#liberalasedia (ancora e ancora)

Per capire come possiamo proseguire con l’operazione #liberalasedia, mentre Formigoni ci parla stizzito di ricevute e di vacanze caraibiche con il suo carissimo (any sense) amico Daccò, due indicazioni molti semplici.

La prima è prendere spunto dall’iniziativa promossa dal circolo milanese O2Pd, lunedì 23 aprile, alle ore 21 (qui troverete tutte le informazioni che vi servono): «Il paziente non può aspettare. Oltre gli scandali della sanità lombarda», con la partecipazione, tra gli altri, di Marco Alfieri, giornalista della Stampa e autore del libro (in uscita) Angeli, demoni e soldi pubblici.

Insomma, la prima ricetta è la seguente: informare, controinformare, demistificare la qualità amministrativa della Lombardia vantata da Formigoni si può. E si deve farlo ora, per far cadere l’ultimo degli improbabili argomenti del quasi-ex-presidente della Regione: l’argomento dell’«eccellenza nonostante il malaffare».

In secondo luogo, per portare fuori dai confini milanesi la protesta-proposta di cambiamento, l’occasione d’oro è rappresentata dalle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. In Lombardia si vota in molti Comuni, a cominciare da Monza e Como. Lo spirito di #liberalasedia deve aleggiare sulle nostre campagne elettorali. Le sue ragioni profonde devono essere riprese e rilanciate, anche a livello locale. E la vittoria del centrosinistra può diventare un messaggio definitivo spedito all’ultimo piano dell’alto palazzo. Per cambiare la giunta, ma soprattutto per cambiare la politica, in Lombardia, a tutti i livelli.

Da ultimo, il Pd si sta attrezzando: e la riunione del gruppo di lunedì stabilirà le prossime mosse. Perché oltre alla denuncia, ci deve essere il progetto. E le due cose, in Lombardia, devono andare insieme.

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Commenti

  • Andrea Volpi  Il 23 aprile 2012 alle 09:50

    dateci materiali e strumenti per portare la protesta anche nelle province più lontane. Dal confine con il veneto un saluto!

  • silbi  Il 21 aprile 2012 alle 14:41

    Ma perchè, tu ti illudi che se il cdx perde in tutti i comuni lombardi al voto Formigoni si dimette?

    figuriamoci: dirà che sono casi isolati e personali di sindaci incapaci,che comunque non intaccano l’eccellenza lombarda

  • Finto Beppe Grillo  Il 21 aprile 2012 alle 11:47

    La rivoluzione non sarà televisiva

    I talk show televisivi sono un’arma contro il MoVimento 5 Stelle. Sono spazi poco igienici dove chi partecipa viene omologato alle scorie del Sistema. Infatti, se ti siedi accanto a Renzi o alla Santanchè sei omologato. Chi ascolta gli scarsi minuti che ti vengono accordati ti qualifica come un’espressione dei partiti. Chi si siede su quella poltroncina, su quella sedia, è alla mercé di conduttori schierati che hanno due obiettivi: lo share e l’obbedienza al partito o allo schieramento di riferimento.
    I cittadini che si riconoscono nel M5S, che ne sono consiglieri a tempo determinato, portavoce, attivisti o iscritti, che vi partecipano sono invitati con un solo scopo: quello di fotterli e attraverso di loro il MoVimento 5 Stelle. Passare dal palco dei cittadini al trespolo del politico sotto i riflettori in un talk show è un’involuzione del MoVimento 5 Stelle, non un passo avanti. Siamo cresciuti in Rete, ci siamo sviluppati con l’esempio dei fatti nei Comuni, con il passaparola. La televisione è controllata in ogni sua piccola dai partiti. Uno “stupid box“. “Farsi vedere” dai cittadini “altrimenti non si cresce” è una solenne cazzata. O per alcuni una scusa per dare spazio al proprio ego.
    E’ bene ricordare che chiunque faccia parte del MoVimento 5 Stelle, oggi ci sono 200.000 iscritti, ha la stessa dignità. E’ un MoVimento di massa dove chiunque può prendere e dare il testimone. La rivoluzione non sarà televisiva. La televisione è in mano al potere costituito. O ti oscura o deforma il tuo messaggio. I movimenti degli Indignados o dei Pirati svedesi sono nati e si sviluppano in Rete, non in prima serata televisiva. Ogni volta che parlano Bersani e Casini c’è uno spostamento di voti verso il MoVimento 5 Stelle, ogni volta che un esponente del M5S si fa ingabbiare in un talk show questi voti ritornano ai partiti. La nostra voce è la Rete, senza non avremmo neppure lo 0,1%. Entrare in uno studio in cui tutti, ma proprio tutti sono contro di te e non hai neppure il diritto di parola, perché ti viene tolta al momento opportuno da conduttori prezzolati, è fare il gioco dei partiti. Per chi non lo sapesse ancora, le televisioni appartengono ai partiti insieme ai giornalisti. Senza alcuna eccezione.

    Ps. Segui il tour elettorale 2012. Partecipa usando #m5sTour su Twitter e Youtube, o taggando “MoVimento Cinque Stelle” sulle tue foto e post su Facebook.

    Oggi, 21 aprile, sarò a Crema alle ore 17 in piazza Duomo.  A Piacenza alle ore 19 in piazza Mercanti, e infine a Parma, alle ore 21.30 in piazzale della Pace.

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