Pessime notizie da Gubbio, amministrazione Pd che cancella il registro delle unioni civili, mentre in altre città se ne discute, non senza timidezze e passi indietro (come accade a Milano, in attesa della visita del Papa, sic).
Il problema, per me, è semplicissimo: tutto sarà sempre così difficile e contrastato e discutibile finché il Pd, come da noi richiesto fin dalla sua fondazione, non si deciderà ad assumere una posizione politica chiara, forte e inequivocabile rispetto alle coppie di fatto, facendola diventare una bandiera della propria proposta politica.
Le unioni civili non c’entreranno con lo spread (anzi, c’entrano, per la verità, e solo la nostra ignoranza non ci consente di vedere il nesso), ma c’entrano di sicuro con la dignità delle cittadine e dei cittadini italiani.



Commenti
Sempre per LLLauraaa
http://it.wikipedia.org/wiki/DICO
se il pd rendesse ufficiale, cioè stampasse e distribuisse, i manifesti di bersani con i deputati gay…sarebbe gia un passo avanti.
Comunque non si può più andare avanti, no anzi, INDIETRO così, Civati. Non si può votare un PARTITO DEMOCRATICO così! E’ una truffa continua… Alla fin fine a che servono le primarie…se si è perpetuamente a questo schifo..?
il valore delle unioni civile è materia parlamentare, i libri messi a disposizione in comune sono aria fritta.
Certo… Ma con il tempo anche se non c’è una legge vera e propria in Parlamento esistono, per legge, le norme consuetudinarie… Ma comunque arriveremo anche alla legge sui Dico vedrai… In tutta Europa ci rimaniamo solo noi e la Grecia, guarda caso gli Stati con maggior problemi economici.
Sara, premetto che, forse per ignoranza, ho un’idea abbastanza semplicistica sulle unioni di fatto che vogliono essere riconosciute: c’è il matrimonio civile in separazione dei beni (come dice Giulio) che secondo me è la strada per tutte le coppie etero che vogliono un “vincolo leggero”. Il matrimonio è un bello strumento che vincola la coppia davanti allo Stato offrendo diritti in cambio di doveri. In regime di comunione dei beni la famiglia ha più tutele, se vige la separazione, un po’ meno. Se invece non vogliamo nè tutele nè troppi vincoli imposti, si convive e basta e se si prende la stessa residenza l’Istat ci considera comunque famiglia. Da atea, mi pare dunque che esistano già vari stadi di tutele e quindi per me i Dico e i Pac sono solo complicazioni su cui dividerci inutilmente mentre sarebbe più utile, se i diritti ci interessano, perseguire l’obiettivo del matrimonio per coppie gay (come dice Gianni).
Può darsi che mi sbagli e che mi sfuggano elementi importanti, non ho mai dedicato troppa attenzione all’argomento e non ho intenzione di dedicarvi più di tanto tempo neanche in futuro, però se tu mi potessi segnalare qualche rapida fonte affidabile in cui il problema è ben descritto con tanto di riferimenti internazionali te ne sarei grata.
http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile
Grazie. Ho letto. Ci sono varie esperienze in moltissimi Paesi ed il sistema di diritti e doveri cambia da un Paese all’altro: da qualche parte è quasi come un matrimonio civile, da qualche parte è molto molto più leggero.
Quindi in sostanza chi chiede i Dico o Pacs o come si vogliono chiamare vuole un contratto intermedio tra la coppia e lo stato rispetto all’opzione nulla e a quella del matriomonio in separazione dei beni.
Da qui mi sorge una nuova domanda: quale stadio di tutele e di adempimenti riteniamo necessario implementare in Italia con la normativa delle unioni civili?
Vogliamo che, come in Belgio, si debba rispondere solidalmente dei debiti contratti dal convivente e avere la possibilità di adottare? e in questo caso quali diritti doveri ci sembrano eccessivi rispetto al matrimonio italiano? oppure vogliamo che la coppia sia pienamente riconosciuta dal punto di vista contributivo e assistenziale e non possa però accedere all’adozione congiunta, come in Germania? Mi sembra che se ci si limita a dire che si vuole un qualcosa di intermedio, con tutte le opzioni che ci sono, si dice una cosa piuttosto vaga… E per quel poco che ne so, tra l’altro, mi sembra porprio che i registri delle unioni civili istituiti in vari comuni diano benefici diversi a seconda dell’amministrazione e spesso anzi non servano a niente di concreto…
Ma questo c’ha la foto del Renzi sul profilo di Facebook!!!
http://www.facebook.com/profile.php?id=100002198426091
Ecco, lo sapevo…
E’ con enorme dispiacere che apprendo la notizia della vicina amministrazione eugubina. Da sempre “DICO” e non è solo un gioco di parole, che il riconoscimento delle coppie di fatto è un traguardo importante di civiltà e di democrazia specie di questi tempi dove tutto costa di più e anche lo sfarzo dei così detti matrimoni di serie A. La legge DICO proposta ai tempi del governo Prodi dalla Bindi era stata impropriamente definita dall’opposizione e parte della stampa legge sulle coppie gay. Bugia grossa come una casa! Più diritti significa più democrazia e certo il riconoscimento delle coppie di fatto è senz’altro un traguardo, una vittoria per la demorazia e soprattutto un ammortizzatore sociale per tutte quelle persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese e che vedono nelle tutele delle coppie un rifugio, una sicurezza. DA che mondo e mondo prima della Chiesa gli uomini si riunivano e abitavano tutti sulla stessa “tenda”.
Forse il mio commento è andato in spam, perché avevo messo dei link, o forse qualcosa è andato storto quando ho cliccato su invio.
Ovvero: se è in spam, potresti cercare di recuperarlo?
Grazie
Evidentemente chi dice che lo Stato deve incentivare la stabilità in tutte le dimensioni della persona umana pensa non solo al lavoro, al posto a tempo indeterminato, con senza “divorzio facile” (cioè come ora o con Ichino) ma anche alla vita familiare. Con la differenza che qui nessuno, nè il sindaco di Gubbio nè nessun altro, vieta di vivere insieme da non sposati, ci mancherebbe, ma se vogliamo un timbro dallo Stato, qualcuno pensa che questo sia pronto a darlo solo per le unioni che si auto-certificano come le più profonde e vincolanti, ovvero il matrimonio, anche quello fatto in comune in 5 minuti senza ricevimento da migliaia di euro.
E io sono d’accordo.
Diverso il discorso per i gay. Se siamo d’accordo che il loro amore è vero e rappresenta per la società un valore aggiunto pari a quello etero, allora è giusto possnao prendersi lo stesso impegno profondo e vincolante, il matrimonio, e che lo Stato lo riconosca.
Giuseppe grazie sempre di quello che fai.
Detto che i passi indietro fatti dal PD sono preoccupanti, vorrei una tua opinione sul perchè sia così misconosciuto in Italia il matrimonio civile.
Non basterebbe semplicemente allargare questo strumento alle coppie omosessuali? La registrazione delle coppie di fatto omosessuali tra l’altro non mi sembra scontata al momento del riconoscimento delle unioni di fatto etero.
In compenso la differenza tra una unione di fatto etero, e un matrimonio civile in separazione dei beni, sinceramente mi sfugge.
Non vedo maggior sudditanza psicologica rispetto alla tradizione Cattolica della società italiana, che in questa continua negazione di uno strumento esistente e già perfetto come il matrimonio civile. Sembra quasi che sia visto come una negazione polemica del matrimonio religioso… Il classico silenzio che fa rumore. Ma non è così.
Io stesso sono felicemente sposato in comune, cerimonia minima (i nostri genitori e un amico a testa come testimone), nessuna complicazione, potrei dire scherzando poca spesa e molta resa!
Mi sembra quindi che chi vuole regolarizzare il proprio status di coppia abbia già lo strumento adatto. Magari si può ragionare su una facilicitazione dei tempi e modi di divorzi e separazioni, che comunque in separazione dei beni è già abbastanza veloce.
Tutte quelle che invece sono le pratiche per l’eventuale affido dei figli non penso possano essere alleggerite dalle unioni di fatto.
Chi invece non sente romanticamente nessun bisogno di vedere il suo amore “legalizzato”, va rispettato in tutto e per tutto nel suo esiderio…
O mi perdo qualcosa?
Perfettamente d’accordo.
http://www.umbria24.it/renzi-a-gubbio-per-guerrini-%C2%ABvado-via-con-la-maglia-rossoblu-e-con-la-certezza-che-vinceremo%C2%BB/41927.html…..”dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”
Come può permettersi il Partito democratico di ignorarci nello stesso momento in cui sostiene una campagna (tesseramento…) a favore della cittadinanza degli immigrati?
Come si fa, cioè, ad elaborare un’idea di inclusione e di integrazione, ma solo limitatamente ad una fetta di persone (gli immigrati), fregandosene totalmente di altri discriminati, come gay, lesbiche e trans? Nel programma “L’Italia di domani”, presente sul sito, infatti, non c’è nulla su coppie di fatto, matrimonio, contrasto all’omofobia, etc. etc..
Non posso credere sia una dimenticanza, non lo è. E allora come interpretare questa assenza? Menefreghismo totale? O magari incapacità di trovare un punto d’incontro fra varie posizioni? Ma allora bisognerebbe capire chi sono questi “incapaci” e, forse forse, farli sloggiare.
Come fa il più grande partito a non avere una posizione (una qualunque posizione) sui temi Lgbt?
Come può in 68 pagine non essere scritta anche una banalissima frase come “l’orientamento sessuale e l’identità di genere non devono essere motivo di discriminazione”?
E invece niente: nell’Italia di domani “noi” non ci siamo, secondo il Pd. È un peccato.
P.s. ovviamente “non ce l’ho” con te
Grazie! Tu sei quasi l’unica ragione per la quale spero che per il PD ci sia ancora qualche speranza!
a proposito, che fine ha fatto la proposta di legge per equiparare i diritti dei bambini nati nelle coppie di fatto con i bambini nati da matrimonio? già questo sarebbe un segnale importante e di rispetto assoluto nei confronti di piccoli che non hanno cognizione della differenza,ma se ne troverebbero sopraffatti se accadesse qualcosa ai genitori naturali
Per quanto ne so a Milano Pisapia e l’assessore si sono impegnati – verbalmente e per iscritto – a istituire il registro entro la fine 2012, coinvolgendo (e sarebbe cosa buonissima) anche chi ci vuole stare del PDL.
Sono totalmente a favore, credo ci voglia gradualità (a passi spediti) mai però mi aspetterei che una amministrazione, soprattutto a guida PD, receda da una pratica già in auge.