Il fico/3

Consiglio la lettura di Gian Enrico Rusconi, oggi, sulla Stampa. Soprattutto le ultime righe.

Il governo Monti dovrà accontentarsi per lungo tempo di un consenso freddo. Inconfrontabile con quello di cui ha goduto – quasi miracolosamente – nelle prime settimane della sua attività. D’altronde è irrealistico pensare che siano mobilitazioni di piazza a riscaldarlo. Non a caso, da quando è in carica, ci sono state soltanto mobilitazioni di segno antagonistico. Era inevitabile, data la durezza delle misure adottate.

È bene tenere presente questo quadro generale al di là della cronaca dei contatti di palazzo Chigi e il flusso costante di dichiarazioni e controdichiarazioni che riempiono lo spazio politico. In questo contesto ben venga il risveglio di settori sensibili della società civile che con le loro rivendicazioni siano in grado di contrastare e sostituirsi costruttivamente all’antipolitica. Ma per fare questo sono necessarie e urgenti nuove modalità di rapporto con i partiti tradizionali che, aggrappati al sistema mediatico che assicura loro una fittizia vitalità, rischiano di rimanere autoreferenziali.

A Bologna, con Il nostro tempo, provammo il confronto diretto tra Piazza e Palazzo. Qualcuno ci seguì, altri ci snobbarono. Forse è anche da quella modalità che è il caso di ripartire.

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Commenti

  • Filippo Filippini  Il 21 aprile 2012 alle 11:21

    Attenzione alle metafore, al fico ci si impicca (vedi Giuda)

  • silbi  Il 20 aprile 2012 alle 22:32

    E’ tutto il giorno che ci penso, a questo fico: un appiglio a cui possiamo attaccarci, per evitare di schiantarci sugli scogli dell’autoreferenzialità partitica o di essere inghiottiti dai gorghi del populismo…

    Il fico può salvare Ulisse perchè è ancorato a terra da radici profonde e robuste.

    E’ proprio questo che ci manca: se siamo in balìa della tempesta, è perchè non abbiamo un legame solido con la terra, cioè con il Paese .E non parlo del famoso”radicamento sul territorio”, che vuol dire tutto e niente; parlo di un dialogo continuo, diffuso, molto concreto, che leghi davvero le scelte del partito alle esigenze della gente, che orienti il discorso politico sui temi importanti per i cittadini, anzichè su “politica o antipolitica”, “finanziamento pubblico o privato ai partiti” e fregnacce del genere… solo così non verremo sbattuti da una parte all’altra dal vento mutevole dei sondaggi, delle alleanze sempre in forse, delle presunte candidature a premier.

    Per costruire le radici, il fico deve assorbire dal terreno e dall’aria gli elementi che gli servono per crescere; poi, deve elaborarli nella linfa, che circola in tutta la pianta. Fuor di metafora, un partito deve assorbire dal Paese (dalla “società civilissima”) le istanze, le proposte; poi, elaborarle e farle circolare al suo interno: dappertutto, senza che vi siano parti che rimangono separate, rinsecchite.

    Infine. Mia nonna diceva sempre che “il fico è traditore”: bisogna stare attenti ad arrampicarcisi, perchè i rami diventano troppo lunghi e troppo sottili. Così, un partito non deve avere rami troppo lunghi che arrivano ovunque, nelle aziende pubbliche o partecipate, nei reparti di ospedale, nella Rai, negli appalti: bisogna sempre potare!

     

     

    • Marco 67  Il 21 aprile 2012 alle 09:46

      Oggi Curzio Maltese (che spesso a mio avviso pecca del vizio nazionale, ovvero cavalcare il malcontento con conseguenti giudizi sommari che sfiorano la demagogia), su Repubblica riconduce molti dei mali dei partiti al leaderismo spinto in molti casi fino al familismo, da cui solo il PD sfugge. Dalla Lega al Pdl ma anche IDV, Sel, fino a M5S.

      Il PD nel panorama nazionale, pur con tutte le sue pecche (la perfezione non è di questo mondo ) è forse quello che più si avvicina all’idea di partito democratico (come da denominazione), collegiale, aperto, permeabile, scalabile (le primarie).

      Naturalmente bisogna affinare e potenziare il rapporto con la società civile e meno civile. Il famoso mulino di Civati.

      Deve però restare un punto fermo: alla fine il mugnaio (la maggioranza eletta) deve fare una buona farina utile a fare del buon pane secondo la ricetta che ritiene più utile. è il suo dovere e ne ha facoltà. Se sarà la baguette, ci sarà sempre chi preferiva la michetta. Pretendere di fare il pane mettendoci dentro di tutto rischia solo di renderlo immangiabile. Gli scontenti avranno la possibilità al prossimo congresso di cambiare il mugnaio.

      Certo, possono anche decidere di costruire il proprio mulino: “non avete fatto come volevo io e allora me ne vado”. Legittimo, anche se mi sembra che il non accettare la propria condizione di minoranza non sia l’atteggiamento migliore per costruire un partito più democratico ed efficace.

  • Claudio  Il 20 aprile 2012 alle 21:36

    La gente comincia ad aprire gli occhi sul governo massonico .

    Peggio di Silvio che , quantomeno, si sottoponeva al voto popolare.

    Questi no, sono i geni

    Claudio

  • FaustoB  Il 20 aprile 2012 alle 17:51

    In effetti il link lo fa strano: rimanda al post successivo di Pippo, non all’articolo citato

  • Sara_stones  Il 20 aprile 2012 alle 17:41

     

     

    Eccomi, sono tornata… Siamo in un periodo di transizione democratica. Un passaggio cruciale e al tempo stesso storico di rilevanza epocale per il nostro Paese. Non solo perchè si passa dalla seconda alla terza repubblica, ma per i profondi mutamenti economici mondiali a cui dobbiamo sottostare, che siamo nell’euro o no. Monti è l’uomo del passaggio, il “virgilio” che ci farà uscire senza troppi urti dal limbo in cui ci troviamo. Pechè ci governa lui ma con l’ABC che è una sorta di “pangea” che presto troverà la sua sistemazione ideale. Come dicevo, il passaggio è epocale e spetterà a noi individuare il nuovo leader, quello che ci introdurrà nella terza repubblica. Ora la fase è critica, soprattutto sul piano economico, il triste riferimento della Grecia (li ho nel cuore davvero) è sempre dietro l’angolo e quindi ci sarà difficoltà nel perseguire un nuovo disegno politico. La crisi economica del ’29 portò a quello che sappiamo, la storia insegna, auguriamoci che Monti e chi per lui trovi il mazzo di chiavi per aprire le porte di una nuova rinascita, lontana da ogni tentativo di violenza.

  • Giorgio  Il 20 aprile 2012 alle 17:33

    Il link è sbagliato?

  • Kurtz  Il 20 aprile 2012 alle 14:44

    Lorenzo M.

    a trascinarci in questa situazione siamo stati noi stessi: quelli che non pagano le tasse, quelli andati in pensione a 40 anni, quelli che guadagnano una miseria ma cambiano cellulare ogni tre mesi e se perdono il lavoro sono subito (subito!) alla canna del gas, quelli che campano di politica, quelli che fanno i forestali in Calabria, ecc. ecc.

    Non faccio parte di nessuna delle categorie succitate, ma per diventare adulti, i cittadini di questo paese dovrebbero cominciare a recitare qualche mea culpa e a fare una doverosa selezione tra ladri e non.

    • Lorenzo M.  Il 20 aprile 2012 alle 14:50

      Fino ad un certo punto: c’e’ chi ha chiesto il mio voto per risolvere certi problemi, e non lo ha fatto. Anzi, in molte occasioni i problemi li ha creati. Non appartengo alle categorie che hai citato, ma non si puo’ dire che la responsabilita’ sia solo ed esclusivamente loro. Per anni ho appoggiato un partito che si e’ dichiarato “diverso”, con altri ideali e altri progetti, solo per ricevere costantemente una delusione dopo l’altra.

      Quindi, non e’ colpa solo di evasori, consumatori irresponsabili e forestali calabresi, ma anche di chi, potendolo fare, anzi dopo essere stato chiamato a farlo, ha lasciato le cose come stavano, senza affrontare i problemi del Paese, vuoi per incapacita’, vuoi per vigliaccheria o quieto vivere. Che questi stessi personaggi si atteggino oggi a salvatori della Patria, continuando nella loro azione “politica” come se niente fosse, per me non e’ minimamente accettabile.

      • Filippo Filippini  Il 20 aprile 2012 alle 15:02

        Il PD ha fatto una sola elezione politica, nel 2008, persa in partenza grazie ai Turigliatto Vendola e Mastella

        • Lorenzo M.  Il 20 aprile 2012 alle 15:07

          Manco per idea: la quota di maggioranza del PD e’ in mano a chi ha militato in altri partiti, e tramite essi ha avuto esperienze di governo pure pesanti. Nel Prodi I questo PD era presente eccome, marcato DS e Margherita. Non si puo’ sempre dimenticare la storia, e far finta di niente, come se bastasse cambiare un’etichetta per rifarsi una verginita’ politica. Queste cose lasciamole fare ad altri.

          • rino  Il 20 aprile 2012 alle 15:26

            quoto e straquoto

            qui mi pare si affacci un po’ di malafede, invero…

        • Franco Tremul  Il 20 aprile 2012 alle 17:44

          @ Filippo

          Spiace essere pedante e dovertelo ricordare ogni volta che lo scrivi ma la pervicacia con la quale insisti nel attribuire la colpa della caduta del secondo governo Prodi a Turigliatto lo impone. E’ stato lo stesso Prodi più volte a dichiararlo e pure a scriverlo che il suo governo non cadde per la defezione dell’ex parlamentare di Rifondazione Comunista Turigliatto bensì per quelle di DIni e Mastella. Attribuire anche a Turigliatto e pure a Vendola la sconfitta del PD alle elezioni del 2008 mi sembra di conseguenza destituito da qualsiasi fondamento. Inoltre andrebbe ricordato che semmai fu Veltroni a darsi dopiamente la zappa sui piedi innanzitutto al momento in cui annunciò nel 2007 che avrebbe costituito il PD (pensando, poveraccio, che avrebbe governato fino alla fine della legislatura nel 2011) per farlo correre da solo alle elezioni e provocando la conseguente fuga dei Dini e dei Mastella che in un modo o nell’altro volevano mantenere le loro poltrone. E che non erano sicuramete stati fatti entrare nell’Unione per volontà di Turigliatto (che invece non ottenne sicuramente benefici da una scelta che fece per pura coerenza ai suoi ideali) e Vendola. E, in seconda battuta, l’autolesionismo veltroniano si manifestò anche con la scelta di cadidati quali Calearo, Colaninno e Madia, ad esempio, che sicuramente allontanarono molti potenziali elettori.

          • Franco Tremul  Il 20 aprile 2012 alle 17:59

            La dichiarazione di Prodi al minuto 04.00:

            http://www.youtube.com/watch?v=1tr8QOO8k68

          • uqbal  Il 20 aprile 2012 alle 18:53

            Se non mi ricordo male, Turigliatto però se ne era andato prima della debacle. Come dire, ad un governo che aveva margini risicatissimi, non è che Turigliatto abbia fatto un gran favore, e in generale non si può certo dire che abbia avuto un atteggiamento costruttivo o che Prodi potesse contare su di lui.

          • Filippo Filippini  Il 20 aprile 2012 alle 19:05

            Turigliatto è tra i colpevoli (se non il principale) della caduta del governo Prodi

          • Franco Tremul  Il 20 aprile 2012 alle 21:58

            Comunque faccio sempre notare che nè Bertinotti, nè Vendola, nè Che Guevara, nè Breznev, ma l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi, attribuisce la caduta del suo governo a Mastella e non a Turigliatto. Checchè ne pensi Filippo Filippini. Rimando nuovamente il link; al minuto 04.00 la parte riguardante Mastella:

            http://www.youtube.com/watch?v=1tr8QOO8k68

          • xyz  Il 23 aprile 2012 alle 07:00

            Veramente il colpevole è Prodi che ha perseguito la guerra in Afghanistan malgrado avesse promesso di ritirare le truppe di occupazione per avere il mio voto. Coerentemente, visto che tradiva le promesse elettorali, Turigliatto ha fatto la persona seria e lo ha mollato, anche se questo implicava perdere in breve tempo la ricca poltrona parlamentare. Vergognosa Rifondazione che lo lasciò solo, e infatti fu cancellata da noi elettori schifati.

            Peraltro il capolavoro politico di Prodi & co. fu tradire la sinistra senza peraltro beccare nulla in compenso dal centro “moderato” che infatti nel giro di breve tempo fece saltare tutto.

             

          • Franco Tremul  Il 23 aprile 2012 alle 07:56

            Direi di sì. Anche se – pur considerando assurda e inconcepibile la decennale guerra all’Afghanistan – penso che Rifondazione, già tacciata di “irresponsabilità” per la caduta del Prodi1, decise di fare quadrato attorno al governo per non prestare il fianco alle accuse degli alleati. Che poi si comportarono come sappiamo tutti. Certo che, per lanciare un messaggio, nel 2008 per la prima volta in vita mia decisi di non votare partiti che avevano la falce e martello nel simbolo e felicemente destinai il mio suffragio al movimento del Professor Montanari.

      • silbi  Il 20 aprile 2012 alle 17:40

        Quindi, non e’ colpa solo di evasori, consumatori irresponsabili e forestali calabresi, ma anche di chi, potendolo fare, anzi dopo essere stato chiamato a farlo, ha lasciato le cose come stavano

        Questo è l’argomento di Grillo: anche se tutti gli evasori pagassero, i politici sprecherebbero tutti i soldi lo stesso.

        Per me, è un pessimo argomento, perchè è deresponsabilizzante.

        I politici sono i rappresentanti della società. In una società di “ladri”, anche i politici lo sono, proprio perchè devono “rappresentarli”…

        per questo, ecuperare un minimo di senso dello Stato e della legalità nella società è imprescindibile

        • Lorenzo M.  Il 23 aprile 2012 alle 09:04

          Inaccettabile. Ho votato per partiti e personaggi che si erano impegnati a combattere certi fenomeni, che avevano un’idea di futuro, un piano e un programma, e che una volta al potere hanno completamente disatteso, quando addirittura non si sono mossi all’esatto opposto di quanto si erano impegnati a fare. Da questi pariti e personaggi sono stato tradito, e non credo di essere il solo a pensarla in questo modo. Ora non posso sentirmi dire che, alla fine, tutto questo e’ anche colpa mia. Manco per sogno.

          Io mi sono battuto, io sono sceso in piazza, io ho raccolto firme per cercare di cambiare le cose, io ho militato in un partito con idee e programmi certi, e io votato coloro che in quel momento hanno rappresentato il cambiamento che cercavo.  Bhe, i miei rappresentati mi hanno preso per il culo, piu’ volte, per decenni. Sono gli stessi che ancora siedono nella stanza dei bottoni del PD, e vorrebbero convincermi ancora a sostenerli. Per recuperare un minimo di senso dello Stato e di legalita’ l’azzeramento dei vertici di questo partito sarebbero un buon punto di partenza.

          Quindi, deresponsabilizzazione un corno: parliamo proprio di responsabilita’, precise e ben individuabili, che non possono essere sciolte nel corpo della societa’, per poter dire “tutti colpevoli, nessun colpevole”.

    • Marco 67  Il 20 aprile 2012 alle 15:31

      Quoto.

      Mi chiedo dove erano tutti questi tribuni del popolo oppresso quando hanno votato per 20 anni B. (quello che Ruby era la nipote di Mubarak, tanto per citarne una) con tutti gli annessi e il prevedibile disastroso epilogo, o perlomeno lo hanno tollerato (evidentemente faceva comodo perché rispecchiava fedelmente i vizi nazionali, con indulgenza, da vero arci-italiano) e adesso pretendono di spalare la melma su tutti indistintamente.

      Naturalmente non mi riferisco ai presenti.

      • Lorenzo M.  Il 20 aprile 2012 alle 15:36

        Hanno votato PD / DS / Margherita sperando di poter cambiare le cose. Con il risultato che oggi e’ sotto gli occhi di tutti. Perche’ se B. e’ stato il peggior statista degli ultimi 150 anni, e i partiti che lo hanno appoggiato nel migliore dei casi un covo del malaffare, che parole dovremmo riservare nei confronti di coloro che hanno lasciato che tutto questo accadesse, grazie alla loro inazione o incapacita’ dimostrata una volta al governo?

  • il solito anonimo  Il 20 aprile 2012 alle 14:41

    effettivamente non si capisce dove siano tutti i vendoliani che chiedevano  a gran voce la patrimoniale.

  • silbi  Il 20 aprile 2012 alle 13:35

    Penso che, prima ancora che a far dialogare la piazza con il palazzo, sarebbe importante far dialogare i due pezzi di società italiana che si stanno sempre più separando: quello di chi ha ancora una sua certezza (un posto da dipendente pubblico, un risparmio accumulato, una pensione, seppure bloccata…) e quello di chi, di certezze, non ne ha più nessuna.

    Perchè se la società non si riunisce, è impossibile pensare di riuscire a fare uno sforzo comune per tirarci fuori dalle sabbie mobili…

     

     

     

     

     

     

    • Filippo Filippini  Il 20 aprile 2012 alle 14:32

      Silbi, paradossalmente il più ecumenico da questo punto di vista è Monti con il suo governo. Sindacati, corporazioni e purtroppo anche partiti (tra cui il PD) hanno dimostrato, con varie gradazioni, di essere molto lontani da una visione globale, ognuno pensa, chi più e chi meno, al proprio orticello.

      • michele  Il 20 aprile 2012 alle 15:20

        Scusa Filippo, ma questa divisione tra chi penserebbe al proprio orticello e chi no comincia a diventar una nenia stantia. E che serve anche poco a spiegar le situazioni. Peraltro, nemmeno nuovo: da quando seguo la politica (circa 45 anni) non mi ricordo un solo governo, un solo  partito, un solo uomo politico che non giustificasse le proprie iniziaitve meno gratificianti per i cittadini come “dolorose ma nell’interesse  generale del paese” e non accusasse chi lmetteva inn dubbio che lo fossero d’esser portatore pervicace di interessi particolari. Perfino Craxi. perfino i govrni balneari….Siam sicuri che esista questo fantomatico interesse generale da sacralizzare in assoluto, oppure esiste solo e comunque un interesse che  – in un modo o nell’altro – riesce a diventar maggioritario, che governino i tecnini o i politici? E che quindi sia quantomeno consigliabile, amche intellettualmente. evitar di infierire ulteriormente su coloro che di questo interesse “generale” devon portare il maggior carico, come fossero oltretutto minus habens? Trattandosi, perlopiù , degli stessi ceti, sempre da quando mi occupo di politica? Perchè se così non fosse nn avremmo ne le stragrandi fortune ne i grandi patrimoni (in Italia ce n’è davvero tanti, troppi forse) a volte inspiegabilmente accumulati nel tempo. Sei sicuro, ad esempio, che il salvataggio delle banche fatto in questo modo (che peraltro resta incerto) sia nell’interesse generale? Io no: son convinto che alcune banche, con requisiti più a posto, dovevan esser aiutate, altre lasciate tranquillamente fallire, proprio come ogni altra impresa, tutelando in qualche misura i piccoli risparmiatori che vi avevano investito in titoli, non i grandi patrimoni che avevan speculato. O che, cque, visto che salvar le si doveva – pensa qualcuno – si dovessero al contempo introdurre strumenti statali, pubblici di controllo sul loro reale stato patrimoniale e sugli impieghi, invece di farne una sorta di buco nero e senza fondo da ripatrimonializzare con i differenzali di interesse, o da usare per tamponare alla bell’ meglio lo spread e senza chieder in cambio praticamente NULLA? Perchè le banche, in queste condizioni, sarebbero TUTTE portatrici di interesse generale e dunque coccolate dal governo e i cittadini ipertassati, invece, no?

        Francamente è un luogo comune, tra l’altro uno di quei luoghi comun che, nei decenni, ci ha portato a questo stato di cose. Gli interessi son tutti particolari, e dan luogo a un mix a seconda degli equilibri politici, economici, sociali, delel contingenze storiche. Quel meix non sarà mai generale, ma riguarderà in varia misura tipologie, catehorie, quantità di cittadini. E dovrebbe anche sser consentito esprimersi ai cittadini, su questo punto: non solo nei blog, ma nelle urne elettorali. Perchè una anomalia che dura qualche mese per emergenza può esser comprensibile, ma che si invochi l’emergenza per anni, meno. Ricordiamocii come ha ridotto il modno (crisi compresa) chi ha inovocato la paura del terrorismo più di quanto fosse necessario e opportuno…

      • silbi  Il 20 aprile 2012 alle 17:48

        Monti ha predicato bene, ma ha razzolato molto male. Se le liberalizzazioni fossero state una cosa seria, il governo avrebbe affrontato la riforma del lavoro con tutt’altra credibilità….

        Cmq, io penso che sindacati, corporazioni e partiti siano inevitabilmente (“geneticamente”) “di parte”. E’ nella società per prima che deve maturare la condivisione, l’idea che siamo tutti sulla stessa barca e non è il caso che ognuno remi per conto suo. L’intendenza seguirà, nel caso…

        • savepan  Il 21 aprile 2012 alle 15:50

          Gentile silbi, se non hai ancora compreso che un partito è per sua natura di parte (Un partito politico è un’associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica ovvero da una comune visionecorsivo mio – su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società – Wikipedia), sei ancora all’a b c (che non sono Alfano, Bersani e Casini).

          La sua natura è rappresentare una parte (partito non è il participio passato di partire), ma ha (dovrebbe avere) l’ambizione di esprimere un’idea, un progetto ed un programma che va oltre la parte che rappresenta

          O meglio, l’elaborazione ideale e pratica di una parte per la gestione dello Stato e della società.

  • Marco 67  Il 20 aprile 2012 alle 12:56

    Ci mancherebbe che Monti organizzasse piazze a sostegno del governo. A parte le piazze berlusconiane (alcuni dicono ben retribuite) di solito le proteste sono anti-governative. Credo che Monti lo avesse messo ampiamente nel conto tenendo conto della sua difficile e potenzialmente impopolare missione. Ci sarebbe da stupirsi del contrario.  Come ad esempio il consenso ancora rilevante attorno al suo governo e la fiducia nella sua persona, pur se “fredda”.

    • Lorenzo M.  Il 20 aprile 2012 alle 12:59

      Ma certo che ha consenso, grazie al cavolo. Se l’alternativa e’ dare il governo ad uno qualsiasi del trio ABC, ovvero a coloro che ci hanno trascinato in questa situazione, mi terrei un Monti a vita senza problemi.

    • michele  Il 20 aprile 2012 alle 17:44

      beh, diciamo che il consenso sta arrivando a toccare la metà degli intervistati nei sondaggi (poco più del 50%). E francamente, con tutto lo spiegamento di tv e stampa a favore e l’ossequio di ABC (dei partiti che rappresentano) esser calati di tanto in così poco tempo non mi pare un successo. Infatti il governo inananella errori su errori (che a volte gli tocca correggere) e non è che brilli per chiarzza (vedi vicenda IMU, esodati ecc.): Forse c’era la necessità di un governo tecnico (c’è  stata anche quella dei governi balneari, in Italia, quindi niente può stupirci) ma mi sembran pasticcioni più o meno quanto i politici che dovevan sostituire. E, dopo tutti i soldi dati alle banche e non al paese, lo spread è di nuovo a 400 (tassi di interesse oltre il 5.60, direi un pò tanticchio): ma l’informazione asservita sminuisce il dato, lo mette a metà o a fondo pagina. Peccato che i conti per il futuro Monti li abbia fatto con previsioni di spread  max di 300, medio di 250. Il resto, chi lo metterà? Proviamo a indovinare…

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