Al ministro dell’Interno del precedente governo e alle sue politiche. E a tutti quelli che, anche a sinistra, hanno sempre parlato con inaccettabile leggerezza dei respingimenti.
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Commenti
Se non ho capito male la norma sui respingimenti era prevista dal trattato Italia Libia approvato da Camera e Senato con maggioranza bipartizan. Se non ricordo male a votare contro furono i radicali e non so se anche qualcun altro. Diamo pure (e ci mancherebbe!) a Maroni quel che è di Maroni, ma anche a Cesare quel che è di Cesare.
Anche se in questo caso si tratta di una multa più simbolica che altro (15k euro per 22 persone sono una cifra irrisoria per il bilancio statale), bisognerebbe proporre che tali multe siano a carico di chi le provoca (ossia in questo caso Maroni).
Così facendo secondo me ci penserebbero due volte prima di fare cazzate.
Sennò oltre al danno c’è pure la beffa, tanto paga sempre pantalone…
la responsabilità civile di ministri e parlamentari? Potrebbe essere un’idea da abbinare a quella dei magistrati.
Qualche anno fa da consigliere provinciale fui inquisito (con tutti i colleghi della maggioranza) per avere approvato una delibera per la quale venne ipotizzato un possibile danno all’Ente (Provincia in quel caso). Mi dissero che se condannati avremmo dovuto risarcire il danno personalmente. Poi il caso fu archiviato, ma il principio mi sembra quello.
..dedicato anche a quelli che, quel 20 gennaio 2009, pur senza aver mai citato R.F.K. né tantomeno aver scritto un libro sull’Africa, con il loro no alla ratifica di quel Trattato scellerato hanno difeso con forza il diritto alla vita, prima ancora che quello di poter aspirare ad un avvenire migliore, di migliaia di uomini e donne sfiniti dalle guerre e dalla fame..
http://www.youtube.com/watch?v=CQXmFlhvC30
Purtroppo in Italia su questo tema si è fatta molta troppa demagogia sia a destra che a sinistra e purtroppo chi parla di queste problematiche (i politici) raramente convivono che chi questi problemi li vive sulla propria pelle (i cittadini). Vedere per esempio una zona di Milano, in cui ho vissuto per oltre vent’anni, completamente degradata dall’arrivo dell’ondata di immigrati clandestini e non, senza che questo fenomeno fosse minimamente gestito dalle autorità competenti di fatto non facilita una visione “buonista” dell’immigrazione. La giustificazione della politica “buonista” è che di immigrati abbiamo bisogno perchè gli italiani fannulloni e viziati non vogliono fare più fare i lavori manuali e sporcarsi le mani. Esempio diretto: addetta alle pulizie in centro commerciale albanese pagata 4 euro/l’ora…Può essere che gli italiani non vogliano essere trattati come animali?! Il presupposto di un’immigrazione che si possa VERAMENTE integrare nel tessuto sociale italiano è il rispetto della dignità umana e del complesso sistema di diritti/doveri che in uno stato civile dovrebbe essere rispettato e fatto rispettare. L’Italia con un’evasione fiscale alle stelle (spesso essa stessa sinonimo di sfruttamento) e una criminalità organizzata e livello di stato sudamericano può permettersi l’immigrazione? Soprattutto ci si può occupare di immigrati quando molti connazionali sono in condizioni simili ad essi?
Quindi?