La prossima volta ci arriviamo un minuto prima, però

La notizia del giorno è che il Pd è per il dimezzamento dei rimborsi elettorali.

Decisione giusta e saggia, che saluto con favore, dal momento che da mesi insisto sull’argomento (e negli ultimi giorni, l’avrei detta così, come avevo scritto).

Peccato solo che arrivi così tardi, e dopo avere tenuto per mesi una posizione diversa. Volevo dire, contraria.

Peccato solo che ora sembri una concessione a quella che gli stessi dirigenti del Pd chiamano antipolitica.

Peccato solo che ora appaia come qualcosa di strumentale e di elettoralistico.

Peccato.

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Commenti

  • Mauri B  Il 25 aprile 2012 alle 09:53

    Bravo Civati. Se il partito fosse in mano a lei e ai suoi amici, lo voterei anche subito. Peccato che sia ancora in mano ai Bersani, ai D’Alema e ai Veltroni. Avanzare una proposta indecente come questa significa considerare il vostro elettorato una mandria di deficienti. Fossi un elettore del PD la troverei incredibilmente offensiva.

  • Marco 67  Il 25 aprile 2012 alle 08:04

    Al meglio e al peggio non c’è mai fine. Tutto si poteva fare prima, l’importante è che si faccia, e in tempo.

    Se al primo stormir di fronde avessero detto : “ok, facciamo la metà” questo sì sarebbe stato un calar le braghe difronte all’antipolitica (o come la vogliamo chiamare), una resa incondizionata.Così almeno danno l’impressione di esserci arrivati dopo un ragionamento.

    Imho

    • FaustoB  Il 25 aprile 2012 alle 12:35

      “danno l’impressione”, appunto.

    • uqbal  Il 25 aprile 2012 alle 13:53

      Marco, ti contenti di poco…se fai una cosa giusta, e che è giusta davvero, non vedo perché si dovrebbe dire che si cede all’antipolitica (che, giustamente poi né Civati né altri considerano tale).

      Inoltre un leader politico dovrebbe essere quello che, per posizione e talento, è in grado di vedere più lontano, non quello che si adatta a fare metà di una cosa giusta perché proprio non può evitarlo.

      • Marco 67  Il 25 aprile 2012 alle 14:30

        Beh, caro Uqbal, allora dovrebbero esserci arrivati anni fa tutti quanti (anche quelli che oggi dicono che non è sufficiente e bisognerebbe portarlo a zero). Ma si sa, è difficile che si rinunci ad un privilegio se non fino a quando diventa insostenibile e qualcuno te lo fa notare con forza.

        Io mi accontento che ci siano arrivati, anche perché come dico da tempo, se si può evitare di prestare il fianco all’altra-politica (per non chiamarla antipolitica) che questi argomenti li mette in cima alla lista e da cui fa dipendere tutto il resto, questo è il momento giusto.

        Intendiamoci: il rimborso in questi termini è assolutamente scandaloso e inaccettabile, era necessario un segnale, sacrosanto porvi rimedio, ecc. ecc.  Solo che nella mia scala delle priorità e delle cose importanti da fare in politica per il futuro del Paese, questo ha un’importanza relativa.

        Facciamolo e voltiamo pagina.

        • savepan  Il 25 aprile 2012 alle 15:33

          “Io mi accontento”

          Sii ragionevole: chiedi l’impossibile.

  • Finto Beppe Grillo  Il 25 aprile 2012 alle 05:23

    In merito alla graduatoria dei compensi dei manager, inserita da Michele, date un’occhiata alla Mappa del Potere, che viene costantemente aggiornata sul blog di Grillo.

    http://www.beppegrillo.it/battaglie/_la_borsa_e_una.php

    Provate un po’ ad inserire Elsa Fornero e poi vedete ! :-)

     

  • LucaSaini  Il 24 aprile 2012 alle 22:08

    É il riformismo della necessità, quando proprio non se ne può fare a meno

  • Franco Tremul  Il 24 aprile 2012 alle 22:02

    La prossima volta è arrivata: capite che è il momento di mandare a casa Monti.

    L’aria sta cambiando:http://www.sondaitalia.com/2012/04/ballaro-il-sondaggio-elettorale-di.html

  • gigi  Il 24 aprile 2012 alle 21:09

    Riprendo Lorenzo M.

    Bisogna proprio avere la faccia come il culo, dopo aver tuonato “antipolitica!” e “populismo!” contro coloro che da anni chiedevano una riforma della legge in senso “etico” e di misura, per fare oggi una proposta del genere. Certo che appare in modo lampante come una patetica mossa elettorale. Cosi’ come lampante appare la distanza siderale tra base e cittadini e i vertici di questo partito, che si muovono sempre dopo, sempre in ritardo, come si e’ visto nel corso degli ultimi referendum, quando ormai e’ evidente il loro “essere indietro” e la propria inutilita’.

  • silbi  Il 24 aprile 2012 alle 19:50

    meglio tardi che mai, come si suol dire…

    in compenso, ormai non c’è più nessuno (da Berlusconi a Crosetto a Storace) che non si auguri la vittoria di Hollande, che non ripeta che “il rigore è recessivo” (e dirlo a Tremonti un paio di anni fa, no?)… tutti a rimorchio di Bersani, insomma: piuttosto paradossale

  • ghiset  Il 24 aprile 2012 alle 19:17

    demagogia è dire quanto detto da Alfano, un partito senza finanziamento pubblico (con B che paga) un partito serio dice che fare politica costa limitamente,onestamente ma costa e ha fatto bene Bersani.

  • Simo  Il 24 aprile 2012 alle 18:49

    Caro Civati,  non ti ho ancora visto fare lo sciopero della fame affinchè il consiglio regionale della Lombardia approvi il dimezzamento delle indennità e dei rimborsi dei consiglieri regionali, per altro fra i più alti d’Italia.
    Spero che tu non voglia arrivare ultimo su questa sacrosanta battaglia che dovrebbe vederti legato al Pirellone giorno e notte.

  • STEFANO  Il 24 aprile 2012 alle 18:24

    E’ sparito il mio commento.

  • linda  Il 24 aprile 2012 alle 18:16

    la democrazia sarebbe a rischio senza il finanziamento pubblico dei partiti.io dico che la classe politica italiana ha calpestato la democrazia non rispettando la volontà popolare del referendum del ’93 con un colpo di mano vergognoso.basta soldi ai partiti.

  • Sara_stones  Il 24 aprile 2012 alle 18:03

    Al finanziamento pubblico partiti appartenenti alla sinistra o al centro sinistra serve eccome, altrimenti perderebbero forza ed energie per contrastare il populismo mediatico di certi altri partiti che invece non hanno bisogno di soldi pubblici perchè coloro che ci militano hanno un corposo conto in banca, vedi la bacheca postata da @Michele

    Poi esiste pure un presupposto più che logico e democratico, principio per il quale se venissero meno i finanziamenti ai partiti non ci sarebbe democrazia, ma l’avvento delle lobby e dei gruppi di pressione e di potere che destabilizzerebbero la democrazia…

    Ma, c’è un ma… Mi pare che nel caso della sfiducia politica nei partiti stiamo già un bel passo avanti

  • il solito anonimo  Il 24 aprile 2012 alle 16:54

    bersani ha sconfessato quello che nel pd tutti i dirigenti hanno sostenuto fino a ieri. ma non fino a ieri per modo di dire, ma fino a ieri 23 aprile perché è di ieri le dichiarazioni del tesoriere che dicevano che quei soldi il pd li vuole tutti perché li ha già spesi.

    percui bene l’idea del taglio draconiano, male tutto il resto. male che il pd e i partiti da cui nasce dal 1993 fino ad oggi non abbiano avuto nulla da dire sull’aggiramento del referendum, male che dal 2001 ad oggi non abbiano avuto nulla da dire sul suo aumento oltre il 1000%, male che fino a ieri abbiano trattato la richiesta di revisione con una infastidita alzata di spalle, male che il principale partito della sinistra che si candida a guidare il paese in nome di un riscatto morale abbia dimostrato nei fatti di essere vorace come e più degli altri, male che i leader che oggi scoprono che il finanziamento si può dimezzare siano gli stessi che c’erano quando il referendum fu aggirato e che c’erano quando fu aumentato fino a portarlo ai livelli ridicoli di oggi.

    ha ragione pippo, è un peccato. e io aggiungo che è la dimostrazione che pensare di votare m5s non è poi così una follia. che dio mi perdoni.

  • Filippo Crescentini  Il 24 aprile 2012 alle 16:52

    Civati, se ti fossi mosso prima forse Formigoni adesso non farebbe più il presidente della Giunta regionale lombarda.

  • Filippo Filippini  Il 24 aprile 2012 alle 16:36

    Peccato, sì. Era una cosa telefonatissima già un anno fa. Ora non sarà capita (da molti).

  • savepan  Il 24 aprile 2012 alle 16:02

    Quando si parla di finanziamento ai partiti si ci riferisce solo al, cosi detto, rimborso elettorale.

    Partendo da questo se rimborso deve essere, rimborso sia.

    Quindi non con una somma prefissata, ma erogazione sulla base delle spese effettivamente sostenute.

    Piuttosto si potrebbe considerare la richiesta di erogazione di servizi gratuiti, uguali per tutti, nelle occasioni elettorali quali : accesso alle televisioni, pubblicità sui giornali, spazi per le attività elettorali (comizi), ecc.

    L’altro elemento che deve essere considerato (affinchè il rimborso elettorale sia una cosa seria) è il diverso assetto giuridico dei partiti che li renda responsabili dei soldi pubblici che spendono.

    Ma la questione del finanziamento dei partiti non si ferma ai rimborsi elettorali.

    Ci sono i rimborsi per le elezioni regionali, provinciali, comunali, europee, referendarie.

    Ci sono i finanziamenti a ai gruppi parlamentari (2010 Senato 38 milioni Camera 35,7 milioni di euro).

    Il meccanismo si ripete, più in piccolo, per regioni, province e comuni.

    Poi ci sono i finanziamenti ai giornali di partito, alle fondazioni, i contributi dai privati, dalle aziende in cui sono presenti ai vertici uomini dei partiti (ex trombati alle elezioni e simili), ecc.

    Perciò, dire adesso di voler dimezzare i contributi elettorali è solo un tassello del complesso mondo dei finanziamenti ai partiti e delle modalità di verifica trasparente del loro utilizzo.

    • michele  Il 24 aprile 2012 alle 16:11

      son d’accordo. Bisognerebbe che il finanziamento fosse erogato il più possibile sotto forma di servizi, e maagari ocntrollato da centri di spesa unici,  tipo il Consip (ma funzionante!), Però, come srivi, se nn si da attuazione anche alla regolamentazione della figura giuridica dei partiti, non si va lontano. Questi rivendicano soldi in nome del loro ruolo pubblico, ma poi si mettono al riparo da qualsiasi legge. C’è qualcosa che non va, e non solo nei partiti, se Presidenti, tesorieri, manager, consigli di amministrazione ecc. ogni volta che li becchi con le mani nella marmellata posson dire di esser parte lesa, truffata. E non truffatori. Ogni soggetto o organismo che ha compiti di vigilanza (soprattutto sull’uso di risorse pubbliche), non può cavarsela così, arrivando anche ad ammettere di esser un cretino (come i leghisti o Rutelli). Cretini o fessi va bene, ma in galera.

      • Filippo Crescentini  Il 24 aprile 2012 alle 16:55

        Mai sentito parlare della proposta del PD per attuare l’art. 49. Vi risulta che ce ne siano altre? Se ne siete al corrente, perchè non lo dite, quando sottolineate la necessità di regolamentare i partiti?

        • michele  Il 24 aprile 2012 alle 22:32

          sembra che il PD abbia presentato proposte su tutto e tutti. sembra anche che, una volta presentatele, consideri finito il loro iter ed esaurito il proprio compito.

          • FaustoB  Il 25 aprile 2012 alle 12:40

            Come non darti ragione!?

    • Mauro  Il 24 aprile 2012 alle 16:33

      pippo, poco da fare, con rispetto anch’io lo dico da tempo

      Bersani è un follower, non un leader

      mauro

       

      • Filippo Crescentini  Il 24 aprile 2012 alle 17:02

        La linea era chiara: 1) pubblicità dei bilanci, pubblicazione in internet, certificazione da parte di società esterne, riduzione a 5.000 degli importi dei contribuiti da rendere noti, attraverso la proposta di legge concordata con Alfano e Casini da approvare in Commissione; 2) questione dell’entità del finanziamento pubblico da definire in sede di discussione della proposta di legge per la regolamentazione dei partiti ex art. 49 della Costituzione. La proposta di oggi anticipa la 2). In ogni caso, il PD ha le carte in regola. Prima proposta di legge per l’attuazione dell’art. 49, prima proposta di legge per la rideterminazione dei criteri del finanziamento pubblico. I commenti del tipo “si doveva fare prima” non hanno nessun rilievo. Sono, questi sì, i commenti degli spettatori.

  • Ezio  Il 24 aprile 2012 alle 15:43

    Finalmente scopro parole che mi confortano, parole di un esponente importante del mio partito. Ma nel sito del PD di Monza del 17 aprile compaiono parole ben diverse, che io ho commentato cosi: “Si, possiamo arrampicarci sugli specchi finchè vogliamo, ma cosi proprio non va. La rabbia che monta, il famoso populismo che si tende a liquidare quasi con disprezzo, è dovuto sopratutto al fatto che la gente è stanca di farsi prendere per i fondelli, e questa storia del rimborso delle spese elettorali è uno straordinario, eccezionale esempio di presa per i fondelli. A suo tempo c’era quello che si chiamava “il finanziamento ai partiti” ma è stato cancellato dall’unico strumento di democrazia diretta che ci è rimasto, e poi si scopre che in pratica non è cambiato niente tranne il nome dell’argomento. Se si vuol contrastare seriamente questo vento dell’antipolitica, la prima cosa da fare è cominciare a parlare chiaro, a chiamare le cose con il proprio nome, e se si prendono i soldi per una cosa che si chiama “rimborso elettorale” per usarli per un’altra cosa che si chiama “finanziare il partito” si commette un illecito, è inutile girarci intorno, e se la gente si incazza ha pienamente ragione. Forse, invece di continuare a confondere ad arte le due cose, bisognerebbe avere il coraggio di chiedere pubblicamente scusa e di cominciare da capo, e questo si sarebbe davvero un andare controcorrente ed essere diversi.” Naturalmente non ho ricevuto nessun commento e da quel giorno mi è scappata anche la voglia di impegnarmi per volantinare. Ora leggo i tuoi argomenti e sinceramente non so più cosa pensare.

    • michele  Il 24 aprile 2012 alle 16:02

      Pensa che hai ragione anche tu. E chiediti se quel che vuoi è un mea culpa, un mea culpa più finanziamento elettorale pubblico limitato e ocntrollato, un mea cula senza nessun finanziamento pubblico, un mea culpa con gogna o che altro. Certo, sarebbe bello che fossero obbligati a restituirli, ad esempio, tutti i soldi che non han un documento che comprovi le spese. Magari detraendoglieli dai finanziamenti futuri, se ci saranno. O pignorandogli beni mobili e immobili e restituendoli allo stato, come si fa con qualsiasi cittadino non sia in grado di far fronte ai prestiti avuti. La risposta te la devi dar tu, perchè l’offerta politica è questa. Poi, semmai, chiediti se la faccenda dell’illecito di fatto commesso dai partiti (che ha dato la stura ad ogni corruzione successiva e che avrebbe dovuto esser quantomeno contrastato dal capo dello stato, in quanto garante della costituzione e dunque anche del fatto che i referendum non vengan vergognosamente traditi…) sia la sola cosa cui guardare, o la più importante rispetto ad altre. E poi scegli chi votare, o per chi volantinare. Il mondo non finisce qua, no? :-)

      • Ezio  Il 24 aprile 2012 alle 16:51

        Uella, tic tac, tutto a posto, sotto un altro; grazie per il bel sermone.

        • Filippo Crescentini  Il 24 aprile 2012 alle 17:07

          I rimborsi delle spese elettorali, come alternativa al finanziamento cancellato dal referendum del 1993, esistono dal 1994 e nessuno ne ha mai parlato, fino a quando sono esplosin i casi Lusi e Lega (questo mille volte più schifoso, perfino). Chi ne aveva parlato, dei rimborsi, aveva promosso il referendum che si è svolto nel 2000 e che è finbito senza quorum. Dato che permette di dire che alla gente dei rimborsi non gliene fregava niente. Chi parla del referendum del 1993 e dimentica quello del 2000 è un disonesto.

        • michele  Il 24 aprile 2012 alle 22:34

          prego. ma sei in questa situazione….affezionati di meno al prossimo partito cui ti affidi.

          • Ezio  Il 25 aprile 2012 alle 06:56

            Questo è vero, biosgnerebbe essere più malleabili e tolleranti, ma io questa cosa dei rimborsi trasformati in finanziamenti la vedo come una truffa bella e buona e mi riesce difficile da spiegare all’esterno.

          • michele  Il 25 aprile 2012 alle 07:33

            Non sono cinico, anch’io mi lascio coinvolgere emotivamente dalla politica, anche se spesso chi ce la propone la fa quantomeno in modo incoerente. :-) La storia del finanziamento è difficile da spiegare a chiunque, una impresa quasi impossibile. Ci fosse stata più onestà, sarebbe quantomeno spiegabile, anche se ugualmente poco giustificabile, eticamente e legicamente, Un rimborso è un rimborso, si fa su spese pertinenti e documentate.

  • Luigi Spagnolo  Il 24 aprile 2012 alle 15:34

    Considerato che ci sono molti che ancora stanno lì a dire che “bisogna aprire un dibattito pubblico prima di buttare via il bambino con l’acqua sporca”, la decisione di Bersani sarà tradiva ma nella desolazione attuale ha quasi dello straordinario.

    • rino  Il 24 aprile 2012 alle 15:39

      concordo, meglio tardi che mai. se poi fosse stata accompagnata da un ‘ ci scusiamo per la presa di posizione tardiva’ sarebbe stato perfetto

    • Lorenzo M.  Il 24 aprile 2012 alle 15:40

      Nel paese dei ciechi l’orbo e’ re.

  • STEFANO  Il 24 aprile 2012 alle 15:19

    Non sono certo che sia tardiva la proposta.
    Conta il fatto.

    • Lorenzo M.  Il 24 aprile 2012 alle 15:22

      Certo, come chiamare i pomperi quando la casa e’ ormai bruciata dalle fondamenta. Uguale uguale.

  • rino  Il 24 aprile 2012 alle 15:03

    TOTAL OT: http://video.corriere.it/formigoni-perde-staffe/5c4f54be-8e0c-11e1-839c-11a4cf6ed581

    Ma un altro Bresci no? 

  • michele  Il 24 aprile 2012 alle 14:41

    A proposito di costi e corruzione, propongo però di spostare l’attenzione su questa graduatoria di gratificazioni di manager ecc. fate il giochino che ho fatto io:  prendete nota di quanti sono,anche qui, gli inquisiti, indagati, condannati o coinvolti in episodi quantomeno dubbi.

    E poi rilfettete sul perchè della corruzione e dei costi della politica si parla tanto e si invita a intervenire subito, mentre di questi altri si fa solo gossip, eventualmente. E, a proposito di loro e dei sistemi finanziari e societari che consento queste prodezze, nessuno o quasi chieda niente. Nemmeno i partiti.

    • rino  Il 24 aprile 2012 alle 15:02

      • Abolizione delle scatole cinesi in Borsa
      • Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate
      • Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate
      • Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
      • Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite
      • Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati
      • Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)
      • Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle
      aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
      • Abolizione delle stock option
      • Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato
      • Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei
      • Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
       

       

      • Luigi Spagnolo  Il 24 aprile 2012 alle 15:26

        Alcune di queste proposte solo assai condivisibili (quelle che riguardano l’incompatibilità delle cariche e l’impossbilità di ricoprirne in caso di condanna), altre sono almeno in parte impraticabili o dovrebbero essere studiate con un minimo di attenzione in più (vedi questione “monopoli di fatto”: se Mediaset può essere obbligata a cedere delle frequenze in favore di altri soggetti, per l’Enel o Telecom o cosa si fa? Viene smembrata la rete? E non si vengono comunque a creare monopoli più piccoli ma territoriali).

        Piuttosto che abolire stock option o mettere tetti agli stipendi dei manager, li si potrebbe tassare in maniera pesante (ad esempio fino al 75% proposto da Hollande per le somme eccedenti il milione di euro), ottenendo un risultato simile se non più vantaggioso per lo stato, che aumenterebbe le entrate fiscali.

        • rino  Il 24 aprile 2012 alle 15:31

          ottimo che si sia passati a una discussione nel merito, e sia stata superata la fase derisoria e paternalistica.

          io credo che se questo dibattito dovesse alimentarsi e dovesse crescere in senso costruttivo, sarebbero possibili forme di collaborazione trasversali tra il pd e il m5s, che come molti hanno sottolineato è formato da moltissimi ex pd.

          • Luigi Spagnolo  Il 24 aprile 2012 alle 18:27

            In molti nel centrosinistra dicono che alcune delle proposte del M5S sono condivisibili, e d’altro canto quando Grillo parla di energie pulite e raccolta differenziata, non sono cose che ha inventato lui… sono cose che fanno da tempo parte della moderna cultura di sinistra e ambientalista.

            Il problema è appunto la “derisione“. E mi pare che Grillo, anche per “deformazione professionale”, in derisione sia un maestro. Se si parla di PDmenoelle (etichetta che accomuna tutti, anche chi da anni lotta dall’interno per migliorare il partito), Pisapippa, Vendola che si spara nei coglioni e via “deridendo”, mi pare ovvio che il minimo è aspettarsi una reazione uguale e contraria.

    • michele  Il 24 aprile 2012 alle 16:23

      comunque di gente non del tutto pulita nei confronti della legge, a vario titolo, in quella lista io ne ho trovata tra i 15 e i 20 (su qualcuno non ho certezza assoluta, visto che questa gente è nel giro dell’affaristica  da tanto tempo, propio così come troppi politici stan nel giro della politica:  bisogna rincorrere le cronache di 10 o 20 anni, e questo spiega l’approssimazione). Ma fossero anche “solo” 15, su un totale di 50, fa una bella percentuale. Quel che è strano è il silenzio dei politici, che potrebbero a buona ragione difender se stessi dicendo che non son solo loro a malversare, corrompere, rubacchaire disestare il paese, ecc.

      Perchè stan zitti? Forse per non aprire, oltre al capitolo del finanziamento pubblico vergognoso, quello del finanziamento privato intrecciato agli affari? Non si spiega diversamente….ad esempio nel caso delle Fondazioni.

  • giovanna  Il 24 aprile 2012 alle 14:14

    Anche Bersani fa quello che può, cerca di arginare la spinta antipolitica ( e antidemocratica ) che rischia di travoldere il Paese. Sarebbe stato più produttivo ed opportuno se dette richieste fossero state fatte prima. Va comunque detto che senza una Legge seria che : ripristini il reato di “Falso in Bilancio” ed un’altrettanto seria Legge sulla “Corruzione” che nei termini di prescrizione, tenga conto dei tempi biblici della Giustizia italiana, è tutta aria fritta. Al massimo può dimostrare la nostra diversità ( e non è poco ); ma lascia inalterati tutti gli altri termini della questione.

    • FaustoB  Il 24 aprile 2012 alle 14:20

      IO direi che qui c’è da arginare la mala politica che, anche attraverso l’effetto moltiplicatore della conseguente antipolitica, rischia di travolgere il paese. Ma, sinceramente, non sono convinto che Bersani la veda come me. Magari lui crede per davvero che l’antipolitica sia una causa e non una conseguenza.

      • savepan  Il 24 aprile 2012 alle 16:09

        Non chiamatela antipolitica.

        La gente, i cittadini, non sono contro la politica.

        Sono contro i partiti che fanno una cattiva politica.

        Quei partiti che non mettono al centro del proprio agire politico i cittadini ed i loro interessi, ma subiscono la dittatura dei sedicenti mercati, della finanza e degli interessi che rappresenta.

        Perciò chiamate l’insofferenza ed il disgusto che si agita nella popolazione:ANTI PARTITICA.

  • monica  Il 24 aprile 2012 alle 14:13

    sul farlo prima d’accordo, ma adesso l’impegno c’è, e c’è anche perchè il popolo del PD non è stato a guardare, tu Pippo insieme a centinaia di migliaia di persone. retoricissimo, ma necessario ricordarlo tutti i giorni: al pessimismo della ragione sostituiamo l’ottimismo della volontà!
    e si continua: stasera nel nostro piccolissimo circolo dell’Argentario di Trento incontriamo il segretario provinciale nicoletti, luca zeni – capogruppo del consiglio provinciale e mattia civico 1° firmatario del disegno di legge per la modifica – riduzione – dei compensi a tutti i livelli amministrativi, per chiedere loro di andare avanti con decisione, anche a costo di andare sotto, perchè DOBBIAMO fare e dimostrare che noi vogliamo che la POLITICA torni ad essere servizio.
    i vitalizi sono già stati aboliti – non dalla prossima, già dalla legislatura in corso - e nel nostro piccolo i consiglieri circoscrizionali hanno RINUNCIATO al compenso previsto per gli incontri di commissione ( scarsi 600euro l’anno, che ai nostri studenti consiglieri avrebbero fatto comodo ), in attesa che passi il documento fatto dal PD di Trento che prevede l’annullamento di molti compensi e la drastica riduzione di altri.

  • gioia  Il 24 aprile 2012 alle 14:13

    un minuto prima! giusto ma dammi retta Pippo anche tu non aspettare che sia troppo tardi e anche per te non ci tocchi dire bravo peccato non lo abbia fatto un minuto prima! con affetto e stima ma dammi retta… non c’è tempo da perdere Gioia

    • silbi  Il 24 aprile 2012 alle 18:12

      Concordo perfettamente con gioia

  • fmortara  Il 24 aprile 2012 alle 14:08

    Civati, se i rimborsi sono circa il quadruplo delle spese, anche dimezzandoli sarebbero comunque il doppio di quanto speso!
    Non sarebbe meglio fare un rimborso a piè di lista? No?

    • FaustoB  Il 24 aprile 2012 alle 14:17

      Mi pare di avere capito che sono il quadruplo delle spese elettorali, non delle spese totali (ovviamente un partito vive anche tra una campagna elettorale e l’altra). Dunque vediamo di intenderci su quale base facciamo i conti, sennò facciamo confusione anche tra di noi. La dicitura “rimborsi elettorali” attualmente in vigore è chiaramente una pura e semplice presa per i fondelli e nella sostanza si tratta di una cifra forfettaria riscossa in cinque rate. Le spese elettorali rendicontate sono solo un inutile pro forma.

       

      • fmortara  Il 24 aprile 2012 alle 14:25

        Appunto, ma oltre che una presa per i fondelli, è contro il referendum già votato… che poi io non sono contrario ai finanziamenti… eh… ma diciamo le cose come stanno…

        • FaustoB  Il 24 aprile 2012 alle 14:39

          D’accordo. Per il referendum cosa direi io (antinuclearista, scusa la semplificazione) se dopo il referendum ci avessero fatto le centrali nucleari chiamadole “luoghi di produzione energetica non convenzionale”?

  • michele  Il 24 aprile 2012 alle 14:08

    no dai, hai ragione sul fatto che si doveva prender prima, ma di questi tempi anche solo il fatto che l’abbian presa è un buon segno, sempre che abbia davvero un seguito legislativo. Certo, a chi ha già deciso di non votare PD apparirà strumentale, ma è una sensazione che nn credo si potesse evitare, perchè il ritardo non è di due mesi, ma di qualche anno… Per le elezioni c’è ancora un pò di tempo, io nn credo , inoltre, che ci sarà tutto l’astensionismo previsto nei sondaggi. Lo svilimento della politica non fa dimenticare ai cittadini che, con il voto, possono esprimere il proprio interesse, di qualsiasi tipo sia. Per questo sarebbe importante che a questo segmale ne seguissero altri, ad esempio che l’appoggio a Monti non fosse così  fideistico, che il sostegno alla equità e i progetti per la crescita non fossero così generici. E poi, perdiana, che non si proponga nulla di concreto su una maggiore equità fiscale, su banche e finanza, e neppure su scuola e ricerca, limitandosi a rivendicare il merito di piccoli e ambigui aggiustamenti su quel che fa il governo; questo sì che potremmo pagarlo caro. Nel decreto fiscale passato oggi nn c’è nulla di tutto questo, se nn un vaghissimo accenno al fatto che, per la scuola, potrebbero arrivare alcune risorse dal Lotto, forse. E molti temi sono iscritti in impegni generici,  che lasciano troppo spazio al governo, che sta dimostrando di usarlo a modo suo, socialmente poco utile o addirittura dannoso.

    • Edoardo  Il 24 aprile 2012 alle 14:23

      sono assolutamente daccordo su tutto,e quindi attenzione alle prossime mosse. Dobbiamo esserci con proposte efficaci,subito, sulle piccole imprese, sull’innovazione sui territori (penso al turismo su cui si chiacchera molto),sulla FORMAZIONE !!!,sul credito ! Presto, presto, presto, o sarà troppo tardi. In alcuni territori c’è la sensazione disperante di essere ormai abbandonati .

       

  • Simone  Il 24 aprile 2012 alle 14:07

    Peccato davvero che si arrivi solo ora a questa proposta: ci saremmo dovuti arrivare parecchio tempo fa, prima di tutte le manovre anti-crisi e delle riforme delle pensioni, del lavoro, liberalizzazioni, … La prima cosa bella avrebbe dovuto essere questa.

    Adesso Bersani e il PD la portino all’approvazione in tempi più che rapidi.

    • Lorenzo M.  Il 24 aprile 2012 alle 14:59

      Certo, come no. Allo stesso modo della legge elettorale e di quella contro la corruzione, con la stessa velocita’.

  • Moreno  Il 24 aprile 2012 alle 14:02

    Quoto Francesca: il Pd non è mai stato contro la riduzione, ma contro la cancellazione…Un partito ragionevole (anche troppo ) ma mai cattivo.  Io continuo a crederci!

  • Lorenzo M.  Il 24 aprile 2012 alle 13:59

    Bisogna proprio avere la faccia come il culo, dopo aver tuonato “antipolitica!” e “populismo!” contro coloro che da anni chiedevano una riforma della legge in senso “etico” e di misura, per fare oggi una proposta del genere. Certo che appare in modo lampante come una patetica mossa elettorale. Cosi’ come lampante appare la distanza siderale tra base e cittadini e i vertici di questo partito, che si muovono sempre dopo, sempre in ritardo, come si e’ visto nel corso degli ultimi referendum, quando ormai e’ evidente il loro “essere indietro” e la propria inutilita’.

  • Francesca  Il 24 aprile 2012 alle 13:56

    Non mi risulta che il PD sia stato contrario alla riduzione dei finanziamenti. è sempre stato, per me giustamente, contrario alla totale cancellazione. Sono cose diverse.

    • Lorenzo M.  Il 24 aprile 2012 alle 14:01

      Diversi mesi fa c’era chi, come Sposetti, che spingeva per aumentare le forme di finanziamento verso i partiti. Non basta dire di essere a favore della riduzione dei finanziamenti: bisogna muoversi in tal senso, con proposte di legge e altre iniziative poiltiche. Per questo motivo la mossa del PD nazionale ora non e’ credibile, e suona tanto come un contentino disperato da dare ai propri elettori.

      • michele  Il 24 aprile 2012 alle 22:37

        Sposetti, i belsiti de noantri

  • FRANCESCO VERRENGIA  Il 24 aprile 2012 alle 13:55

    Come sempre concordo !!!

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