Il 96% e la suocera di Ilvo

Mentre impazza tra un social network e l’altro la polemica Veltroni vs. Fassina (sarebbe meglio dire il contrario) e viene in mente la questione del 98% già dibattuta in questa sede, un altro dato forse serve a capire un po’ di cose. Lo dà Ilvo Diamanti, l’avevo sentito l’altro giorno alla radio, l’ho letto oggi su Repubblica e lo sintetizzerei così:

La stima nei partiti, fino a qualche tempo, raggiungeva l’8%. Ora è al 4%.

Marco (nel senso di Simoni) la riformula in questo modo su Twitter:

I soli dati che contano: fiducia nei partiti 4% (quattro-per-cento), fiducia nel governo Monti, 60% (sessanta-per-cento).

Ecco, qualsiasi analisi in qualsiasi situazione dovrebbe ripartire da qui (dal fatto che il 96% dei cittadini italiani non ha fiducia nei partiti) e da quello che scrive lo stesso Diamanti, facendosi aiutare dal Manzoni e dalla suocera (soprattutto):

Così, le campagne elettorali più efficaci sono quelle che mirano non tanto a “cambiare il senso comune”, ma, semmai, a intercettarlo e a inscriverlo all’interno delle proprie strategie politiche e comunicative. Oppure a ricostruirlo in base a nuovi frames che sfruttano le stesse linee di divisioni del passato, ricorrendo alle stesse parole, alle stesse formule. Adeguatamente risemantizzate.

Fare i conti con il senso comune, a volte, può aiutare, insomma. Ed è necessario, soprattutto quando si vogliono cambiare le cose, per non sbagliare prospettiva, equivocare le proporzioni e prendere una direzione pericolosa. Anche nella polemica di cui sopra, per capirci.

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FaustoB scrive:

Sarò banale ma non potrebbe essere che la fiducia nel Governo è dovuta al fatto che oggi i suoi provvedimenti si conoscono mentre il sostegno alla protesta è dovuta alla previsione di quando se ne sentiranno gli effetti concreti ciascuno nel suo?

Non sono un oppositore del Governo Monti e credo che sia stata la migliore via d’uscita possibile dal Governo Berlusconi. Ma aspetterei ancora un due tre mesi prima di considerare i dati sulla fiducia nei suoi confronti come un fatto consolidato.

michele scrive:

Fausto, aspetterei anch’io, perchè secondo come val le cose (anche nei partiti) il consenso potrebbe consolidarsi o sgretolarsi velocemente, che ci piaccia o meno.

Quel che mi preoccupa di più, però, aldilà del merito, è la notevole incomunicabilità che si rivela su parecchi piani tra questo govenro e ampie quote di cittadini, che non sono certo riconducibili tutti a coccitui oppositori del nuovo che avanza. Una incomunicabilità anzitutto culturale che si evidenzia, però, perchè alcuni presupposti che il govrno enuncia reiteratamente e da per scontati non lo sono. Faccio un esempio.

Leggo ora sull’Ansa che il ministro della giustizia Paola Severino rispondendo ai giornalisti che le ricordavano che il suo reddito e’ fra i piu’ alti fra quelli dei ministri, ha dichiarato: ” ‘Si deve dire che chi guadagna e paga le tasse non e’ un peccatore, e va guardato con benevolenza, non con invidia. Chi produce redditi in nero – ha aggiunto il ministro – deve essere considerato in termini negativi, ma chi guadagna e paga le tasse deve essere guardato positivamente”.Ok. posso anche esser d’accordo, salvo un dettaglio: perchè una critica alla eccessivamente diseguale distribuzione della ricchezza deve esser omologata, tout court, a invidia sociale? Mi sfugge. Ci sarà pur chi critica perchè vorebbe averli lui quei redditi, ma non mi sembra che generalizzare questo atteggiamento a chiunque critichi sia legittimo. Mi pare, in realtà, proprio rivelatore di un approccio difficilmene conciliabile, contraddittorio,  che sottimtende  diversi modi di concepire la società. Potrei infatti obiettare a Severino, ma più che altro al pensiero che esprime, che il livello del suo reddito mi pare fuori luogo per diversi motivi che nulla hanno a che fare cpmn l’invidia: 1. Perchè una funzione che non è immediatamente produttiva vien remunerata assai più di quelle produttive, e questo evidenzia una disfunzione, che può anche consistere in una interctazione di reddito più che di produzione, e dunque in una funzione in qualche modo di rendita, per nientesocialmente dinamica: 2. Perchè uno sviluppo più equilibrato e una coesione sociale più forte non può accettare sperequazioni simili,perchè trattasi comqune di una prestazione politica che fa parte dei costi della politica che vorremmo ridurre; perchè, infne, tanti cittadini (e tra questo tanti lavoratori) non son ansiosi di moltiplicare a dismisura i loro redditi, ma di conseguirne di adeguati a una esistenza dignitosa e per quanto possibile serene. Al resto nemmenopensano, e lo dimostra il fatto che per questo paese spesso fanno sacrifici che altri non fanno (moderazione salariale, congelamenti di retribuzioni ecc.) e ciononostante se appena possono fan famiglia, figli ecc.

Il fatto che il ministro non si accorga di questo, sembra quasi mostrare che si consideri una sorta di modello virtuoso, che tutti dovrebbero praticare. Così non è, in un modello di collettività e di vita sostenibile non è detto che il motore debba esser  la concentrazione delle ricchezze e dei poteri, in qualsiasi modo la si giustichi.

Ecco, in questi punti mi sembra possan risiedere alcuni problemi forti di differenziazione con questo governo e la sua cultura. Non vedo perchè professori universitari di economia e finanza o avvocati o notai o pseudoimprenditori  debbano in qualche modo ritenersi essenziali a tal punto da giustificare differenze tanto eclatanti. E’ il libero mercato del lavoro, diranno loro, mentre è stotto gli occhi di tutti che così non è, tanto questo mercato è distorto, anche se imaginificamente qualcuno vorrebbe che vi convivessero l’etica del protestantesimo (che da noi non c’è) e quella del capitalismo libero.  E’ sotto gli occhi di tutti che questo mercato non esiste già ab origine e non è per niente libero. Solo ieri Chiara Saraceno ci ricordava per l’enensima volta che, al contrario, la mobilità sociale è a livello di paesi feudali. A casa mia, questa “liberta” non è liberta, ma PRESIDIO di posizioni di rendita, attuato con ogni mezzo, compreso il controllo delle istituzioni e della possibilità di far leggi. Non più ad personam, ma certamente a persone, intese come Categorie o Caste. Il Dio di Weber e Schumpeter acceca chi non lo vuol vedere.

Mirko scrive:

A me sembra tutto surreale e patetico…in un momento di crisi drammatica, in cui la fiducia nei partiti è inversamente proporzionale al loro abissale distacco dal resto del paese, siamo alle solite vecchie polemiche da bottega, che interessano forse solo i diretti interessati e pochi altri (e i giornali che ovviamente ci sguazzano)!!…

Allora facciamo tabula rasa e ricominciamo tutto da zero, con tanto di urgente e totale ricambio di questa classe dirigente…

Claudio scrive:

All’inizio i partiti come definiti dalla Costituzione : elemento necessario della democrazia -

Poi , piano piano , si trasformano in consorterie clientelari : a frà che te serve ?…. è il periodo d’oro di Craxi, Andreotti e soci, spazzati via da Tangentopoli.

Poi il partito azienda , che serve come macchina per catturare il consenso e proteggere i propri interessi.

Adesso si va oltre : a chi governa non servono i partiti : basta l’accordo con la finanza internazionale e i vertici della burocrazia . I partiti devono obbedire.

Claudio

 

Marco63 scrive:

Lucia Annunziata ha parlato di “default della politica” ed ha ragione; a questo punto i cittadini si chiedono a cosa servono i partiti se hanno abdicato alla loro funzione di fare poltica ( che significa, in primis, avere un progetto per il paese, e perseguirlo ), e dei partiti, e della politica, vedono solo incresciosi episodi di malcostume e ne pagano i costi esosi ed esagerati con le loro tasse.

Monti ? Io sono un accanitissimo oppositore del suo governo, però chiunque capisce subito che è un uomo competente ed integerrimo ( molti suoi ministri e viceministri sono invece un disastro, li ha scelti male ), quindi i cittadini si fidano di lui anche se magari non ne condividono assolutamente le misure ( e se non gli sta nemmeno simpatico ).

Ma non durerà. La crisi economica travolgerà anche lui.

michele scrive:

Questa storia della politica come intepretazione della realtà è verissima. Intepretazione, non mera rappresentazione. Però perchè la scopriamo adesso? L’aveva detto/scritto persino Mao: fate inchieste. Spingendosi all’esagerazione di farle fare obbligatoriamente a chiunque. L’innovazione del pensiero socialista/antagonista/riformista negli anni 60/’70 nacque da inchieste (Quaderni Rossi, Quaderni Piacentini, Contropiano ecc. Persino Rassegna sindacale di Accornero…). Mario Tronti scriveva, già in quegli anni,  della necessità di riconoscere nuove o vecchie “rudi razze pagane”; RICONOSCERE, non sovrapporre loro facili schemi. E forse quell’esortazione andava aldilà del contingente.Tant’è che se l’è recuperata a modo suo pure la Lega…

Non è pedagogico cercare di IMPORRE politica (questa o quella) a chi la rifiuta, governare è intepretare situazioni esistenti, rendendole di comune lettura e di comune azione.

Per questo il Monti tecnico o politico, che ora intepreta la paura diffusa, non basterà. Certo: oggi è rassicurante, ma passato il timore della Grande Crisi? O affondato in una crisi peggiore? Agiterà a vita lo spauracchio del  possibile ritorno del DRAMMA? Un pò come fan i credenti con l’Apocalisse? Non credo sarebbe convincente,  replicare un copione.

Ecco: una volta c’era l’inchiesta. proprio per capire e interpetare. Poi sono arrivati i sondaggi, che  son molto meno delle inchieste. Il sondaggio ci dice a malapena di una convizione, l’inchiesta può spiegarci perchè esiste quella convinzione e perchè si produce quel fenomeno. L’inchiesta è già una parte del progetto, ma nn è ancora il progeto. Ma, senza inchiesta, nn c’è laboratorio d’idee e progetti, tantomeno politica, che è laboratorio di mutamenti concreti.

Il Capitale non nacque da una ideologia, come molti ignoranti totali siostinano a credere, ma da una inchiesta (quella sulla condizione della classe operaia in Inghilterra).

La mia domanda è: perchè questa perenne scoperta dell’acqua calda, cioè il ripetere cose che, in politica dovrebbero esser risapute, come appunto quella che la buona politica è interpretazione, crea tanto stupore? Perchè la politica nn studia più? E le inchieste le lascia fare ai media, che hanno altri scopi e infatti le fan sempre sommariamente e sugli argomenti vendibili?

PS:  consiglierei di fare attenzione a credere che quel 4% di opinioni che  attribuiscono credibilità alla polticia corrisponda a dati elettorali. Berlusconi,  un anno  prima d’andar a farsi fottere, godeva di percentuali di fiducia ben più alte di quelle che i sondaggi attribuiscono ora a lui e al suo partito.

Bisognerebbe fare una inchiesta…..

Marco63 scrive:

Michele, la politica non studia più perchè del cittadino non gliene frega più nulla, non sa nemmeno come vive un cittadino comune oggi ……

michele scrive:

Marco, fa di peggio. Non studia perchè non ha nemmeno più il tempo per farlo, presa com’è dalle sue attività d’altro tipo, i cui risultati vediamo ogni giorno. E’ grottesco guarare in tv questi leader che si spostano da un luogo all’altro armati di fascicoli e fascicoli di giornali: quella è la loro fonte, e li aiuta a pensare che il circolo mediatico e la realtà sian coincidenti. Per questo mai una idea nuova. E quando partecipano ai talk show tipo Ballarò? Allineati in secondo fila, dietro di loro, sempre lo stesso/a portaborse e lo spin doctor, col quale confabulare quando pensan di non esser ripresi. Poi, come risultato, lo stesso copione stantio di imbecillità. Ma quando lo leggono questi un libro, quando ci riflettono,  invece di farselo scrivere e metterci la firma? Ieri Monti ha incontrato la finanza italiana, stando ai titoli di giornale: ma quale finanza, quali top manager? Giustamente a liInfedele studiosi di diversa opinione politica si chiedevano qual è il rischio di impresa che si assumono grandi imprenditori, banche, finanza: nessuno riusciva a dar risposte, semplicemente perchè quel rischio non c’è. Intrecciano affari e policia, quasi sempre con soldi pubblici. E la differenza tra i partiti e Monti mi sembra, molto prosaicamente, consistere nel fatto che Monti riesce a garantirli pur nelle fesserie e nelle vere e proprie rapine che fanno, i partiti non più. Non è un problema italiano, ma europeo: di come affrontare questa crisi, di cosa devon fare i paesi pig o la Grecia o chiunque sia in difficoltò, non han mai parlato i pochi organi elettivi e democratici della UE, ma gli organismi che rappresentano le tecnocrazie o, più raramente,  i governi nazionali che ora tendon a coincidere con le tecnocrazie. Non a caso il problema è salvare le banche (e per tanti motivi si può anche condividere) ma lasciandole libere da ogni controllo pubblico. E salvare la Borsa italiana, che ormai complessivamente vale quanto un minireparto della Apple, e serve a pure operazioni finanziarie, quasi sempre scorrette e spesso addirittura illecite. Ma Consob vigila….

Marco63 scrive:

Ho visto l’Infedele anche io, ed è stato molto interessante.

Sottolineo, oltre a quello che hai scritto tu, l’intervento di chi ha fatto presente che sta girando per il Sud Europa una specie di “format” di misure applicate ovunque.

E che ci rifiutiamo di guardare i greci perchè sappiamo che tra un anno, grazie allo spietato governo tecnocratico Monti ed alla resa della politica, noi saremo dove oggi sono loro.

 

michele scrive:

forse nn saremo dove son loro, anche se il documento apparso oggi sul web, di fonte Ue, e nn ripreso nei tg qualche apprensione la mette. dato cheparla di dover sborsare per la Grecia altri miliardi presto, da 170 a 250. La cosa del format che citi mi par del tutto vera, e del resto anche su questo blog qualcuno, molto sinteticamente ma efficacemente, ha detto che le invasioni  oggi si fan con le armi finanziarie. Se bastano, aggiungo io.

ciao

a proposito di fiducia e di suocere, ma pure di casalinghe di Voghera..per dire

caro Civati, 2 giorni fa, dopo averti  visto  dalla Grüber mi sono un poco accesa (?) e ho cliccato l´icona di ciwati.it  e panic..al posto del bel faccino  apparivano siti sospetti. Poi, per altre vie, sono arrivata in porto – era da un po’ che non ci passavo e avrò saltato  qualche fase perché di cose strane ce ne sono ancora.. anyway.. -  ma quello che volevo raccontare  e´che al momento la prima cosa che mi e´ venuta in  mente e´stata: vuoi vedere che il PD  gli ha hackerato il blog??  il PD non qualche impiccioso! ..

Questo e´il punto,  il mio punto;  tra l´altro chiacchierato tra italiani ieri sera, dopo che la signorina onorevole prezzemolina Laura Garavini aveva fatto la solita misera figura nell´affollato dibattito al film ” Italy love it or leave it ”  inbarazzandoci tutti   nello storico cinema Babylon a Rosa Luxsemburg platz  – il PD a Berlino non esiste c´e´solo lei con sto cappello  che va in giro desperate –

Era arrivata la sera, avevo mandato.. la Garavini ma l´impressione di quel lampo-pensiero mi era rimasta e sono ancora qua che penso; penso e rido.. tu te li vedi loro a smanettare?..anonymous ?? ..oppure: ma Civati non e´il PD?? e sopratutto..ma sto´ PD che cos´e´??

civati scrive:

Ma come, siti sospetti? In che senso? Aiutami a capire? Per il resto, del mio blog non si curano, è ancora uno spazio libero…

no panic! il problema e´legato ad un link che non ti corrisponde piu´, un luogo abbandonato ma la cui icona staziona ancora tra i miei preferiti; cosi´ho cliccato e ,mi ha portato qua

http://www.peeplo.it/civati/?f=spl

cosi´mi e´parso di capire ma al 99, cosi´sara´.

Per il seguito.. il tuo di seguito gli sara´fatale; ma da questo a vederli agili e lungimiranti, bhe´ in effetti,ce ne vuole.

Auguri di cuore, il politichese mi stanca ma di tanto in tanto..

piesse / sei andato benissimo dalla Grüber. alla prox.

donato scrive:

Veltroni: “Il governo Monti è di sinistra”. Il cerchio si chiude. Identificazione del governo Monti con la sinistra; a destra non aspettavano altro per poi dire nei secoli dei secoli che la sinistra alza le tasse. Geniale. Veltroni, ma perché non sprofondi nel sottosuolo, per sempre?

Massimo scrive:

dialogate in politichese così stretto che la soluzione dei vostri problemi è già nei caratteri che usate.

donato scrive:

Verissimo.

Civati, sei troppo involuto per avere credibilità tra la gente che si è stufata della politica e del politichese. Chiarezza. Vogliamo chiarezza, obiettivi chiari, programmi chiari, e soprattutto resoconti chiari dei risultati ottenuti, in base ai programmi dichiarati. Se andate avanti così sarete spazzati via da Grillo, e ve lo sarete meritati.

il solito anonimo scrive:

secondo un calcolo approssimativo che gira da qualche tempo, sarebbe 400 gli eletti nelle file del pd oggetto di indagini penali per mazzette e malversazioni. qui in lombardia c’è l’affare sesto che ha travolto l’uomo forte, diciamo pure il re incontrastato del pd lombardo, tale filippo penati.

mettiamoci dentro anche la tanta troppa timidezza a essere promotori di provvedimenti di discontinuità, magari più plateali che sostanziali ma che possano far riconoscere la distanza che c’è tra noi e il partito di quelli che gli pagano le case a loro insaputa: finanziamento pubblico ai partiti di dimensioni assurde, parlamentari scelti dalle segreterie, società pubbliche create solo per dare poltrone e consulenze, finanziamenti a pioggia a giornali che non legge nessuno, benefit ridicoli a vita, vitalizi, affitti di negozi e case dei comuni e degli enti agli amici degli amici.

potrei andare avanti un giorno a scriverli. e il pd è sempre stato promotore della maggiore spesa, mai della sua riduzione. è un dato di fatto.

monti ha detto no alle olimpiadi di roma, dimostrando che i no alla sepsa allegra si possono dire. 60% a fronte del taglio delle pensioni e dell’imu lo spieghi così, nella straordinaria e silenziosa saggezza degli italiani.

FranzPa scrive:

Ma il calcolo che citi tu mi pare sia proprio tanto tanto approssimativo, a meno che tu non ti sia confuso con qualche calcolo analogo che riguarda il Pdl.

Parli della Lombardia e noi del PD non abbiamo certo difficoltà nell’affermare che se Penati sarà rinviato a giudizio dovrà lasciare il suo scranno in regione e pensare solo a difendersi nel processo e non dal processo.Del resto lo abbiamo fatto dimettere subito dall’ufficio di Presidenza e anche dal gruppo del Partito.

Dopo di che, se penso alla Regione Lombardia non mi vengono in mente altri casi di corruzione che riguardano il PD, mentre al volo mi ricordo i nomi di Nicoli Cristiani, Abelli-Gariboldi, Daccò, Ponzoni, Chiriaco, Pezzano, Pilello, Belotti, Buscemi, Bombarda, Prosperini (l’unico di questi che non sia anche di CL). Hai un bel coraggio a parlare del PD quando attorno a Formigoni non se ne sta salvando uno….

Se penso al Parlamento, la squadra dei condannati in primo grado che non si vergognano di sedere negli scranni di deputato o senatore è composta quasi esclusivamente da membri che appartengono al pdl, mentre per quanto riguarda le richieste di arresto o autorizzazione a procedere negli utlimi tempi per un Tedesco del PD abbiamo almeno un Consentino, un Milanese, un  Alfonso Papa, un Brancher, un Verdini….

Il PD non è purtroppo un partito perfetto. Anche nel PD si sono infilate persone che non si sono comportate in modo specchiato. Ma vorrà pur dire qualche cosa se per uno del PD ce ne sono almeno 10 del Pdl. Vorrà pur dire qualcosa se nel PD siamo tutti d’accordo che chi sbaglia deve essere processato e pagare mentre nel Pdl sono tutti d’accordo solo nel dare addosso alla magistratura.

Nando scrive:

Wow che bella consolazione…Li abbiamo battuti siamo un po’ meno ladri…meno male

michele scrive:

Scusa. ma tutti quelli che son stati eletti nelle liste di Penati e foraggiati con le risorse di Penati? Guarda che, nonostante lo scaricabarile, son tutti li, a far gli assessori in comune, i consiglieri in Regione o Provincia, i segretari nel Partito. Ovviamente, loro della provenienza dei soldi che li han sostenuti per un decennio nn sapevano nulla. Come Craxi o i socialisti. Era a “loro insaputa”…. Del resto, per nn sapere basta non chiedersi e non chiedere. Basta darsi tempo, si ritorna vergini col silenzio, e star attenti a non mugolare, ansimare, fremere, strillare per non farsi accorgere che si sta “scopando” ugualmente. Invece di pensare a trovar giustificazioni a questa gente arrampicandosi sugli specchi, pensiamo a come toglierla di mezzo, Se no, non se ne esce.

FranzPa scrive:

La risposta era riferita ai calcoli del solito anonimo che (mi sembrava) stravolgessero un tantino la realtà,

Poi,certo, non è che siamo contenti del sistema Penati. E ci stiamo adoperando in questo senso, Perchè i Partiti si cambiamo dall’interno lasciando alla magistratura il compito di fare le indagini e prendendo i provvedimenti che conseguono in base ai risultati. Come il PD ha già fattp – vedi dimissioni dalle cariche – e farà – con altri provvedimenti, quando sarà il caso – anche con Penati.

 

Kurtz scrive:

Se i politici difendono compattamente i loro privilegi e le loro prebende, senso comune vuole che i politici facciano schifo. 

Se esistono i Lusi, e non solo gli Scajola, sono tutti uguali nel fare schifo.

Parlando di noi: finche’ a governare e’ Berlusconi, qualche spazio per differenziarsi, in stile e sostanza, c’e’. Se ne arriva uno meno cialtrone e piu’ qualificato, in un momento in cui ci descrivono come a un passo dal baratro, vero o meno che sia, la pochezza dei politici diventa palese.

Dal che si evince la bassissima fiducia nei partiti.

civati scrive:

Caro Ganon,

corretta puntualizzazione. E cosa cambia, nel mio ragionamento? Secondo te, sarebbe più alta la percentuale di adesione se i provvedimenti fossero presi dalla politica e non dal governo tecnico (che tecnico non è)?

Questo intendevo sottolineare. Che c’è un problema di credibilità. E di pulpito, diciamo così.

E che in questo caso, fare gli arroganti, come si continua a fare, da parte di autorevoli dirigenti del Pd non ha molto senso.

Ganon scrive:

In realtà rispondevo a Marco67, comunque intendevo dire che se citi il dato sulla fiducia nel governo (ancora più alta tra gli elettori del PD), ciò non significa che la maggioranza degli italiani sia d’accordo anche coi provvedimenti presi dal medesimo, come dimostra il sondaggio sempre di Diamanti che ho linkato sotto. E quindi ciò non implica che il PD debba rivedere la propria linea.

E’ una fiducia nella persona di Monti, non nel programma. Sono due cose diverse.

savepan scrive:

Gentile Ganon, credo che la fiducia non sia (o almeno: non semplicemente) nel Sig. Monti, ma nel modello.

Un modello, cioè, che tende a realizzare più che ad annunciare, a fare più che a presenziare in tv, a misurarsi sui fatti più che sulle parole, a dimostrare che si può decidere senza dare la colpa a qualcun altro.

Poi si potrà essere più o meno d’accordo con quanto realizzato fin’ora.

Ma, forse, da una parte è presto per poter dare un giudizio (solo tre mesi di governo), dall’altra, forse, (dopo i governi precedenti) ci si aspetta troppo e troppo in fretta.

Franco Tremul scrive:

Sono d’accordo con Ganon: noi dobbiamo rispettare l’immagine del governo o le leggi che fa?

uqbal scrive:

Scusate, io in primo luogo noterei la contraddittorietà del dato: che vorrebbe dire essere favorevoli al governo ma non ai suoi provvedimenti?

Per cos’altro essere favorevole o contrario se non i provvedimenti?

Forse c’è chi pensa che il Monti gli stia strappando la pelle dal corpo ma apprezzi l’understatement con cui lo fa.

O forse qualcuno apprezza semplicemente il fatto che Monti qualcosa faccia, al contrario del passato governo.

Più probabilmente ancora, ci sono persone che apprezzano alcuni provvedimenti, e magari sostengono Monti, ma sentono di appoggiare proteste su altri interventi che invece non li trovano d’accordo. Non mi stupirebbe se alcuni protestassero per le pensioni ma allo stesso fossero contenti per le liberalizzazioni.

In generale, eviterei di usare le cifre come clave. Anche se sulla differenza plateale tra la fiducia nei partiti e quella nel governo ha ragione Ciwati.

michele scrive:

uqbal. questa contraddizione c’è ecccme. Da sempre, in politica. Sul breve termine, ciò che comunichi – e intendo comunichi in senso lato – può esser e in molti casi è diverso da ciò che fai. La discrepanza, se c’è, nn si rivela subito. Ci son altri fattori prevalenti ora, in questo caso anche un forte bisogno dii rassicurazione e conforto che non è detto sia sorretto infine dalle intenzioni dichiarate, su un periodo relativamente più lungo. Non è una prerogativa di Monti, questa discrepanza possibile: è diventato uno specifico della politica, l’abbiam sperimentata molte volte, ed è alla base delle motivazioni che spingono a scegliere l’alternanza dei poteri e degli schieramenti, alle elezioni. Mi sembra che tu, invece, nel tuo commento esageri nel considerareil gradimento dei cittadini come fosse fondato fondato prevaentemente e da subito su razionalità. Sappiamo che non è così, e sappiamo che il senso comune impiega tempo ter “prender le misure” ai governi. Un gradimento che si dice assommi al 60% (io, personalmente, credo di meno,qualche tara sull’ossequio dei media la farei…) è trasversale ai partiti, ci dice che anche molti elettori PDL stan in quel dato. Quanti anni ci han messo a capire se e come Berlusconi rappresentava i propri interessi? Per ora siamo al fatto che la vicinanza di tempi tra dire e fare pare già di per se un elemento positivo, decisionista. Monti lo sa e ci lucra. Ma se poi le distanze tra dire e fare, sopratutto in ambiti specifici (crescita, lavoro, ammortizzatori,scuola, ricerca, ambiente, giustizia) si rivelasse eccessiva, queso gradimento calerebbe, e anche in fretta. E cosa ci fa pensare che non sarà così? Dire che Monti applica vecchie ricette liberiste (che magari oggi crean consenso immediato) non è una critica a Monti soltanto: è una criica alle ricette, il cui esito nn si misura in un anno.

Marco 67 scrive:

Francamente non riesco a cogliere la sottigliezza. Non capisco per quale motivo uno dovrebbe avere fiducia in una persona (per quanto seria e autorevole) se ritiene che prenda provvedimenti sbagliati (masochismo?). Evidentemente pur contestando alcuni provvedimenti specifici (tutto è perfettibile) il giudizio sull’operato complessivo è favorevole. C’è la percezione che il sacrificio a cui si è chiamati è comunque utile (a volte necessario) per uscire da una situazione di grave stallo ventennale, nell’interesse di tutto il Paese. Con un po’ di equilibrio (equità) anche se si può sempre fare di più.

Non mi sorprende più di tanto, ricordo quando Prodi chiamò il Paese ad uno sforzo per entrare nell’euro-gruppo. L’obbiettivo collettivo era chiaro e la gente capì.

michele scrive:

Civati, fare gli arroganti nn va mai bene, SOPRATTUTTO se non si è nelle condizioni di farlo. E da questo punto il tuo ragionamento fila. Anche se non spiega COSA bisognerebbe fare. Monti, che è politicamente consapevole di quel che sta facendo, e che io credo non comporti per forza una sua candidatura alle prox politiche (credo sia davvero interessatoa da altri ruoli…) pratica decisionismo rapido in alcuni settori nei quali intravede la possibilità di forzare gli schieramenti poltici approfittando delle fragilità e divisioni  (lavoro, pensioni ecc.), ma gli affianca davvero una poliica degli annunci, che fa per ora presa sull’opinione pubblica ma, soprattutto, offre ai media materiale da rielaborare. Inq uesto, si dimostra molto esperto di come funzuona la comunicazione in Italia, già di per se poco indipendente. Sa che ogni suo annuncio (ballon d’essai compresi) sarà adeguatamente amplificato, non solo per servilismo ma perchè così si vendon i gionali in questo momento storico. Un esempio? Ieri e l’altro ieri grande nefasi su art.18 e riforma del alvoro, edulcorati però dalla promessa di una riforma fiscale che restituisca qualcosa ai citatdini meno abbienti. La differenza sta nel fatto che, a differenza di quel che ha detto subito la stampa, la prima cosa avviene entro marzo, la seconda forse nel 2014. Forse. E in questa contraddizione tra l’agire e il dire che può intervenire la politica riformista, se ha la capacità di farlo: se non siamo alla politica dei due tempi tradizionale, nella quale il secondo rischia pure di non arrivare mai. Ma la contestualità richiederebbe un progetto complessivo, che affronti pochi temi centrali appunto contesualemnte? Chi lo tesse questo filo nel PD, dialaniato com’è tra guerre id posizione interne che fan si che qualcuno prova a tessere e qualcun altro disfa, come Penelope? Perchè il matrimonio vuol dir lei con chi e perchè.

Cionostante credo che questo dovrebbe essere il tema delle iniziative che si proongon di stimolare il PD e spingerlo in una direzione progettuale. Noi ai due tempi, tradotto in comunicazione  progetto, potrebbe sser il tema di fondo. Se ci si crede

Daniela scrive:

Quindi come la pensi? Sulla polemica Veltroni-Fassina, dico. Forse mi è sfuggito qualche post… Non ho ben capito, insomma.

Marco 67 scrive:

Tanto per puntualizzare, mi pare che tra gli elettori del PD il consenso sia oltre al 70%.

Forse per la prima volta riesco a trovarmi d’accordo con la maggioranza. (non so se esserne felice o preoccupato ;)  )

Ganon scrive:

Tanto per puntualizzare, mi pare che tra gli elettori del PD il consenso sia oltre al 70%.

Sì, e contemporaneamente, secondo lo stesso sondaggista citato da Civati, gli elettori del PD sono al 50,1% favorevoli alle proteste CONTRO i provvedimenti del governo Monti:

http://demos.it/a00677.php

Così, tanto per “puntualizzare” che un conto è l’immagine del governo, altro i provvedimenti presi.

michele scrive:

mah. discorsi di questo tipo son fondati su meccanismi spesso effimeri che mi sembran molto vicini a quelli che sorreggno lo share televisivo. Non abuserei del concetto stesso di gradimento, potrebbe significare che a Monti, dopo lo sfracello Berlusconi, è stata data fiducia, un pò anche per disperazione e in assenza di alternative. Da qui a dire che in lui e nel suo operato si riconosca davvero razionalmente quella quota di cittadini, mi pare azzardato. E ancora di più se si pensa che questo atteggiamento possa esser duraturo, se non seguon azioni governative in grado di rispecchiare i bisogni complessivi di un paese e soddisfarli.