Matteo Cavallone scrive, tra i commenti:

Guardando i risultati in Piemonte, dove ho seguito gli esiti elettorali, si vede che, dove il Pd ed il centrosinistra sono forti e hanno un contatto consolidato con la cittadinanza, il M5S toglie voti al centrodestra.

A Grugliasco Pdl+Lega non superano il 7,5%, mentre il centrosinistra non perde un voto quasi. In altri Comuni dove il partito è debole e non riesce ad avere una forte connotazione civica di persone che arrivano dal vissuto della città e dalla società civile i voti del centrosinistra vanno direttamente a Grillo. A Rosta il M5S prende 4 volte i voti del centrosinistra. Questo significa che, per arginare un fenomeno assai poco positivo per la democrazia in Italia (a parer mio), c’è bisogno che il Pd ed il centrosinistra escano riescano ad inglobare al proprio interno una forte rappresentanza della società civile. E non mi riferisco ad un’invasione di imprenditori o persone fortemente esposte mediaticamente, ma di quelle persone che hanno creato in Italia un pezzo di nuova speranza per i più deboli e per territori depressi.

Mi viene in mente Carlin Petrini che ha creato una nuova visione del cibo e dell’agricoltura in Italia, di don Ciotti con il mondo di Libera, anche dell’attuale Ministro Riccardi che porta avanti una battaglia cara ad una coalizione democratica e cioé all’integrazione degli immigrati e dei rom nelle nostre città.

Insomma creare un movimento di opinione che riesca a raccogliere tante esperienze positive nel mondo del sociale, dell’agricoltura, del impegno associazionistico, della lotta alla mafia, della ricerca e dell’università e dell’impresa atta all’innovazione che possa rappresentare oltre a bacini elettorali anche gli esempi dell’Italia che vogliamo, facendo uscire il nostro partito da logiche un po’ troppo di palazzo!!!

Ci aggiungerei però un nuovo patto sociale (e anche un bel po’ di imprenditori «non mediatici», come direbbe Matteo, per capirci), con chi lavora e produce, e con chi insegna, anche, perché ce lo siamo dimenticato, questo piccolo particolare. Ma la strada è quella indicata da Matteo.

P.S.: unica precisazione, secondo me il problema non sono le Cinque Stelle, ma tutto il firmamento. E disegnare nuove costellazioni. Che includano una proposta economica e un modello sociale compiuto e di governo. In questo mi permetto di correggere Matteo. Perché tutto è positivo, per la democrazia, soprattutto se sono i cittadini ad esprimersi. Il nostro compito è trasformare tutto questo in una prospettiva di governo, appunto. Limpida, comprensibile, trasparente.

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