Una storia orribile

Nessuno sembra notare che si tratta di ragazze, e che la scuola sia dedicata alla moglie di Falcone, e che questo dia alla vicenda un significato ancora più duro e violento.

Sembra una bomba volutamente spettacolare: i vent’anni dalla strage di Capaci, la scuola dedicata a quella persona e a quella strage, una scuola che allora si mobilitò, mi ha raccontato Michele Emiliano, in una grande manifestazione, e che da allora è diventata una scuola simbolo dell’antimafia.

La carovana antimafia in arrivo oggi. Il momento del Paese, le analogie con il 1993, l’emozione e l’emotività.

Che ci sia qualcosa di ‘strano’, se così si può parlare di un evento che è difficile definire e delicatissimo classificare, è evidente: la pista della mafia locale è già in dubbio, perché la Sacra Corona Unita, se così fosse, avrebbe compiuto un gesto autodistruttivo. La pista mafiosa più generale farebbe pensare a una sorta di diversivo delle organizzazioni più potenti. Ma anche questa è una pista ancora dubbia.

Qualcuno evoca la strage di Stato, altri parlano di un gesto folle, i più esperti esprimono la grande preoccupazione che non sia un gesto isolato.

Altri, fanno riferimento ai ballottaggi di domani e a come cambieranno le cose (o non cambieranno).

La sensazione è che questa sia una storia orribile anche perché la matrice non è chiara.

Riconoscerlo non significa voler seminare il panico, ma assumersi profondamente la responsabilità civile a cui tutti siamo chiamati in questo momento.

Evitando, se si può, di azzardare dichiarazioni avventate, come quelle che si sono sprecate nel corso della giornata. E cercando di informare il più possibile e di coinvolgere i cittadini per quello che ciascuno di noi potrà fare.

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Commenti

  • Bi  Il 21 maggio 2012 alle 08:58

    Ciao Pippo,

    ieri commentavo la notizia di Brindisi con i miei genitori, che lavorano a Torino nella pubblica amministrazione scolastica, e loro mi hanno fatto leggere questa notizia del 17 maggio (2 giorni prima dell’attentato di Brindisi). Chi deve indagare indagherà… chi deve collegare o scollegare gli episodi lo farà, ma io che sono solo una cittadina un po’ di preoccupazione me la son fatta venire

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/05/17/news/esplode_auto_in_strada_inagibili_aule_di_una_scuola-35304200/

  • pcheio  Il 19 maggio 2012 alle 23:23

    Non faccio dichiarazioni avventate ma le parole “strage di stato”, “terrorismo” “p2,p3,p4″  “poteri forti” non le ho certo inventate io. Spero ardentemente che sia una operazione mafiosa in tutti i sensi, per quanto orripilante e mostruosa mi sentirei sollevato. Ho sempre vissuto come un incubo le stragi, quelle mafiose e quelle indefinibili e indefinite. Sono passato per puro caso alla stazione di Bologna 4 mesi dopo l’attentato, ero in viaggio di nozze e un volo cancellato mi ha fatto decidere di cambiare punto d’arrivo. Volevo lasciare lì i bagagli per poter girare Bologna e trovare un hotel, ma entrando alla stazione mi sono venuti i brividi, gli stessi che avevo provato per le altre stragi precedenti, e per l’omicidio Moro, ma stavolta più forti, in diretta sul luogo di una strage. Ora è sempre così ogni volta che succede qualcosa del genere che sia di mafia  o no, sarà che non vorrei che i miei due figli vivessero in un paese così. Certo se voi politici vi decideste a cacciare fuori dal parlamento tutti i corrotti, i mafiosi, i ladri,  ma sopratutto fuori dai vostri partiti noi ci sentiremmo meglio e avremmo la sensazione di avere a che fare con persone oneste e rispettose della legge e degli italiani. Invece non fate altro che tirarli a forza dentro i partiti perchè portano voti e ai partiti interessano solo i voti e il potere per poter disporre di più soldi possibili per i propri comodi. Non voglio sentire risposte del tipo “ma il PD lo fa e anche altri partiti”. Vi ci vogliono mesi per autorizzare un arresto anche di un reo confesso, il fumus persecutionis si vede lontano un miglio, quando non c’è si nota ugualmente. Se veramente voleste costringere gli indagati ad andarsene anche dal parlamento basterebbe volerlo, ma vi tricerate sempre dietro le parole “un imputato è innocente fino a che non viene condannato in 3° grado”, questo lo sanno anche i bambini, peccato che in altre nazioni ci si dimette per aver copiato una tesi di laurea o per aver assunto in nero una domestica. Da noi si casca dalle nuvole per una casa pagata da altri o per dei soldi sottratti al partito, come si può non pensare che in certe situazioni  sia tutto organizzato da chi non vuol perdere il potere, tutto, anche le stragi.

    Chiedo scusa per lo sfogo forse un po’ troppo violento ma siamo tutti stufi di parole al vento ripetute da tutti voi.

    • uqbal  Il 20 maggio 2012 alle 17:32

      Hai scritto un post troppo lungo (e troppo delirante) per lamentarti del chiacchiere al vento di tutti noi.

  • Daniele P.  Il 19 maggio 2012 alle 21:23

    Ma del ministro degli interni che fino a pochi giorni fa definiva “madre di tutte le preoccupazioni” i pacifici manifestanti NO TAV non si dice niente?

  • Margherita De Vizzi  Il 19 maggio 2012 alle 20:06

    “assumersi profondamente la responsabilità civile a cui tutti siamo chiamati in questo momento.” io penso sia proprio questo il punto. basta proclamarci vittime di tutto, assumiamoci le nostre responsabilità. quotidianamente.

  • nando  Il 19 maggio 2012 alle 18:41

    Se qualcuno inizierà a chiedere leggi speciali per “reprimere la deriva terroristica” avremo capito di chi è la mano, che ha armato l’attentato a Brindisi. Del resto la storia del “Belpaese”  è piena di stragi senza un colpevole.

    L’Italia non potrà mai dirsi un Paese normale se oltre a sconfiggere la mafia, non provvederà a debellare il “secondo potere” che si nasconde nella pancia dei nostri opachi servizi segreti.

    • johnny  Il 19 maggio 2012 alle 19:44

      ma non è solo l’italia. tutti i paesi hanno componenti di questo tipo. il potere non lascia campo liberò così, su gentile richiesta. il potere combatte per conservarsi. in realtà è una cosa semplicissima. sono schemi che si ripetono, sempre più spesso: casus belli, false bandiere, incidenti creati ad arte per poi poter reprimere e intensificare le azioni antidemocratiche. purtroppo c’è da temere in un’escalation, soprattutto se il vento politico continuerà a favorire schieramenti (il m5s) che non sono allineati con il sistema di potere vigente.

  • Riccardo  Il 19 maggio 2012 alle 18:35

    Questa domanda è una di quelle che ronzano in testa… a chi giova?
    e poi ci sono i ruoli, ci sono le persone comuni che possono fare tutte le ipotesi, e poi ci sono i governanti (e dintorni) che prima di aprire bocca dovrebbero contare fino a 1000.
    E poi ci sono i media, il circo mediatico all’opera, alla ricerca di una pista più sensazionale dell’altra..e così le piste aumentano in modo esponenziale, le più assurde mescolate alle più probabili e…. E il risultato è solo uno, sempre uno, sempre lo stesso da decenni: tanta confusione, il brodo del depistaggio.
    Io non ho una teoria… il luogo ed il giorno fanno pensare alla mafia, ma si capisce con quale tornaconto, mi avventurerei a dire che somiglia ad un altra strage, in cui i responsabili sono stati molteplici a vari livelli: Portella della Ginestra.
    In ogni caso, in ogni caso, l’obiettivo di chi semina terrore in questo modo (indipendentemente dalla matrice) vuole scatenare il panico. Ecco, se siamo daccordo, se ci va, non diamogliela vinta.
    Buone cose

  • Marco 67  Il 19 maggio 2012 alle 17:43

    Che sia la mafia (per semplificare), un pazzo o qualche sigla terroristica, non è così importante nella manifestazione spontanea dei cittadini uniti nel cordoglio a dare un chiaro segnale che ne un calcolo politico, ne una strategia della tensione, ne un gesto sconsiderato, nulla di nulla può giustificare in alcun modo l’uccisione di una ragazza di 16 anni.

  • Francesco Di Lorenzo  Il 19 maggio 2012 alle 17:25

    Per me è questa l’azione di un pazzo lucido che ha solo intenzione di spargere terrore tra la gente in un paese che sta andando verso il dirupo, senza alcuna speranza di potersi arrestare evitando il precipizio. L’avvio alla soluzione dei problemi il che comporterebbe una sorta di distensione e un momento di riflessione, sta come sempre nelle mani della politica. Politica che sembra non rendersi conto che il paese è in una crisi abissale e occorrono nervi saldi e sacrifici. Ma per come stanno le cose è utopico pensare che ciò sia possibile visto il comportamento di molti che pensano nonostante tutto di cavalcare ancora la tigre, di essere considerati beniamini della società civile, di godere di privilegi che già da molto avrebbero dovuto appartenere ad un passato dispendioso di risorse pubbliche. Al contrario, è cosa recente quella di aver aggravato ancora di più la borsa di questo paese ricorrendo all’aiuto di un personaggio quale l’attuale Premier che sta affamando ancora di più questo povero paese. Quando non si ha la schiena dritta e ci si affida alle decisioni del Capo dello Stato che destituendo il governo in carica altro non ha saputo o voluto fare che affidarlo ad un signore che dei problemi delle famiglie italiane, non gliene può fregare di meno e l’ha pure dichiarato ai quotidiani, Con questo non voglio dire che dell’attentato fatto alla scuola ne abbia colpa Monti e il suo governo. E’ un fatto che la situazione che si è creata nel paese, non contribuisce a rasserenare il paese. C’è troppa gente che vive nel girone dei disperati senza speranza di uscirne.     

  • johnny  Il 19 maggio 2012 alle 17:15

    la paura è lo strumento di controllo più potente che esista.

  • johnny  Il 19 maggio 2012 alle 17:12

    quando il gregge si agita, il pastore cosa fa?

    fa un cenno al cane, che abbaia e morde fino a quando le pecore non si rimettono in riga.

    bastardi schifosi, una ragazzina sedicenne…

     

  • censor  Il 19 maggio 2012 alle 16:56

    sembra, a me, che questa associazione temporale tra la rivendicazione – chiaramente falsa – dell’agguato genovese e l’orrore di stamattina detti delle condizioni a quel poco che rimane dello stato nazione italiano, a mo’ di conto alla rovescia. La sfida, che proviene a mio modo di vedere dal suo contorno immediato, è questa: o dite subito chi è stato o siete stati voi. E se sapete chi è stato non avete fatto nulla. Il punto più debole dello stato italiano è probabilmente il continuo, imperterrito, scandaloso, ricorso all’omissis. Non si capisce mai del tutto chi fa parte esclusivamente dello stato e perché. L’atavico “no ma che c’entra?!” che si oppone alle accuse più circostanziate sul proprio movente; che è la naturale conseguenza dell’omissismo continuo, imperterrito, scandaloso sulla propria personale assunzione di responsabilità. Solo in Italia si distingue sempre più nettamente tra impegno civile e stato, tanto è vero che le forze dell’ordine attenzionano sempre più da vicino chi si impegna e sempre più da lontano chi è stato. Tutta l’opinione pubblica sa che non si è mai saputo chi è stato ad organizzare la strategia della tensione, e quindi fa conseguentemente ricadere le responsabilità, non più sulla mafia o sugli anarchici, ma all’interno stesso dello stato italiano che per dirsi “responsabile” non risponde. E’ triste vedere un presidente del consiglio non eletto che non sente il bisogno di alzarsi dal tavolo americano e tornare subito. Resta lì il conferenziere, resta lì. E’ triste vedere come il ministro degli interni parli subito di anomalia e di poca chiarezza. E’ triste vedere un capo dello stato incapace di rivolgersi alla nazione più triste del mondo.

  • Ivan  Il 19 maggio 2012 alle 16:45

    Ogni volta che in questo Paese si e’ aperta una fase di transizione, qualcuno ci ha messo le mani. Dal punto di vista simbolico, l’attentato di Brindisi, funziona allora come gli attentati del ’93 e l’impatto emotivo che puo’ avere sull’opinione pubblica e’ molto forte.

    La volontà assassina che ha prescelto, con logica disumana, ragazzi inermi come bersaglio di un folle e vile disegno richiama su di se la condanna più’ ferma di tutti gli italiani.

  • pinosp  Il 19 maggio 2012 alle 16:42

    mi consola solo il fatto che qui in salento, nonostante tutto, siamo forti.
    qualunque sia l’origine di questo orrore, non ci annienterà.
    non potete immaginare quanto sia grande il nostro dolore.

  • savepan  Il 19 maggio 2012 alle 15:54

    Cercare di ragionare, per quello che si può allo stato delle informazioni attuali, e tentare di farlo a mente fredda, come tu stai tentando di fare, mi pare la strada corretta per cercare di capire il significato di questo attentato.

    Le bombe di Brindisi (che si aggiungono all’agguato “anarchico”, agli assalti agli uffici di Equitalia, al clima di paura – non fare la fine della Grecia – improvvidamente indotto anche da esponenti governativi) devono essere valutate nell’ambito di in un contesto politico sfilacciato, della crescente sfiducia nei partiti, in una situazione economica che appare gravissima e senza sbocchi all’orizzonte, mentre sembra profilarsi un nuovo/vecchio salvatore della patria.

    Bisogna chiedersi, responsabilmente, se sia in atto un tentativo di indurre una domanda di uomo forte  in grado di risolvere i problemi?

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