Formigoni cambia (ancora) versione: non ha restituito i soldi a Daccò, in quella famosa vacanza, perché non c’è stato bisogno di conguagli. Ecco perché non trovava la ricevuta, perché non serviva!

La sbadataggine si conferma il principale problema del quasi-ex-presidente della Regione Lombardia: non si accorge più quasi di nulla. Degli avvisi di garanzia, delle inchieste, della scomparsa della sua maggioranza, della Minetti, di quello che accade e accadeva nelle strutture di «eccellenza» del «modello lombardo».

Non si accorge che spendere 5000 euro per un viaggio, quando soltanto il biglietto aereo ne valeva 4000, è davvero poco credibile.

Non si accorge che i suoi amici vacanzieri dicono cose diverse da quelle che lui, irritato, continua a ripetere, con quella spocchia che lo accompagna da quando è andato in pensione (nel 1995) per diventare presidente della Regione.

Una spocchia sbadata, la sua, con cui ci accompagnerà anche nei prossimi mesi, fino al 2013: quando finalmente andrà a Roma, come desidera di fare, del resto, fin dal 2006.

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