Monumentale intervista dell’economista Mario (non quello, quell’altro), in cui si spiega come e qualmente si possono risolvere in un battibaleno i problemi del Paese.
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Commenti
@ solito anonimo
Per la cronaca, io invece in Brianza di imprese che sanno come prendere gli incentivi ne conosco diverse. Sono per lo più gestite da imprenditori di II o III generazione molto ben introdotti negli ambienti “confindustriali”.
Ciò detto sono d’accordo con te che questo sistema finisce per favorire chi è più bravo a rendersi contiguo al potere politico e non chi dedica tutte le sue energie a innovare il prodotto. In alcuni casi creando gravi distorsioni alla concorrenza (es. imprese che vendono sotto-costo perchè tanto fanno quadrare i bilanci con gli aiuti).
E’ ora di cominciare ad impostare politiche industriali di sistema, che migliorino le condizioni in cui fare impresa per tutti.
Lo scrive correttamente il titolo del post.
Baldassarri è da 25 (e forse passa) anni che si occupa di pubblica amministrazione, è stato anche ministro e non ha cavato un ragno dal buco. Se ne stia a casa che è meglio per tutti.
baldassarri centra un punto che non viene mai sollevato quando parla di incentivi alle imprese: non conosco in tutta la brianza un solo imprenditore che sappia cosa sono questi incentivi, perché un imprenditore vero passa il tempo a cercare di migliorare il prodotto e venderlo, non a leggere la gazzetta ufficiale.
una prece,invece di spending review,revisione della spesa pare brutto?grazie
Baldassarri per un verso ha ragione, purtroppo i veri costi della politica vanno ben oltre il livello comunque troppo elevato delle remunerazioni.
Però basta con lo sport nazionale del benaltrismo: che i problemi siano anche altri non significa che intanto non si debba agire su una questione di equità che è ormai urgente e irrinunciabile: riportiamo gli stipendi dei politici a livello europeo (e a quel livello sarebbe bello portare già che ci siamo anche gli stipendi di insegnanti, ricercatori e molte altre categorie di lavoratori, ma questo lasciamocelo come sogno per il futuro).
E poi: se i politici fanno tutti questi danni, dimezzando il numero dei politici dovremmo dimezzare anche l’ammontare dei danni. Un economista rigoroso come Baldassarri non potrà che essere d’accordo…
Ho avuto la stessa impressione di Gigi, leggendo l’articolo, e mi sono anche permesso di fare due conti, ispirato dall’illuminante passaggio ” I veri costi della politica non sono negli stipendi o nel numero dei Parlamentari…. con un taglio di metà dei loro stipendi e del numero di deputati e senatori risparmieremmo 450 milioni di euro all’anno” (Come diceva Verdone in un celebre film “Nun sò na gran cifra 450 mijoni, aò, sò 450 mijoni!”).
Il calcolo è questo:
-Se in Italia ci sono 16,6 milioni di pensionati (rapporto Istat-Inps del 2008),
-se i pensionati con pensioni tra 1000 e 1500 euro al mese sono l’ 11% del totale, quindi 1,837 milioni (rapporto annuale INPS 2011),
-se gli aumenti delle pensioni per l’adeguamento all’inflazione, nel 2012 saranno del 2,6% (decisione dell’ Inps riportata dagli organi di stampa), quindi per le pensioni di mille euro pari a 26 Euro al mese
Allorai il Governo Monti ha dovuto rinunciare, su pressione di partiti e sindacati dopo la prima decisione di bloccare gli aumenti alle pensioni sopra i 945 euro, portando questo tetto a 1400 euro, ha dovuto rinunciare dicevo ad una cifra di (1,837 milioni di pensionati calcolati in eccesso) per (26 euro al mese, cifra in difetto calcolata sulle pensioni di 1000 euro) per 12 mesi, uguale 573 milioni di Euro.
Eppure questa rinuncia è stata concessa solo dopo aver garantito che fosse a saldo zero, ovvero adeguatamente compensata con qualche altro pari introito. Sarebbe stato carino che la compensazione l’avessero fatta con i 450 milioni (cifra moolto vicina) di briciole calcolati da Baldassari!
Un buon anno a Pippo e a tutti!
Ogni volta la stessa storia, quando siparla di tagliare i costi e i privilegi della politica saltano fuori tutti i veri risparmi che si possono ottenere con una diversa gestione dell’amministrazione pubblica : ma In questi anni signori politici non era vostro compito gestire al meglio le risorse che noi cittadini mettiamo a disposizione di questo stato dalle mani bucate?
Ci si arriva sempre prima o poi…. Dopo i fochi
(di capodanno)
Mi spiace ma sono contrario alla lotta agli stipendi dei politici. Chi non sa perché siano pagati come dirigenti di alto livello si studi un po’ di storia parlamentare.
Quanto alla diminuzione dei parlamentari, forse ci sarebbe da ristrutturare il bicameralismo, prima di tutto, e lascerei perdere la diminizione dei deputati perché si creerebbe un allargamento dei collegi, che sono già enormi e ingestibili, per non parlare della catastrofe economica che diverrebbero le campagne elettorali in collegi così ampi, con tutte le conseguenze ben note di finanziamenti illeciti, conseguente evasione fiscale e bilanci falsificati, che metterebbero in crisi le campagne elettorali degli onesti.
Il risultato di queste operzioni sarebbe un ulteriore allontanamento della politica dal territorio. Davvero un risultato da evitare in questo clima da caccia alle streghe. Chissà perché io sto sempre dalla parte delle streghe…
Marco Volante
quando si parla di costi della politica non si parla solo dello stipendio dei parlamentari, che comunque è 10 volte quello che prende un normale impiegato, ma del numero di persone che in italia vivono di politica o di servizi alla politica.
possibile che per servire degnamente la regina di inghilterra bastano poco più di cento persone mentre a napolitano ne servono quasi 3.000? possibile che alla camera deve esserci il barbiere? possibile che i consiglieri regionali devono prendere quanto un parlamentare nazionale?
potrei andare avanti per migliaia di righe ….
Se invece di far fare le leggi ai consulenti che nella PA non ci sono mai passati pensassero di farle fare ai molti funzionari perbene che la PA la conoscono come le loro tasche?
https://www.facebook.com/#!/groups/190312109587/
Siete tutti invitati
Perfettamente d’accordo sulla domanda a Mario, che in verità si potrebbe rivolgere a molti, anche dei nostri. Tuttavia qualcosa di quanto propone mi pare ragionevole e, soprattutto, fattibile. Spero proprio che Mario 1° ne venga messo al corrente.
L’articolo inizia così: ” … non è al numero di parlamentari o al loro stipendio che bisogna fare la guerra, secondo il senatore… ma alle «ruberie mostruose» che si annidano nella amministrazione pubblica.”
E già questo basta per non leggere l’articolo.
Basta con le accuse di antipolitica: i politici sono troppi e troppo pagati. Cominciamo anche da loro a risparmiare.
Poi le spese della sanità, gli appalti e le altre inefficienze, probabilmente, calerebbero subito, come conseguenza diretta dei tagli ai politici.