Quello che (non) ho

È un partito aperto.

È un gruppo dirigente rinnovato.

È un’occasione di partecipazione che coinvolga (di nuovo) tutti gli elettori e che dia loro la possibilità di scegliere.

È un ‘meccanismo’ per cui siano premiate competenza e libertà e non ci siano più le promozioni sicure (come l’usato) per via della maledettissima cooptazione.

È un disegno chiaro di Paese, da comunicare con facilità.

È la voglia di rischiare, di mettersi in gioco, di guardare in faccia la realtà e le cittadine e i cittadini italiani.

È una storia da raccontare, sui prossimi anni, non solo sugli ultimi venti.

È una sfida collettiva, che ci porti al potere per cambiarlo, il potere.

È la consapevolezza che il tempo è scaduto e che si deve fare qualcosa. Che la si debba fare noi, per la precisione. Non darla da fare agli altri. O aspettarli, gli altri, nella Fortezza Bastiani (Bersani?). Perché così, gli altri, non arriveranno.

È la libertà. E l’uguaglianza di un sistema da correggere. Anzi, proprio da cambiare.

Quello che non ho. E se invece ci decidessimo, una buona volta, a togliere il ‘non’?

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Commenti

  • marco bianchi  Il 31 maggio 2012 alle 23:04

    Tra 5 anni magari sarai deputato. E noi saremo qua ad ascoltare le stesse cose.
    Tra 10 anni magari sarai senatore. Ma noi saremo ancora qua ad ascoltare le stesse cose.

    Caro Pippo, mettiti il cuore in pace. Le cose potevano cambiare da tempo. Ormai abbiamo la convinzione che non cambieranno. Il PD è un comitato d’affari molto simile al PDL.

    Per questo io e tanti altri ormai abbiamo deciso di votare M5S invece di PD. Da una parte lo dico a malincuore. Dall’altra però devo dirvi che il tempo è scaduto.

    Non possiamo, anzi non potevamo aspettare in eterno.

  • michele  Il 31 maggio 2012 alle 21:45

    Ma per favore! basta Saviano, cambiamo serial

  • Pietro  Il 31 maggio 2012 alle 16:45

    Io aggiungerei e sintetizzerei con ” manca l’etica”, come diceva a Ballarò la PD di VI.
    Ma il rischio che tu corri, amico carissimo, è di avere niente perchê hai chiesto troppo omtroppo presto.
    Posso darti un consiglio?
    1) vai avanti così, con le tue proposte SERIE e coinvolgendo più base possibile, più collegamenti possibili.
    2) aspette che il PD vada alle cozze, cosa oramai certissima.
    3) quando, in braghe di tela, finalmente verranno acchiederti aiuto… Allora scoperchia le tue carte e sii duro, DURISSIMO.
    4) Se non accettassero lasciali al loro destino e riparti con noi tutti.

    Meriti un GRAZIE grande ome unacasa, anzi coe l’Italia.

    • johnny  Il 31 maggio 2012 alle 17:54

      è più probabile che se il pd va alle cozze, per come stanno le cose adesso, vada alle cozze anche civati. infatti nota come i suoi tentativi di smarcarsi si facciano sempre più frequenti. ma non basta. prossima italia non ha presa, non la conosce nessuno. c’è troppa frammentazione, ciascuno corre per sé. renzi, che ha maggiore visibilità e ‘buca’ di più lo schermo non ci pensa neanche a tirar dentro civati, che lo mette in imbarazzo per la sua maggiore cultura e capacità di parlare a un certo pubblico colto, per l’appunto. servirebbe un’invenzione alla del piero. un gol a giro da posizione impossibile…

      • Pietro  Il 1 giugno 2012 alle 06:29

        Mi sbaglierò ma agli occhi del popolino Renzi ha perso moltissimo.
        Forse non considerate che x reazione oggi si rifiutano i comunicatori aggressivi ( forse anche Grillo lo ha capito..devo leggere cosa dice a Stella su Sette oggi..) tipo renzi/la russa/berluska/santa?che?/di pietro/ecc. Ci vuole serietà e umiltà e professionalità, come Pippo, Marino, la Serracchiani, e tanti altri giovani.. Ad es. Il sindaco di Rimini, di GE, la vices. di VI… Ci vogliono PERSONE che si ri-conoscono, si mettano INSIEME, fuori o dentro non importa e che parlino al cuore e alla mente e alla SPERANZA degli Italiani… Poi i nomi delle aggregazioni lasciamoli ai vari Montezemolo &C.
        Per il resto, se guardo indietro, DEVO darti ragione. I buoni sono stati emarginati. Ma la ns.forza sta nella loro crisi.

        • Marco 67  Il 1 giugno 2012 alle 07:40

          Con il cambio a Palazzo Chigi, pensavo anche io che si fosse un po’ affievolito il favore verso i “tribuni del popolo”, ma il successo di Grillo lo smentirebbe. Decisamente. Di Grillo si può dire tutto ma certamente non che sia un comunicatore moderato.

          Su Renzi: non confonderei il piglio deciso e il parlar chiaro con l’aggressività fine a se stessa.

          • Pietro  Il 1 giugno 2012 alle 08:22

            Ho letto il grillo/7.
            Pura strategia.
            In qs.mom x cavalcare il ventre degli italiani DEVE fare così.
            Domani i grillini faranno cose diverse.
            Cmq Renzi…. Infinitamente meglio di un d’Alema, uno dei veri POTERI del PD!!
            Nella logica inclusiva imbarchiamo anche lui…

  • claudio  Il 31 maggio 2012 alle 15:47

    la misura è colma.

    E’ ora di trarre il dado e tentare la sorte

    ovvero. A quando un ciwati partito?

    o forse tentenni pechè temi?

     

  • Franco Tremul  Il 31 maggio 2012 alle 15:25

    Quello che abbiamo ancora è Tidei:http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/

    • Franco Tremul  Il 31 maggio 2012 alle 15:28

      Appena adesso leggo qui sotto il commento di marco che dice più o meno la stessa cosa. Mi fa piacere di non essere il solo ad avere certe perplessità.

      • johnny  Il 31 maggio 2012 alle 17:49

        vicenda vergognosa, che la dice lunga sullo stato marcescente nel quale si trova il pd.

    • Lorenzo M.  Il 31 maggio 2012 alle 15:33

      L’applicazione del codice etico del partito secondo il PD nazionale: “le regole si applicano per i nemici, si interpretano per gli amici”. Forza, regaliamo qualche altro punto percentuale a Grillo.

      • Franco Tremul  Il 31 maggio 2012 alle 15:53

        L’ho già scritto una volta e lo ribadisco adesso perchè ne sono sempre più convinto: il prossimo governo sarà il peggiore della storia della Repubblica.

  • Laura  Il 31 maggio 2012 alle 14:47

    Al posto di “storia” mi piacerebbe leggere “progetto”. Un progetto da raccontare e realizzare. Un progetto di Paese, di città, di politica. Caro Pippo, invece di pensare a quello che non hai, pensa a quello che hai e avete come partito: una grande occasione, una grande sfida, una grande possibilità di rinnovamento. Potete e dovete coglierla. Ne va della salute, già altamente precaria, non solo del Pd ma del sistema Paese. Le tue 10 proposte sono una buona base di partenza: portale in giro ovunque.

  • Luca  Il 31 maggio 2012 alle 14:27

    Caro Pippo ti leggo e ti seguo da tempo.

    Hai tante belle idee che in molti condividiamo ma temo che non riuscirai mai a realizzarle in un partito come il PD, un partito che in tanti abbiamo appoggiato, di cui ancora condividiamo le ispirazioni di fondo ma in cui è sempre più difficile riconoscersi, con una classe dirigente inadeguata e troppo lontana dal vero paese perchè da troppi anni preoccupata solo di occupare i vari palazzi della politica e del potere.

    Spero che tu possa continuare a portare le tue idee e a vederle realizzare dentro l’attuale partito ma sinceramente non lo ritengo possibile.

    bisogna prendere atto che NON si riuscirà a fare alcun cambiamento nel e con l’attuale PD

    Luca

  • Daniele p  Il 31 maggio 2012 alle 14:13

    Blah, blah, blah… (yawn). Fatti, non parlarsi addosso

  • Fabio  Il 31 maggio 2012 alle 13:47

    Quello che rende spesso “tutti uguali” i politici agli occhi della gente meno (?) informata è che vengono tutti accusati della medesima impotenza; certo ci sono i distinguo, chi non ha potuto, chi non ha voluto, chi ha fatto altro, chi non c’era proprio, ecc. Però i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e non piacciono. E’ per questo che oggi, secondo me, il rinnovamento dei partiti deve essere radicale; i nuovi volti dovranno poter non condividere le responsabilità dei politici che li hanno preceduti e non dovranno essere costretti a difendere i loro errori ( per partito preso). Altrimenti saranno sempre i loro avversari ad essere avvantaggiati. Mi spiace per tanti politici anche capaci che potranno essere penalizzati da questa necessità, ma, a mio avviso, al punto in cui siamo non ci sono altre vie di uscita.

  • Finto Grillo  Il 31 maggio 2012 alle 13:47

    IL VILIPENDIO AI TEMPI DI INTERNET

    Nell’Italia repubblicana esiste un reato che richiama l’assolutismo monarchico e la figura di Luigi XIV: il vilipendio del presidente della Repubblica. L’articolo 278 del codice penale recita “Offese all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. Chiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni“. Il reato di vilipendio deriva dal Codice Rocco del periodo fascista. Nel ventennio si tutelava dal delitto di lesa maestà la figura del re e di Mussolini, dal dopoguerra i presidenti della Repubblica. Il reato di vilipendio non è qualcosa rimasto sulla carta, a monito. È stato invocato innumerevoli volte, spesso dai partiti a scopi politici, e anche applicato. Giovannino Guareschi fu condannato a otto mesi per una vignetta in cui il presidente Luigi Einaudi sfilava, invece che tra i corazzieri, tra bottiglioni di Nebiolo della sua tenuta, impreziositi dall’etichetta “Presidente della Repubblica Italiana“. Io dovrei aver già accumulato una decina di ergastoli.
    Il confine tra satira, critica e vilipendio (“considerare vile”) è materia più indefinibile del sesso degli angeli. Inoltre un cittadino, perché il presidente della Repubblica sarà il primo dei cittadini, ma sempre cittadino rimane, non può essere più uguale degli altri di fronte alla legge. Dai tempi del duce e di Einaudi qualcosa è cambiato. È arrivato Internet. Per analizzare eventuali vilipendi non sarebbero sufficienti tutti i poliziotti incaricati di scandagliare il web al lavoro per 100 anni. La Rete è troppo grande per essere conosciuta, “Too big to know“, come sostiene David Weinberger nel suo libro dallo stesso titolo. Che si fa? Si spara nel mucchio alla dove prendo prendo?
    Io credo che Il Presidente della Repubblica giunto alla fine del suo settennato potrebbe chiedere l’abolizione dell’articolo 278, o almeno la sua depenalizzazione. Sarebbe un bel gesto con cui farsi ricordare.

  • Grazia  Il 31 maggio 2012 alle 13:41

    E’ una sfida collettiva che ci porti al potere, per cambiario il potere.

    Pensiero semplice che si fa capire da tutti.
    Quando la sinistra ha incominciato a prendere parte al Potere é apparsa sempre piú contenta di esserci che pronta a cambiare il sistema di potere. La parola ViNCERE, già dalle ultime elezioni, non era una sintesi felice di idee condivisibili. Vincere per fare cosa? La domanda é ancora llí e non trovando risposte non sono andata a votare, in assoluta solitudine, deludendo anche i mii cari e molti amici.
    Ho sperato in un partito dei non votanti prché poi, da lí, il centrosinistra avrebbe capito. La speranza é stata la sola mia compagna. Pensavo potesse contare di piú il mio non voto, una scelta anche sofferta, del voto obbligato da regole che non condivido.
    Cambiare dunque le regole, le abitudini; pensare la politica come un servizio che i migliori possono offrire alla colletività, non per sempre, ma per un po’ , per un tempo nel quale puoi dare il meglio di te, Dopo puoi continuare a pensare, a scrivere, ad aiutare gli altri,a trascorrere un po’ di tempo nel deserto o imparare cose nuove, nuovi alfabeti, il coreano ( ongul) ad esempio, un alfabeto pieno di grazia.
    In un post qui sotto si vede un manifesto con il nome e cognome di uno di quelli importanti, quelli per i quali si é soliti usare un corpo tipografico gigante…Anhe queste abitudini vanno cambiate, tutti i nostri nomi sono importanti, se la sfida é davvero collettiva.

    Mi domando se devo considerarmi liberale di sinistra come certa stampa scrive, perché condivido le idee di Civati e dei suoi amici. Non si puó rispondere che vorremmo solo essere i Democrtici?

  • marco  Il 31 maggio 2012 alle 12:38

    Pippo, due paroline su Tidei e su quanto successo stamattina (dichiarazioni di Bersani comprese) le potreste anche spendere no?
    (Al di la di Adinolfi…)

  • Giancarlo Pagliai  Il 31 maggio 2012 alle 11:55

    predichi bene……..

  • serenella  Il 31 maggio 2012 alle 11:45

    Condividiamo  e per  aiutarti a togliere il “non” ti aspettiamo presto a Piadena

  • Romana Bianchi  Il 31 maggio 2012 alle 11:41

    Toglamo il non

  • nicola  Il 31 maggio 2012 alle 11:36

    non sarebbe male cominciare a farlo nel proprio piccolo, semina una buona azione avrai una abitudine 

  • Emanuele Perugini  Il 31 maggio 2012 alle 11:32

    don’t dream it, be it….

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