Dopo Giorgio Airaudo, rinuncia anche Roberto Tricarico. Un vero peccato.
-

-
-
Link
-
Blogroll
- giuseppe adamoli
- samuele agostini
- mario agostinelli
- cristiana alicata
- diego bianchi
- gianluca briguglia
- alessandro campi
- marco campione
- alessandro capriccioli
- mattia carzaniga
- stefano catone
- gianluca chiappini
- andrea civati
- giuseppe conte
- francesco costa
- paolo cosseddu
- gianni cuperlo
- luca de biase
- alessandro gilioli
- marco giovannelli
- marco lamperti
- laura marcucci
- dario marini
- marta meo
- matteo micati
- andrea mollica
- carlo monguzzi
- alessia mosca
- francesco nicodemo
- olga piscitelli
- pietro raffa
- roberto rampi
- marcello saponaro
- ivan scalfarotto
- stefano schwarz
- marco simoni
- luca sofri
- jacopo suppo
- marina terragni
- renata testa
- pino timpani
- raffaele viglianti
- marcella volpe
-
Cerca nel blog
-
Archivio
-
Tag
- a filo d'erba
- a4 - progetto love
- acqua
- ambiente
- appunti per un partito nuovo
- bicicletta
- cambiamento
- cerco l'uovo
- circoli virtuosi
- citta possibili
- cose serie
- cultura
- diritti
- diventare grandi
- elezioni2013
- expo 2015
- forse non sapevate che
- il fico di ulisse
- il partito dei giovani
- il segreto di alex
- in sei parole
- in viaggio attraverso la brianza
- la casta
- la classica del nord
- la lombardia che ci piace
- la questione settentrionale
- la rosa dei venti
- le 10 cose da fare subito
- letture
- little italy
- lombardia
- monza
- nel nome di ippolito
- novitalizi
- obama sui navigli
- obamako
- omaggio alla catalogna
- operazione guardie svizzere
- per le strade del pd
- progetto love
- racconti
- referendum
- regione
- regione straniera
- scuola
- sicurezza
- spanding review
- territorio
- visioni
- wittenberg duepuntozero







Commenti
giampaolo ha fatto un'analisi perfetta di ciò che è successo a Torino, e due.
grazie giampaolo.
Marko Nero
@FR
in effetti non c'è molta chiarezza di informazione, ma da quel che ho capito io sono primarie di coalizione.
altrimenti il PD torinese non avrebbe potuto imporre il 20% degli iscritti come base delle firme, visto che lo statuto per le primarrie PD prevede solo il 3% delle firme.
questi i candidati al momento.
Piero Fassino, il consigliere regionale del Pd Davide Gariglio, Silvio Viale, presidente dei Radicali Italiani, Gianguido Passoni, assessore comunale al Bilancio (ex Pdci) e Michele Curto, presidente dell'associazione Terra del Fuoco.
poi eventuali candidati civici, sottoposti ad accettazione da parte dei partiti.
il discorso delle firme riguarda un regolamento approvato dal PD regionale del piemonte che non prevedeva il 20% degli iscritti ma un certo numero di firme degli elettori, di cittadini (3000 mi pare).
il PD cittadino dopo lumga discussione ha optato per la scelta restrittiva.
cioè a dire, tricarico, in quanto iscritto al PD, non poteva candidarsi per materiale impossibilità di raggiungere il quorum di firme (fassino ne ha già più di mille).
per poterlo fare doveva non solo uscire dal PD ma anche sottoporsi all'accettazione dei partiti come "civico" e il PD non avrebbe mai detto si.
in pratica questo meccanismo restrittivo scelto a dire della segreteria per scremare le candidature si è risolto in un modo di impedire determinate candidature.
è evidente, infatti, che con questo tipo di regolamento chi controlla le tessere controlla anche le candidature, quindi controlla a monte anche il risultato delle primarie, nel senso che può impedire determinati esiti.
se in ipotesi migliaia di torinesi volessero votare tricarico sia alle primarie che poi alle elezioni non potrebbero perchè i dirigenti che fanno capo a 3500 iscritti hanno deciso per un bacino elettorale di 700.000 persone.
a me sembra un'assurdità, anche perchè diminuisce e di molto l'autorevolezza degli altri candidati, anzi, del Candidato Prescelto, cioè Fassino.
poi non stupiamoci se la gente diserta le primarie e le "secondarie".
A quanto pare corre anche Michele Curto, proveniente da Libera (Gruppo Abele). Io andrei a trovarlo, per conoscerlo.
Mafalda
Ci sono diverse cose che ancora non capisco.
Il regolamento delle primarie è stato stabilito a livello regionale o comunale, secondo il quadro fornito dallo statuto. Non mi sembra che l'Assemblea di Torino si sia allontanata da questo quadro. Non sono quindi portato a pensare che le regole siano state manipolate "oligarchicamente".
L'unica cosa che mi lascia un margine di dubbio è il fatto che i candidati sono tutti pd, quindi non sembrerebbero primarie di coalizione (ma la coalizione, al voto, c'è, quindi forse questo mio dubbio può essere eliminato).
Tricarico si è candidato all'ultimo momento proponendo le sue regole. Perché?
Non so chi sia, magari è un'ottima persona, ma per quanto si possa essere critici con il proprio partito, dubito si possa vincerne le primarie facendo il Savonarola (adesso questo Tricarico mi sembra si stia stracciando le vesti) e lamentandosi che il partito non fa come dice lui.
Trovo anche comprensibile che il PD non accetti che un suo dirigente esca dal partito, si faccia una lista e poi si presenti alle primarie del partito stesso.
La mia impressione è che Prossima Italia, o Civati, o i Rottamatori che dir si voglia abbiano sbagliato.
Hanno aspettato troppo, hanno criticato dall'esterno ma non sono stati incisivi quando si è trattato di candidare qualcuno. Dovevano trovare più firme cominciando prima, mi sa, nient'altro.
Se si vuole cambiare questo pd, che anche a me piace proprio, bisogna essere un po' più affilati, forse.
Condivido in toto il commento numero 9. Aggiungendo che in tutte le città in cui si sono fatte le primarie le firme sono state raccolte tra i cittadini. le regole valgono solo dove servono?
NON condivido il commento numero 8. Si valutano le parole e le azioni. Le presenze e le assenze. Non le intenzioni.
Marko Nero
(giusto perchè a me l'anonimato non piace, soprattutto se è scelto, solito anonimo)
mi pare di aver capito che i fatti sono andati così.
la normativa del PD regionale prevedeva che le firme per le primarie di coalizione dovessero essere raccolte fra i cittadini.
il PD di torino ha invece richiesto l'applicazione della norma statutaria del 20% degli iscritti al comune, per poter partecipare come candidato del PD.
il che ha favorito ovviamente chi controlla più tessere, ma non certo la competizione politica.
a questo punto tricarico poteva candidarsi da indipendente con una lista civica, però avrebbe dovuto restituire la tessera e non solo, la candidatura avrebbe dovuto anche essere accettata dai partiti della coalizione, e lo stesso suo partito, il PD, aveva già detto che la risposta sarebbe stata no.
a questo punto mi sembra che la sua decisione sia stata saggia e non certo dettata da quei sentimenti che il "solito anonimo" gli ha impropriamente attribuito.
nella sostanza la vicenda pone l'ennesimo problema di gestione delle primarie, perchè a napoli è facile dar la colpa alla camorra, ma a torino la competizione è falsata alla radice da parte di chi ha interesse a che un certo candidato vinca.
quindi è facile dire "candidatevi" quando invece è proprio difficile candidarsi, prima ancora che vincere.
e anche in questo caso l'ostilità del PD comunale è dettata solo dalla paura di perdere le primarie con la competizione regolare, visto che tricarico era l'unico candidato in area PD a non essersi schierato per il si al referendum.
la mia riflessione è che le primarie sono proprio indigeste perchè sono un barlume di democrazia in un partito che ha una dirigenza con tradizioni poco democratiche, limitatamente a cariche interne e candidature.
tradizioni che si fa fatica a combattere e ad estirpare.
se poi il risultato sarà che alle elezioni vere chi è schifato dalla candidatura imposta non va a votare o vota il grillino di turno, e vince la destra, sarà sempre colpa degli altri e mai di chi non ha voluto una competizione seria che portasse ad una candidatura realmente autorevole (che magari era la stessa, perchè magari vinceva fassino).
quindi alla fine è sempre un problema di credibilità.
E' andata in scena l'ennesima convetio ad excludendum e tu Pippo hai assistito ipocritamente. Ora non stracciarti le vesti perchè se tricarico fosse andato avanti anche a costo di uscire dal PD avrebbe sicuramente perso il tuo appoggio.
dichiarazioni sconcertanti di tricarico che pretende di stracciare le regole note e ampiamente dibattute per i propri comodi personali.
dilettanti allo sbaraglio.
di ilda curti già coautrice di un tragicomico manifesto/progetto di legge sulla immigrazione neppure l'ombra.
siamo alle solite: tra una elezione e l'altra sono tutti bravi a rilasciare interviste e riempire le pagine dei giornali, ma quando c'è da misurarsi tutti che scappano.
per ora renzi rimane l'unica eccezione.
il solito anonimo
Scusate ma le avete lette le dichiarazioni del commento #3?
ed è un peccato che si sia ritirato?
io abito in provincia di Torino, Tricarico era il candidato della mozione Marino a segr.regionale, dopo questo numero ho sentito gli esponenti locali all'epoca nella mozione marino dirne peste e corna…
per decidere il meccanismo delle firme di 700 iscritti ci sono state due assemblee provinciali snervanti e durissime;
dopodichè arriva Tric che mette in discussione tutto e se ne fotte delle regole, contribuendo ad alimentare caos e a mettere in imbarazzo il partito
mi spiace Pippo ma stavolta non ti seguo
Francesco
tric era una candidatura civica. qui se vuoi do degli elementi. e.r.
http://eliseereclus.tumblr.com/post/3028724284/la-bella-politica
C'e' una cosa che non mi e' chiara (non conosco peraltro la situazione torinese).
Secondo l'articolo 20 dello statuto pd, un candidato che si presenti a primarie di coalizione ha bisogno di essere sostenuto dal 20% degli iscritti nell'ambito territoriale pertinente (700 su 3500, appunto).
Perche' Tricarico ha chiesto una deroga ad un principio che non mi sembra sia mai stato messo in discussione e che cmq e' vincolante?
Tricarico si fa da parte e passa
all'attacco: "Mi vogliono fuori dal Pd"
Roberto Tricarico, assessore del Comune
«Volevo un dibattito
pubblico, dove far valere
i temi, non le tessere»
andrea rossi
torino
Ci ha provato fino all’ultimo, convinto che fosse necessario un «dibattito aperto e pubblico, dove far valere gli argomenti piuttosto che le tessere di partito». Ci ha provato sfidando il suo partito, il Pd, contestandone regole e procedure. Avrebbe potuto andare fino in fondo, tentare la prova di forza. Ha deciso di fermarsi un attimo prima.
Roberto Tricarico, assessore all’Ambiente e alla Casa, non correrà alle primarie del centrosinistra per designare il candidato sindaco. L’ha deciso ieri, sapendo che la sua richiesta non sarebbe stata accolta, la coalizione non l’avrebbe ammesso. «Per poter correre mi è stato chiesto di uscire dal Pd, pratica adottata in questi anni da molti dirigenti che, come da una porta girevole, uscivano per poi rientrare», spiega. «L’obiettivo era chiaro: pormi fuori dal partito e poi fuori dalla coalizione, attraverso una bocciatura collettiva, ispirata da un solo partito, il mio. Io, però, non ho alcuna intenzione di lasciare il Pd e mettermi fuori dalla coalizione».
Tricarico non ha mai accettato il meccanismo deciso dai democratici per scremare i candidati interni, l’obbligo di raccogliere 700 firme sui 3500 iscritti torinesi al partito per poter correre alle primarie. «Ho sempre ritenuto che il centrosinistra avrebbe dovuto chiedere a tutti i candidati di misurarsi prima di tutto con il gradimento dei cittadini, rendendo pubbliche le forze disponibili ad appoggiarli». Voleva poter giocare la sua partita come candidato non del Pd ma d’ispirazione civica.
«Come Francesco Profumo e Giorgio Airaudo, persone che stimo e avevo coinvolto per costruire un progetto condiviso per Torino, credevo che un candidato non dovesse essere solo espressione diretta di un partito, ma presentarsi forte di una legittimazione “civica”», racconta. «Per questo, fin dall’inizio, ho contestato le regole del Pd, che pretendevano che io mi sottoponessi a una conta interna di iscritti».
Impossibile. I vertici dei democratici torinesi gli hanno opposto un regolamento, varato a larghissima maggioranza, e soprattutto l’esempio dei quattro candidati – Ardito, Fassino, Gariglio e Placido – che avevano accettato le regole del gioco. Una deroga per Tricarico, è la linea della segreteria provinciale, sarebbe stata una mancanza di rispetto per chi stava raccogliendo le firme e per quegli iscritti che stavano sottoscrivendo le altre candidature.
Al tavolo della coalizione, oggi, la richiesta di Tricarico sarebbe quindi stata respinta. L’assessore ha voluto precedere il gran rifiuto facendosi da parte. «Vista l’assoluta indisponibilità da parte di tutti i partiti ad ammettermi alle primarie, rinuncio».
come volevasi dimostrare.
e con questo le prossime dichiarazionie sul rinnovamento del pd e sulle nuove leve passano dal noioso al penoso.
il solito anonimo
Ma Ilda Curti?