Non è una questione anagrafica

Ma un po' sì (almeno così sembra leggendo questo articolo di Alessandro Gilioli).

che poi è pazzesco pensare che i sessantenni di oggi sono quelli che hanno fatto il '68

silbi

Per me il problema non è tanto l'età anagrafica quanto la sicumera di molti 50-60enni, che solo per il fatto di avere quell'età si ritengono politicamente più abili di persone più giovani. Questo vale soprattutto per quei 50-60enni che hanno ruoli politici di primo piano da molti anni e che mal digeriscono che uno "sbarbatello" prenda il loro posto. Soprattutto se lo sbarbatello in questione ci sa fare più di loro.
Vera

Sono d'accordo con Marco 67

In linea teorica l'età anagrafica non conta, in pratica i giovani sono quelle forze esterne per i quali il cambiamento è l'unica chance, non il pericolo da evitare.

Ed è anche vero che i giovani si devono fare le ossa, ma lo è altrettanto che arriva un momento in cui uno passa il testimone. Volontariamente.

Uqbal

sicuramente non è solo una questione anagrafica o di genere, ma i dati fanno riflettere. Diciamo che sembra che qualcuno si senta insostituibile o indispensabile. Sembra non esserci l'idea che la capacità e l' esperienza di ciascuno può avere funzioni diverse. Il cambiamento porta novità di idee, ma anche "rotture" di   equilibri spesso dettati da consuetudini. Col cambiamento è più semplice che si assuma  rischi diversi e nuova  capacità di azione. 
Elena Papi

A me la cosa più inquietante mi sembra il fatto che in media i parlamentari IDV si siano fatti quasi 6 anni… se pensiamo che l'IDV è in Parlamento solo da 5 (nel 2001 non superò lo sbarramento e prima non esisteva) significa che la maggior parte degli eletti IDV sono stati 'riciclati' da altri partiti…grottesco.

Per il resto sono abbastanza d'accordo con l'articolo, che però mi sembra scritto in maniera molto superficiale

Fred

Io invece credo che sia importante anche l'età anagrafica tout court. 

C'è bisogno di passione, flessibilità, coraggio, impudenza, freschezza di idee, creatività, tutte doti che difficilmente restano intatte con l'avanzare dell'età.

Naturalmente a patto che l'età non diventi in nessun modo una discriminante. In un senso o nell'altro.

Le generazioni devono convivere, compensarsi nello spirito di una  collaborazione profiqua per tutti, come credo funzioni quasi ovunque altrove, nella politica e non solo.

L'Italia non ha investito su nulla, tanto meno sulle giovani generazioni e il risultato è l'immobilismo che abbiamo sotto gli occhi.

imho

Marco 67

Per quanto a Gilioli non si debba chiedere un certo rigore statistico, tale da evidenziare la differenza tra "correlazione"  e "causalità", o si fanno ricerche serie o si evita di scrivere articoli.
Problemi di metodo:
– Non puoi comparare la distribuzione anagrafica di senatori  appartenenti a partiti che da soli non riescono a costituire un gruppo ( i vari UDC, FLI, Api…la Svp l'ha dimenticata?) con la distribuzione anagrafica degli altri gruppi parlamentari.

- "Tuttavia gli onorevoli e i senatori di Di Pietro hanno l'anzianità parlamentare più bassa di tutti (5,8 anni alla Camera e 5,6 al Senato): un dato che comunica, almeno in apparenza, un minor incancrenimento dei suoi esponenti sulle poltrone del Palazzo." : e se il dato comunicasse che nel 2001 l'idv non ha superato lo sbarramento???
Personalmente, per misurare  l'incancrenimento degli esponenti  alle poltrone userei l'incidenza dei transfughi sul gruppo parlamentari..forse avremmo risultati diversi….

Obiezioni nel contenuto:
-L'articolo sbatte il Pd in prima pagina, però poi a leggere l'articolo sostanzialmente
– Da giovane ( e da non bersaniano) dico che sono stanco di questa storia di sentire che uno vince perchè votato dai vecchi: nel momento in cui c'era il congresso, i giovani potevano candidarsi e andare a votare…se non l'hanno fatto non ci si può lamentare che l'ha fatto qualcun altro. Nel momento in cui, nelle varie primarie comunali da renzi a zedda (uso la par condicio), qualcuno si è voluto presentare, ha visto premiate le propria capacità e l'apporto di rinnovamento. Se poi si aspetta Godot, libero di farlo…ma penso che sia più giusto combattere per uno strumento come le primarie di collegio, che per il limite dei due mandati…

stecrusciov

Confermo la "smarcatura" di Pippo dalla rottamazione anagrafica ( che non è mai stata in discussione, anche se ai giornalisti piace tanto ), invece leggendo i dati riportati dall'articolo, mi ha stupito ( ma non più di tanto ) vedere che abbiamo ancora il 70 % di uomini….
Nel prossimo parlamento mi piacerebbe vedere un PD diviso al 50% tra uomini e donne !

Pippo
Sulla rccolta firme per il referendum, all'estero sembra (o fanno sembrare?) una mission impossible.
Ti copio (ometto i nomi, abbi pazienza) una risposta pervenuta dal PD "centrale"

Caro XXXXX
 
Non so se ce la  fate per la ristrettezza dei tempi, orami mancano pochi giorni
Parla pure con XYXYY YXYXY che può consigliarti meglio
La difficoltà sta nell’utilizzo dei moduli originali  ( tra l’invio e la spedizione di ritorno
Occorrono almeno due settimane !)

FC Rotterdam

@2

Al PD nazionale non sono bastate le ultime amminstrative per capire quale strada prendere, sai che gli frega di Repubblica o dell'Espresso.

Lorenzo M.

Comunque su questa storia della guerra delle generazioni stanno menando il torrone troppo a lungo.

Io fossi in te mi smarcherei, spostando il focus. Nella battaglia campale tra il vecchio e il nuovo alla lunga e' favorito il vecchio, per la sindrome di stoccolma, perche' meglio chi c'era gia' almeno sai cos'e'. Il nuovo nuovo si logora in fretta.