La generazione che paga per tutti

La denuncia non fa nemmeno più notizia. In ogni caso, la generazione che paga per tutti si dà appuntamento a Bologna, sabato e domenica. Per cercare di venirne fuori, senza dare addosso alla generazione successiva, se ci riusciamo.

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utente anonimo scrive:

Se l'INPS paghera' pensioni da fame in futuro e' perche' i contributi pagati oggi sono bassi.

La diminuzione dei contributi e i salari bassi sono conseguenza di leggi varate dal centrodestra e dal centrosinistra al governo negli ultimi quindici anni nel vano tentativo di sconfiggere il lavoro nero e allargare la base contributiva, facendo inoltre un favore ai datori di lavoro che imputavano la nostra scarsa competitivita' al costo del lavoro invece che alle loro mancanze.

Il divario tra salario lordo e netto e' scandalosamente alto in Italia, ma solo in piccola parte e' dato dalle trattenute previdenziali le quali, se pure venissero aumentate per garantire una previdenza decente, non inciderebbero granche' sul costo del lavoro.

Per le soluzioni, rimando gli eventuali interessati al mio post # 5.
 
Kurtz

philfilippini scrive:

Sul caso Profumo la questione è molto, molto intricata. Ad esempio: chi era il suo commercialista?

philfilippini scrive:

Io conosco una persona che ha 51 anni ed è in pensione

utente anonimo scrive:

Il nemico dei giovani non è il debito, ma la logica del diritto acquisito
Enrico Zanetti
Al netto delle violenze, su cui non è possibile spendere parole diverse da una ferma condanna, la piega che sta prendendo la protesta giovanile in Italia è oggettivamente preoccupante.
A dover preoccupare non è certo la protesta in sé, perché, anzi, è stata proprio la calma piatta, di fronte a incredibili scostumatezze e dimostrazioni di palese inadeguatezza del Parlamento, del Governo e delle opposizioni, ad aver contribuito a ritardare la presa d’atto della drammatica realtà delle cose.
Quello che preoccupa è il contenuto “propositivo” della protesta.

L’unica cosa che sembrerebbe stare a cuore a questi “indignados” parrebbe quella di non onorare il debito pubblico, così da poter assicurare alle nuove generazioni gli stessi “diritti” di cui le generazioni precedenti hanno beneficiato nei decenni precedenti e di cui continuano in larga parte a beneficiare tuttora.
Ben poche sarebbero le speranze di futuro, se fossero questi i giovani chiamati a ricostruire il Paese sulle macerie lasciate da chi ha creato il buco e da chi, anziché iniziare a puntellarlo, lo ha ulteriormente allargato in questi ultimi dieci anni di autentico vuoto pneumatico.

Esattamente come hanno fatto per decenni i politici che oggi contestano, questi “indignados” cercano una scorciatoia che, però, è destinata ad aggravare la situazione, invece di risolverla.
Dire “non paghiamo il debito che avete creato” non porta da nessuna parte.
Ben altra cosa è dire: “Non paghiamo solo noi, lo paghiamo tutti insieme”.

I giovani devono battersi non per poter ereditare tutele e diritti insostenibili, ingegnandosi per trovare qualcuno cui lasciare da pagare il conto, bensì per fare in modo che al loro sacrificio ne corrisponda unoaltrettanto grande da parte di chi si trincera dietro la logica del “diritto acquisito” e non accetta di comprendere che in una comunità non possono esistere cittadini di “serie A” e cittadini di “serie B”.
In una comunità, che non sia un’iniqua caserma fondata solo sulla logica del “chi c’è, c’è” e del “chi primo arriva, meglio alloggia”, gli unici diritti che possono considerarsi legittimamente acquisiti sono quelli che possono continuare ad essere acquisiti anche da chi arriva dopo, nel vincolo di una reale sostenibilità del sistema.

La logica del diritto acquisito, oggi, è ciò che blocca il Paese e scarica sui giovani l’intero peso della crisi.
È questa la battaglia che i giovani devono fare e che può consentire al Paese di superare la crisi e ripartire.

Solo così i giovani possono continuare a sperare nel futuro
Chi bolla come populistiche le richieste di abolizione dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali, difende la logica del diritto acquisito e se ne frega del futuro.
Chi ritiene un’indebita ingerenza il fatto che possano essere previsti per legge dei tetti ai compensi dei manager di banche e imprese che beneficiano di aiuti di Stato, difende la logica del diritto acquisito e se ne frega del futuro.
Chi si oppone in partenza a tassazioni di tipo patrimoniale finalizzate ad alleggerire il carico sui redditi di lavoro e produzione, difende la logica del diritto acquisito e se ne frega del futuro.

Chi tuona e strepita contro riforme previdenziali che avvicinino da subito la realtà a quella che attende i giovani d’oggi, così da trovare un punto di equilibrio a mezza via per tutti, difende la logica del diritto acquisito e se ne frega del futuro.
Chi ostacola in ogni modo riforme volte a costruire un mercato del lavoro in cui tutti siano un po’ flessibili e un po’ tutelati, invece che precari o iper-garantiti, difende la logica del diritto acquisito e se ne frega del futuro.
Chi considera un tabù l’ipotesi che la ristrutturazione di pezzi dello Stato possa comportare anche lo scivolo della cassa integrazione per i dipendenti pubblici, in un Paese in cui nelle fabbriche servono immigrati per riuscire a completare gli organici, difende la logica del diritto acquisito e se ne frega del futuro.

I giovani non possono fregarsene del futuro, perché hanno solo quello per sperare, un giorno, di avere un passato da raccontare.
La loro battaglia non può essere la cancellazione del debito per continuare a fare quanto di peggio è stato fatto sino ad ora.
La loro battaglia deve essere il superamento della logica dei diritti acquisiti da alcuni, a favore di diritti sostenibili per tutti.

 

utente anonimo scrive:

Rettifico:
dimezzare, almeno, i contributi degli under 40 e raddoppiare, almeno, i contributi che versano gli over 60.
Che ve ne pare ?

Umberto

utente anonimo scrive:

che l'inps oggi è in grado di pagare le pensioni è noto.
il problema che l'inps sta pagando le pensioni con i miei soldi, che è noto che non potrà restituirmi perché quando toccherà a me non avrai i soldi.
l'inps in questo preciso momento sta truffando chi ha meno di 40 anni.
se gli indignados invece di dire che l'italia dovrebbe dichiarare default avessero detto che loro i contributi non li pagano e che i soldi se li tengono stretti, allora sarei stato d'accordo: o tutti col sistema contributivo o è guerra!

il solito anonimo

lo quoto totalmente e aggiungo:
non è questione di scontro fra padri e figli.
E' questione di soldi.
In tanti ne hanno troppi e in tanti, noi giovani, ne hanno pochi, pochissimi.
E l'assurdo è che dobbiamo toglierci il pane di bocca per dare pensioni d'oro ai vecchietti che, oltretutto, continuano a lavorare dopo la pensione e continuano a toglierci il lavoro.
Come dire: siamo becchi e bastonati.
Cosa propongo ?
Non sono un esperto di previdenza e di conseguenza non ho i mezzi per elaborare proposte articolate.
Ma una la faccio: dimezzare, almeno, i contributi degli under 40 e raddoppiare, almeno, i contributi che versano gli over 50.
Che ve ne pare ?

Umberto

utente anonimo scrive:

PROFUMO ERA QUELLO CHE PIACEVA TANTO ALLA BINDI?

utente anonimo scrive:

che l'inps oggi è in grado di pagare le pensioni è noto.
il problema che l'inps sta pagando le pensioni con i miei soldi, che è noto che non potrà restituirmi perché quando toccherà a me non avrai i soldi.
l'inps in questo preciso momento sta truffando chi ha meno di 40 anni.
se gli indignados invece di dire che l'italia dovrebbe dichiarare default avessero detto che loro i contributi non li pagano e che i soldi se li tengono stretti, allora sarei stato d'accordo: o tutti col sistema contributivo o è guerra!

il solito anonimo

utente anonimo scrive:

Condivido in pieno le critiche di Ganon e invito Civati a uscire dall'ambiguita' su questo argomento.

Le riforme sulle pensioni sono state fatte e le distorsioni del passato non esistono piu'.

Allora, o si propone di tagliare le pensioni ai pensionati attuali, come suggeriscono alcuni ultra' anche qui, o si passa a una bella Endloesung in stile nazista per gente che campa con meno di 1000 euro al mese.
Gli ultra' sono magari gli stessi, ventenni o trentenni, che vorrebbero il reddito di cittadinanza o bivaccano sui tetti per il posto da ricercatore in universita'.

Lo si scriva chiaramente, pero', che bisogna far fuori i pensionati in un modo o nell'altro o altrimenti la si smetta di scassarci i cabasisi col conflitto generazionale.

Kurtz

utente anonimo scrive:

Pippo, non conviene metterla sul tema dello scontro intergenerazionale, primo perchè si perdono voti, secondo perchè la principale obiezione sarebbe che di riforme delle pensioni ne sono già state fatte parecchie, grazie alle quali l'anno scorso l'INPS ha chiuso con un attivo di competenza di 1,7 miliardi.  Inoltre oggi non si può più andare in pensione a 40-50 anni, è epoca preistorica.

Poi sarebbe anche il caso di dare un'occhiata anche ai numeri. Leggo dall'articolo linkato:

"…Utilizzando le indagini sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d'Italia possiamo confrontare l'incidenza dell'impiego pubblico tra nonni e padri nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni. (2) In tale fascia di età, gli occupati nel settore pubblico erano il 27 per cento tra i nonni e il 40 per cento tra i padri."

Sarei francamente curioso di leggere questi documenti della Banca d'Italia – avendo a disposizione titolo, anno di pubblicazione, ma soprattutto la pagina – in cui si direbbe esplicitamente che una qualsiasi generazione (padri, nonni, figli, bisnonni, alieni…) sarebbe stata per il 40% composta da dipendenti pubblici.  

I numeri odierni: 3,5 milioni di dipendenti pubblici, 23 milioni di italiani attivi.

Ganon

utente anonimo scrive:

A Bologna parlerete di tutto e di più … tante richieste, tante proteste e tante proposte. Ma non avete ancora capito che il TEMPO E' SCADUTO, specialmente il PD,  il suo Segretario,  i veltroniani, i dalemiani, ecc.. NON sanno prendere una UNICA e seria decisione capibile e condividibile dal popolo di centrosinistra … che non accetterà MAI di allearsi con le destre, da Casini in giù. Mi dispiace soltanto che dei giovani dediti alla politica vengano sprecati, si sprechino in chiacchiere inconcludenti, creando ancor più dissafezione … ancor più astensione al voto.

utente anonimo scrive:

No, caro Pippo, non me la sento di pagare per altri.
Per questo ti chiedo di fomentare, promuovere, favorire e portare avanti la RIVOLUZIONE PREVIDENZIALE.
In cosa consiste ?
Semplice. Non paghiamo più contributi previdenziali, né all'Inps, né alle casse di previdenza di chi è iscritto ad un albo.
Altro che rompere 2 vetrine e dare fuoco a 3 auto a Roma.
Vedrai come corrono, questi vecchietti governanti, se gli togli la benzina dei nostri contributi.
Si fermaa il Paese, in un attimo.

Umberto