Adesso, però, quel vento che dà ragione alla passione

Leggo le solite interviste sul governo tecnico e sulla grande alleanza e su LCdM e su Tremonti premier e su Casini leader e su tutte quelle cose che ormai danno fastidio agli elettori di centrosinistra come le schegge sotto le unghie.

Consiglierei a tutti, come già in passato, di tacere fino ai ballottaggi. E fino ai risultati definitivi, proprio.

E consiglierei a tutti di leggere i dati elettorali e quel clima che c'è, in giro per il Paese, per capire che cosa è il caso di fare dopo, comunque vadano le cose.

Perché a Napoli, ieri, c'era un'atmosfera arancione (colore di De Magistris e anche di Pisapia, senza che si siano messi d'accordo, tra l'altro). Perché la stessa aria si respira anche nella provincia profonda. Perché c'è un'urgenza di cambiamento fortissima, a tutte le latitudini.

E ci sono, però, tanti elettori in sonno, delusi e disillusi dal governo della destra, che non sono andati a votare, e che ora si guardano intorno. E non credo che li conquisteremo con un'alleanza più larga del solito, ma con una proposta di governo senza timidezze e senza imbarazzi, che sappia dare a questa esigenza di cambiamento un progetto per il Paese. Più precisa e capace di rappresentare gli elettori italiani (e non solo i dirigenti di questo o quel partito). Meno legata agli schemi della politique politicienne, che sono i veri sconfitti di questa tornata amministrativa.

Non è tempo per i calcoli, è tempo per una scommessa razionale e appassionante, insieme. Che segua quel vento, di cui si parlò alla Leopolda, un vento profondo che soffia, che riempie di senso le cose, che dà ragione alla passione.

Mi pareva, tra l'altro, che il Pd lo avessimo fondato per questo. Nel 2008 ci abbiamo provato, ma era troppo difficile, perché si veniva da una grande alleanza confusionaria e autolesionista. Ora è venuto il momento di provarci. Non in solitudine, come allora, ma con lo stesso profilo. E facendo tesoro degli errori. Che non vuol dire commetterli di nuovo, eh.

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Commenti

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 15:16

    Sono d'accordo.

    Ripensate alla Rifondazione Comunista di Bertinotti e ricordate con quanta facilità sono stati in grado di buttar via il governo Prodi.

    Ora, dopo le primarie, e con tutto il lavoro svolto insieme proprio intorno e grazie ad esse, è pensabile immaginare che SeL si permetterà un frondismo del genere? Che possa semplicemente esistere al di fuori della cornice offerta dal PD?

    Secondo me le primarie hanno riunito l'elettorato di sinistra, e anche quello di centro, hanno creato una coscienza comune. C'è qualcuno che può veramente pensare che Pisapia non sia possesso del PD quanto lo è di SeL?

    Le primarie piddizzano tutto, e questo è il meglio che potevamo chiedere loro, al di là della democratizzazione dei processi decisionali.

    FR

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 15:11

    Civati non fare anche tu l'errore della sinisstr adel 1993 e 2005 (quando tra l'altro le vittorie furono molto più nette) e confondere il voto amministrativo delle grandi aree urbane con un "vento che cambia", magari anche nell'"Italia profonda" di provincia (i dati delle amministrative dicono altro, tra l'altro), perchè poi ci si scotta.

    by Iannis

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 15:05

    Vai Civati. Vai e vinci. Leader.
    F.to 2.

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 14:22

    CONCORDO IN TOTO. Pippo andiamo avanti, OLTRE così!!!!

    Marco De

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 13:58

    In effetti… stupisce che il velista D'Alema non abbia ancora imparato a prendere il vento

    Silbi

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 13:08

    «UNA sinistra all'acqua di rose non serve a niente. C'è bisogno invece di un nuovo Ulivo capace di tenere insieme diritti civili, riforme sociali e giustizia fiscale». Il presidente della Toscana Enrico Rossi lancia un messaggio politico preciso al suo partito, indicando la via da percorrere in caso di elezioni anticipate: evitare ogni tentazione d'intesa con il terzo polo. E il secondo messaggio è contenuto nella nuova foto scelta per il suo profilo facebook, scattata mentre regge un cartello con la scritta "Ai referendum voto 4 sì". «La terrò fino al 13 giugno», spiega Rossi, «perché voglio che tutti sappiano che io vado a votare quattro volte sì. Spero che dopo le amministrative siano i referendum a dare l'ultima spallata ad un governo che non riesce più a tirare avanti e che blocca il paese».

    L'ALLEANZA tra Pd e Udc alle amministrative è stata già esplorata, anche a Grosseto dove si vota per il ballottaggio. «A livello locale si possono sicuramente fare accordi di questo tipo se ci sono le condizioni ma in generale non sarebbe corretto andare verso una coalizione nazionale con l'Udc e il terzo polo, che certo da queste elezioni non esce rafforzato. Bisogna invece costruire un'intesa tra le forze di sinistra, un "nuovo Ulivo" come lo ha definito una volta anche Bersani. Con Casini si possono costruire progetti comuni in difesa della Costituzione ma non per il governo. Il Pd deve stare con sinistra e IdV e davvero mi auguro che dopo i referendum si possa andare rapidamente ad elezioni. Il governo non può più andare avanti, Berlusconi con i suoi problemi tiene solo bloccato il paese».

    Perché parla di sinistra annacquata? C'è troppo poco rosso nella bandiera del Pd? «Non dico certo di tornare ai vecchi panni e ai vecchi simboli, ormai superati. Dico che la sinistra deve metterci più cuore e parlare al cuore. Perché non esiste solo la questione delle alleanze. Dietro ai programmi stanno i soggetti sociali, la gente vera che chiede giustizia, equità. La crisi del liberismo che da trent'anni domina la scena politica mondiale porta con sé la crisi di una sinistra che è stata attratta dalle teorie liberiste e che adesso, di fronte ad una disastrosa emergenza sociale, non convince più e lascia spazio alla destra. Il modello di Blair ha fallito». Anche Zapatero in Spagna ha un crollo di consensi, però.

    «Zapatero è stato molto incisivo sul fronte dei diritti civili ma assai meno impegnato sul piano sociale e ora è travolto dai 5 milioni di disoccupati. Se la sinistra non prova a ritrovare le sue ragioni continuerà a fallire. Il Pd deve ripartire da una vicinanza alle forze sociali che in questo momento sono in maggiore difficoltà, è evidente che in tutto questo gioco non sia più centrale il conflitto lavoro-impresa ma diventi fondamentale il tema di come si ridistribuisce la ricchezza. Lavoriamo davvero ad un'idea diversa di società e troveremo lì la nostra forza». Quale sarebbe il blocco sociale che guarda a sinistra? Non esistono più i punti di riferimento di un tempo. «Però esistono le differenze sociali. In Toscana si contano 100 mila disoccupati e 40 mila persone in cassa integrazione. Com'è possibile in questo panorama non parlare di riforma fiscale, lotta all'evasione, sostegno ai giovani, incremento sulla tassazione delle rendite finanziarie, una finanza più collegata ai territori che alle speculazioni delle Borse? Io non riesco a mettere sullo stesso piano l'imprenditore di Prato che investe sui nuovi macchinari dell'azienda e quello che l'azienda la vende per comprarsi immobili.

    Penso che si stiano aprendo prospettive straordinarie per costruire un blocco sociale nuovo, fatto da artigiani, ricercatori precari, lavoratori dipendenti e impiegati pubblici seriamente impegnati nel loro servizio. Dopo i ballottaggi diventerà ancora più urgente dare concretezza a queste idee».
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/24/rossi.html

    Matteo 70

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 12:41

    ovviamente grazie per il post e mi associo all'auspicio sul destino che ti aspetta nel pd.
    grazie marco l.

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 12:34

    Caro Civati cresci a vista d'occhio e sono felice che sbertucciato da  chi comanda a differenza di questi le tue vele sono già gonfie di vento.
    Ma c'è un piccolo dettaglio non marginale.
    Questa urgenza che c'è nel paese la può interpretare che è figlio della prima stagione e dei primi errori?
    Si può prendere la scia cavalcare l'onda ma non credo la si possa incarnare nel profondo quando non sei figlio di quel tempo.
    Se ti metteranno nel ponte di comando insieme ad altri forse ci si può riuscire altrimenti temo non nascerà il nostro ventennio.
    marco l.

  • Sara_stones  Il 25 maggio 2011 alle 12:25

    Grazie Pippo per quello che stai facendo,ma come dicono altri in questo post tu sei il futuro e quindi alle prossime primarie presentati.

    PS: Ok, ora tutti silenziosi aspettiamo l'esito del ballottaggio… Non buttiamo via tutto per colpa di Pisapia! 

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 12:03

    Parole sante. Non facciamo che poi buttiamo all'aria tutto come spesso abbiamo saputo fare egregiamente.
    NO allargamento maggioranza per poi essere ricattabili dai piccoli e determinanti alleati
    NO cerchiobottismo

    Non sono tanto ottimista perché quelli come te, Civati, non so quanto siano ascoltati da chi comanda. Mentre dovrebbero esserlo.

    Ciao
    Lina Sini

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 11:58

    Più che d'accordo.
    Condivido, sottoscrivo, divulgo :-)

    Chiara

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 11:57

    Bravo,

    Filippo

  • utente anonimo  Il 25 maggio 2011 alle 11:55

    Bravissimo!
    francesco di leo

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