Jacopo Suppo, del quale avevo già citato l'appello di qualche giorno fa (a cui, da lontano, avevo anche aderito), scrive un gran pezzo per il Post, che fa un po' di giustizia su alcuni aspetti della vicenda Tav in Valsusa.
Perché, come al solito, nel clamore degli eventi di questi giorni, le sfumature vanno a farsi benedire. Si tratta del tipico schema italiano: chi protesta pacificamente e chi critica costruttivamente è travolto dallo schema dei fronti contrapposti. E dalla violenza altrui.
Oggi, sul Mattino, mi esprimo così: «Rifiuto la violenza senza condizioni e concordo pienamente con quanto affermato dal presidente Napolitano. Ma, anche se sono sicuro di rappresentare una posizione minoritaria nel partito, sono convinto che la strada giusta era avere un atteggiamento di ascolto nei confronti della popolazione e degli esperti – ribadisco: non dei violenti – che avanzavano ragionevoli dubbi e perplessità. Il Pd doveva trovare un equilibrio tra l'urgenza di realizzare l'infrastruttura e quella di ascoltare coloro che sostenevano modalità diverse sul come realizzarla».
Mi riferisco al progetto FARE, un acronimo che non fa pensare a un'opposizione tout court all'opera, ma a una sua articolazione più razionale (non meno razionale, più razionale), che è stato un errore non prendere in considerazione.








Commenti
Son 20 anni che si ascolta e si media.. ad un certo punto bisogna pur decidere. Nessuno vuole avere la TAV sulle proprie terre.. mi pare ovvio. Cosa vuoi mediare? Equilibrio? Ma che equilibrio si può trovare? Chi dirà sì, io voglio la TAV che passi vicino a casa mia, prego fate pure..
Il progetto è stato modificato, discusso, ora va fatto.. punto..
Io in 20 anni non ho trovato pareri convincenti contro il Tav, e continuo a non capire perché in valle di Susa non dovremmo fare ciò che si fa in tutto il resto dell'arco alpino, trafori ferroviari di "base".
Però se vogliamo parlare del FARE, l'unica proposta sensata che il fronte del No abbia prodotto in tanti anni, dobbiamo anche ricordare che chi mise a punto quella proposta è stato isolato da tutto il movimento no tav, anche dagli amministratori. E' la sorte capitata ad Antonio Ferrentino, già presidente della Comunità Montana e storico leader della protesta, ma anche a Debernardi, per anni tecnico di fiducia dei no tav che ha avuto la colpa di confessare che alcuni dei numeri e degli argomenti portati dalle ferrovie al tavolo dell'Osservatorio erano fondati.
Poi c'è la storia dell'Osservatorio, dal quale le amministrazioni di centro sinistra si sono scelleratamente chiamate fuori per non contraddire il "movimento", quelli che adesso dicono che rispondere con pietre e bombe carta alle cariche della polizia è "giusto", o che servono morti, martiri ed eroi.
La verità è che di studi ed analisi che dimostrino l'utilità del Tav vene sono fin troppi, quello che è mancato è stato il rapporto con il territorio, la fiducia nelle istituzioni, e anche una informazione puntale e corretta. Come avvenuto in Francia dove a nessuno viene neanche in mente di mettere in discussione l'opera, nonostante condizioni ambientali ed economiche equivalenti.
Tersite aka Michele Ferraudo
@ ciwati
una delle più importanti infrastrutture italiane di sicura rilevanza nazionale non è condizionata dall'opinione dell'assessore al demanio del comune di roccacannuccia.
io ne sono lieto.
ripeto, sono liberi di manifestare il proprio pensiero come meglio ritengono, non sono liberi di prevaricare la stragrande maggioranza degli italiani che hanno deciso per la tav nelle forme previste dal vivere civile.
il solito anonimo
Concordo che sia stato un errore non valutare delle alternative, perchè esistevano. Concordo che ora gli animi sono così caldi che non esiste più la razionalità ma solo blocchi contrapposti SI TAV e NO TAV.
Grazie, Solito, peccato che si tratti dell'unico progetto che aveva l'avallo degli amministratori locali…
questa opera è passata da una quantità di tavoli che non ha eguali al mondo, in europa e in italia.
l'ascolto delle popolazioni significa considerare tutti gli interessi in gioco e prendere una decisione, ed è stato fatto abbondantemente.
dal punto di vista politico, pensando al futuro e non al passato, allacciarci alle grandi infrastrutture ferroviarie europee è vitale.
se le dimensioni e l'investimento è stato azzeccato ce lo dirà il futuro: ai tempi dell'autostrada del sole ci furono enormi polemiche perché farla a 3 corsie era un'assurdità, già 2 corsie erano d'avanzo visto che serviva a poche migliaia di auto.
il solito anonimo