Vi consiglio questo libro. Ce ne sono di cose, nelle sue pagine, per ‘riaprire’ la famosa questione territoriale più che in una ventina di convegni (e di anni di propaganda).
In particolare, da pagina 46 in avanti, dove si parla di una rivoluzione semplice, possibile senza cambiare una virgola dei ‘codici’, dal basso.
E da pagina 116 fino alla fine, quando si parla di un manipolo di cincinnati disposti a tutto, e pronti a giocarsi il tutto per tutto in una legislatura.
Perché la vera transizione deve essere politica e non tecnica, dice l’autore.
Complimenti a chi lo ha scritto: Roberto Balzani, sindaco di Forlì.







Commenti
Leggerò il libro.
La politica, se intesa nel suo significato più profondo è impegno e anche sacrificio. Per questo sono scettico con chi la vorrebbe come un “dopolavoro”. Sono poche le personalità di rilievo che sono disposte a mettersi al servizio della comunità rinunciando a professioni anche meglio remunerate e meno totalizzanti. Se a questo ci aggiungiamo le disillusioni e i compromessi che la realtà quotidiana inevitabilmente produce, con i problemi da risolvere subito, la spinta ideale iniziale rischia di trasformarsi nella percezione di una lotta contro i mulini a vento.
Tuttavia le “rivoluzioni” sono collettive, un sindaco da solo non può cambiare il mondo, ma con il suo piccolo contributo a sommarsi a quello di tanti altri può contribuire ad una percezione di una politica migliore per un Paese migliore. E forse potrà rendersi conto che è meno solo di quel che sembra e il suo “sacrificio” non sarà vano.
Noto con rammarico che anche su questo blog è arrivata la censura.
Quindi faccio la valigia e saluto tutti.
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