimaitalia, si annunciasse la probabilità di non poter addivenire alle primarie.
Come al solito enunciavo una proposta.
Ma, probabilmente per motivi tecnici, il commento dopo essere stato sottoposto a moderazione ( Aah questi moderati) è sparito.
Nè ripropongo qui solo la proposta, che mi pare si addice anche a ” per far tornare quelli che #iononvotoPD.”
Condivido pienamente l’elenco dato da Antonio; ma vorrei anche suggerire di non lasciare indietro tutti coloro che si dichiarano ancora dentro; che potrebbero, tuttavia, dichiararsi fuori persistendo la linea sorda del gruppo dirigente PD.
Hai ricordato il 2010, caro Civati; in un mio post avevo inserito il primo caucus.
Si è partiti da lontano, ci si è trovati, ci si è separati.
Personalmente, nell’accezione politica migliore, credo sia il momento di ritrovarci. L’humilité est l’effort vers les autres. E’ una azione di leadership:non mi pare che ti manchi. D’altronde i presupposti politici sono tanti.
Chiudo con la mia proposta, raccontandola. Sognare si può.
Caro Gianni, qui si parlava di chi in PD, pur essendo di sinistra, non lo vota. Si parlava di voti persi e che, invece, si potrebbero ancora recuperare. Ovviamente ci sono elettori storici (ma loro non sono l’argomento di questa discussione), che voteranno il PD a prescindere. Buon per loro.
Volevo segnalare questo post di Francesco Nicodemo
http://www.francesconicodemo.it/2012/07/e-se-al-posto-di-iononvotoilpd-scrivessimo-ilpdchevorrei/
Poche volte sono stato d’accordo con un articolo come questa volta. Per quanto mi riguarda lo leggo come un invito a non fermarsi alla sola critica, a far prevalere sempre la proposta e l’otttismo della volontà alla rassegnazione. Non è una sfida da poco.
Con-cor-do.
E come minimo sostituirei la attuale dirigenza.
Così, come minimo, x dare l’impressione di essere in MOVIMENTO!!
civati, Marino, Serracchiani, Renzi, la vicesindaco di VI, Barca, ecc
E Bersani o si rassegna al ruolo di portavoce o, meglio, fa apparire e parlare gli altri.
Magnifica occasione!!!!!
Dare l’impressione di un Partito P L U R A L E.
Invece che di un Partito del Padrone, come Pdl, Idv, Casini, ecc..
Segnalo il sondaggio di ieri PD 27,3, +1%. la linea vincente è quella di bersani. rassegnatevi.
significa poco se non si esaminano altri trend come astensionismo e voto al M5S.
E poi, qual’è la linea di Bersani, che mi sembra piuttosto ondivago? L’alleanza con l’UDC è poco compatibile (mai dire mai…) sia con una linea di sinistra tradizionale che con una linea liberale/liberista: incompatibilità sui diritti civili, poca sensibilità per le tematiche del lavoro dipendente, e legame simbiotico tra UDC e partito della spesa pubblica, dove, bisturi o machete, ci sarà da tagliare di brutto.
La linea vincente? Per vincere cosa? Al massimo la linea di un partito che guadagna l’1% in una coalizione perdente. Ma quanti elettori UDC voteranno per un partito alleato con il PD? Quanti di SEL l’alleanza con l’UDC? E comunque, anche se il PD vince, che cosa vince? Io, iscritto al PD, con l’UDC non sono d’accordo su NIENTE. Ma proprio niente. Nucleare, TAV, diritti civili, spending review così come è ora, mercato del lavoro, scuola pubblica/scuola privata….Non c’è UN SOLO punto su cui le mie scelte politiche coincidono con quelle dell’UDC. E stiamo parlando del partito in cui stava Cuffaro, il cui leader era la ruota di scorta di Berlusconi, presidente della Camera 2001-2006, la legislatura della Bossi Fini, della legge 30, del Porcellum! Ci mettiamo in mano a questo qui??? Io la DC 2.0 non la voto, non la voterò mai. E il giorno in cui vareranno quest’alleanza, restituirò la tessera PD.
Al momento il più recente sondaggio vero, è stato il primo turno delle amministrative, dove al netto delle liste civiche (i cui voti non è comunque scontato vadano al Pd), quasi ovunque il Pd ha dimezzato(!!) i voti rispetto alle politiche del 2008…con Bersani candidato secondo me, non si arriva nemmeno al 25%, ma staremo a vedere…il problema di base comunque, su cui voleva far riflettere Pippo, è che il Pd continua a rappresentare, coinvolgere e interessare molto meno persone di quel che potrebbe!
Diciamo che è difficile vedere spostamenti di voti fin quando non si vedranno le proposte in campo, sia in termini di persone sia, specialmente, in termini di programma.
Anche il nanetto non ha spostato voti, ma se aspettiamo la campagna elettorale e le prime sparate ad minchiam, vedrete che pure i sondaggi cambiano.
Fabio.
Marianna, ci sono persone per cui la politica significa ‘rassegnarsi’. Per me, e per altri, invece vuole dire il proprio contrario. Quindi, rassegnati tu. Grazie.
Antonio interpreta perfettamente il sentimento di molti, ai quali noi dobbiamo dare una speranza. Quella speranza che altri hanno evitato di offrire, semplicemente ritagliandosi quel ruolo di élites regressive e conservatrici, disposte a tutto pur di autoconservarsi. Disposte anche “all’Intelligenza” col nemico, vedi conflitto d’interesse & c. Così come oggi Gozi su La Stampa, dopo vent’anni di sconfitte prevale l’arroganza dell’insegnamento, non l’umiltà della presa d’atto di un fallimento. E l’insegnamento sarebbe quello di allearci con l’Udc, in nome di un non ben precisato moderatismo (il contrario della moderazione), in barba alla logica degli eventi.
sul “non vogliono il Tav” non sarei cosi’ apodittico eh
I democratici non praticanti si aspettano molto da gente come Civati. I democratici non praticanti hanno visto tanti Civati nella storia del Pci, Pds, Ds, Pd. Minoranze fatte da brave, bravissime persone che hanno perso i loro migliori anni politici nella lotta contro un nemico interno: la Nomenklatura del partito. I democratici non praticanti vogliono fare sapere a Civati che sono pronti a seguirlo se dovesse dimostrare un coraggio che tanti suoi predecessori non hanno avuto. I democratici non praticanti chiedono a Civati e alla gente come lui (ma lui è il più in vista dentro il partito) di non fare calcoli politici, ma di seguire il cuore, questa sarebbe una vera novità nella storia politica recente del nostro paese. Bullo e i voltagabbana, in tutto questo, non c’entrano per fortuna nulla.
Civati for President.
L’ho detto spesso in molti post precedenti qui e altrove. Se SuperPippo spera di abbattere la nomenklatura dall’interno ne sarà fagocitato come tutti i predecessori. E’ molto brutto ma bisogna avere il coraggio di rottamare davvero e ricostruire una cosa che sia il PD, ma fuori dal PD, senza aspettare più nessuno: se passa anche questo treno non riuscirete più ad entrare in nessuna stazione e tutte le fatiche andranno sprecate.
Io sono per fondare un PD2: chi ci sta ci sta e gli altri si fottano, magari proponendo subito allenanze alternative a sinistra e lasciare Bersani & C con cerino in mano.
Sarebbe da ridere vederli tornare con la coda tra le gambe.
Gli elettori “naturali” del PD sono persone di sinistra e:
NON vogliono aver nulla a che fare con Casini, Binetti e Allam.
Non vogliono il Tav.
Vogliono i matrimoni gay.
Non vogliono “azzerbinamenti” alle politiche della Fornero.
VOGLIONO le primarie
Io non so chi siano gli elettori “naturali” del PD, però so cosa voglio dal mio partito : deve essere progressista, laico, vicino al mondo del lavoro, a TUTTO il mondo del lavoro, quello sopratutto delle piccole imprese che ogni giorno si ingegnano ad inventare valore, quello dei loro dipendenti che hanno lo stesso fine, quello di chi paga tasse giuste; Il mio partito deve perseguire la realizzazione dei diritti civili, avendo ben presente il momento storico che si sta vivendo e sapendo cosa si possa ottenere subito e cosa propugnare in prospettiva, un partito insomma ancorato alla vita delle persone, di TUTTE le persone. Se questi obiettivi sono anche di altri OK ! Altrimenti SOLI con il nostro programma ! Mai più inseguire le folate di vento di quelli che ci vogliono solo usare ( Gli esempi sono tanti : Di Pietro, radicali,rifondazione e forse domani Sel e Casini )
Ma non è assolutamente vero, vai a incontrare i veri elettori del PD, pensionati e dipendenti statali.
Qui si citano quelli che twittano, e i sondaggi di comodo, non per esempio quelli che indicano che l’elettorato PD è quello più a favore del governo Monti, con maggioranze assolute vastissime.
gianni, un partito progressista deve essere più interessato ad avere il voto del dipendente pubblico in pensione con rendite parassitarie da proprietà immobiliari, oppure del giovane precario colto, evoluto, informato e voglioso di trasformare il mondo? tra 30 anni chi è che sarà la spina dorsale del paese, il sindacato pensionati della cgil o quelli che oggi non vanno a votare?
Evidentemente per te “dipendente pubblico in pensione con rendite parassitarie da proprietà immobiliari” sono la maggioranza dei pensionati.
Tra 30 anni i pensionati saranno la maggioranza della popolazione italiana, (nel 2040 il 54, 1% calcolato su una popolazione dai 15 ai 64 anni – dati ISTAT, Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario – Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2011).
Quella che vale quando si conteranno i voti
anche se i pensionati saranno la maggioranza, non saranno loro gli attori sociali che muoveranno l’evoluzione della società.
bullo, per renderla semplice: gli attori sociali sono quelli che hanno maggiore potere, economico e sociale (tipicamente la classe media).
Forse non muoveranno l’evoluzione della società, ma bisognerà tenerne conto ed anche molto.
Io sono favorevole alla TAV se la facciamo come i francesi o i tedeschi dove costa 4 volte meno che da noi. Non sono favorevole alla TAV come viene gestita in Val Di Susa, dove il territorio è stato militarizzato e gli abitanti per entrare a casa loro devono mostrare il documento di identità ai posti di controllo della Polizia.