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Commenti
caro umberto,
il senso del tuo discorso è comprensibile, però si fonda su due punti sbagliati:
1) dici che nonostante le primarie il parlamento è ancora pieno di gente indagata, imbecilli, ecc… purtroppo alle scorse politiche i candidati a camera e senato non sono stati affatto scelti con le primarie, bensì tirati fuori da pacchetti di figurine: ci serve un sindacalista qua, un imprenditore là, una giovane su e via dicendo.
2) finora deputati e senatori scelti con metodi "tradizionali" ovvero dalle segreterie dei partiti hanno partorito il risultato che oggi abbiamo sotto gli occhi. sai te indicarmi un modo alternativo per decidere chi candidare alla camera e al senato?
se le decisioni nei camerini dei partiti hanno fallito, PD incluso, non resta che una strada: PRIMARIE.
il grosso problema è riuscire a far coincidere i vincenti delle primarie in liste bloccate dando giusto spazio a rappresentanze di territori e di genere, ma una volta trovata la formula ben viene anche la permanenza del porcellum.
G.D.
IL GIOVANE FAUSTO RACITI STà ANCORA NEL PD
le primarie sono necessarie a milano napoli cagliari il popolo ha scelto e a deciso quale candidato scegliere per fare il sindaco?
Carissima Sara
non vorrei regredire e sono anch'io ad una selezione qualitativa dei parlamentari. Ma ad oggi, anche con le primarie, abbiamo un parlamento pieno di gente indagata, se non addirittura condannata.
Comunque ciò che voglio dire è molto più profondo delle primarie: la nostra è una Democrazia Parlamentare. Il Parlamento dà l'indirizzo politico al governo. Questo è quello che dice la Costituzione. Ecco quindi che i partiti devono avere un ruolo centrale, perché è da essi che nasce il Parlamento, che a sua volta rappresenta i cittadini elettori.
L'eccesso di personalismi ci porta B.. Ed anche un eccesso di primarie potrebbe portare un nuovo B., che se ne frega del partito, degli elettori, del Parlamento e della Costituzione.
Se mi dici che i partiti vanno ripuliti, rifondati e riformati sono totalmente d'accordo. Ma le primarie in un partito marcio servono a poco. Sono come la polvere spazzata sotto il tappeto.
Umberto
Io credo che gli iscritti di un partito (soprattutto i leader, non i lader ) hanno già una associazione elettiva per fare politica e cultura: è il loro partito. Se non bastano i gruppi di ricerca/azione finalizzati a questo o quello, se ne facciano altri. Li si faccia sui terriotori (come si diceva un tempo) come emanazioni dirette dei circoli o dei gruppi regionali, provinciali o altro. Oppure i circoli si associno liberamente e rasparentemente ad altre associazioni, come come su FB ci si iscrive a un gruppo. Le associazioni di carattere privato dai nomi più fantasiosi, se emanazione di leader dipartio o amminsitratori, inevitabilmente finiscono per esser sisemi di drenaggio di finanziamenti per le correnti o addirittura per questo o quel leader nazionale o locale. E, come si vede, luoghi di scambio di favori, perchè è difficile incontrare mecenati, nel mondo della finanza e dell'imprenditoria. Ed è difficile, anche, incontrare politici disinteressati.
Via le associazioni emanazioni di leader, leaderini, sindaci e amministratori, insomma, oppure via loro dal PD.
Michele
@Umberto
Ma le primarie vanno fatte assolutamente, con questa legge elettorale non possiamo scegliere i nostri parlamentari possiamo mettere solo una croce come gli ignoranti per esprimere una preferenza che è imposta dai partiti. No, in Parlamento ci devono andare i migliori e lo dobbiamo scegliere noi, popolo sovrano. Quale strumento più democratico delle primarie? Lo sta riconoscendo anche il PDL. Vuoi regredire forse?
Civati si prepara per le primarie e liscia il pelo al pacchetto elettorale Grillino.
Sottovaluta che dopo le primarie ci sono le secondarie dove si vota sul serio.
Non per portare sfiga ma le ricordo un altro “blogger”che faceva tatticismo con Grillo durante le ultime primarie per l’elezione della segreteria. Mario Adinolfi.
Poi appoggiò Franceschini. Nessuno sa come avvenne la svolta. Una ricostruzione fantasiosa e malevola racconta di una chiacchierata con il grande sociologo Cirino Pomicino che gli spiegò che le culture non si inventano.
Cmq io tifo per Lei e spero nessun grande vecchio venga a recuperarla. Spero abbia un radioso futuro tra i “blogger” del Fatto Q, e perché no, delfino di Grillo, o Di Pietro, oppure , si si, lui, Vendola.
Paperinik ( cosi non scassi che non mi firmo)
Civati ti sto puntando col fucile in canna, stai attento a non fare cazzate perchè altrimenti sparerò le peggio offese vebali contro di te.
Da oggi inizierò il monitoraggio sul tuo operato e alla prima caz_zata di rovino dagli insulti.
Bene.
Inoltre sto notando la nascita di un nuovo sodalizio, fra Civati ed Il Fatto Quotidiano di Travaglio. Mi sembra una bella cosa, no ?
Umberto
La tua intervista, Giuseppe Civati, mi piace, ma su una cosa non sono completamente d'accordo: le primarie per scegliere i parlamentari.
Credo infatti che i partiti debbano tornare ad avere più potere, rispetto ad ora. Ed esprimere questo potere in Parlamento, poiché non dimentichiamoci che la nostra è una democrazia parlamentare. RAPPRESENTATIVA, non diretta.
Se facciamo scegliere tutto ai cittadini si fa il gioco populista di B. e si esautora il Parlamento.
Basta con la casta.
Umberto
iL PD E LA VECCHIA DEMOCRISTIANA MASCHERATA.
…az……… metti la cravatta.
marco l.