Comunicato stampa.
«Il ministro dell’Interno Maroni valuti se ci siano le condizioni per commissariare il comune di Desio. Negli atti dell’inchiesta contro la ‘ndrangheta figurano, anche se non indagati, personaggi importanti della vita amministrativa della cittadina brianzola: il presidente del consiglio comunale e un consigliere comunale, quest’ultimo anche uno dei due coordinatori cittadini del Pdl, che dagli atti risulta abbiano avuto rapporti diretti o indiretti con esponenti della ‘ndrangheta arrestati. Anche la presenza agli atti del nome di un assessore provinciale, ex capo dell’edilizia privata del comune, come figura "appoggiata da persone di rispetto" getta un’ombra inquietante sulla nuova provincia di Monza oltre che sull’amministrazione desiana». Lo chiede Giuseppe Civati, dirigente nazionale del PD e consigliere regionale lombardo dopo aver rilevato la presenza di nomi di amministratori locali brianzoli nell’ordinanza di custodia cautelare, riportata in parte oggi dalla stampa, che anche in Brianza ha portato in carcere decine di esponenti della ‘ndrangheta. «La nostra richiesta non è una rivalsa rispetto agli esiti elettorali – continua Civati -, siamo veramente preoccupati e auspichiamo che a Desio si apra una grande riflessione tra la cittadinanza, a cui il Pd locale ha già iniziato a contribuire due settimane fa con una assemblea pubblica».

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