Se non lo avete ancora capito, è questo che chiediamo

Alla nostra classe dirigente, quando parliamo di giovani e dell’importanza di coinvolgerli e di metterli alla prova. Di essere così. Almeno un po’.

Era un grande divoratore di giovani. In essi egli vedeva ogni possibile espressione di insubordinazione a ordini precostituiti; incontrava freschezza di sguardi; cercava il grumo di sensibilità inedite e di intelligenze non ancora addomesticate. Il giovane, oltre ogni retorica generazionale, era nella sua considerazione potenzialmente ricchissimo di umori incontaminati, ovviamente non era inghiottito dai ranghi di alcuna accademia, lucido e verginale, in una sorta di condizione di natura, senza depositi di polvere, né appesantito dai cascami di qualche ideologia, libero da discipline di partito. Dalle parole di un giovane potevano come d’incanto farsi evidenti prospettive impensate. In via di formarsi su una qualsiasi strada, poteva rivelare un talento. E allora Einaudi, come un cacciatore in savane urbane, si apprestava alla cattura della sua preda, sfruttandone l’inesperienza e solleticandone la curiosità, accendendolo di interessi o provocandone una qualche reazione.

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Grazia scrive:

Stanare nel lavoro quotidiano anticipazioni di futuro.

La chiusa del bellissimo pezzo suggerito(grazie)dovrebbe diventare il primo proposito di noi tutti.
Ieri ho scoperto una nuova rivista democratica che non conoscevo.Ad un primo sguardo la cover mi e parsa possibile, poi sono passata agli indici e a qualche articolo. In queste pagine non ho respirato aria di futuro e ho pensato che Tam Tam possa suscitare. Mi sono anche domandata se fosse stato chiesto a Civati di prender parte al comitato di redazione. Devo celebrare questo centenario einaudiano in modo più aperto alla speranza : stasera mi metto a risfogliare La rivoluzione liberale di Piero Gobetti, un giovane ( giovanissimo) che i giovani d’oggi amerebbero se gli adulti sapessero raccontarlo, magari al cinema. Ve la immaginate una faccina imberbe con occhialini alla Lennon, che legge poesie, pensa alla politica, progetta riviste?Musica che preferite.
Grazia