Giorgio continua a segnalarmelo. E allora mi pare necessario linkare la nota del rapporto dell’Oecd che riguarda l’Italia. La disuguaglianza economica ha a che fare, guarda un po’, con la questione della mobilità sociale e con la diversità di condizioni tra anziani e giovani.
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Commenti
@Giorgio
Io vorrei si parlasse chiaro, prima o poi, di questo problema pseudo-generazionale.
E che mi si dicesse, almeno una volta, in concreto quali sono le rendite di posizione cui si fa iferimento, e cui gli anziani dovrebbero rinunciare.
Perchè, forse, c’è un punto debole in tutto ilr agionamento che percorre queste tesi, e non a caso nn riusciamo a saldare anziani e giovani, ammesso che siano categorie della polticia utilizzabili.
Un lavoratore ultracinquantenne vicino alla pensione o un pensionato già oggi (nn in futuro) "goddono" unicamente di quel minimo di garanzie che consentono a una quota di essi (badiamo bene: a una quota in costante riduxione…) una vita appena dignitosa, caratterizzata anch’essa da iinretzze equivalenti a quellie di tanto mondo giovanile (che, tra l’altro, mi piacerebbe sapere entro quali confini di età si definisce).
Fin che continueremo a pensare che ci sia qualcosa di sottraibile alla popolazione anziana in favore dei giovani, credo non ne caveremo nulla, e non perchè gli anziani, in generale, difendano privilegii, ma perchè difendono tenacemente (e con ragione) almeno la speranza di una condizione vivibile.
Michele
Giorgio ha ragione.
Anche perchè il problema non riguarda solo i giovani.
Infatti, a meno che uno non sia del giro della casta od in quello degli oligarchi,
- i giovani fino a 30 anni non hanno nè presente nè futuro
- chi è tra i 30 ed i 50 anni non ha più futuro ed ha un presente che assomiglia ad un filo che si assottiglia sempre di più fino a spezzarsi, vedi prospettive di lavoro sempre più precarie e clima aziendale sempre più feroce e spietato
Marco63
Caro Giorgio,
quello che dobbiamo fare capire – e a me, da candidato, era noto fin dal 2005 (precedente edizione delle Regionali) – è che soltanto con un patto tra generazioni, tra nonni e nipoti, si può riuscire a cambiare strada. Perché non è affatto vero che gli anziani non comprendano le ragioni dei giovani: bisogna solo saperglielo spiegare. Il futuro è quella cosa lì.
pippo
grazie Pippo,
questa posizione ti farà tanti nemici, lo sai. anche dentro ( o forse soprattutto dentro ) il PD. Ma io la ritengo la vera ‘questione sociale’ nell’italia 2010.
Guarda caso solo Napolitano ne parla e guarda caso tutti,dico tutti, preferiscono mettere l’accento del discorso del Presidente su altre ‘questioni’ – sebbene importanti.
Non me ne vogliano i tanti bloggers tuoi amici che ti seguono con attenzione della ‘generazione di mezzo’. lo so che loro hanno sofferto sulla loro pelle e per primi la mancanza di mobilità e l’impoverimento del reddito da lavoro ed infine da pensione. Ma adesso è il momento di pensare al bene dei loro figli e dei loro nipoti. Hanno avuto il tempo e il modo ( quante elezioni?) per far valere le loro legittime richieste e purtroppo hanno fallito. Si cerchino le ’cause’ e facciano le loro valutazioni ma non si chiudano ‘a riccio’ indifesa delle loro piccole rendite ‘di posizione’.
scusa il flusso di coscienza, vorrei chiederti solo di continuare, di insistere su questo tasto. prima o poi q.no dovrà rendere conto del loro operato. lo so, ho seguito la tua campagna elettorale per Marino. Rivoluzionario quello come programma e mi sono messo in fila speranzoso alle primarie. ti dico con tuttà onesta che la speranza è venuta meno quando ho visto lunghe file di pensionati gcil, anche qui a milano. Ma va bene così. questa è la democrazia. Ma tu insisti.
Buona domenica
Giorgio