La sfida del Nord

Ve la dico così: se pensate che la sfida alla Lega sia vinta, vi sbagliate di grosso.

C’è già stato un presidente del Consiglio sobrio, che prendeva il treno, che parlava di Europa ogni volta che poteva, che si batteva (ancora più coraggiosamente) contro l’evasione fiscale, accompagnato da tecnici di fama internazionale, capace di ironie e di formule politiche di grande impatto. E si parlava, anche allora, di liberalizzazioni. E di scelte radicali. Ci si batteva per ‘entrare’ nell’euro, come oggi ci si batte per rimanerci.

Eppure sapete come è andata, al Nord, in questi anni. E la presunzione che il cambiamento potesse venire dall’alto, è stato l’errore più grande. E che tutto si spiegasse da solo, perché era giusto, perché le nostre ricette erano convincenti, il corollario più devastante.

Certo, allora non esisteva l’arma di fine di mondo del default, e la casalinga di Voghera non si chiamava Tina (there is no alternative). Ma non sottovalutiamo il fatto che dalla responsabilità si può passare velocemente al suo contrario, se non ci si cura della relazione con l’elettorato. E delle opinioni invisibili e però decisive di chi si è allontanato dalla politica e non sembra intenzionato a tornarci.

Ecco perché ci sono molte cose da capire ancora, e non ci può limitare alla segnalazione delle contraddizioni della Lega, che pure sfolgorano sotto il Sole delle Alpi. E non ci si può nemmeno fermare alla registrazione della nostra leadership nelle grandi città, perché quella, in fondo, c’è sempre stata.

C’è bisogno di fare una proposta che rappresenti soprattutto la provincia italiana, dove il “rancore” di cui parlava Bonomi non è sparito affatto. Dove il confronto tra “luigini” e “contadini” (il libro è da leggere) cela una frattura che non si può scandagliare con i sondaggi, ma con l’antropologia. Dove il genere british fatica parecchio ad imporsi, e dove i cambiamenti devono essere accompagnati dalla mobilitazione. E dall’umiltà di chi sa che il campo è minato da mille populismi e facilonerie propagandistiche che l’hanno solcato in profondità.

Come ripeto da tempo, se le risposte della Lega erano e sono sbagliate, non possiamo banalizzare le domande. Anche quando sono malposte, anche quando sono fuori bersaglio. Bisogna mettersi al lavoro e in viaggio, lungo il Po, con la preoccupazione (soprattutto!) di risalire gli affluenti. Che sono parecchio influenti, sotto il profilo politico ed elettorale.

Sullo sfondo, certamente, i Monti. Non dimentichiamoci di tutto quello che ci sta in mezzo, però, laggiù, più in basso.

Perché potremmo pentircene. E sappiamo già quanto sia amara l’esperienza.

(ci vediamo a Varese)

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Commenti

  • enzo  Il 11 gennaio 2012 alle 20:09

    Caro signor Civati,

    mi pare che tra le pieghe ci risiamo con la Lega che ha sì il peccatuccio di aver inondato il paese di razzismo e violenza nonchè aver votato tutte le leggi vergogna e santificato l’evasione fiscale e l’egoismo, ma se prende tanti voti è perchè è l’unica ad aver capito come va il mondo e quindi se si vuol avere un qualunque futuro è necessario convertirsi alla sua religione: l’ha fatto persino il papa!

    Ma se gli “homines novi” del PD hanno da proporre solo la strategia ricicciata dei loro rottamati direi che non ci siamo proprio: cos’ha a che fare il “reaganismo de noantri” della Lega con i rivolgimenti epocali che la crisi economica impone al mondo intero e che hanno da passare – direi obbligatoriamente – più da Roosevelt che da Reagan? E quale ardito pensatore può ancora pretendere di ridurre il “new deal”, che valse trent’anni di boom economico, ad “assistenzialismo”? Ma rispetto alla prassi accaparratrice di posti e auto blu a uso e consumo di fidanzate e amanti a cui abbiamo assistito nel “diciottennio”, mi pare che stiamo volando troppo alti!

    • Kurtz  Il 11 gennaio 2012 alle 21:49

       

      Troppo severo con Civati, Enzo, anche se è vero che in passato il nostro ebbe il torto di dare credito a un politico mediocre come Chiamparino (e più recentemente a Renzi, ma questa è un’altra storia).

      E’ vero però che troppo spesso i politici di centrosinistra settentrionali (e non solo, basti pensare a D’Alema) hanno considerato la Lega un possibile interlocutore, un pò come se a Roma si pensasse di dialogare con Forza Nuova se solo pesasse di più elettoralmente.

      E va bene che la Lega è un movimento complesso, con diverse anime al suo interno, anche composta da sinceri moderati, magari buoni amministratori locali ecc. ecc., ma, insomma, anche il fascismo aveva i suoi frondisti, non erano mica tutti filonazisti come Farinacci o pagliacci come Starace.

      Tuttavia ci siamo dovuti sorbire le lezioncine di quelli che ci spiegavano la bontà della formula leghista di “sindacato del territorio”, della necessità di far diventare il PD un partito federale, con un PD del Nord (sigla: PDN) comprensivo dei vizietti del nord medesimo, per esempio l’evasione fiscale da parte della sua marea di partite IVA, i mitici “ceti produttivi” (perchè evadono, oh, se evadono, con buona pace dei naif come il nostro solito anonimo).

      Di questi politici senza visione, senza ideali e senza cojones possiamo fare a meno. 

       

      • savepan  Il 12 gennaio 2012 alle 10:50

        Gentile Kurtz, solo per chiarezza.

        Non ho nessuna simpatia per la Lega.

        Affermo che è un fenomeno complesso che non si può tagliare con l’accetta.

        Ad es.: quanti hanno votato (e ancor più voteranno) Lega perché delusi anche da una sinistra che quando ha governato non è stata in grado di mantenere le promesse fatte?

        Hai visto gli ultimo sondaggi, le ultime dalla Sicilia, dal congresso dei giovani PD, e sui costi della politica e dei politici cosa dice il PD, e sugli scioperi di chi ha perso o sta perdendo il lavoro?

        Se non ci si rende conto che il governo Monti rappresenta il fallimento di questi partiti e di questi politici, non comprenderemo da dove bisogna ripartire per ridare fiducia ai cittadini nella possibilità che sia la politica (e non il prossimo salvatore della patria) a dare corpo alle nostre speranze.

        • Marino  Il 12 gennaio 2012 alle 11:04

          che non si può tagliare con l’accetta

          proviamo con la motosega?  :-)

           

          • anonimo lombardo  Il 12 gennaio 2012 alle 12:03

            Ma tu ai wargame giochi con Joshua?

            Perchè guarda che potrebbe essere pericoloso, stai attento.

      • anonimo lombardo  Il 12 gennaio 2012 alle 12:05

        Caro colonnello, come andiamo?

        Vedo che respiri napalm a pieni polmoni, eh?

        Dio quanto sarà brutto il risveglio nel dopo-Monti…

        • Kurtz  Il 12 gennaio 2012 alle 15:10

          Caro savepan,

          a me quella  degli elettori di sinistra passati alla Lega e’ sempre parsa una leggenda metropolitana senza alcun fondamento.  Lega e PDL sono forti negli ex feudi DC e non hanno mai sfondato nelle zone storicamente “rosse”.

          Bergamo: alle amministrative del 2009 PDL+Lega+UDC presero insieme il 62%. Nella stessa citta’ , nel 1970, DC+PLI+MSI arrivarono al 65%. La DC da sola prese il 47,7% dei voti!

          Le tradizioni politiche sono dure a morire e il nord pedemontano e montano e’ a maggioranza di destra da sempre e non scopriamo adesso che alcuni territori hanno una radicata vocazione autonomista. Guido Calderoli, nonno di Roberto, fonda nel 1955 il Movimento Autonomista Bergamasco. C’e’ stato anche un autonomismo di sinistra (i RAF, sempre a Bergamo, e altri gruppuscoli), in cui si identificano quelli come l’anonimo lombardo ma, ahime’, sono sempre stati molto minoritari.

          Non escludo che alcuni comunisti, dopo l’89, orfani del pensiero forte di un’ideologia totalizzante, sia passato dal sol dell’avvenire a quello delle Alpi, ma se ci sono, sono davvero quattro gatti.

           

          • Kurtz  Il 12 gennaio 2012 alle 15:34

             

            @ savepan & anonimo lombardo

            Anch’io critico il PD, da sinistra, per la sua adesione quasi acritica alla manovra di Monti, ma non sono cosi’ fesso da pensare di votare la Lega perche’ e’ all’opposizione.

            Li ho visti i sondaggi.

            In un mese e mezzo la Lega guadagna l’1,5% (dall’8,3% al 9,8%) e contemporanemente il PDL perde oltre due punti (dal 25,1% al 23%). Il travaso e’ tutto dall’altra parte, mi pare.

            PD e IDV non sono mai stati cosi quotati (29,5% e 8% rispettivamente). Poi, certo, il 45% non si esprime, ma quelli che non si esprimono magari non vanno nemmeno a votare. Credo che l’unica cosa sicura delle prossime elezioni sara’ il tasso di astensionismo record.

             

             

  • Alberto Franchi  Il 11 gennaio 2012 alle 19:08

    Sono convinto che la Lega vada lasciata sola a vaneggiare la rafforzata  opposizione.

  • linda  Il 11 gennaio 2012 alle 18:54

    all’anonimo lumbard:buona tanzania a tutti,ops padania.ridicoli.

    • anonimo lombardo  Il 12 gennaio 2012 alle 12:00

      Su Linda che hai capito, dài. E se non hai capito, riprova. Attenzione ai bruschi risvegli.

  • ilMinoritario  Il 11 gennaio 2012 alle 17:39

    Poi uno si sveglia e si chiede:Ma che fine hanno fatto le proposte di Occupy Pd?
    Le ultime parole famose furono:”Non sarà la solita fiammata su Internet“.
    Sii come no!

    Scusa se insisto ma credo che, dopo 3 mesi sia arrivato il momento di dare risposte concrete sull’iniziativa.

    • il solito anonimo  Il 11 gennaio 2012 alle 17:46

      vuoi che qualche d’uno ti scriva che le campagne internettiane sono brevi e destinate a non lasciare alcun segno? a essere spazzate via al primo titolo di giornale meno annoiato del solito? al primo provvedimento legislativo che non sia il regolamento della caccia al fringuello?

      ok, ora ce l’hai nero su bianco.

      • ilMinoritario  Il 11 gennaio 2012 alle 17:55

        Voglio semplicemente che mi si dia una risposta su un iniziativa che avevo sostenuto con convinzione e che pare,dico pare essere finita nel dimenticatoio.

        In caso contrario io e molti altri come me potrebbero essere assaliti dall’atroce dubbio di esser stati presi per il culo!

        Ciao

        • Gianni  Il 11 gennaio 2012 alle 18:20

          Invidio la tua ingenuità!

          • ilMinoritario  Il 11 gennaio 2012 alle 18:33

            Che significa essere ingenuo?Forse significa che abbiamo scherzato?Che Occupy Pd è stata solo l’ennesima iniziativa buona soltanto per gettare fumo negli occhi e strappare qualche titolo sulle pagine dei giornali?

          • Gianni  Il 11 gennaio 2012 alle 18:57

            NOOOOOOOOOOOOOOOOo, cosa vai mai a pensare??

        • Franco Tremul  Il 11 gennaio 2012 alle 18:30

          Debora Serracchiani: “Vogliamo partire dalle forze che sostengono il Governo Monti. Vedremo cosa deciderà di fare l’Udc”… (Il Gazzettino 11/01/2012 pag.VIII)

          Serve altro?

  • anonimo lombardo  Il 11 gennaio 2012 alle 16:40

    Il nostro stile, nostro di noi lombardi che detestano Roma e questo stato, è lo stile broddish. Al tè delle cinque preferiamo il brodo delle sette. Quando la giornata lavorativa finisce e si tirano le somme dello stress accumulato.

    Questo stato, che concepisce le norme con l’abilità di un versatore di sabbia nel motore, che preleva risorse sul nostro territorio oltre ogni ragionevole limite, che le sperpera senza vergogna in altre e lontane lande dove il problema è, da secoli, sapere bene fin da piccoli a che santo votarsi (boss del quartiere o famiglia patrizia vaticana è lo stesso), questo stato, dicevo, non ci piace e non ci piacerà mai. E ci ha rotto da almeno vent’anni i coglioni.

    Scusate il termine, del resto non siamo british, ma broddish.

    Detto questo, noi restiamo certamente molto stupidi, ingenui sempliciotti non sempre restii a sporcarci con pratiche truffaldine (anche qui esistono i quartierini, of course), sostanzialmente vigliacchi da secoli, salvo rari casi della storia, ci inchiniamo ambrosianamente ai papi e al papi, votiamo un grandissimo furbetto (comunque anche piuttosto sveglio e meritevole di un minimo di riconoscenza ideologica) che pensa da anni alla famiglia e votiamo tanti imbecilli verdecromati che lui comanda, e votiamo pure il suo amico/nemico nano e cortigiani, ma anche, si badi bene, tanti democratici sindachelli giovincelli cresciuti all’oratorio e in banca e nelle villette di famiglia e che adesso ti tirano le pietre perchè devi essere redento, tu sciocco e primitivo lombardo che non hai mai pensato a come il mondo possa e debba essere differente, ecc. ecc.

     

    Insomma, abbiamo le nostre colpe, noi lombardi. Ma se non le avessimo, saremmo perfetti, no?

    En attendant l’indépendance…

    • daniele,milano  Il 13 gennaio 2012 alle 21:22

      Quanto sono d’accordo!

      E quanto sono lombardo. E quanto, alla fine, non mi dispiace poi così tanto.

      daniele,milano

  • savepan  Il 11 gennaio 2012 alle 15:19

    La Lega è un mondo con molte sfaccettature e non è facilmente decifrabile.

    E’ un movimento e non un partito e questo le permette di essere diversa a Roma e sul territorio.

    Sa perfettamente cosa sono le enunciazioni di principio e cosa l’occupazione delle poltrone dove si gestisce il potere reale.

    Urla contro Roma ladrona, ma ne ha utilizzato tutte le pieghe per occupare i posti che contano

    Altrettanto fa nelle regioni dove governa o alleata di chi governa, mostrando di aver imparato molto bene la lezione del PSI (il Ghino di Tacco di Radicofani).

    Governa in molte realtà territoriali con un personale politico mediamente molto giovane e spesso, nella pratica, molto poco ideologizzato, ma attento ad assecondare gli umori dell’elettorato.

    I suoi rappresentanti  hanno mediamente un buon apprezzamento da parte dei governati (Zaia è il più gradito fra i presidenti di regione o Flavio Tosi)  ed anche noi non abbiamo perso occasione per apprezzare (oltre ogni merito) l’ex ministro degli interni Maroni.

    Al di là dei folklorismo di Adro, grida contro gli extracomunitari, ma questo non evita che in molte realtà  amministrate dalla Lega, l’integrazione sia una realtà nei fatti ed in altre si guarderebbe bene dal rimpatriarli (non per altruismo, ma perché attenta agli interessi dei ceti che rappresenta).

    Il governo Monti le darà l’occasione per ritornare alle origini e recuperare il proprio elettorato urlando le parole d’ordine più becere, ma senza rinunciare alle comode posizioni di potere acquisite al centro ed in periferia, che poi sono quelle dove si fa politica vera (almeno per come ci siamo ridotti a considerarla).

  • linda  Il 11 gennaio 2012 alle 14:47

    imporre lo stile british ai raffinati borghezio,calderoli,salvini e a chi li vota è un ‘impresa inutile.direi di lasciarli al loro destino.

    • daniele,milano  Il 13 gennaio 2012 alle 21:38

      Cara linda,

      io sono uno che ha votato – e probabilmente rivoterà – Lega. Ora, non sarò certo un filosofo, né un lord, però credo di saper maneggiare discretamente l’italiano, ho una buona formazione, svolgo un lavoro non del tutto banale in cui capita di dover usare il cervello e di muoversi spesso tra Milano, Roma e Bruxelles. So anche stare a tavola e tenere le posate, comprese quelle del pesce. Leggo (libri, giornali, documenti e scartoffie) in misura molto, ma molto ma molto più alta della (scarsa, per la verità) media nazionale e anche locale, vado al cinema e a teatro, conosco a menadito l’opera omnia di gaber e De Andrè, oltre che Van de Sfroos, e persino di Luo Reed e Pink Floyd, pur non disdegnando affatto la musica classica. Sono stato in FGCI, nel PCI, nel PDS e nella Sinistra Giovanile al Leo e a COX dove mi sono spipazzato decine di dibattito sul precariato, il postfordismo, ecc., ho sempre partecipato al May Day parade con la FIOM, ero iscritto Nidil-CGIL (e non hai idea di quanti iscritti al sindacato votassero Lega già tanti anni fa!), oltre che Arci, Legambiente e ANPI. Sono socio e azionista Radiopopolare, che ascolto sistematicamente, insieme a Radio24, RAI-GRPR e Radio Padania Libera, eh sì, proprio Radio Padania libera. Non ho la TV.

      Le mie scelte elettorali – come quelle di chiunque – possono essere discutibili. Ma, per tua migliore comprensione delle cose, ti consiglio di piantarla di considerare chiunque voti Lega un ignorante analfabeta.

      Tutto ciò detto, è anche piuttosto sconfortante che ci siano persone autoproclamantisi di sinistra, che mostrano uno snobismo al limite del nauseante verso chi – per diverse ragioni – forse non avrà grande istruzione, ma non è affatto detto né che sia ignorante (le vie del sapere sono tante), né tanto meno stupide. Con questo atteggiamento da “Contessa”, ai tempi della costruzione del movimento operai nelle campagne e nelle fabbriche sarebbero state giustamente prese a calci in culo.

      daniele,milano

  • helena  Il 11 gennaio 2012 alle 13:43

    Non so come sia possibile che condivida totalmente, benché abbia, in apparenza, sostenuto più o meno in contrario :-)

    http://www.nazioneindiana.com/2012/01/11/the-monti-lessons/

     

     

  • il solito anonimo  Il 11 gennaio 2012 alle 13:25

    la lega pone una questione fiscale, vuole meno tasse e che rimangano sul territorio.

    il pd su questo nicchia perché se dicesse di si, come pensano gli elettori del pd dalla toscana in su, ci sarebbe la rivolta dei campani, dei calabresi e dei siciliani che controllano il pd nazionale a suon di tessere.

    • Ganon  Il 11 gennaio 2012 alle 13:39

      Certo, tu sì che hai capito tutto. Non è che la Lega ha imbarcato i voti di milioni di italiani incazzati per la riforma delle pensioni, no anzi. L’aumento nei sondaggi dell’ultimo mese è tutto dovuto al federalismo fiscale, che notoriamente per loro è un tema nuovissimo.

      Essere troll destrorsi oggi, che fatica!

    • Marino  Il 11 gennaio 2012 alle 16:15

      la lega pone una questione fiscale, vuole meno tasse e che rimangano sul territorio.

      certo che invocando Forza Etna, rifiutandosi di servire il caffè a chi scendeva da una macchina targata Roma, bruciando i campi nomadi e disinfettando i sedili dal passaggio delle nigeriane e portando i maiali a pisciare dove si doveva costruire una moschea , le tasse le hanno abbassate proprio… basta vedere i risultati dei governi B&B in termini di pressione fiscale e spesa pubblica. In quanto a farle rimanere sul territorio, sono territorio pure la Croazia e la Tanzania, sede dei più spericolati equilibrismi finanziari della Lega?

      A questo punto, a rischio default e tutto, giustificare la Lega è come giustificare i nazisti dopo aver visto la Shoah o Stalin dopo il 20. congresso: prima una poteva dire che sì, magari il trattato di Versailles era troppo duro, Weimar aveva i suoi limiti, bisognava industrializzare la Russia…ma poi no.  Per me la Lega vuol far saltare l’Italia, la UE e l’euro, o vuol avere potere minacciando di farlo, che politicamente è uguale. Sono nemici eversivi, non legittimi avversari in un contesto di regole condivise.

       

       

      • il solito anonimo  Il 11 gennaio 2012 alle 17:29

        il pd è alleato con la swp in trentino alto adige e con l’union valdotaine ad aosta, due partiti che hanno come scopo la seccessione dall’italia delle relative regioni.

        la seccessione è eversiva solo quando è troppo piccola per fare paura?

        la cosa incredibile è che si parla di evasione monstre e lotta all’evasione parlando del nord quando è l’agenzia delle entrate  a dire che il nord è fedele come la germania e che è al sud che c’è un buco nero.

        e allora ancora più controlli, ancora più vessazioni ma solo a a milano perché chi si fa un mazzo così da mattina a sera e non batte lo scontrino da 3,40 è un ladro, mentre a napoli, messina e foggia non c’è nulla da inasprire perché c’è solo l’intera filiera edilizia che è in nero e se evade miliardi di euro ogni anno pazienza.

        • Marino  Il 11 gennaio 2012 alle 17:41

          mentre a napoli, messina e foggia non c’è nulla da inasprire perché c’è solo l’intera filiera edilizia che è in nero e se evade miliardi di euro ogni anno pazienza.

           

          e con chi si era alleata la Lega? finchè le ha fatto comodo andavano bene pure Cosentino e c. Non fare anche tu il Lusiani di NoisefromAmerika, ne basta uno e tutti gli altri fan trentuno…

          • il solito anonimo  Il 11 gennaio 2012 alle 17:49

            condivido in pieno le tue osservazioni, e non capisco dove avrei scritto qualche cosa di diverso.

            rimane che al nord le persone non vogliono che i soldini delle tasse vengano intermediati da roma per finire non si sa più dove e per sapere che non bastano mai. e che il pd su questo tema è debolissimo perché tutti i dirigenti locali sono d’accordo ma non contano nulla perché la lombardia e il veneto fanno meno tessere che la sola napoli.

  • Marco 67  Il 11 gennaio 2012 alle 13:09

    Non spieghi però quali sarebbero a tuo parere le domande dell’elettore leghista da ascoltare.

    Personalmente credo che la Lega abbia avuto il merito di mettere sul tavolo il federalismo, inteso come una maggiore responsabilizzazione dei territori, volto soprattutto a recuperare il sud che 60 anni di ricette alternative non sono riuscite a fare. Forse varrebbe la pena tentare.

    Per il resto gli atteggiamenti di sostanziale chiusura e arroccamento, la difesa del particolare anche a scapito della collettività, la paura del nuovo e del diverso rifugiandosi in improbabili tradizioni, mi pare ne facciano un partito piuttosto anacronistico e sostanzialmente retrogrado.

    La grave crisi e la paura del futuro che pervade la società potrà anche aiutarli a rifarsi una verginità, ma io credo che la paura vada combattuta con scelte coraggiose e salti in avanti e non sbarrando le finestre. E dal mio partito pretendo proposte che vadano in questo senso.

    Poi, ci sarà sempre qualcuno che preferirà chiudersi in casa.

  • Franco Tremul  Il 11 gennaio 2012 alle 12:49

    La Lega con l’opposizione a Monti blocca l’emorragia di voti.

    E senza l’appoggio della Lega, ieri, sul voto per Cosentino, la maggioranza franava.

    Complimenti agli strateghi del PD. Quelli ai quali non interessa cambiare l’Italia; solo, a tutti i costi, governarla…

  • Kurtz  Il 11 gennaio 2012 alle 12:04

     

    La leadership in alcune grandi citta’ settentrionali (non tutte) c’e’ sempre stata e infatti sono stato molto critico dei fan di Cacciari o di Chiamparino, presentati come vincitori in terre ostili, perche’ le realta’ di Venezia e Torino ostili non erano, anzi.

    Parimenti, nelle province, soprattutto quelle pedemontane e montane, abbiamo sempre perso. Prima della Lega c’era il mare magnum democristiano, e cosa sono i leghisti se non la parte piu’ conservatrice e retriva di quello che fu l’elettorato democristiano? Gli altri, quelli che parlavano italiano tra gli ex DC, votano il PDL.

    Insomma, Civati, non per essere pessimisti, ma pensare che ci voglia una politica ad hoc per un elettorato da sempre moderato si traduce nell’annacquare le proprie idee senza schiodare i leghisti dalle loro convinzioni.

    Ai leghisti non bisogna parlare se non in termini di scherno per le contraddizioni e le cialtronate dei loro capi. Alla fine, quelli meno trinariciuti smetteranno di votare per un partito cosi’ ridicolo, alimentando l’astensionismo di destra.

    Sara’ poco elegante, ma si vince anche cosi’.

     

     

  • angelo miapolis51  Il 11 gennaio 2012 alle 11:42

    Le intenzioni di voto al momento non dicono niente,perchè sono calcolate sul 55% degli aventi diritto.Vale anche per la Lega:neanche la base leghista è stupida.La realtà ,dunque, è il crollo di fiducia nei partiti,tutti.Quindi non illudiamoci,le cifre parlano chiaro:il PD raccoglie non il 29,5%,bensì 16,23% del consenso degli aventi diritto al voto.Da qui occorre ripartire per dare le risposte alle giuste domande non solo al nord.

    Ora non potremo mai dare le risposte giuste se non sappiamo ,il PD in primis,quali sono le domande giuste.E’ questo un metodo di approccio che accorcia la distanza iniziale.

    Dalla domanda che fai,si intuisce ciò che sai già dell’argomento di cui trattasi e non apparire il solito politico di turno che viene a raccogliere voti.

    intendo dire che l’approccio politico,per esempio,al nord produttivo non può avvenire senza sapere già ciò che andava fatto e non è stato fatto.Si tratterà di capire insieme successivamente come farlo nell’ottica di un interesse generale (ottica di sinistra) ed essere convincenti a dare quel senso alle soluzioni.

  • Flavio Paschetta  Il 11 gennaio 2012 alle 11:39

    A margine, ma mica poi tanto. E’ meglio andare sulla copertina di Max e poi vincere le elezioni oppure lavorare più in silenzio e in profondità e poi perderle? A me ovviamente piacerebbe la sintesi fra le due: lavorare in silenzio e in profondità e vincere le elezioni. Però sono domande che dobbiamo porci molto seriamente.

  • Marco Antoniotti  Il 11 gennaio 2012 alle 11:22

    Io sono un populista e me ne vanto!

    Marco Antoniotti

     

  • marini  Il 11 gennaio 2012 alle 11:13

    Condivido – da bresciano –  le riflessioni di Civati sulla Lega Nord e mi chiedo quanto “il vento” che ha spirato da metà del 2011 possa aiutarci a capire la natura dei problemi del nord leghista e quanto a orientarci verso le soluzioni

  • Gianni  Il 11 gennaio 2012 alle 10:53

    La sfida è fare in modo che il populismo, ora impersonato dalla Lega, ma non per forza solo da lei, non vada oltre quel 5-15% quasi fisiologico mentre in molte zone del Nord è sul 25-35%. Vuol dire che molti moderati, tranquillissimi cittadini che non ripeterebbero mai gli strepiti di Salvini, cmq li vota. Sono appunto contadini indignati con il luigini. Le liberalizzazioni, la globalizzazione, ma soprattutto la crescita, con i suoi costi inferiori per i consumatori, cioè i contadini, con le infrastrutture, nuovi treni e autostrade, che usano i contadini, varrebbero più di tanti “progetti culturali”, per questo ci vogliono aperture e riforme del lavoro.

  • Ganon  Il 11 gennaio 2012 alle 10:45

    Come dimostrano i sondaggi, la Lega con l’opposizione a Monti sta riuscendo a rifarsi la verginità politica. Ormai è tornata al 10% secondo gran parte degli istituti demoscopici, dopo che a ottobre-novembre era sprofondata al 6-7%. Per ora non compensa il calo del PdL (PER ORA). Anche SEL e IdV sono tornate a salire, mentre il tanto strombazzato aumento del PD nei mesi scorsi (due punti, wow!) ora si è arrestato, e mi sa tanto che nei prossimi mesi l’unica direzione possibile è il ribasso. Grillo infine è sopra il 4%.

    Non che ci volesse un genio, ma sembra ieri che tante amebe erano convinte di quanto gli italiani sarebbero stati responsaBBili ad accettare i sacrifici del governo Monti.

    • Filippo Filippini  Il 11 gennaio 2012 alle 12:02

      UDV e SEL si scambiano sostanzialmente i voti (Pagnoncelli), così come Lega e PDL.

      http://pietroraffa.altervista.org/blog/

      • Ganon  Il 11 gennaio 2012 alle 12:50

        Un conto sono le variazioni settimanali, altro il medio periodo. E soprattutto adesso più a sinistra del PD non ci sono solo Vendola e Di Pietro.

        Non mi risulta che in passato la somma Lega+PdL sia mai stata al 32,8%. Così come non mi pare propriamente ordinario che tutto ciò che sta più a sinistra del PD (IdV, SEL, M5S, Verdi e FDS) sia oggi al 22,6%. In sintesi, più di un quinto degli italiani oggi voterebbe per partiti che in ambito economico hanno programmi della sinistra radicale. Mai raggiunti prima livelli simili.

        • Filippo Filippini  Il 11 gennaio 2012 alle 13:16

          Sono d’accordo e poiché non c’è mai stata né mai ci sarà in Italia (anche solo per una questione topologica) una sinistra al 55,4%, ne consegue ovviamente che il PD non è un partito di sinistra bensì un partito di centrosinistra

          • Ganon  Il 11 gennaio 2012 alle 13:51

            Non ho capito la digressione linguistica, comunque il PD è un partito che ha per 2/3 elettori di sinistra (non “radicale”, ma comunque sinistra), e 1/3 di centro, sin dalla sua fondazione.

            Se questo per te significa essere di “centrosinistra”, a me va bene, non mi formalizzo. Ne deriva che anche Fassina è di “centrosinistra”, visto che la linea economica del PD è la sua. Basta intendersi sui termini.

          • Filippo Filippini  Il 11 gennaio 2012 alle 13:56

            i 2/3 di 30 sono 20. Escluderei che esista in Italia un elettorato al 42% di sinistra pura. Facciamo a mezzo e mezzo che secondo me ti conviene…

            Qualunque sia la linea di Fassina, si farà tutto il contrario di quanto ha (incautamente) detto negli ultimi 2 mesi.

          • Ganon  Il 11 gennaio 2012 alle 14:26

            Sì sì, metà e metà, come no. Quella “metà e metà” ha votato a maggioranza bulgara tutti i documenti di Fassina in tutti gli organi del partito, quindi ne deriva che anche Fassina è “metà di centro e metà di sinistra”. :D
            Immagino che i seguaci del “modello danese” siano un pochetto arrabbiati:

            CONTRATTO UNICO IL PD “MOLLA” ICHINO E TROVA LA SINTESI

            http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=75888458

    • uqbal  Il 11 gennaio 2012 alle 15:17

      Ganon

      Ricordati che il primo dei Responsabbili è Bersani. Quello che quanto ti va bene è il depositario della vera sinistra, quando non ti va bene, fai finta di scordarti tutto. Ma che te lo dico a fare?

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