Se telefonando: una Tobin Tax interna per il popolo dei Gini

Trovo significativo il fatto che in Francia i principali centri di profitto siano le banche e la grande distribuzione, ovvero i due settore che fungono da intermediari tra il produttore e il consumatore. Due settori che sfuggono completamente alla Tva, l’imposta sul valore aggiunto [Iva], una tassa che è fonte di forte lucro per lo Stato ma che è anche ingiusta e particolarmente antiredistributiva. […] L’ideale sarebbe tassare l’insieme delle transazioni, anche le più insignificanti, come il ritiro di contante dal bancomat. Se a ogni transazione si prelevasse indistintamente anche solo uno 0,01 per cento, tanto al bancomat quanto su un conto titoli (sette miliardi di transazioni al giorno), grazie all’informatizzazione il prelievo sarebbe immediato e diretto… e soprattutto sufficiente ad assicura il budget dello Stato francese senza dover ricorrere a nessun’altra imposta. Una specie di ‘Tobin Tax interna’, molto più pertinente del modello internazionale, che impone che prima sia risolto in modo definitivo il problema dei paradisi fiscali. Una misura che mi fa venire in mente quello che mi confidò un giorno François Lamoureux, già alto funzionario della Commissione europea, il quale aveva lavorato a lungo con il ministro Delors. Lamoureux mi disse che per sviluppare il bilancio di spesa europeo sarebbe bastato prelevare lo 0,1 per cento del costo di ogni telefonata scambiata sul territorio dell’Unione.
Daniel Cohn-Bendit, Che fare? Trattatello di fantasia politica a uso degli europei, Nutrimenti 2009, p. 83.